Sostenibilità con SMC per una visione sistemica della fabbrica digitale alla SPS Italia
In occasione della fiera SPS Italia 2026, a Parma dal 26 al 28 maggio, SMC Italia (Pad 6 Stand G016) presenta una visione evoluta della fabbrica digitale, ponendo al centro un concetto chiave: la sostenibilità come leva strategica per l’industria.
Non solo fornitore di componenti per l’automazione e la pneumatica, SMC si propone come partner tecnologico in grado di accompagnare le imprese lungo il percorso di trasformazione digitale, integrando know how e servizi. La proposta dell’azienda si sviluppa attorno a un approccio sistemico, in cui ogni tecnologia contribuisce concretamente all’uso efficiente delle risorse e al contenimento dei consumi oltre al miglioramento delle performance produttive.
La sostenibilità è il filo conduttore che guida tutte le soluzioni presentate in fiera e che si articola in quattro direttrici.
• La prima è la 4BAR factory, che promuove l’efficienza energetica attraverso l’ottimizzazione dell’uso dell’aria compressa.
• La seconda è la digitalizzazione, intesa come raccolta e valorizzazione dei dati per rendere i processi più intelligenti e trasparenti.
• Il terzo ambito è la manutenzione predittiva, che consente di ridurre sprechi e fermi macchina grazie al monitoraggio continuo degli impianti.
• Il quarto ambito riguarda lo sviluppo di prodotti sostenibili, caratterizzati da un basso impatto ambientale e progettati per garantire efficienza, durabilità e riduzione dei consumi lungo l’intero ciclo di vita.
4BAR factory: un impegno concreto verso il net zero
L’aria compressa, pur essendo essenziale per l’industria, è spesso trascurata. In Europa, circa 87 TWh di energia elettrica sono destinati alla produzione di aria compressa, con emissioni annue significative di CO₂. Ridurre la pressione di esercizio rappresenta una leva importante per migliorare l’efficienza. Ogni bar in meno può generare un risparmio energetico tra il 6 e l’8%, fino a un totale del 20-25%. Inoltre, una pressione inferiore riduce le perdite e l’usura dei componenti pneumatici, migliorando affidabilità e costi operativi. Tuttavia, questa riduzione richiede un approccio tecnico: non tutte le applicazioni possono funzionare a pressioni più basse senza adeguamenti, ma molte possono essere ottimizzate con componenti progettati per lavorare a basse pressioni.
Per questo SMC propone il modello 4BAR factory, articolato in tre fasi. La prima prevede il monitoraggio dei consumi per individuare le inefficienze. La seconda consiste nell’ottimizzazione della pressione nelle singole linee produttive. La terza estende l’intervento all’intero stabilimento. I fatti ne dimostrano l’efficacia: nelle macchine utensili si riducono i consumi, nelle stampanti serigrafiche migliorano le prestazioni, mentre nelle linee di assemblaggio si mantiene la produttività anche a pressioni ridotte. Il sistema di monitoraggio consente di tenere sotto controllo parametri come portata, pressione e temperatura per identificare sprechi e opportunità di miglioramento.
Digitalizzazione sostenibile: dati e controllo per l’efficienza industriale
Anche la digitalizzazione è un elemento indispensabile per trasformare il modo in cui i processi produttivi vengono monitorati e ottimizzati attraverso l’uso intelligente dei dati. L’approccio si basa sulla raccolta continua di informazioni dai sistemi produttivi, sulla loro analisi in tempo reale e sulla capacità di tradurle in azioni concrete. Questo consente di avere piena visibilità sulle prestazioni degli impianti in modo da individuare tempestivamente le inefficienze. La digitalizzazione diventa così uno strumento fondamentale per prendere decisioni informate e orientate al miglioramento continuo. In questo contesto, la sostenibilità assume un ruolo strategico. Grazie alla digitalizzazione è possibile monitorare e ridurre i consumi energetici e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse: l’analisi dei dati permette, ad esempio, di individuare anomalie nei flussi di aria compressa. La digitalizzazione proposta da SMC Italia si configura quindi come un abilitatore della sostenibilità industriale, capace di coniugare performance produttive ed efficienza energetica in un unico modello evoluto di fabbrica.
Manutenzione predittiva: efficienza operativa e sostenibilità nel tempo
Nel campo della manutenzione predittiva e della Condition-Based Maintenance (CBM), l’azienda è in grado di offrire soluzioni avanzate che permettono alle aziende di evolvere verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili. La manutenzione basata sulle condizioni si fonda sull’acquisizione e sulla analisi in tempo reale di parametri operativi come pressione, temperatura, portata e vibrazioni. Questo approccio consente di individuare tempestivamente anomalie e segnali di degrado, pianificando gli interventi solo quando effettivamente necessari. Si passa, quindi, da una logica reattiva o preventiva a una strategia realmente predittiva, capace di prevenire guasti e fermi macchina non programmati.
