Milano Cortina in convertiplano con il Lombardia Aerospace Cluster - Meccanica Plus

Milano Cortina in convertiplano con il Lombardia Aerospace Cluster

Pubblicato il 9 maggio 2022
Lombardia Aerospace Cluster mobilità aerea advanced air mobility Vallerani

In occasione della A&T di Torino, i tre Cluster aerospaziali della Lombardia, del Piemonte e della Campania hanno espresso la volontà di collaborare mettendo a fattor comune il loro know-how per lo sviluppo della Advanced Air Mobility (AAM), importante sfida per preparare la mobilità del futuro.

“Nell’industria aerospaziale lombarda sono disponibili tutta la tecnologia e le competenze necessarie per dar vita a nuovi sistemi in grado, grazie al volo verticale, di decongestionare le arterie stradali mediante una mobilità più sostenibile con l’uso di elicotteri, convertiplani, droni e mezzi unmanned”, ha dichiarato Angelo Vallerani, presidente del Lombardia Aerospace Cluster. In particolare, l’appuntamento del 2026 con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina rappresenta il banco di prova per le tecnologie già disponibili da poter sviluppare per l’evento, anticipando altresì alcuni aspetti della mobilità del futuro. In tale quadro è quindi significativa la firma del protocollo d’intesa tra Enac e Regione Lombardia per la realizzazione di attività comuni volte a favorire lo sviluppo dalla mobilità aerea avanzata.

“Grazie a questo accordo verrà potenziato, ad esempio, l’uso per le tratte medio-lunghe del convertiplano sviluppato da Leonardo, che unisce la versatilità del decollo verticale propria dell’elicottero con il comfort e la velocità dell’aeroplano – ha spiegato Vallerani -. Un bel cambiamento se si pensa che per andare da Milano a Cortina ci vogliono solitamente 5 ore in macchina, un’ora con un elicottero e meno di mezz’ora con il convertiplano“.

Altro progetto in fase di sviluppo è un sistema di droni per il trasporto merci su rotte dedicate sicure, utili per decongestionare la circolazione sulle strade, in particolare quelle di montagna se si pensa a Cortina. E guardando alla Urban Air Mobility, c’è la possibilità di sperimentare l’utilizzo di evtol (electric vertical take off landing), velivoli a decollo verticale elettrico con impatto ambientale molto ridotto, raggiungendo sia i centri urbani che le località olimpiche in modo più rapido e con impatto quasi nullo sull’ambiente. “In questo contesto l’evento olimpico del 2026 rappresenta un passaggio intermedio, anche per riconvertire le aziende alle nuove tecnologie e prepararci a un futuro in cui la mobilità non sarà più quella a cui siamo abituati oggi”, incalza Vallerani.

A tracciare i confini dello scenario tecnologico internazionale riguardo l’utilizzo sempre più massivo delle tecnologie della AAM in occasione dell’incontro alla A&T sono quindi Giuseppe Quaranta, professore del Politecnico di Milano e Giorgio Guglieri, professore del Politecnico di Torino. “La Advanced Air Mobility è una nuova modalità di trasporto aereo sicuro e sostenibile per passeggeri e merci. La sua declinazione, in ambito urbano, prevede di utilizzare velivoli a decollo e atterraggio verticale con motorizzazione elettrica. Inizialmente saranno velivoli con pilota a bordo, ma ci si potrà muovere, in futuro, verso sistemi a pilotaggio remoto o autonomi. L’utilizzo in ambito urbano della AAM riguarda il trasporto passeggeri e merci, i servizi di emergenza, di sorveglianza, la trasmissione di segnali e il lavoro aereo – spiega Quaranta, aggiungendo tuttavia che le sfide da superare sono ancora molte, tra cui la percezione che le persone hanno di queste tecnologie -: da uno studio di Easa, European Union Aviation Safety Agency, si è capito che l’83% dei cittadini europei ha una disposizione positiva nei confronti dell’AMM, ma tra gli elementi di apprensione persistono la sicurezza e l’accessibilità: l’accettabilità di questo tipo di servizio rischia di essere ridotta se riservata ad una fetta piccola della popolazione”.

“I benefici attesi dall’impiego di queste new technologies sono svariati – dice invece Guglieri -: il miglioramento dei tempi di risposta in situazioni di emergenza, la riduzione del traffico nelle aree urbane e delle emissioni, nonché la creazione di nuovi posti di lavoro. Le principali sfide tecniche che ci attendono riguardano le batterie (le più efficienti presenti oggi sul mercato sono in grado di sostenere voli di non più di 30/40 minuti per velivoli con 2 passeggeri a bordo), la gestione dello spazio aereo, la formazione dei piloti, l’autonomia e la fattibilità economica”.

A dare infine delucidazioni sulla Roadmap italiana da seguire e implementare nei prossimi anni è Carmela Tripaldi, R&D new technologies and advanced director italian civil aviation di Enac, che ha individuato la necessità di promuovere una strategia per la creazione dell’ecosistema nazionale per la Mobilità Aerea Avanzata. “Rendere disponibile al Paese un modello di mobilità aerea urbana, integrata e intermodale, in grado di fornire servizi evoluti ai cittadini, imprese e istituzioni e dare risposte alle esigenze dei sistemi territoriali nel quadro della transizione digitale e ecologica, ponendosi come riferimento nel contesto internazionale e accelerare la crescita di un tessuto industriale e tecnologico nazionale, cogliendo le opportunità offerte dalla AAM a livello globale con lo scopo di implementare la competitività del Paese, anche attraverso la creazione e la valorizzazione di nuove professionalità in ambito STEM. Questi gli obiettivi del progetto ‘Creation of the Italian Ecosystem for Advanced Air Mobility’, che ha presto il via dopo la stipula del Protocollo d’intesa tra Enac e il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, avvenuta a dicembre 2019″, ha spiegato Tripaldi.

Riguardi la volontà di collaborare espressa da Lombardia Aerospace Cluster, Distretto Aerospaziale Piemonte e Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, con lo scopo di accelerare il più possibile lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata su larga scala, Vallerani dice ancora infine: “Tante iniziative sono nate a livello di distretto: lo scopo di questa intesa tra territori è fare in modo che le attività che andremo a sviluppare da qui in avanti siano attuate con la massima collaborazione e sincronia possibili, per far sì che a livello nazionale ci sia un indubbio beneficio. Lo scenario è internazionale: fare Sistema Paese è necessario”.



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