Federtec: un 2020 difficile, ma in recupero il 2021 - Meccanica Plus

Federtec: un 2020 difficile, ma in recupero il 2021

Pubblicato il 29 aprile 2021

Federtec ha organizzato la giornata economica che ha fotografato l’andamento del comparto della potenza fluida e delle trasmissioni meccaniche nel 2020. L’intero settore registra un calo del fatturato del 13,7%, per un valore di circa 10 miliardi di euro. Interessanti invece le prospettive di crescita nel corso del 2021

Si è svolta, on line, la giornata economica di Federtec, la federazione dell’industria italiana della componentistica e delle tecnologie meccatroniche per la potenza fluida, la trasmissione di potenza, il controllo e l’automazione intelligente dei prodotti e dei processi industriali. L’appuntamento, dello scorso aprile, è stato un momento di confronto sull’andamento del mercato rappresentato da Federtec con particolare attenzione al settore della potenza fluida (Assofluid) e trasmissioni meccaniche (Assiot) nel 2020. I relatori sono stati: Fausto Villa, presidente Federtec; Lucio Moriggi, coordinatore commissione economica Federtec; Stefania Pigozzi, coordinatrice gruppo statistiche Federmacchine, Fabio Gallo consigliere Federtec e Marco Ferrara, direttore Federtec. Qui di seguito, segnaliamo alcuni numeri e percentuali dell’andamento nel 2020 dei comparti sopra citati e alcune previsioni per il 2021.

Mechanical power transmission

Per quanto riguarda il settore Power Transmission, ad assorbire meglio gli effetti della crisi è stata la categoria elementi di trasmissione, che nel 2020 registra -8,4% di fatturato, anche il mercato nazionale recede (-10,6%) così come le esportazioni, che chiudono l’anno a -7,4%. Gli ultimi della classe i cuscinetti, con perdite superiori al 20% in termini di fatturato, esportazioni e mercato nazionale. Ingranaggi e sistemi di trasmissione pressoché allineati con le medie di settore. Ci sono stati andamenti differenziati nell’andamento delle varie tipologie di prodotti. L’export ha ottenuto buoni risultati. Il settore che meglio si è difeso, come già detto sono state le trasmissioni meccaniche e gli elementi di trasmissione -8,4%; i cuscinetti hanno avuto perdite superiori al 20%. E’ bene segnalare che l’andamento dei vari trimestri del 2020 sono stati differenti. Il primo e il secondo trimestre sono stati complessi a causa della pandemia, mentre il terzo e quarto trimestre hanno avuto un rimbalzo molto importante. I principali partner del settore sono i Paesi europei. Le dieci nazioni di riferimento per export e import: Germania, Stati Uniti, Francia, Cina, Belgio, Spagna, Regno Unito, Polonia, Svezia, Brasile. I dati presentati alla giornata economica hanno mostrato che nel 2020 si sono persi quattro anni di crescita, ritornando in linea con i valori (export, import, saldo commerciale e fatturato) del 2016. Il picco di crescita del comparto si è avuto nel 2018 per poi rallentare nel 2019 e sfociare nel 2020 con tutte le conseguenze ormai note. A questo punto cosa aspettarsi nel 2021? La tendenza del primo trimestre di quest’anno segnala una crescita importante di tutti gli indicatori. Il 2021, dai primi dati, si prospetta come un anno di ripresa degli ordini. Ora, è necessario capire quanto la curva di salita durerà nel tempo. Tendenzialmente le informazioni economiche riportano il comparto al 2019, questo è positivo. Vediamo allora i macrosettori: i cuscinetti segnano una crescita meno pronunciata del comparto complessivo; un buon rimbalzo degli ingranaggi; le trasmissioni meccaniche hanno una crescita significativa.

Potenza fluida

La potenza fluida è rappresentata dalla componentistica oleoidraulica e pneumatica per l’automazione industriale. Analizzando nel dettaglio il comparto del Fluid Power si nota come la pneumatica abbia assorbito meglio il duro colpo inflitto dalla pandemia, riportando una variazione del fatturato del -5,7%, contro il -14,6% dell’oleoidraulica. Anche in termini di esportazioni la pneumatica si difende meglio, registrando una diminuzione del 2,6% contro un -13,2% dell’oleoidraulica. Il fatturato del settore oleoidraulico per quanto riguarda il mercato nazionale ha avuto, nel 2020, una contrazione del 18,8% rispetto al 2019. Le consegne interne diminuiscono del 17,8% e import -20,5%. L’export risulta del -13,2% rispetto al 2019. Gli ordini, a partire del terzo trimestre 2020, sono in recupero soprattutto per l’export con l’indicatore che segnala un -8,8% con le consegne interne a -11,4, ma con il mercato export in salita a 1,5%. I dati relativi ai primi mesi del 2021 il comparto dell’oleoidraulica è con il segno positivo, come già segnalato per il settore delle trasmissioni meccaniche. Anche qui è necessario verificare come la crescita degli ordini possa diventare strutturale; in un periodo più ampio nel corso dell’anno. Per quanto riguarda la componentistica pneumatica il mercato nazionale del 2020 è stato in decrescita del -10,3% con consegne interne a -9,7 e import a -11,8% rispetto al 2019. L’export risulta con segno negativo del -2,6%. Per quanto riguarda gli ordini a partire dal terzo trimestre dello scorso anno, ha registrato numeri in recupero della domanda, soprattutto verso l’export.

Crescita nei primi tre mesi 2021

I primi mesi del 2021, secondo i dati congiunturali di Assofluid, sembrano confermare un rimbalzo notevole del fatturato, sia per quanto riguarda il settore oleoidraulica sia quello della pneumatica, riportando i risultati economici ai valori molto vicini a quelli del 2019: gli ordini interni a +43% e ordini esteri +41,5%. Quindi, si presuppone, un recupero nel 2021 della crisi dovuta alla pandemia dello scorso anno. A questo punto è necessario verificare se la spinta dei primi mesi dell’anno in corso sia costante, anche nel secondo semestre. “L’andamento per il 2021 dipenderà sicuramente dall’esito della campagna vaccinale nel mondo, la quale potrà determinare l’allentamento delle misure di contenimento, ridando slancio ai consumi e dunque alle produzioni, riattivando il circolo virtuoso dell’economia – ha affermato il presidente Federtec Fausto Villa -, ma probabilmente per l’Italia bisognerà attendere la fine del 2022 per tornare ai livelli precrisi. Ci vuole comunque prudenza e non dimentichiamo che il confronto è riferito al primo trimestre 2020 quando già il problema della pandemia faceva sentire il suo effetto”.



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