progettare 377
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GENNAIO
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FEBBRAIO
2014
9
Il dramma dei fallimenti
Nello scorso anno in Italia hanno cessato la loro attività in media due aziende ogni
ora. Un dato impressionante che testimonia la chiusura di 54 imprese ogni giorno.
Il 2013 ha fatto registrare ben 14.269 fallimenti su tutto il territorio nazionale, con
una crescita di ben 14 punti percentuali rispetto all’anno precedente e poco più che
raddoppiata (+54%) se raffrontata al 2009. Insomma, in soli cinque anni dallamappa
nazionale sono sparite ben 59.570 imprese. Un trend drammatico costante lungo
tutto il quinquennio caratterizzato dalla
grave crisi economicamondiale, con il
picco massimo fatto segnare proprio
nell’ultimo trimestre del 2013 con
il nuovo record di 4.257 fallimenti
(+14% rispetto al quarto trimestre
2012 e +39% rispetto allo stesso
periodo del 2009).
Una inquadratura allarmante che
emerge dalla fotografia scattata da
Cribis D&S, la società del gruppo
bolognese Crif specializzata nella
business information nella sua
periodica ‘Analisi dei fallimenti in
Italia’. La drammaticità del quadro
diventa ancora più netta se andiamo
a indagare nel settore manifatturiero,
dove l’analisi conferma come la
crisi abbia falcidiato soprattutto
la metallurgia (621 fallimenti) e la
meccanica-elettronica (304). A livello territoriale è la Lombardia la regione d’Italia
in cui si registra il maggior numero di fallimenti nel 2013: 3.228 casi (pari al 22,6%
del totale nazionale) per un complessivo di 13.199 aziende chiuse dal 2009 a oggi.
Difficoltà della nostra economia confermate anche dall’andamento dei pagamenti
commerciali: lo scorso settembre oltre il 15% delle aziende italiane saldava ormai
con oltre 30 giorni di ritardo, un aumento del 150% rispetto al settembre 2012.
EDITORIALE
LUCA ROSSI