E-commerce, sostenibilità e riuso nel packaging con Clevertech
Il mondo del packaging sta attraversando degli importanti cambiamenti, vere rivoluzioni a cui Clevertech, produttore di soluzioni integrate per il confezionamento e la pallettizzazione, lavora attentamente per adeguarsi. Due sono in particolare i macro trend verso cui si muove il mercato, generando nuove esigenze nel confezionamento, come spiega Luca Carollo, business development manager di Clevertech.
Clevertech nasce nel 1987 a Cadelbosco di Sopra, presso Reggio Emilia, con l’obiettivo di progettare, produrre e commercializzare macchine ed impianti per l’automazione del fine linea. Nel corso degli anni l’azienda si è evoluta ed ha ampliato il proprio portafoglio, andando a coprire diverse fasi del processo di confezionamento. Si parte dall’alimentazione del prodotto alla fase intermedia, dove avviene l’imballaggio, tipicamente attraverso trattamento termico, fino ad arrivare al case packaging e alla palletizzazione. Oggi, Clevertech si propone come partner unico per lo sviluppo di soluzioni integrate per il confezionamento, con un’offerta di soluzioni in grado di servire settori che vanno dal food & beverage all’home care, passando per pet food e personal care.
“Oggi è in atto una rivoluzione nel mondo del packaging, con due macro trend che vanno ad influire sullo sviluppo tecnologico delle macchine – dice Carollo -. Il primo è legato ai nuclei familiari, che stanno diventando sempre più piccoli e portano alla domanda di confezioni sempre più ridotte. Il secondo riguarda la distribuzione dei beni di consumo, ambito che ha visto un’enorme crescita dell’e-commerce. Partiamo dal secondo: chi produce sistemi per il packaging deve pensare che oggi i prodotti non andranno venduti solo attraverso la grande distribuzione, ma anche online. L’e-commerce richiede semplicità nel disfare l’imballaggio, cosa propedeutica a mettere il prodotto a magazzino e distribuirlo. Ogni materiale superfluo necessita quindi una gestione ulteriore, oltre a diventare un rifiuto addizionale; è quindi necessario ridurre al minimo l’impiego di sovra-imballi e del materiale d’incarto”.
“La richiesta di confezioni sempre più ridotte si traduce invece nell’esigenza di creare impianti che non solo realizzino packaging molto essenziali, talvolta anche senza l’impiego di film, ma siano in grado di manipolare efficacemente prodotti piccoli, per loro natura più instabili e delicati – prosegue il business development manager di Clevertech -. Non solo, in paesi quali l’Australia c’è una richiesta sempre maggiore di confezionare il prodotto non più all’interno di forme quali cartoni o astucci, ma in cassette o vaschette riutilizzabili. Queste confezioni, che possono contenere per esempio frutta o verdura, vengono tipicamente riportate al supermercato dopo essere stati utilizzate, per poter essere nuovamente impiegate in cicli successivi. È il cosiddetto ‘reusable, not recyclable’: un principio che va nella direzione di un mondo sempre più sostenibile, ma che richiede la giusta tecnologia”.
Forte è quindi in questa direzione anche l’impegno di Clevertech nell’attuare una strategia che risponda alla crescente domanda di sostenibilità.
“L’impegno in tal senso è a 360° e parte dal nostro stabilimento produttivo, che ricava parte del suo fabbisogno energetico tramite pannelli solari – spiega Carollo -. Grazie all’adozione di questa tecnologia, evitiamo ogni anno la dispersione nell’ambiente di 55 tonnellate di Co2 equivalente. Inoltre, impieghiamo sulle macchine che produciamo solo motori elettrici IE3 o IE5, a ridotto o bassissimo consumo energetico. Partecipiamo infine al progetto internazionale ‘Plant for Planet’, finalizzato alla promozione di iniziative volte a fermare il cambiamento climatico globale. In pratica, per ogni follower guadagnato su LinkedIN viene piantato – a nostre spese – un albero in una foresta dello Yucatan. Ad oggi, sono oltre 8000 gli alberi già piantati grazie a Clevertech. Plant for Planet si propone non soltanto di ripopolare le foreste, ma di insegnare alle nuove generazioni il valore della sostenibilità e come comunicarlo, diventando ‘Ambassador’. Stiamo quindi pensando di creare una ‘Embassy’ dedicata ai bambini del nostro territorio all’interno della sede Clevertech, in modo da sensibilizzarli su questi temi e, al contempo, coinvolgerli nelle attività dell’azienda”.
Clevertech lavora quindi da sempre in partnership con i clienti e opera in risposta a specifiche esigenze, sviluppando soluzioni tailor made e customizzate. “Per esempio, assieme a una grossa multinazionale abbiamo recentemente sviluppato una tecnologia per ridurre l’impiego della plastica nella fase di pallettizzazione, così da usare meno materiale di incarto, cosa che va sia nella direzione di un abbattimento dei costi che dell’impatto ambientale – racconta Carollo -. Un altro esempio: abbiamo recentemente sviluppato una linea che copre varie fasi del confezionamento, dall’inserimento del prodotto all’interno del vassoio al successivo sovra-imballo con film termoretraibile. Questo sistema è contraddistinto da una flessibilità tale da consentire anche il solo confezionamento in vassoio. Anche in questo caso il vantaggio è duplice: da un lato si risparmia sui costi energetici del forno di retrazione e dall’altro sul materiale di incarto”.
Infine, l’azienda sta investendo in tecnologie innovative e di frontiera, con sue progetti attualmente in fase di sviluppo, come illustra in conclusione Carollo: “Siamo impegnati in due progetti che rappresentano un deciso passo avanti, anche dal punto di vista concettuale. Il primo abbraccia la fase a valle del confezionamento: il fine linea dovrà infatti dialogare sempre meglio col mondo della logistica. Per questo, stiamo sviluppando soluzioni in grado di fare una ‘pallettizzazione mista’, ossia disporre diverse tipologie di prodotti sullo stesso pallet, che andranno collocati a seconda della loro tipologia e di caratteristiche quali peso e dimensione. Strettamente collegato a questo è lo sviluppo dei sistemi a guida autonoma, per i quali abbiamo in essere una collaborazione con un’azienda specializzata. Il secondo progetto è ancora più di frontiera e non possiamo svelare quasi nulla, prevede però di applicare l’intelligenza artificiale alla fase di material handling gestita dai robot“.
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