Edizione N° 6 del 27 luglio 2005
| Meccanica, Progettazione e Componentistica |
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Edizione N° 6 del 27 luglio 2005
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27-07-2005 Partnership tra banche e imprese e tra le imprese stesse. La proposta per il rilancio della meccanica varia italiana parte dalla necessità di svincolarsi da schemi e processi tradizionali per approdare a strategie di sviluppo mirate e di successo.
È quanto emerge dall’Assemblea dei Soci della Federazione delle Associazioni Nazionali della Meccanica varia ed Affine – Anima – tenuta a Milano alla presenza del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e del presidente del Gruppo UniCredit Carlo Salvatori.
“Il rapporto banche imprese è un nodo cruciale” ha sottolineato il presidente di Anima Savino Rizzio “Riguarda soprattutto l’erogazione del credito e il supporto a progetti di crescita dimensionale o commerciale dell’impresa stessa. Oggi a un’evidente crisi economica si affianca una notevole rivoluzione in ambito normativo. Penso ad esempio alla riforma del diritto societario e fallimentare. L’impresa si trova a confrontarsi con un contesto normativo nuovo, la cui applicazione sul piano operativo è spesso oggetto di dubbi ancora non risolti. A questo si aggiunge un cambio epocale nei rapporti banca-impresa. Su questo versante da più parti si sono alzati segnali di preoccupazione. Nei momenti di crisi, infatti, la gestione finanziaria diventa indubbiamente una delle aree strategiche più critiche per l’impresa”.
I dati presentati da Anima relativi al trend dell’industria meccanica varia evidenziano che la produzione italiana ha raggiunto lo scorso anno i 34.605 milioni di euro (erano 33.876 milioni nel 2003) con un incremento del 2,2%. Per il 2005 i dati previsionali parlano di un fatturato di 34.834 milioni di euro. Migliore delle attese è risultato il contributo fornito dai mercati esteri, che hanno segnato una crescita del 3,4%. “La sopravalutazione dell’euro nei confronti del dollaro” ha spiegato Rizzio “ha impedito alle aziende di trarre pieno profitto dalle opportunità offerte da mercati dell’area dollaro a più elevato sviluppo, costringendole al contrario a fare i conti con la debole congiuntura che ha caratterizzato i paesi europei”. Le esportazioni sono tuttavia passate da 17.004 a 17.588 milioni di euro. La quota export ha così raggiunto il 50,8% nel 2004. Stabili le vendite sul mercato nazionale (+0,9%).
Da un’analisi dei dati Istat relativi all’interscambio della meccanica varia nel 2004 suddivisi per aree e paesi di provenienza e destinazione emergono indicazioni interessanti, anche se non esiste una perfetta rispondenza tra i dati Anima e quelli dell’Istituto, in quanto alcune produzioni rappresentate da Anima non sono perfettamente individuabili nelle voci doganali. Si evince una crescita delle vendite nell’Europa dei 15 e in particolare una ripresa delle esportazioni in Germania e Francia. Buone le performance per quanto riguarda gli altri Paesi europei, specie la Russia e la Turchia. Le vendite hanno segnato rispettivamente un + 44,3% e un +27,1%.
Il secondo partner commerciale dopo l’Europa risulta essere l’Asia che pesa per il 14% sull’export italiano e per il 24,8% sull’import. Le esportazioni verso l’Asia sono cresciute del 3,3% contro un aumento del 45,1% per le importazioni.“La concorrenza cinese rappresenta oggi il primo motivo di preoccupazione per gli operatori del settore meccanico” ha commentato il presidente di Anima “Il colosso asiatico con il suo sconfinato bacino di manodopera a basso costo, la capacità di imitare le produzioni dei paesi industrializzati, secondo modalità talvolta illegali, è sicuramente una minaccia per il nostro settore”. Per il Nord America si rileva un recupero della flessione registrata nel 2003.
Per quanto riguarda l’occupazione, stimata pari a 183.300 addetti, ha subito una leggera contrazione (-0,8%). “Le nostre proiezioni per il 2005” ha proseguito Rizzio “sono molto caute”. E’ atteso un consolidamento dei valori globali del 2004 (+0,7%). I risultati sui mercati esteri dovrebbero segnare un incremento del 3,4% e compensare la contrazione attesa sul mercato nazionale (-2,2%).
Focalizzando l’attenzione sui sei macrosettori della meccanica varia, si rileva che dovrebbero risultare ancora in crescita i comparti “macchine e impianti per la produzione di energia e per l’industria chimica e petrolifera” e “macchine ed impianti per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente”. Andamento positivo da spiegare con una buona ripresa degli investimenti nel settore dell’energia e anche in quello dell’ambiente. Accusano un rallentamento se non un piccolo arretramento gli altri comparti.
