Progettare 402 – novembre/dicembre – 2016
Ora è necessario un Piano Lavoro 4.0
Con la presentazione del Piano Nazionale Industria 4.0, l’Italia cerca di dare un impulso alla crescita del suo tessuto industriale. Ma, al di là dei numeri che fanno sperare contenuti nel documento di programmazione, la strada da fare è ancora lunga: un lavoratore su due oggi ha competenze scarsissime o nulle in ambito di ICT. Secondo l’Ocse, la situazione sarebbe allarmante nei Paesi interessati dall’organizzazione: dal 45 al 60% della forza lavoro nei Paesi Ocse, e in Italia quasi il 50%, ha zero o scarse capacità informatiche. Per questo motivo senza un piano sul Lavoro 4.0 anche le grandi opportunità che potrebbero derivare da Industria 4.0 potrebbero essere messe seriamente a rischio. La digitalizzazione dellamanifattura quindi porta con sé enormi potenzialità, ma per farle viaggiare è necessario indicare un percorso chiaro in cui anche le aziende dovranno fare la loro parte. La Germania, in questo senso, ha fatto da anni da apripista nel cambio di atteggiamento della manifattura verso la rivoluzione digitale. Non è un caso, infatti, che il Governo di Berlino abbia prodotto un Piano Industria 4.0 dopo aver realizzato un white paper e un green paper sul tema. Occorre dunque un piano Lavoro 4.O dove ripensare il sistema formativo della scuola e dell’Università, legandolo maggiormente al mondo dell’impresa. L’obiettivo non deve essere quello di formare persone con skill tecnici ma che abbiano quantomeno skill minimi di base e quegli soft skill sempre più necessari. Su questo l’Italia è ancora indietro. Inoltre, altrettanto importante è la formazione continua di chi è già sul mercato del lavoro e che deve riguardare chi già oggi ha competenze intermedie o basse. Oggi gli sforzi si sono concentrati su chi aveva già high skill. L’obiettivo, invece, deve essere quello di raggiungere una grande quota di lavoratori e non cha appartengono a settori a rischio, ricorrendo anche alle nuove tecnologie che offrono opportunità efficaci e a basso costo per ridurre questo gap formativo.
Luca Rossi

