Cresce l’export della macchina utensile italiana.
Dalla rivista:
RMO – Rivista di Meccanica Oggi
I mercati di sbocco
Nel 2001 le esportazioni italiane di macchine utensili hanno conosciuto una crescita sostenuta, pari al 12,4%, il massimo valore toccato dall’export italiano. L’aumento, eccezionalmente elevato nel primo trimestre (+ 45,9%) e a buoni livelli nel secondo (+ 16,4%), si è rivelato piatto (+ 0,2%) nel terzo e nel quarto trimestre, anche in ragione di dati di confronto molto positivi. Il comparto della deformazione si è dimostrato particolarmente dinamico, con un aumento del 13% delle esportazioni (994 milioni, 45,8% del totale settoriale). Il 54,2% delle esportazioni totali è suddiviso tra i comparti delle macchine ad asportazione e di quelli operanti con tecnologie non convenzionali (elettroerosione e laser), cresciute dell’11,8% a 1.176,4 milioni di euro. La produzione italiana di macchine utensili è principalmente destinata alla Germania (14,7%), seguita da Francia (13,3%), Stati Uniti (10,2%) e Spagna (9,1%); la Cina ha scalato due posizioni (4%) arrivando al quinto posto, seguita dal Messico (3,8%). L’Unione Europea si conferma dunque l’area di maggiore interesse nonostante la quota assorbita (51,9%) sia lievemente inferiore a quella del 2000 (55,4%). In crescita anche le vendite in Svizzera (+17,4%), diventata il settimo mercato di sbocco dell’industria italiana, e nell’area di libero scambio nordamericana (Nafta), che ha assorbito il 16,1% delle esportazioni dimostrando la capacità dei costruttori italiani di presidiare il mercato nonostante le difficoltà dell’industria statunitense. Al calo delle vendite in Sudamerica (-12,2%) ha fatto fronte la crescita del 40,8% delle esportazioni in Asia Orientale, un’area con interessanti prospettive di sviluppo. Da segnalare inoltre l’aumento delle esportazioni verso i Paesi Asean (+30,5%) e l’Europa Centrale (+25,7%).
Il punto di vista sulla ripresa
Ospite d’onore all’assemblea annuale dei soci Ucimu, Paolo Cantarella si è espresso sulla ripresa dell’economia, ribadendo la necessità di ragionare su due scenari diversi: nell’immediato periodo e in un tempo un po’ più lungo. Al momento attuale non ci si deve aspettare grandi balzi in avanti tuttavia si nota già qualche segno di ripresa. Molto dipende dagli Stati Uniti, anche se per la prima volta un timido segnale di ripresa non ha creato lo stesso fenomeno di rimbalzo in Europa. Negli Stati Uniti, soprattutto dopo lo scandalo Enron, si è presentato il problema dell’andamento del mercato dei capitali e della borsa, che ha determinato un rallentamento nell’accesso di capitali freschi, con una conseguente minore disponibilità di capitali e propensione all’investimento. I consumi interni non crescono e la redditività delle imprese è molto bassa, con conseguenze negative sugli investimenti e sull’andamento del dollaro, che si sta svalutando nei confronti dell’Euro diventando perciò competitivo per le esportazioni. Per quanto riguarda l’Europa, il primo trimestre non è stato brillante e nel 2003 si prevede una crescita del Pil dell’1,3 – 1,4%, anche se la commissione Europea sta facendo una previsione negativa di quasi un punto riguardo agli investimenti in macchinari rispetto al 2001. Ci sono sicuramente opportunità soprattutto nei mercati asiatici, della Russia e della Cina, che è un paese con una buona struttura e istruzione giovanile. Tutti si aspettano un miglioramento per il 2003: il Pil dovrebbe crescere in Europa del 2,5% mentre per entrambi i continenti si dovrebbe attestare attorno al 3%. È una buona notizia ma poco credibile poiché non si è verificato sovente nella storia un salto dall’1,3% al 3%, soprattutto in un periodo di bassa inflazione: se il Pil crescesse del 3% porterebbe a un incremento dei consumi e degli ordinativi delle macchine utensili del 5-7%. Ancora una volta, la crescita dipende da quanto sarà in grado di fare l’industria della macchina utensile. La concorrenza globale non si allenterà: Cina e Russia fatturano 2,1 miliardi di dollari di macchine utensili; sicuramente sono macchine di un certo tipo ma la capacità di accelerazione della Cina porterà brevemente un concorrente molto significativo sul nostro mercato domestico.

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