La proposta di Anima per ridare linfa vitale a un settore che è protagonista nell’industria italiana ed europea è quella di uscire dall’isolamento e approfondire il dialogo in varie direzioni. “Le piccole realtà nel cambiamento in atto sono fin troppo spesso lasciate sole, prive di informazioni e senza possibilità di un dialogo paritario con il proprio interlocutore creditizio” ha evidenziato Rizzio. “Tale isolamento può condurre l’imprenditore a non cogliere il mutamento, spesso ignorato dagli stessi operatori bancari. E, di conseguenza, ritrovarsi impreparato a modificare la propria politica gestionale anche in un’ottica finanziaria. Il compito delle associazioni quali la nostra è senza dubbio quella di sensibilizzare le imprese verso queste tematiche. Ma è compito delle banche comunicare e applicare i principi sanciti dal Comitato di Basilea in maniera corretta adattandoli alla specifica realtà industriale italiana. Ed allora mi pare opportuno lanciare un invito al sistema bancario, qui autorevolmente rappresentato, perché in questo processo ormai in atto non si ponga come semplice valutatore delle imprese. Esso deve affiancarle per favorire il loro sviluppo industriale ed accrescerne la competitività sui mercati internazionali”.
La richiesta della Federazione punta su un approccio meno rigido da parte degli istituti bancari, che in un momento di crisi penalizza le aziende e non permette di cambiare le loro strategie. “Chiedo quindi al sistema bancario di applicare la discrezionalità che la normativa europea consente. È un modo per sostenere la competitività dell’Italia. Le banche devono proporsi come partner – ha proseguito Rizzio – una partnership cosciente, se a priori hanno avuto la possibilità di esaminare chi coinvolgere in ogni singola operazione e di analizzare se e come quei prodotti hanno possibilità di entrare nei mercati”.
In questa direzione si inserisce anche il progetto “Construction Equipment Lab” sviluppato da Anima e UCoMesa, una delle associazioni federate, insieme ad UniCredit Banca d’Impresa e Verona Fiere. Il progetto si propone di sostenere nel processo di crescita le piccole e medie imprese italiane del settore del macchinario per le costruzioni e si rivolge alle aziende con i progetti di crescita più interessanti, affiancandole nella definizione e nella realizzazione dei piani strategici di sviluppo, con particolare attenzione ai temi della finanza per la crescita, dell’eccellenza competitiva e dell’internazionalizzazione.
Oltre al coinvolgimento delle banche Anima pensa anche alla necessità di incrementare la partnership tra le imprese stesse. Le aziende italiane della meccanica sono piccole e medie: “è una maledizione – ha concluso Rizzio – a cui dobbiamo rimediare senza però dimenticare i vantaggi che ciò sta ancora portando in termini di elasticità, di uso sofisticato e sempre più esteso della subfornitura”.
27-07-2005 La produzione di beni strumentali è cresciuta, nel 2004, a 21,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 3,1% rispetto all’anno precedente.
Ben otto delle dieci associazioni che fanno capo a Federmacchine, la federazione dei costruttori italiani di beni strumentali, hanno registrato un incremento nella produzione. A segnare i risultati migliori sono stati i costruttori di macchine per la lavorazione del legno, che hanno visto crescere la produzione del 13,8%, seguiti dai costruttori di macchine per la lavorazione della ceramica, +13,7% rispetto al 2003. I comparti che hanno chiuso l’anno in rosso sono stati quello delle macchine per calzature, pelletterie e conceria e delle macchine per l’industria tessile, penalizzati dalle difficoltà indotte sui settori clienti dalla agguerrita concorrenza condotta dai competitor stranieri, primi fra tutti gli asiatici.
Il risultato globale di settore è stato determinato soltanto dal positivo andamento delle esportazioni, cresciute del 7,3%, a 14,9 miliardi di euro. Ancora una volta, il consumo interno segna il passo (-1,7%), penalizzando le consegne dei costruttori scese, nel 2004, a 6,8 miliardi di euro, il 5,1% in meno rispetto al valore registrato nel 2003. Il calo delle vendite interne ha interessato sei settori su dieci. Il dato peggiore è relativo al comparto dei macchinari per confezionamento e imballaggio (-24,5%).
Il successo dell’industria italiana dei mezzi di produzione dipende dalla fortissima propensione all’export che da sempre caratterizza i costruttori di macchine. Infatti, nonostante il tasso di cambio sfavorevole, nel 2004, il 68,7% della produzione nazionale di settore è stato assorbito dalla domanda proveniente dai mercati stranieri, a testimonianza che è la qualità dei macchinari e non di certo il prezzo, il fattore critico di successo dell’offerta italiana di settore. Il saldo commerciale è risultato in attivo per 11,4 miliardi di euro, un valore superiore del 7,9% rispetto all’anno precedente.
“In prospettiva – afferma Andrea Riello, presidente Federmacchine – il risultato di segno positivo raccolto dai costruttori nel 2004 deve comunque essere interpretato con particolare attenzione. I margini di guadagno dei costruttori del settore sono, infatti, ridotti al minimo, a causa della sopravalutazione dell’euro e della sempre crescente concorrenza internazionale”.
“Soltanto il continuo investimento in innovazione di prodotto, vera leva strategica per il mantenimento della competitività dell’industria italiana dei beni strumentali – continua Riello – permetterà ai costruttori di rimanere ai vertici delle graduatorie internazionali, accorciando il distacco dai tradizionali competitor, da un lato, e allungando il gap tecnologico che ancora esiste, ed è ben visibile, rispetto all’offerta proposta dai concorrenti emergenti”.
Le previsioni 2005, elaborate dal Gruppo Statistiche Federmacchine, indicano un rallentamento della produzione che non dovrebbe andare oltre i 22 miliardi di euro (+2%), un rallentamento da imputare alla minore dinamicità delle esportazioni (+4,1%) e alla persistente debolezza della domanda interna (-2,6%).
