Brevetto unitario europeo e Tribunale Unificato rivoluzionano la proprietà intellettuale
Dopo anni di lavori preparatori, dal 1° giugno 2023 prendono vita il nuovo Brevetto europeo a effetto unitario e il nuovo Tribunale unificato dei brevetti (TUB), portando come rimarca lo studio Portolano Cavallo una rivoluzione nel campo della proprietà intellettuale.
Il nuovo Brevetto unitario europeo consentirà infatti di ottenere con un’unica procedura centralizzata una protezione brevettuale uniforme ed estesa a tutti gli Stati membri dell’UE che hanno aderito al nuovo sistema unitario di protezione brevettuale; senza pertanto necessità di ottenere la convalida in ciascun Paese. Questa possibilità si affiancherà alla tutela brevettuale nazionale ed europea già esistente. Inoltre il nuovo Tribunale unificato dei brevetti consentirà di azionare e tutelare il proprio titolo di privativa con una sola procedura, ottenendo così una decisione efficace in tutti i Paesi membri dell’accordo. Tutto questo al fine di rendere l’accesso al sistema di tutela brevettuale più facile, economicamente meno oneroso e giuridicamente sicuro, garantendo decisioni più rapide, nonché l’uniformità del diritto in tutti i paesi aderenti (evitando contrasti di decisioni), favorendo dunque la certezza del diritto e di conseguenza degli investimenti.
In ambito brevettuale, l’Italia è da sempre un Paese vivace come dimostrano le 4.919 domande di brevetto depositate nel 2021 presso l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) e le 38.374 depositate nel 2022 presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), presentate per tutelare soluzioni nuove ed inventive in Italia e in Europa. Il tema è chiaramente di importanza cruciale per imprenditori e professioni del settore brevettuale, ragion per cui lo studio legale Portolano Cavallo e lo studio di consulenza in proprietà intellettuale Modiano & Partners hanno dedicato alla tematica un apposito convegno tenutosi lo scorso 16 febbraio a Milano.
Durante il convegno, sono emersi numerosi spunti di riflessione: indubbiamente questo nuovo sistema brevettuale è un progetto ambizioso, con la creazione di una Corte con norme sostanziali e procedurali che affondano le loro radici nelle tradizioni giuridiche degli Stati membri dell’Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti. Al contempo, questo Tribunale ha l’aspirazione di dare vita a una propria dottrina e giurisprudenza, autonoma e distinta da quella degli Stati firmatari dell’Accordo.
Tutto questo nell’ottica di creare una Corte che prenda decisioni in tempi rapidi (un anno circa), in cui le parti saranno a tal fine chiamate ad esporre tutte le proprie argomentazioni sin dalle primissime fasi del procedimento, e che giudicherà nel rispetto dei principi di proporzionalità, flessibilità ed equità, garantendo standard elevati di qualità sia sul piano giuridico che tecnico: questo grazie alla rilevante novità costituita dalla presenza, accanto ai giudici togati, anche dei giudici tecnici.
Altro rilevante tema discusso e su cui i titolari dei brevetti sono chiamati sin da ora ad assumere decisioni oculate e strategiche è la possibilità di esercitare il diritto di ‘opt-out’, ossia la possibilità di tenere fuori i propri brevetti europei già concessi dal sistema unitario e dunque dalla competenza del Tribunale Unificato dei Brevetti. Come sottolineato durante il convegno, i pros e i contras dell’’opt-out’ vanno valutati con attenzione e certamente molteplici sono i fattori da prendere in considerazione, fra i quali le dinamiche dello specifico mercato di riferimento, le strategie dei competitor su questi temi, nonché il budget effettivamente allocato per la protezione dei propri titoli di privativa brevettuale.
All’interno del nuovo ecosistema brevettuale europeo, l’Italia è sede di una Divisione Locale del nuovo Tribunale Unificato dei Brevetti. È inoltre attualmente la candidata favorita per ospitare, accanto a Parigi e Monaco, la terza sezione della Divisione Centrale al posto di Londra, a seguito della Brexit. Si è in attesa, in queste settimane di una decisione su questo aspetto, auspicando che sia positiva.
Portolano Cavallo spiega quindi cosa cambia in pratica per chi vuole richiedere un brevetto con il nuovo Tribunale: la finalità principale della creazione di questo nuovo sistema brevettuale è aumentare la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea nel settore dei brevetti, rafforzando significativamente lo sviluppo di un mercato interno nell’ambito dell’UE caratterizzato da diritti uniformi e dall’elaborazione di un sistema unitario atto ad assicurare che la concorrenza nel mercato interno non sia soggetta a distorsioni. Oltre agli effetti di sistema che il brevetto unitario e la Corte avranno nel panorama europeo, questa nuova procedura determinerà significativi vantaggi per le imprese.
“Innanzitutto, i titolari dei brevetti con effetto unitario e dei brevetti europei rispetto ai quali non sarà esercitato l’opt-out potranno rivolgersi alla nuova Corte per ottenere, con un unico procedimento, decisioni efficaci in tutti gli Stati firmatari dell’Accordo – commenta Maria Balestriero di Portolano Cavallo -. In tal senso, il Tribunale Unificato dei Brevetti garantirà decisioni rapide e di elevata qualità, preservando un giusto equilibrio tra gli interessi dei titolari dei diritti e delle altre parti coinvolte nel procedimento. Inoltre, la presenza di giudici tecnici accanto ai giudici togati è a garanzia di decisioni approfondite sia da un punto di vista tecnico che giuridico. Anche i costi e le spese da sostenere per instaurare una causa davanti alla nuova Corte, sebbene maggiori rispetto ad una causa in Italia, saranno invece inferiori rispetto a quelli da sostenere nel caso fosse necessario attivarsi davanti a più di un tribunale nazionale. Inoltre la parte vittoriosa potrà ottenere il rimborso della pressoché totalità dei costi sostenuti nel processo, con il solo limite di un tetto per le spese legali, stabilito in base al valore della causa”.
Infine, cosa si deve fare per poter sfruttare al meglio questa opportunità?
“È indubbio che dal 1° giugno la rilevanza strategica del contenzioso brevettuale per le aziende italiane è destinata ad aumentare – prosegue Lydia Mendola di Portolano Cavallo -. In questo senso, anche i brevetti europei già concessi saranno sottoposti alla competenza della nuova Corte a meno che non venga fatta richiesta di opt-out dal sistema unitario, comunque revocabile per una sola volta e sempre che ricorrano le condizioni per farlo. È dunque fondamentale che le imprese operino scelte consapevoli, adottando un approccio strategico, avvalendosi della consulenza di team integrati, composti da avvocati e consulenti brevettuali, per adottare la strategia più efficace sia da un punto di vista dei costi che del futuro enforcement”.
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