Progettare 475 - Gennaio-Febbraio 2026 - Meccanica Plus
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Progettare 475 – Gennaio-Febbraio 2026

La Cina diventerà il laboratorio di R&D mondiale?

Per un decennio la Cina è stata la considerata un mercato di conquista per le imprese europee e statunitensi. Un mercato dove il know-how tecnologico era ancora in fase embrionale e dalle enormi prospettive di penetrazione commerciale. Un tessuto dalle ampie possibilità di ottimizzazione economica, caratterizzato da una forza lavoro a basso costo, dalle quasi inesistenti tutele e dalle fonti energetiche a basso costo anche se inquinanti. Le tecnologie di base erano possedute dalle aziende statunitensi ed europee. Anni di sforzi aziendali, accademici ma soprattutto statali hanno permesso al Paese del Dragone di colmare il gap con l’Occidente e lo stanno preparando ora a dominare le future catene globali di fornitura. Ad aggravare l’inerzia dell’Occidente ci sono i tagli drastici ai finanziamenti scientifici statunitensi.

Oggi la Cina ha costruito un sistema che fonde politica industriale, catene di approvvigionamento e percorsi Stem. La spesa complessiva in ricerca e sviluppo è quasi triplicata negli ultimi due decenni, passando dai 1.000 miliardi di dollari registrati nel 2000 ai circa 3.000 miliardi del 2023. Se la spesa governativa per R&D a Pechino ha superato quella degli USA dal 2015, anche le aziende cinesi hanno rapidamente aumentato i loro investimenti in innovazione nell’ultimo decennio. Il numero di istituti aziendali in R&D è quasi triplicato arrivando a 150.000. Il numero di personale R&D nelle aziende è quasi raddoppiato raggiungendo i 5 milioni. La Cina produce anche circa 50.000 dottorati all’anno in discipline Stem rispetto ai circa 34.000 delle università statunitensi.

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