27-07-2005 Secondo i rilievi di consuntivo 2004, presentati durante l’Assemblea annuale da Alberto Tacchella, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre, alla presenza del presidente di Confindustria Luca di Montezemolo, la produzione dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione, dopo due anni di calo, è tornata a crescere, attestandosi a 4.130 milioni di euro (+2,5%) rispetto l’anno precedente.
Buona la performance delle esportazioni che, cresciute del 12,2% a 2.077 milioni di euro, hanno trainato le vendite dei costruttori italiani, compensando, almeno in parte, i negativi risultati raccolti sul mercato domestico. Infatti, è proseguito il trend negativo delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno scese a 2.053 milioni di euro (-5,7%), in ragione del calo della domanda (-2%).
Il rapporto export su produzione è salito dal 46% del 2003 al 50,3%, torna così sopra la metà la quota di made in Italy settoriale destinata ai mercati stranieri. Principali mercati di sbocco della produzione italiana sono risultati la Germania, che ha assorbito il 12,6% del totale esportato, la Spagna (9,4%), gli Stati Uniti (9%), la Francia (8,9%) e la Cina (8,4%).
In particolare sono risultate in ripresa le vendite in Germania (248 milioni, +19,1%), Spagna (184 milioni, +18%) e Francia (174 milioni, +2,3%). Positivi anche i riscontri relativi all’export negli Stati Uniti (+7,6%), nel Regno Unito (+4,9%), in Austria (+42,2%) e in Polonia (+14,3%). Tra i paesi emergenti gli incrementi maggiori nelle vendite di sistemi di produzione italiani si sono registrati in Russia (+89,5%), risultata il sesto mercato di sbocco, Turchia (+34,8%) e Cina (+14,8%).
Il saldo della bilancia commerciale è risultato in crescita del 18,8% attestandosi a 1.044 milioni di euro. Secondo Alberto Tacchella, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre: “il consuntivo 2004, sebbene di segno positivo, deve essere analizzato con estrema cautela, per almeno due ragioni”.
“La prima – afferma Tacchella – riguarda l’incremento registrato nella produzione che risulta essere ancora molto basso, soprattutto se si considera che il 2003, anno di confronto, è stato per i costruttori di sistemi di produzione, assolutamente deludente. La seconda ragione – prosegue Tacchella – riguarda la discrepanza tra il positivo andamento delle esportazioni e quello delle consegne sul mercato interno, ancora negativo”.
“Tali dati – afferma Tacchella – sono la conferma della sostanziale stagnazione che interessa il nostro settore così come l’intero sistema economico del Paese che ha bisogno di un vero e proprio rilancio per poter mantenere il passo dei concorrenti stranieri. Occorrono degli interventi concreti e, soprattutto, non generici, perché il Paese non può rinunciare alla propria vocazione manifatturiera”.
“In questo senso – afferma il presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre – sono quattro le leve strategiche su cui si gioca la sfida della competitività: Internazionalizzazione, Innovazione, Investimenti e Immagine”. Se gli imprenditori devono fare la loro parte, modificando il proprio modo di fare impresa, il sistema-Paese deve assolutamente intervenire con misure adeguate e concrete”.
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione – rileva Tacchella – i costruttori hanno la necessità di far fronte alla limitata dimensione aziendale, ostacolo alla presenza strutturata sui mercati stranieri, attraverso l’aggregazione tra imprese aventi obiettivi comuni. A tale scopo si auspica, da un lato, che il sistema-Paese operi per l’attuazione di misure che rendano fiscalmente neutrali tali processi e, dall’altro, lo sviluppo di strumenti quali i fondi di private equity, in grado di supportare le imprese nella crescita dimensionale, grazie al finanziamento degli investimenti necessari.
“L’innovazione – afferma Alberto Tacchella – rappresenta sicuramente la vera leva strategica per mantenere il passo dei tradizionali competitor e allungare il gap qualitativo di cui gode il made in Italy settoriale rispetto alla produzione offerta dai concorrenti provenienti dai Paesi emergenti. Prioritaria per le nostre imprese è, dunque, l’attuazione di un dialogo continuo e costante tra industria, istituti di ricerca e università, al fine di creare un circolo virtuoso in grado di favorire il trasferimento diretto delle idee dal mondo accademico a quello dell’industria manifatturiera”.
“A fronte di una negativa congiuntura economica – rileva Tacchella – è ancora di più necessario salvaguardare la meccanica strumentale in quanto produttrice di beni di investimento, agevolando sia le imprese, sia gli investimenti in sistemi di produzione, quale volano di sviluppo per l’intero Paese. A tal proposito occorre una manovra decisa e vigorosa che tenga conto, insieme, dell’abolizione dell’Irap, un’imposta ingiusta e penalizzante, e della liberalizzazione delle quote di ammortamento”.
“In ultimo – conclude Tacchella – l’immagine, divenuta oggi un asset prioritario. A noi imprenditori il compito di imparare a comunicare meglio, ma senza un supporto strutturato alle spalle ogni nostro sforzo risulterà vanificato. Ecco che, allora, chiediamo al sistema-Paese che, attraverso una pianificazione efficace e continua di campagne di promozione del made by italians, crei un’immagine nazionale forte, che sappia, però, anche valorizzare le peculiarità delle produzioni specifiche “.
