Piero Formenti è il nuovo presidente di Confindustria Nautica
L’assemblea dei soci di Confindustria Nautica ha eletto Piero Formenti presidente dell’associazione per il quadriennio 2025-2029.
Eletto con un significativo 94,4% di consensi, pari a 15.622 voti, Formenti è il primo presidente espressione della Piccola industria nautica nella storia dell’associazione nazionale di categoria, e ha raccolto un gradimento ampio e diffuso nelle diverse assemblee di settore in cui è costituita l’associazione. Al centro del programma del nuovo presidente, la valorizzazione di tutta la filiera, lo sviluppo della cultura d’impresa, la promozione del Made in Italy, il potenziamento dell’attività di rappresentanza e del Salone Nautico e la promozione della cultura nautica e del mare.
Piero Formenti all’interno di Confindustria Nautica ha ricoperto la carica di vicepresidente per due mandati consecutivi dal 2015 a oggi, rappresentando la Piccola Nautica in seno all’associazione. È stato presidente di Confindustria Nautica, quale vicepresidente anziano, nel periodo dal 9 maggio al 24 giugno 2024. È componente del consiglio di amministrazione della società I Saloni Nautici srl dal 2019 e componente del Gruppo tecnico ‘Europa’ di Confindustria dal settembre 2024 ad oggi. Ha, inoltre, ricoperto la carica di presidente dell’European Boating Industry (EBI), l’associazione che rappresenta l’industria nautica in Europa, per due mandati consecutivi dal 2015 al 2019, e attualmente riveste il ruolo di vice-chairman a supporto del presidente EBI per il biennio 2023-2025.
Lombardo, classe 1958, sposato dal 1983 con Donatella, ha un figlio, Luca. Dal papà, già direttore di un laboratorio ricerca e sviluppo nel gruppo Pirelli, e poi direttore di produzione di un’azienda che negli anni settanta realizzava tessuti gommati e una piccola serie di battelli pneumatici, ha assorbito la passione per la nautica e per il mare. Dal 1979 è titolare di Zar Formenti, da lui stesso fondata, tra le aziende leader specializzate nella costruzione di unità pneumatiche.
‘Partecipazione‘, ‘regole‘ e ‘unità di intenti‘ sono quindi le linee guida scandite dal nuovo presidente in un discorso di insediamento forte, tutto orientato al superamento di ogni ragione di appartenenza, alla direzione comune, al farsi tutti i Soci carico della diffusione della cultura confindustriale sui territori.
“Fatevelo dire dal primo presidente in assoluto espresso dal Settore della Piccola industria nautica: dobbiamo superare ogni ragione di appartenenza e affermare innanzitutto l’elemento di grande forza, visibilità e capacità di attrazione a vantaggio di tutta la filiera da parte della Grande industria nautica, sulla quale ricade una particolare responsabilità etica e di promozione della cultura d’impresa. Grande industria che chiamo alla massima partecipazione della vita associativa” – ha esordito Formenti, ricordando che “attorno a questo nucleo forte dobbiamo promuovere la catena del valore di tutta la nostra filiera – Motori, Componentistica e Accessori, Portualità e Servizi dedicati, Charter, Reti vendita – che va sostenuta anche con iniziative di promozione specifiche. E’ senza dubbio un punto di forza della nostra Associazione, una catena indissolubile, dove ogni anello contribuisce al valore comune”.
“In questa logica di visione unitaria si inseriscono il nostro impegno in EBI (European Boating Industry) e in ICOMIA (International Council of Marine Industry Associations) – ha quindi proseguito Formenti -, nei Gruppi Tecnici di Confindustria (‘Europa’, ‘Economia del Mare’, ‘Internazionalizzazione’, ‘Sostenibilità’, ‘Tutela Made in Italy’, ‘Turismo e cultura’), in Federturismo Confindustria e Federazione del mare”. Un sistema industriale forte è quindi la condizione necessaria per operare efficacemente in un contesto internazionale non facile, rispetto al quale non è mancato il richiamo all’ascolto delle Istituzioni europee, la conferma del proficuo confronto con il Governo, Agenzia delle Dogane e Monopoli, ICE, Comando generale delle Capitanerie di porto e la stigmatizzazione “del silenzio dell’Agenzia delle entrate sul leasing, che in questi ultimi due anni è diventato a dir poco assordante”.
“Alla Presidente Meloni i più vivi complimenti per aver portato a Napoli la Coppa America di vela, un colpo che contemporaneamente sostiene nautica, sport e Sud” – ha sottolineato poi il neo Presidente, che ha chiuso con quello che ha definito “il tema più delicato e urgente: la formazione. Confindustria Nautica intende divulgare con rinnovato impegno le opportunità professionali che il settore offre ai giovani e trovare nuove vie per la formazione di manodopera specializzata e promuovere la cultura nautica e dell’andare in barca”.
La designazione di Formenti è stata ratificata in occasione dell’Assemblea pubblica del 16 maggio scorso a Rapallo – con Daniela Santanchè, Ministro del Turismo, Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e trasporti, Ricardo Rigillo, Capo di Gabinetto del Ministro per le Politiche del mare, Mario Zanetti, Delegato Confindustria per l’Economia del mare. Durante l’evento sono state presentate le 6 Milestone del Piano per la nautica 2025-2029 – Ruolo industriale e indotto turistico, Innovazione tecnologica e Transizione sostenibili, Tutela del Made in Italy e sorveglianza del mercato, Semplificazione normativa e competitività fiscale, Cultura del mare, oltre alla Formazione – che sarà sviluppato nei prossimi mesi dalle Assemblee di settore.
