Tutti gli incentivi per Industria 4.0 disponibili nel 2021. Il punto

Pubblicato il 31 marzo 2021
incentivi transizione 4.0

Con l’intervento da parte del Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, le nuove agevolazioni fiscali rientrano sotto il cappello di Piano Transizione 4.0 e sono valide per un triennio, quindi dal 2021 al 2023. Il Piano Industria 4.0, come noto, nasce nel 2017 anch’esso con legge di bilancio e ha introdotto incentivi per finanziare beni materiali e immateriali e che consentono la trasformazione digitale.

Verso la fine del 2020 il Mise, ancora sotto la guida dell’ex ministro Patuanelli, ha impresso un’ulteriore spinta verso l’innovazione tecnologica per favorire la trasformazione digitale. Infatti, tutti gli incentivi fino ad allora previsti sotto forma di ammortamenti hanno cambiato pelle e si sono trasformati in credito d’imposta, offrendo così un vantaggio, in termini economici, considerevole. Gli incentivi sono stabilizzati per tre anni.

PASSAGGIO AL METODO VOLUMETRICO
Il beneficio dell’incentivo riservato agli investimenti in innovazione e design, da portare in compensazione tramite F24 in 3 anni, è ora esteso anche ai cosiddetti progetti 4.0 e green. Inoltre il metodo di calcolo incrementale è stato sostituito con il metodo volumetrico, con le seguenti modalità:

20% per Ricerca e Sviluppo fino a 4 mln euro;
15% per progetti Green e Trasformazione Digitale 4.0 fino a 2 mln euro;
10% per Innovazione fino a 2 mln euro;
10% per Design fino a 2 mln euro;

Le nuove disposizioni di legge che regolano l’ammissibilità delle attività di R&S puntano alla valorizzazione delle competenze dando maggiore peso alle spese per il personale rispetto a quelle per consulenze, materiali e strumentazioni, come da elenco seguente:

Ricercatori di primo impiego con <35 anni = 150%;
Contratti di ricerca (R&S) extra muros residenti nel territorio dello Stato = 150%;
Consulenze = 20% del personale o dei contratti R&S;
Ammortamenti beni strumentali = 30% del personale o dei contratti R&S;
Spese per materiali e componenti dei prototipi = 30% del personale o dei contratti R&S;
Privative industriali (solo R&S) fino a 1 milione euro;

CRITERI PER IL PASSAGGIO AL CREDITO D’IMPOSTA
Veniamo ora alle disposizioni di legge che regolano l’ammissibilità al nuovo credito d’imposta per investimenti 4.0.
Per gli investimenti realizzati prima del 16 novembre 2020, l’iper ammortamento beni materiali (connessi all’Industria 4.0 allegato a legge 27 dicembre 2019 n. 160) viene trasformato in credito d’imposta: con aliquota del 40% in cinque anni per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; con aliquota del 20% in cinque anni per investimenti eccedenti i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro. In entrambi i casi l’agevolazione è compensabile dall’anno successivo nel quale è avvenuto l’investimento.
Invece, per gli investimenti realizzati dopo il 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, sono ora previste tre aliquote: 50% fino a 2,5 milioni di euro; 30% da 2,5 a 10 milioni di euro; del 10% da 10 a 20 milioni di euro.
C’è una novità importante anche per quanto riguarda i tempi: infatti se il fatturato dell’azienda è superiore a 5 mln si usufruisce del beneficio in 3 anni altrimenti se inferiore, in 1 anno.

Oltre all’iper ammortamento dei beni materiali, anche il super ammortamento dei beni immateriali (connessi all’Industria 4.0 allegato a legge 27 dicembre 2019 n. 160) viene trasformato in credito d’imposta. In questo caso per tutti gli investimenti fino a 700 mila euro, è prevista l’aliquota del 20%, compensabile in tre anni. Inoltre, novità non di poco conto, l’acceso al beneficio è stato svicolato dall’acquisto di beni materiali.
Queste dunque le principali novità in termini economici. La materia resta però piuttosto complessa e articolata, soprattutto per quanto riguarda gli obblighi procedurali, la cui osservanza mette al riparo da spiacevoli sanzioni.

Di questo e di altro ne hanno parlato Prisma Servizi, società di consulenza aziendale e Sogea, azienda che sviluppa software informativi gestionali, durante un webinar per presentare le novità scaturite dalla legge di bilancio 2021.

Franco Metta



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