Gli ordini del II° trimestre
In base ai dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, gli ordini raccolti dai costruttori italiani di macchine utensili, nel secondo trimestre 2005, sono diminuiti del 4,6%, rispetto allo stesso periodo del 2004, attestandosi a un valore dell’indice pari a 61,7 (base 2000=100).
Il dato del secondo trimestre 2005 è stato determinato, ancora una volta, dall’andamento negativo del mercato interno che non è stato compensato dai positivi riscontri registrati sui mercati stranieri.
In particolare, gli ordini raccolti sul mercato domestico hanno segnato un calo del 17,7%, per un valore dell’indice pari a 44,3, uno dei più bassi registrati negli ultimi anni.
Continuano a essere positivi i segnali provenienti dai mercati esteri in crescita da sei trimestri consecutivi. Nel secondo trimestre 2005 la raccolta ordini dei costruttori italiani all’estero ha registrato, infatti, un incremento del 6,9% rispetto allo stesso trimestre del 2004. Il valore assoluto dell’indice, giunto a 80,8, è il più alto dal 1999 se si esclude l’anno base.
In base ai dati Istat relativi alle esportazioni italiane di macchine utensili nei primi tre mesi del 2005, emerge la crescita significativa di alcuni dei principali mercati di sbocco: Germania (+8,7%), Stati Uniti (+51,3%) e Spagna (+18,5%). Sono in forte espansione le vendite in Turchia, Russia, India e Messico.
Tracciando un bilancio dei primi sei mesi del 2005, a livello complessivo l’indice degli ordini segna una sostanziale stagnazione (+0,4%) rispetto alla prima metà dell’anno precedente, determinata dall’andamento divergente tra mercato interno (-6,1% rispetto ai primi sei mesi 2004) ed estero (+6,3%).
27-07-2005 L’operazione risponde agli obiettivi strategici di ambedue le società, permettendo a Prima Industrie di ampliare le proprie linee di business in settori complementari, mentre Fidia potrà raggiungere una dimensione più adeguata alla copertura del mercato globale. L’integrazione consentirà, in particolare, una migliore penetrazione in nuovi mercati e la razionalizzazione dei costi di struttura nei Paesi attualmente serviti da entrambe le società. Inoltre sarà possibile aumentare la massa critica e, di conseguenza, l’efficienza nel settore dell’elettronica industriale e del controllo numerico, ove entrambi i gruppi sono già presenti con prodotti complementari. In sede di presentazione alla comunità finanziaria, sono stati forniti alcuni dati precedentemente non resi pubblici.
Le sinergie derivanti dalla fusione sono state quantificate dal management in un importo pari, a regime, a 4 milioni di euro annui (equivalente a un valore attuale netto di 20 milioni di euro); tale importo è attribuibile per il 75% a risparmi sui costi commerciali, di ricerca e sviluppo, produttivi e di struttura, e per il 25% ai maggiori margini e volumi di vendita.
Per quanto concerne i dati economici del gruppo post fusione, il conto economico pro forma 2007 (che tiene conto del contributo positivo derivante dalle sinergie sopra ricordate) prevede ricavi per 166,7 milioni di euro e un Ebitda pari a 15,8 milioni di euro, con un’incidenza sul fatturato pari al 9%.
Infine è stato precisato che il rapporto di concambio (pari a una azione ordinaria di nuova emissione della incorporante Prima Industrie, del valore nominale di euro 2,50 cadauna, contro 2,4 azioni ordinarie della incorporanda Fidia, del valore nominale di euro 1,00) è stato determinato tenendo conto della valutazione effettuata dall’advisor dell’operazione, banca Intesa, utilizzando il metodo dello sconto dei flussi di cassa (DCF), dal quale è risultato un valore economico di Prima Industrie pari a euro 52,2 milioni (euro 11,35 per azione) e un valore economico di Fidia pari a euro 22,2 milioni (euro 4,72 per azione).
27-07-2005 Il riconoscimento della Commissione europea è riservato al miglior esempio di trasferimento tecnologico per lo sfruttamento industriale dei risultati dei progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea. Il caso premiato è stato realizzato con il supporto della rete di centri per l’innovazione Irc (Innovation Relay Centre) e in particolare di Irc Lombardia – di cui fa parte Politecnico Innovazione – e Irc Finlandia.
Il premio è stato attribuito per un innovativo software per la simulazione di colata nelle fonderie che consente un salto di qualità nella realizzazione degli stampi e dei prodotti finiti. Progettato dal centro di ricerca finlandese “VTT”, il software è ora utilizzato in diverse fonderie grazie all’intervento di Politecnico Innovazione, consorzio del sistema Politecnico di Milano e partner dell’Innovation Relay Centre Lombardia, che insieme all’Irc Finlandia ha operato perché i risultati della ricerca potessero essere acquisiti dalle industrie metallurgiche. Il software – ConiferCast è distribuito alle aziende con la consulenza dello studio di ingegneria “XC Engineering” di Cantù (Como).
Il progetto che ottiene gli allori della Commissione è uno dei migliori esempi del ruolo svolto da intermediari come Politecnico Innovazione-Irc Lombardia e la società di ingegneria italiana nel mettere in contatto il mondo della ricerca con quello delle aziende e nel gestirne poi i rapporti fino ad arrivare a risultati produttivi. Un esempio anche di come i finanziamenti comunitari possano favorire concretamente lo sviluppo delle piccole e medie imprese.