Il Consiglio generale ha altresì approvato la squadra dei vice presidenti, con tre nuove nomine e una conferma di cui due componenti già presidenti di settore. “Ho presentato una proposta certamente basata sugli equilibri associativi e delle principali aree di produzione del Paese, ma fortemente incentrata sulle linee strategiche del programma, ridisegnando i consueti ambiti di delega”, ha spiegato Formenti.

Due le novità, Formazione professionale e cultura del mare, affidata a Vincenzo Poerio (A.D. di Tankoa Yachts), e Sviluppo del Mezzogiorno e ZES, che si affiancano all’Internazionalizzazione, delegate a Marco Monsurrò (A.D. di Coelmo S.p.A.); la Rappresentanza europea viene congiunta alla normativa nazionale e affidata a Fabio Planamente (Partner e Consigliere di Amministrazione di Cantiere del Pardo S.p.A.), alla Promozione del Made in Italy e Reti d’impresa viene confermato Alessandro Gianneschi (AD di Gianneschi Pumps and Blowers S.r.l.) che acquisisce anche lo Sviluppo associativo.
Inoltre, Marco Valle (Amministratore Delegato Azimut Yachts) è stato nominato direttamente dal Presidente a completare il Consiglio generale, come gliene è data facoltà dallo statuto, e al Consigliere Dott. Marco Cappeddu (European Union Office – Fincantieri S.p.A.), considerate le sue specifiche competenze professionali, è stato affidato il Progetto Obiettivi ESG, Transizione ecologica e materie prime.
Le dichiarazioni
Santanchè: “La nautica da diporto ha un ruolo centrale nel rilancio del turismo nazionale. Nel 2024 si è registrata una crescita del 2% degli ormeggi, con previsioni positive per il 2025 (+2,9% stanziali, +3,2% transito). Il settore genera 8,3 miliardi di euro di fatturato e, con la filiera, oltre 210.000 occupati, confermandosi tra le eccellenze del made in Italy. Abbiamo avviato interventi per la riqualificazione dei porti turistici, il potenziamento della connettività digitale e l’integrazione dei servizi via app e lavoriamo per rendere la nautica più accessibile e sostenibile, promuovendo eventi internazionali come l’America’s Cup a Napoli nel 2027, un evento che può fare la differenza, non soltanto per il Mezzogiorno, ma per tutta la nazione”.
Urso: “Nel Libro Bianco “Made in Italy 2030” che presenteremo prima dell’estate, riconosciamo la nautica come uno dei nuovi pilastri della politica industriale nazionale, accanto ai settori storici dell’alimentazione, dell’abbigliamento e dell’arredo. In questa prospettiva, il Ministero sostiene con convinzione il percorso verso la sostenibilità, attraverso agevolazioni a fondo perduto per la decarbonizzazione e misure strutturali nell’ambito dei programmi Transizione 4.0 e 5.0 e della Nuova Sabatini”.
Rixi: “Il settore della nautica da diporto sta vivendo una fase di rilancio grazie a importanti interventi normativi e amministrativi. Tra i risultati principali figurano il nuovo patentino D1, il titolo semplificato per il noleggio e il rafforzamento del registro telematico. Avviata una digitalizzazione diffusa e un processo di armonizzazione europea, con l’obiettivo di semplificare la gestione dei natanti. Si lavora inoltre al recupero di aree portuali per il diporto e alla creazione di nuovi approdi, in particolare nelle aree meno servite. Il Salone Nautico Internazionale di Genova si conferma strategico a livello internazionale. Prioritaria anche la promozione del settore tra i giovani e la semplificazione normativa per favorire l’uso della bandiera italiana”.
Rigillo: “Il Dipartimento per le Politiche del mare ha il mandato di una visione di prospettiva e di coordinamento fra le competenze suddivise in una decina di ministeri.
Dopo il Piano del Mare nei giorni scorsi è stato incardinato il Ddl dimensione subacquea ed è prossimo ad essere bollinato quello sulla Valorizzazione Risorsa mare che, anche grazie al contributo di Confindustria Nautica, contiene un pacchetto di aggiornamento del Codice della nautica”.
Zanetti: “Il mare è un asset strategico per l’Italia. L’Economia del mare vale oltre il 10% del PIL e impiega più di un milione di addetti. Grazie all’istituzione del Ministero del Mare, c’è oggi l’opportunità di sviluppare una politica industriale dedicata. Aggiornamento Infrastrutture, competenze e semplificazione e sono trigger di sviluppo. Nella nautica da diporto, come in quella mercantile, dobbiamo snellire la bandiera italiana. Il 15 luglio sarà presentato un position paper con le proposte concrete per rafforzare l’intero cluster”.
Fortis: “Le imbarcazioni da diporto sono una delle punte di diamante dei “nuovi surplus” con l’estero del Made in Italy, assieme a navi da crociera, alimentari e bevande, farmaceutica, ottica e cosmetica, dal 2019 al 2024 il contributo della nautica (+1,8 miliardi di euro) alla crescita del surplus manifatturiero italiano complessivo (+12,5 miliardi) è stato del 14,3%. L’export italiano di imbarcazioni da diporto e sportive è aumentato molto negli ultimi dieci anni, dal 2014 al 2024 (+119% in valore), oltre il doppio dell’export manifatturiero nazionale nel suo complesso (+55%), raggiungendo un record storico a 4,3 miliardi di euro”.
Porcari: “La Banca BPER supporta attivamente la nautica da diporto, affiancando sia i grandi cantieri che le PMI della filiera con strumenti finanziari su misura, come il reverse factoring e il sostegno all’internazionalizzazione. In collaborazione con RINA e Confindustria Nautica, lancerà una piattaforma ESG per valutare le performance di sostenibilità e facilitare l’accesso a finanziamenti agevolati. La nautica da diporto è riconosciuta come leva economica e strategica, al centro di investimenti e innovazione per il futuro del sistema Paese”.
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