Decarbonizzazione degli stabilimenti produttivi SKF nel mondo, le attività in Italia
Proseguono anche in Italia i progetti che puntano a decarbonizzare gli stabilimenti SKF, perseguendo l’obiettivo strategico di raggiungere le emissioni zero a livello di Gruppo entro il 2030.
Decarbonizzare e raggiungere le emissioni zero entro il 2030 è l’obiettivo che coinvolge oggi decine di stabilimenti SKF nel mondo. I diversi siti produttivi stanno implementando progetti e iniziative per renderlo concreto, inclusi gli stabilimenti italiani, attraverso una strategia basata su tre pilastri operativi.
La prima spinta alle emissioni zero viene da un utilizzo più efficiente dell’energia. Un approccio che si traduce sia nello sforzo di ridurre i consumi, sia in quello di non sprecare l’energia, ad esempio recuperando il calore generato nei processi produttivi. Per questo motivo, tutti gli stabilimenti di SKF in Italia si sono dotati di un sistema di monitoraggio dei consumi.
In secondo luogo, per arrivare il più velocemente possibile alle emissioni zero è necessario massimizzare l’impiego di fonti a basse emissioni, a partire dalle rinnovabili. Non a caso, tutta l’energia elettrica utilizzata negli stabilimenti italiani di SKF proviene da fonti rinnovabili certificate. Oggi sono in corso numerose iniziative che proseguono e rafforzano i progetti di sostenibilità già realizzati negli scorsi anni nei siti produttivi del nostro Paese.
È il caso dello stabilimento di Bari, che ha realizzato un sistema di pannelli solari in grado di sviluppare una potenza di 1 MWh, ma anche di Cassino (FR), che la scorsa estate ha completato la seconda fase del suo impianto fotovoltaico per una potenza complessiva di 2 Mwh. All’interno del sito di Airasca (TO), invece, è stato realizzato un impianto fotovoltaico che sviluppa una potenza di 3 MWh. L’elettricità rinnovabile generata dai pannelli solari è sufficiente ad alimentare tutti i fabbricati per 45 giorni. Punta sull’energia del sole anche lo stabilimento SKF di Massa, che ha installato sul tetto della fabbrica un impianto fotovoltaico in grado di sviluppare una potenza di 870 KWh, sufficienti a coprire il 20% del fabbisogno energetico annuale.
Il terzo punto che guida la strategia operativa SKF sulle emissioni zero è l’abbandono delle fonti fossili, come il gas. A questo proposito, ad Airasca è in fase di sviluppo il progetto di conversione dell’impianto di riscaldamento del fabbricato che ospita la produzione di unità mozzo ruota dal gas all’elettricità, attraverso l’installazione di un sistema di pompe di calore. Anche il nuovo building che entro la fine del 2025 ospiterà la produzione di cuscinetti Super-precision sarà riscaldato e raffrescato attraverso una rete di pompe di calore. Il nuovo circuito, tra le altre cose, è dotato di un sistema di recupero termico che consente di utilizzare il calore generato dai processi produttivi per riscaldare gli ambienti di lavoro.
Entro la primavera del 2025 sarà quindi completato anche a Massa un impianto di riscaldamento e raffrescamento realizzato attraverso un sistema di pompe di calore, soluzione che sarà via via implementata anche alle altre fabbriche italiane.
La strategia di sostenibilità SKF
Il framework strategico di SKF si basa su due pilatri principali: crescita intelligente e pulita. Intelligente significa sviluppare soluzioni connesse e su misura per i clienti, utilizzando allo stesso tempo la tecnologia per rendere le operazioni di produzione più efficienti. Crescita pulita riflette l’impegno verso una industria più sostenibile, abilitando processi di business trasparenti e responsabili.
Per raggiungere questi obiettivi sono stati individuati quattro driver di crescita: incrementare la velocità e l’impatto dello sviluppo tecnologico; digitalizzare l’intera catena di valore; continuare a investire nell’automazione e nella regionalizzazione; organizzare l’azienda in maniera più efficiente e più vicina ai clienti.
Il Gruppo investirà tre miliardi di corone svedesi per raggiungere gli obiettivi energetici e di decarbonizzazione entro il 2030. Gli investimenti si pongono l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica ed eliminare l’utilizzo di gas fossili impiegati per le operazioni, con un investimento di circa 500 milioni di corone svedesi all’anno fino al 2028.
Si stima che il 45% delle emissioni globali possono essere eliminate attraverso l’implementazione di strategie basate sull’economia circolare. Per questo motivo, la circolarità è un elemento fondamentale per SKF per raggiungere gli obiettivi di emissioni zero entro il 2050. SKF è focalizzata sull’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali, attraverso l’ottimizzazione degli scarti mediante l’utilizzo di minori materie prime vergini, la progettazione finalizzata a un migliore ciclo di vita dei prodotti, il recupero e il riutilizzo dei componenti.
In questa direzione, l’acciaio rappresenta il 95% del peso complessivo dei prodotti SKF. Per questo motivo, il Gruppo dedica particolare attenzione al ricondizionamento dei cuscinetti e alla gestione degli scarti dei processi di produzione. Sul fronte delle materie prime vergini, SKF si è impegnata a ottenere almeno il 40% dell’acciaio da stabilimenti a emissioni zero dei fornitori entro il 2040. Questo obiettivo verrà raggiunto in sinergia con altri importanti partner di business. Ulteriori esempi in questa direzione sono rappresentati dai servizi di ricondizionamento dei cuscinetti, dagli strumenti di utilizzo circolare dell’olio lubrificante.
Nel 2023 la Science Based Target initiative (SBTi) ha verificato l’obiettivo zero emissioni GHG di SKF per il 2050 e ha approvato gli obiettivi, basati su principi scientifici, per la riduzione delle emissioni a breve e lungo termine del Gruppo svedese. L’approvazione di SBTi – l’ente globale che consente ad aziende e istituzioni finanziarie di stabilire target per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra in linea con i modelli climatici di ultima generazione – conferma che il piano di SKF soddisfa sia i criteri dell’Ente, sia gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
SKF si è impegnata a ridurre le emissioni assolute di gas serra Scope 1 (emissioni dirette dei propri impianti) e Scope 2 (emissioni indirette derivanti dal consumo di energia utilizzata dai propri impianti ma acquistata esternamente) del 95% entro il 2030 rispetto al 2019 come anno di riferimento, e a ridurre le emissioni Scope 3 (altre emissioni indirette) di almeno il 31% entro il 2030.
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