Il software è stato ideato dal centro di ricerca pubblico finlandese VTT, che conta oltre tremila scienziati e dal quale è poi nata la società per la distribuzione Simtech Systems. Esso consente di prevedere il comportamento di un metallo fuso all’interno di uno stampo. La simulazione dell’intero processo al computer, dalla colata alla fine del raffreddamento, permette di ottimizzare gli stampi, ridurre il ricorso ai costosissimi prototipi e realizzare prodotti esenti da imperfezioni dovute a difetti di fusione e raffreddamento. Il tutto si concretizza in evidenti riduzioni di costi e tempi di lavorazione. ConiferCast caos è già utilizzato dal 90% delle fonderie finlandesi.
27-07-2005 Parlando di automazione, la tendenza più diffusa è quella di sviluppare metodi di montaggio intelligenti. Le parti da assemblare di basso costo, dove ampie possono essere le singole tolleranze meccaniche, devono comunque essere assemblate in maniera esatta e precisa. Lo scopo finale quindi è quello di raggiungere comunque la tolleranza finale richiesta. Su funzioni complesse come questa, la società Schmidt Technology, produttrice di presse, ha già un’ottima reputazione con le sue Servopresse, fondamentali per gli utilizzi dove si necessita di un’altissima accuratezza delle esecuzioni
Questa tecnica, ormai consolidata, è stata introdotta in un nuovo strumento di lavoro. Derivato dai vantaggi della tecnologia delle Servopresse, Schmidt Technology offre con la nuova 307 un tipo di pressa manuale con controllore in grado di monitorare forza e corsa del processo di assemblaggio. Questa soluzione diventa un punto di riferimento per chi ha bisogno di procedure di piantaggio di parti molto delicate e precise e per piccole quantità.
A differenza delle altre soluzioni manuali attualmente presenti sul mercato, il ciclo è governato totalmente dal suo controllore, limitando all’operatore il solo azionamento della leva. La sua caratteristica fondamentale riguarda l’intervento automatico di un sistema di bloccaggio della corsa della testa (ram), che aiuta a ridurre notevolmente la percentuale di scarti di processo e di conseguenza il danno economico. Segnali di avvertimento e un controllo visivo sul display delle varie fasi del processo, evitano che vengano assemblate parti non conformi.
Lo sviluppo di questo prodotto si è focalizzato su un funzionamento facile ed ergonomico. Tutti i processi statistici e di documentazioni lavorano in background sul controllore e possono essere analizzati in seguito e separatamente su PC tramite software dedicato. Sono disponbili interfacce adatte per l’utilizzo in Ethernet.
Caratteristiche specifiche di questo sistema come la memorizzazione e selezione successiva dei programmi per un setup veloce, la parametrizzazione del ciclo, delle finestre di sorveglianza e dei tempi di sosta, così come la compensazione della deformazione della struttura della pressa durante il processo, diventeranno insostituibili nella tecnologica delle postazioni di lavoro manuali.
Schmidt Technology è distribuita in Italia da Atax s.r.l. – www.atax.it – [email protected] – tel. 02.61034861
27-07-2005 Le Officine Meccaniche UNI-Mecc di Villanova, in provincia di Torino, nascono nel 1990 dall’idea dei suoi due titolari Roberto Bruneri e Venanzio Peinetti, che hanno via via specializzato la propria produzione di boccole per ammortizzatori, anti-vibranti e distanziatori per il settore automotive, in particolare auto, mezzi movimento terra e veicoli industriali.
Oggi UNI-Mecc è diventata un riferimento nel settore della produzione di boccole e nelle lavorazioni di tubi in acciaio e altre leghe metalliche; produce 1,4 milioni di componenti al mese che esporta per il 50% in Germania (e anche negli USA), dove finiscono sulle autovetture dei marchi tedeschi più blasonati: Audi, Mercedes, VolksWagen.
Con le cadenze produttive che la caratterizzano, razionalizzare la produzione è stato uno degli obiettivi primari per UNI-Mecc che, ha così ottenuto anche un importante recupero di competitività, senza dover sacrificare il valore aggiunto. “Con i centri di lavoro Adige CM502 – racconta Fabio Rui, responsabile produzione e qualità dell’azienda – siamo riusciti a ottimizzare maggiormente il ciclo di produzione con incrementi di produttività, di qualità e riduzione dei fermi macchina per il cambio di prodotto. La prima CM502 è stata installata nel 2003; la seconda è, invece, arrivata nel 2004 e lavorano entrambe a pieno regime su due turni.
I vantaggi più importanti sono stati riscontrati nei cambi completi di produzione che sono stati ridotti del 200%; si è passati da 2,5 ore a 45 minuti. Altro beneficio è la rapidità di taglio del tubo di grosso spessore che, grazie alla particolare gestione dei parametri di taglio, determinati automaticamente dal CNC di comando del centro Adige, consentono tempi ciclo notevolmente
ridotti”.
