Ordini di macchine utensili in picchiata nel secondo trimestre: -63,1%
Giancarlo Losma, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre: “Senza liquidità nemmeno il provvedimento di detassazione degli utili reinvestiti può garantire il rilancio della domanda”
Dal confronto tra gli indici assoluti relativi al secondo trimestre, emerge che occorre ‘tornare’ indietro di 26 anni per avere un risultato peggiore dell’attuale. Nel secondo trimestre dell’83 l’indice si attestò a 35,7.
Il risultato complessivo dell’indice relativo al secondo trimestre 2009 è stato determinato dal crollo della raccolta ordini sia sul mercato interno sia su quello estero, a conferma della generalizzata crisi della domanda mondiale di beni strumentali.
Con una riduzione del 62% rispetto al secondo semestre del 2008, per un valore assoluto dell’indice pari a 50,9, l’indice di raccolta ordini sul mercato domestico registra un ulteriore ridimensionamento, allungando così il trend negativo che conta ora cinque trimestri consecutivi di calo.
D’altra parte i riscontri provenienti dal mercato straniero, che finora aveva dimostrato di meglio ‘tenere’ rispetto a quello domestico, sono altrettanto preoccupanti. L’indice degli ordinativi raccolti sul mercato estero, nel secondo trimestre dell’anno, ha infatti segnato un calo del 64%. In ragione di ciò, l’indice assoluto si attesta a 44 (base 2005=100).
Anche su base semestrale, la raccolta ordini risulta più che dimezzata, registrando un calo del 56,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, per un valore dell’indice assoluto pari a 65,1.
“I riscontri emersi da questa indagine trimestrale – ha affermato Giancarlo Losma, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre – fanno temere un drastico e repentino ridimensionamento dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, automazione e tecnologie ausiliarie”.
“Un fenomeno, questo, – ha proseguito Giancarlo Losma – cui gli organi di governo devono opporre ferma resistenza attraverso lo sviluppo di iniziative volte a sostenere le imprese del comparto, la cui produzione è strategica per il sistema economico nazionale, poiché sorgente di innovazione per l’intera industria manifatturiera”.
“Pur consapevoli dello sforzo messo in atto dalle autorità di governo per rilanciare il consumo di beni strumentali, attraverso l’emanazione del provvedimento Tremonti-Ter, siamo obbligati a sottolineare che, senza una adeguata politica volta a indurre gli istituti di credito a garantire liquidità, nessun beneficio potrà venire dall’attuazione di questa misura”.
“Le imprese costruttrici di sistemi per produrre rilevano, infatti, interesse da parte della domanda, che sarà tra l’altro sostenuta da Emo Milano 2009, l’evento fieristico di riferimento per l’industria manifatturiera mondiale, in scena a fieramilano dal 5 al 10 ottobre prossimo. Ciononostante, il mercato risulta ancora ‘inchiodato’ a causa della mancanza di disponibilità di finanziamenti da parte del mondo creditizio”.
“Per tale ragione – ha continuato Losma – anche in virtù di quanto espresso da Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, che teme la diffusa chiusura di unità produttive, oltre alla richiesta di interventi diretti a ottenere la liquidità necessaria per riavviare il sistema economico, auspichiamo la moratoria, almeno biennale, dei debiti delle imprese nei confronti delle banche. D’altra parte, considerata l’entità della crisi, riteniamo utile l’approntamento di nuovi strumenti fiscali volti a sostenere la domanda”.
“In questo senso – ha rilevato Losma – potrebbe essere funzionale allo scopo prevedere un provvedimento che permetta la detrazione, dall’imponibile IRAP e IRES, dell’ammontare degli investimenti in nuovi macchinari in sostituzione di quelli obsoleti (che abbiano cioè superato i 20 anni di età), da destinare poi alla rottamazione. Oltre al beneficio diretto per il settore e per tutta la filiera produttiva, che potrebbe incrementare in tal modo la propria competitività, il provvedimento è strumento adeguato a garantire migliori condizioni di sicurezza per gli operatori di macchina oltre che minore impatto ambientale. D’altro canto – ha concluso il presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre – la rottamazione dei macchinari ‘over 20’ dovrebbe essere un tema trasversale a tutti i paesi dell’Unione Europea, in modo da poter garantire al continente, anche per il futuro, il primato tra i produttori mondiali di macchine utensili”.
Ucimu-Sistemi per Produrre
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