Riviste al rialzo le previsioni 2021 dell’industria italiana della macchina utensile

Pubblicato il 29 settembre 2021

Ucimu rivede al rialzo le previsioni 2021 dell’industria italiana della macchina utensile presentate prima della pausa estiva. La produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione crescerà del 22%, a quota 6,3 miliardi di euro. Il risultato è frutto sia dell’ottimo andamento delle consegne dei costruttori italiani sia dell’export che raggiungerà il valore di 3,4 miliardi, il 19% in più rispetto al 2020. Secondo l’elaborazione di Ucimu su dati Istat, nei primi sei mesi del 2021 (ultimo dato disponibile), principali Paesi di destinazione dell’offerta italiana di macchine utensili sono risultati: Germania (+64,4%), Stati Uniti (+8,7%), Cina (-16,5%), Polonia (+77,8%) e Francia (+1,6%). Decisamente vivace è la domanda italiana come dimostra il dato di consumo che dovrebbe attestarsi a 4,6 miliardi di euro, il 28% in più rispetto al 2020. Questo risultato farà da traino sia per le consegne dei costruttori in Italia – che segneranno, infatti, un incremento del 25%, attestandosi a 2,9 miliardi di euro – sia per le importazioni che cresceranno del 33%, attestandosi a 1,7 miliardi di euro. Barbara Colombo, presidente Ucimu, ha affermato: “i riscontri ottenuti nella raccolta ordinativi da parte dei costruttori italiani danno un outlook positivo non solo per la chiusura del 2021 ma anche per i primi mesi del 2022”. L’indice degli ordini raccolti dai costruttori italiani nel secondo trimestre dell’anno, ultimo dato disponibile, evidenzia una crescita decisa pari al 187% rispetto al secondo trimestre 2020 (che comprende aprile, mese di stop per il lockdown, e dunque rappresenta un trimestre decisamente difficile). Gli ordini interni sono cresciuti del 368% e gli esteri del 132% rispetto al periodo aprile-giugno 2020. È risultata in crescita anche la capacità produttiva il cui indice ha sfiorato l’80%. Il dato risulta superiore a quello registrato nell’ultimo trimestre 2019. Anche il carnet ordini è cresciuto a 7 mesi, tornando così sui livelli record del 2018. “Alla luce di queste rilevazioni – ha aggiunto la presidente di Ucimu – possiamo dire che il momento economico per il nostro Paese così come per il settore è decisamente favorevole anche grazie alla disponibilità degli incentivi governativi previsti per chi acquista nuova tecnologia di produzione, 4.0 e tradizionale”.



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