“Anche dal punto di vista qualitativo – spiega ancora Rui – siamo riusciti a migliorare le prestazioni: con il controllo in linea di tutti i pezzi, abbiamo la certezza di rispettare sempre le tolleranze a disegno. Altrettanto, vale per il controllo, sempre in linea, dell’integrità interna dei tubi di spessore sottile. Inoltre, i pezzi in uscita, si presentano già puliti e non hanno bisogno di ulteriori manipolazioni”.
La clientela UNI-Mecc è molto esigente e richiede il controllo della qualità di tutti i pezzi prodotti con tolleranze che arrivano a ±0,025 mm. Per questa ragione, sono riusciti a effettuare il controllo in linea dei pezzi direttamene sui centri di lavoro Adige CM502 e, per alcuni pezzi (quelli in tubo sottile) eseguono addirittura il controllo della qualità interna con un tampone.
27-07-2005 La nuova versione parallela a memoria distribuita ripartisce il calcolo su più processori che funzionano contemporaneamente. Questa soluzione consente di ridurre pesantemente il tempo di calcolo. La versione parallela di ProCast 2005 lavora sia sui cluster Linux sia sulle piattaforme multiprocessore Unix di IBM e SGI.
“Con il calcolo parallelo – afferma Dominique Lefebvre, product manager Soluzioni per Fonderia, di ESI Group – anche i processi e i pezzi più complessi possono essere simulati in breve tempo, consentendo così alle fonderie, agli stampisti e ai progettisti di iterare la progettazione e le verifiche dello stampo in tempo reale. Questa nuova versione a memoria distribuita è stata creata in particolare per le configurazioni informatiche parallele di piccola e media dimensione, al fine di offrire ottime prestazioni a un prezzo competitivo. Infatti, la flessibilità della configurazione informatica, del numero di processori installabili e del collegamento di rete permette di soddisfare le esigenze del cliente anche in termini di tempo di ammortamento dell’investimento”.
La parallelizzazione di ProCast 2005 si basa su una tecnologia di suddivisione dinamica dei domini per ottenere il minore tempo di calcolo. Questa funzione è gestita automaticamente in ProCast 2005 ed è utilizzata per distribuire l’elaborazione su diversi processori. Per essere efficace, questa ripartizione deve fornire un carico di lavoro equilibrato e un’interfaccia minima tra le differenti suddivisioni al fine di ridurre gli scambi tra i processori. Fin dalla simulazione di riempimento dello stampo, questa ripartizione evolve continuamente. Per mantenere un equilibrio del carico di lavoro, ProCast 2005 aggiorna automaticamente la suddivisione dei domini a intervalli di tempo regolari.
La prestazione dell’elaboratore parallelo dipende non solo dalle dimensioni del modello e dal tipo di applicazione, ma anche dai componenti del sistema quali le connessioni di rete che permettono la comunicazione tra i processori. I risultati ottenuti su un cluster Linux a 8 processori con una rete Gigabit Ethernet mostrano un’accelerazione dell’elaborazione d’ordine 6 per il riempimento e la solidificazione: una simulazione della durata di 1 ora, si riduce a 10 minuti. Prestazioni ancora migliori possono essere ottenute con una rete più potente, per configurazioni parallele che possono arrivare fino a 32 processori.
La simulazione del processo di fonderia è oggi largamente utilizzata nell’industria come strumento fondamentale per la progettazione dei prodotti e lo sviluppo dei processi, per migliorare il rendimento e la qualità dei pezzi. La gamma di software per la fonderia di ESI Group comprende, oltre a ProCast, anche Calcosoft, un software di simulazione dei processi di colata continua, semi-continua e strip-casting, e PAM-Quikcast, un software di valutazione rapida dei processi di fonderia, basato sul metodo delle differenze finite.
27-07-2005 La soluzione si basa sulla tecnologia di saldatura remota e prevede lo spostamento “a distanza” del fascio laser sul pezzo in lavorazione mediante la movimentazione rapidissima di specchi che intercettano la radiazione laser e la indirizzano sul punto di lavoro.
Una stazione standard Agilaser può sostituire fino a otto robot di saldatura tradizionali. I vantaggi sono ugualmente importanti in termini di prodotto perché la tecnologia permette ai costruttori di eliminare le costrizioni geometriche obbligate nell’applicazione delle pinze di saldatura e dei cannelli di saldatura. Così Agilaser permette di realizzare nuove architetture dei mezzi di trasmissione, mentre mantiene costi competitivi e soddisfa le nuove esigenze ambientali e di sicurezza, attraverso una riduzione del peso e un miglioramento nel valore di crash.
La prima applicazione di Agilaser è stata introdotta nell’impianto di Mirafiori nel 2003 nelle linee porta di Fiat Idea e Lancia Musa. Da allora, sono stati venduti dieci sistemi in Italia e all’estero, tre dei quali sono già operativi in stabilimenti che non fanno parte del Gruppo Fiat. Tre stazioni saranno inoltre introdotte nella linea della nuova Fiat Punto, che sarà costruita nello stabilimento di Melfi.
27-07-2005 Questo centro, uno dei tre a disposizione di GE Advanced Materials a livello globale, fornisce consulenza e servizi ai clienti in materia di effetti speciali per l’intera produzione aziendale.
L’offerta comprende strumenti in linea caratterizzati da facilità d’uso, opzioni per l’abbinamento rapido dei colori, esclusivi effetti speciali e l’opportunità per i clienti di visitare e utilizzare i servizi della struttura in continua crescita.
