Turck Banner Italia, 20 anni di attività e grandi prospettive
Turck Banner Italia ha celebrato lo sorso 11 maggio i suoi primi 20 anni di attività sul mercato italiano. Il fornitore di sensoristica, illuminatori e segnalatori industriali, sistemi bus e sicurezza era in realtà allora già presente con una filiale italiana della Hans Turck GmbH dal 1996. Nel 2001 nasce però la joint venture paritetica tedesco-americana tra la casa tedesca Hans Turck e la statunitense Banner Engineering, che insieme entrano nel capitale sociale della filiale che viene rinominata Turck Banner Italia.
La Turck Italia era una piccolissima filiale composta da tre dipendenti che si occupava principalmente della distribuzione alle agenzie della produzione della tedesca Turck. Una componente di quel nocciolo storico della filiale, Tiziana Fortuna, lavora ancora oggi in Turck Banner Italia, testimone diretta della notevole crescita registrata dall’azienda negli ultimi tre anni. La storia ‘ufficiale’ inizia quindi nel 2001, il personale della neonata joint venture restava poco numeroso e l’attività continuava ad essere rivolta soprattutto alla fornitura di componentistica alle agenzie di vendita. La strategia era sostanzialmente di presidio conservativo del mercato italiano.
Nel 2007 Turck Banner Italia trasloca, restando sempre a Bareggio ma muovendosi dalla sede di via Adamello a via San Domenico. Nella sede che ancora oggi, seppur con un layout completamente diverso, ospita sia gli uffici sia il magazzino dell’azienda. Turck Banner all’epoca si era più strutturata con qualche figura commerciale, ma continuava a perseguire la strategia conservativa degli inizi mantenendo sul mercato italiano le agenzie territoriali quali interlocutori principali.
E’ nel 2018 che gli azionisti decidono per un cambio di passo, segnato dall’ingresso di Giuliano Collodel come managing director a settembre di quell’anno, che metterà a segno un’importante serie di risultati grazie a una presenza molto più intensa e aggressiva sul mercato italiano. Oggi Turck Banner Italia conta un organico di trenta persone ed è operativa con una struttura commerciale interna che segue la clientela su tutto il territorio nazionale sviluppando anche soluzioni, affiancandola con profonde competenze non solo di prodotto ma anche dei settori applicativi.
L’azienda si presenta sul mercato forte di una struttura articolata con responsabilità definite. Il mercato nazionale è ora capillarmente presidiato: i sales manager Vincent Ciminello e Fabio Seghedoni, i business development manager delle aree produttive Lighting, Sensori, Sistemi, Safety e i key account manager settoriali Logistica e Automotive affrontano il mercato italiano con soluzioni tecnologiche e innovazioni sviluppate per ottimizzare i processi produttivi di Industry 4.0.
“Quando sono entrato in questa società l’obiettivo era quello di triplicare il fatturato in tre anni. Ci siamo riusciti e l’obiettivo per i prossimi tre/cinque anni resta il medesimo – afferma infine il managing director Collodel -. Per farlo, l’innovazione tecnologica e l’alta qualità dei prodotti che siamo in grado di offrire ai nostri clienti sono i punti fermi della nostra strategia. Ma in questo contesto, la mia parola d’ordine è comunicazione. Bisogna lavorare compatti ed uniti perché l’intera azienda è un team che si aiuta a vicenda. La comunicazione coinvolge tutte le aree operative compreso il management, che oltre a comunicare ha l’importante funzione dell’ascolto. La nostra è una squadra di 30 persone e vale la pena investire parte del nostro tempo in sessioni, dove l’esperienza di ciascuno di noi è un piccolo tassello del puzzle che porta al risultato finale. È molto importante, a mio avviso, ascoltare il feedback di chi lavora a stretto contatto con il cliente finale, perché riesce a percepire piccoli dettagli che fanno la differenza. Il team di Turck Banner Italia è il nostro asset più importante. I tecnici che discutono con i commerciali, che a loro volta parlano con la business unit che dialoga con il management. Un grande lavoro di squadra dove la comunicazione e la trasparenza sono protagoniste. E tutto questo si riflette positivamente sul rapporto con il cliente. E il mercato questo sta cominciando a riconoscercelo. E del riconoscimento del mercato parleremo più approfonditamente quando festeggeremo il trentennale”.
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