Le soluzioni CBM di SMC permettono di aumentare l’affidabilità degli impianti e migliorare l’utilizzo degli asset produttivi. Il contributo alla sostenibilità anche in questo caso è significativo: riducendo i guasti improvvisi e migliorando la gestione dei cicli di manutenzione, si evitano sprechi di energia e risorse. Nei sistemi che utilizzano aria compressa, il monitoraggio intelligente dei consumi permette di intervenire sulle perdite riducendo l’impatto ambientale e i costi operativi. Inoltre, una manutenzione più mirata prolunga la vita utile dei componenti e degli impianti, limitando la necessità di sostituzioni frequenti e contribuendo a un modello industriale più circolare.
Prodotti sostenibili: progettazione responsabile lungo tutto il ciclo di vita
La sostenibilità per SMC Italia si traduce anche nello sviluppo di prodotti progettati per ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. Dalla fase di progettazione fino allo smaltimento, ogni soluzione è pensata per contribuire concretamente a un modello industriale più responsabile. L’approccio si basa su una valutazione complessiva dell’impatto ambientale: riduzione dell’uso di materiali grazie a design più compatti e leggeri, maggiore durata dei componenti, contenimento dei consumi energetici durante l’utilizzo, attenzione agli imballaggi e alla gestione dei rifiuti. Questo consente di sviluppare soluzioni che non solo migliorano le prestazioni, ma riducono anche l’impronta ambientale complessiva. In fase di progettazione, la realizzazione di prodotti più compatti comporta una diminuzione delle emissioni di CO₂ già nella fase produttiva. Durante l’utilizzo, invece, l’efficienza energetica contribuisce a contenere ulteriormente l’impatto ambientale, generando benefici sia economici, sia sostenibili.
Un esempio concreto è rappresentato dai cilindri a lunga durata – come la serie -XB24 – progettati per offrire una vita utile significativamente superiore rispetto agli standard tradizionali. Con una durata che può superare i 50 milioni di cicli, questi componenti permettono di aumentare la disponibilità delle macchine e ridurre la frequenza degli interventi manutentivi. La maggiore longevità si traduce in un minor consumo di risorse, meno sostituzioni e una riduzione dei rifiuti generati. Un ulteriore esempio riguarda i chiller industriali sviluppati da SMC Italia che utilizzano CO₂ come refrigerante naturale. I Thermo-chiller non F-gas Serie HRZC nascono dall’obiettivo di adottare fluidi con un Global Warming Potential (GWP) pari o inferiore a 1: la CO₂, infatti, ha un GWP pari a 1, non è infiammabile ed è atossica. L’impiego di questo refrigerante ha richiesto un ripensamento completo del design, portando allo sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate e più sostenibili.
Questo approccio risulta particolarmente rilevante anche alla luce dell’evoluzione normativa F-gas, che prevede restrizioni sempre più stringenti sui refrigeranti ad alto impatto ambientale. In particolare, la normativa prevede il divieto dei refrigeranti con GWP superiore a 150 nei chiller con capacità di raffreddamento pari o inferiore a 12 kW, con entrata in vigore dal 1° gennaio 2027. Anticipare questi cambiamenti consente alle aziende di adottare soluzioni già oggi conformi e orientate al futuro.
Gemello digitale, applicazioni concrete
A conclusione di questo percorso orientato alla sostenibilità, il gemello digitale ne rappresenta la sintesi più avanzata, attraverso l’unione tra mondo fisico e digitale. Questa tecnologia consente di creare una replica virtuale degli impianti, alimentata da dati reali e continuamente aggiornata, offrendo nuove opportunità di analisi e ottimizzazione. L’elemento distintivo della soluzione proposta da SMC è la standardizzazione: i gemelli digitali sono costruiti secondo il modello Asset Administration Shell, che permette uno scambio dati strutturato e condivisibile lungo tutta la filiera industriale. L’adozione di uno standard comune consente di valorizzare le informazioni, rendendole interoperabili e riutilizzabili.
Allo stand di SMC Italia sarà possibile vedere applicazioni concrete. La prima riguarda un’isola dimostrativa di pick & place, in cui il sistema AMS (Air Management System) monitora in tempo reale il consumo di aria compressa. Il sistema è in grado di stimare automaticamente le emissioni di CO₂ equivalente, associandole al singolo oggetto movimentato. Grazie al collegamento tra componente fisico e gemello digitale, è possibile analizzare i dati operativi e individuare anomalie, abilitando strategie di manutenzione predittiva che riducono i fermi macchina e ottimizzano i costi.
Una seconda applicazione riguarda la realtà aumentata per il supporto operativo. Utilizzando il gemello digitale di un termochiller, l’operatore può visualizzare su un tablet informazioni e modelli 3D interattivi direttamente sul macchinario, facilitando le operazioni di manutenzione e riducendo la necessità di competenze altamente specialistiche.
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