Il Customer Innovation Centre è (Centro di innovazione per i clienti) un fulcro globale per le resine della gamma Visualfx di GE, che consentono la personalizzazione degli oggetti mediante innumerevoli effetti speciali e variazioni di colore, e per ColorXpress Services, il servizio di gestione e abbinamento dei colori che garantisce un scelta rapida e precisa del colore.
Per facilitare e agevolare l’interazione tra i clienti e il Centro, GE ha reso disponibili in linea molti dei propri servizi colore. La società dispone di due siti web attraverso i quali i clienti possono richiedere campioni di colori ed effetti speciali, inviare richieste per riproduzione nuovi colori ed eseguire una ricerca dei colori utilizzando i codici numerici Lab, RGB o RAL.
27-07-2005 “La banca dati – precisa Jan Kuoppa dell’azienda svedese – è costantemente aggiornata con i dati e gli sviluppi più recenti . In questo modo siamo in grado di garantire informazioni in tempo reale, nonché le ultime versioni dei vari strumenti di analisi, agevolando così il processo di sviluppo dei nuovi prodotti”.
Sempre attraverso il sito è possibile accedere a notizie sui materiali, trovare schede tecniche, applicazioni, informazioni sui seminari e sui corsi di formazione, domande e risposte e molto altro ancora.
Ma il solo servizio online non è sufficiente per rispondere a tutte le domande dei clienti. In materia di scelta dei materiali e di progettazione, le richieste sono, infatti, molto più complesse e impongono un supporto tecnico più mirato, soprattutto per quanto riguarda le modalità di utilizzo e di lavorazione degli acciai altoresistenziali.
Da qui la creazione di un Knowledge Service Center, inaugurato recentemente, un servizio di facile e rapido accesso dove un team di esperti è a disposizione per fornire informazioni sulle scelte di processo e di tipologia di prodotto, le prove sui materiali e la realizzazione di analisi avanzate su strutture complete.
27-07-2005 Prima del 2000 occorrevano dai 12 ai 14 mesi per disegnare e produrre una bicicletta. Oggi la media è di quattro mesi. E come nel caso della TTx, in casi limite, il tempo necessario può essere solo di quattro settimane.
Il telaio della bicicletta Time Trial TTx è stato realizzato con un complesso materiale composito chiamato OCLV HC Honeycomb carbon. Modificare il design del telaio, anche di pochi millimetri, richiede molto tempo e un intenso lavoro.
Ed è in questa fase che è entrata in gioco la tecnologia di think3. “Abbiamo utilizzato thinkID – ha dichiarato Hans Eckholm, designer di Trek che ha lavorato sulla TTx – per modificare il telaio, impiegando minuti invece delle tradizionali ore che il processo richiede. Questo ci ha permesso non solo di risparmiare tempo nelle modifiche, ma anche nel processo di revisione del team costantemente necessario”.
La tecnologia che consente questa velocità nelle modifiche è GSM (Global Shape Modeling) di think3. GSM compie automaticamente i calcoli geometrici richiesti da un cambio di forma (processo tipicamente manuale per il designer), mantenendo nello stesso tempo l’integrità del design.
Trek ha vinto la sua corsa contro il tempo e la Time Trial TTx è stata realizzata nei tempi previsti. La bicicletta si è anche già distinta partecipando alla terza tappa del Dauphiné Libéré, l’ultima prova ciclistica più importante prima del Tour de France, classificandosi terza.
27-07-2005 Nell’ambito di un importante potenziamento di strutture atte a sostenere la ricerca tecnologica, Bonfiglioli ha voluto mettere a disposizione della Sala Esperienze, uno degli Enti maggiormente preposti alla ricerca di soluzioni innovative, anche un nuovo strumento di misura e controllo della temperatura superficiale: la termocamera a infrarossi. Tale strumento, rispetto ai tradizionali metodi di misura della temperatura definiti “puntuali”, permette di avere una mappa senza soluzione di continuità della temperatura superficiale dei prodotti e/o componenti sottoposti a verifica, ma soprattutto permette un’evoluzione temporale dei valori reali di temperatura di tutta la superficie. Inoltre, essendo uno strumento “non a contatto”, la temperatura si può leggere a distanza e/o in zone difficilmente accessibili dai normali strumenti di rilievo.
Tutto ciò consente di gestire il “dato temperatura” non più solo come informazione fine a se stessa ma, potendo definire e valutare la sua evoluzione temporale, anche come informazione complessa per comprendere al meglio le qualità e le caratteristiche di funzionamento del meccanismo sotto osservazione.
La termocamera a infrarossi permette di rilevare e filmare lo sviluppo temporale della temperatura su tutte le superfici fisicamente viste dalla telecamera; tutto ciò avviene senza che si abbia un contatto fisico con le superfici misurate. Inoltre la termocamera genera file di risultato (una serie di mappe termiche) che possono essere gestiti ed elaborati tramite appositi software; ciò permette di rendere l’informazione ancora più significativa e utile per lo sviluppo e verifica del progetto in analisi.
Tale strumento ha molteplici e innovativi impieghi. È risultato fondamentale per verificare e documentare i picchi massimi di temperatura sulle superfici dei motoriduttore al fine di creare la documentazione necessaria per ottenere la certificazione “Atex”. Senza tale strumento, ma con l’uso dei termometri puntuali, sarebbe risultato difficile dimostrare che la temperatura massima misurata fosse effettivamente la massima presente sulla totalità della superficie di un motoriduttore. A sostegno della progettazione, inoltre, la termocamera permette di evidenziare come il calore si propaga sulla superficie e pertanto valutare l’efficacia di geometrie opportune per lo smaltimento del calore e/o l’insorgenza di “punti caldi” che spesso sono correlati a malfunzionamenti di componenti interni al riduttore.
Tratto da un articolo di R. Arigoni, pubblicato sul semestrale di informazione aziendale “Bonfiglioli news” – marzo 2005.
27-07-2005 La novità principale emersa durante l’assemblea generale del Cetop (Comitato Europeo per le Trasmissioni Oleoidrauliche e Pneumatiche) riguarda l’adesione della Polonia come nuovo membro, portando così a 16 le associazioni europee del settore, in rappresentanza di 15 paesi (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia).
È stata inoltre costituita la Commissione “Marketing & Communication”, che si occuperà di specifiche problematiche già in carico alla Commissione Economica, e in particolare: pubblicazioni associative (repertorio, Internet ecc.), acquisizione di nuovi membri, partecipazione alle fiere e contatti con altre associazioni.
Per quanto riguarda la Commissione Economica, è stato deciso di inserire nelle prossime rilevazioni statistiche le voci “elettro-idraulica” ed “elettro-pneumatica”, specificando i prodotti che rientrano in queste categorie. Si sta valutando anche la suddivisione del comparto oleoidraulico nelle due sezioni: mobile e industriale.
La Commissione Tecnica, la cui segreteria è passata dalla Gran Bretagna alla Francia, ha esaminato le direttive che coinvolgono più da vicino il settore della potenza fluida; è stato inoltre deciso di eliminare il gruppo tecnico di lavoro G6 “Fluidi e contaminazione” al termine dei lavori che sono in fase di ultimazione.
Infine la Commissione Formazione ha approvato l’ultima raccomandazione, concernente le linee guida per i centri approvati.
27-07-2005 Durante questo appuntamento istituzionale sono state illustrate, come consuetudine, sia le iniziative intraprese dall’Associazione nell’anno appena trascorso sia quelle future oltre, naturalmente, all’approvazione del rendiconto consuntivo 2004 e di quello preventivo 2005.
In questa occasione sono inoltre state rinnovate le Cariche Sociali per il prossimo triennio (2005-2008), con i seguenti risultati:
Consiglio Direttivo:
· Fausto Villa (Presidente) – Pneumax
· Vincenzo Caprari (Vice Presidente) – Walvoil
· Daniele Marconi (Vice Presidente) – Metal Work
· Giorgio Beretta – MP Filtri
· Amadio Bolzani – Sauer-Danfoss
· Gianni Corsini – Atos
· Luca Mambretti – Verzolla
Collegio dei Probiviri:
· Roberto Bottacini – Pneumax
· Claudio Bulgarelli – Hydrocontrol
· Luciano Crespi – Atos
Collegio dei Revisori dei Conti:
· Vittorio Ruggiero – Presidente
· Enrico De Vito – Membro Effettivo
· Giuseppe Ruggiero – Membro Effettivo
Nel pomeriggio si è tenuta un’interessante visita al nuovo quartiere fieristico di Rho-Pero di Fiera Milano, nei cui padiglioni si svolgerà la prossima edizione del Fluidtrans Compomac, in concomitanza con BIAS, dal 20 al 23 settembre 2006.
27-07-2005 La nuova serie GA Plus offre agli utenti un’unità completa dalle prestazioni eccellenti con una portata in aria libera e un’efficienza energetica senza pari nel settore, oltre a una maggiore flessibilità di installazione e caratteristiche integrate innovative, superiori a quelle di qualsiasi altro compressore d’aria della stessa classe.
Un dispositivo separatore d’acqua integrato riduce la caduta di pressione, consentendo di risparmiare energia. La separazione dell’acqua, efficace al 100%, blocca qualsiasi trasferimento di umidità condensata nei processi a valle e riduce in maniera consistente il carico nell’apparecchiatura di trattamento dell’aria situata a valle.
Il nuovo sistema di separazione aria/olio, con una caduta di pressione e un trascinamento d’olio significativamente inferiori, comporta costi di esercizio ridotti e una minore contaminazione a valle dell’apparecchiatura.
Uno scarico della condensa elettronico esente da perdite elimina la condensa, utilizzando componenti virtualmente non in movimento, senza sprecare aria compressa.
Il design della scatola ingranaggi, unico nel suo genere, semplifica notevolmente il sistema di azionamento e diminuisce il consumo energetico. Gli ingranaggi di azionamento non richiedono alcuna manutenzione, consentendo quindi di risparmiare sui costi di manutenzione e prevenendo una lubrificazione non corretta, con una conseguente maggiore affidabilità.
Tutte le unità sono regolate per operare a temperature ambiente fino a 46 °C, rendendo così possibile l’installazione anche in condizioni estreme, senza alcun degrado delle prestazioni. Un nuovo algoritmo per il risparmio energetico integrato nel regolatore Elektronikon riduce al minimo il consumo di energia durante le condizioni di funzionamento a basso carico.
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