Edizione N° 21 del 14 dicembre 2006
| Meccanica, Progettazione e Componentistica |
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Edizione N° 21 del 14 dicembre 2006
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01/12/2006 Gli effetti finanziari della cessione sono in linea con quanto stimato nella press release del terzo trimestre 2006: procede il pagamento in contanti di 24 BSEK (miliardi di corone svedesi) ed è valutata una crescita di 8 BSEK netta di tasse, mentre il 14,5% di minoranza rischia nella nuova società e nei diritti per note di interest-hearing fino a 3 BSEK. L’emissione delle note dipende dalla crescita dei profitti dell’impresa fino alla fine del 2008.
Un adattamento del pagamento finale può avere luogo dopo che è stata finalizzata la chiusura del foglio di bilancio del 27 novembre 2006.
05/12/2006 La domanda di prodotti e servizi del Gruppo ha continuato ad aumentare fortemente. La raccolta di ordini ha raggiunto 50,8 miliardi di euro (nell’anno fiscale 2004/2005 43,5 miliardi di euro) con un incremento del 16,7%.
La società ha migliorato le previsioni per l’anno in corso e ha fissato i profitti del 2007/08 simili al 2006/07. Il gruppo ha proposto di alzare il dividendo a 1 euro per azione da 0,70 euro di un anno fa, quando è stato emesso un dividendo speciale di 0,10 euro.
12/12/2006 Il neopresidente Anima Ettore Riello: “Le imprese non si sono lasciate influenzare da una situazione politica ancora incerta. Molte delle riforme che ci aspettavamo non stanno arrivando, ma abbiamo fiducia nel lavoro di Confindustria e del presidente Montezemolo”.
Sulle criticità dovute ai costi sostenuti dalle aziende “è ormai chiara la necessità di una politica energetica europea che favorisca lo sviluppo sostenibile e la certezza dell’approvvigionamento.
Una sua definizione e il raggiungimento di un’equa valutazione delle materie prime permetterebbero alle imprese di passare dalle idee geniali, che spesso le contraddistinguono dai concorrenti europei, alla realizzazione dei prodotti”.
La congiuntura è favorevole, le aziende lavorano e i carnet di ordini sono rassicuranti, ma i costi da sostenere sono troppo alti e i margini sempre più limitati. Questo il quadro della meccanica varia italiana che emerge dall’indagine trimestrale Anima – Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine di Confindustria – relativa ai mesi di luglio, agosto e settembre 2006.
“In un trimestre fisiologicamente più debole degli altri – e quest’anno particolarmente delicato dal punto di vista politico – le nostre aziende hanno dimostrato serenità e impegno” commenta Ettore Riello, neoeletto presidente di Anima “Le imprese non si sono lasciate scoraggiare da una situazione politica ancora incerta con una Finanziaria che è loro sfavorevole per alcuni versi, come il TFR, ma che per altri sta creando grandi attese, in particolare il cuneo fiscale. Molte delle riforme che ci aspettavamo non stanno arrivando, ma abbiamo fiducia nel lavoro di Confindustria e del presidente Montezemolo che ha ben presente le nostre preoccupazioni e sta difendendo chi, come noi, produce ricchezza nel Paese. Il fatto di aver penalizzato le aziende al di sopra dei 50 dipendenti risulta in contrasto con la raccomandazione che viene rivolta alle aziende perché crescano per meglio competere con avversari forti sui mercati internazionali”.
Analizzando i dati elaborati dalla Federazione su un campione di quasi 400 aziende associate, emerge che tra luglio e settembre 2006 il saldo tra le aziende che denunciano una situazione di fatturato ‘migliorata’ e quelle che invece la giudicano ‘peggiorata’ rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente segna un +47,1. Il 58,7% delle aziende ritiene ‘migliorata’ la situazione del fatturato del terzo trimestre 2006 rispetto allo stesso periodo del 2005 (quando la percentuale era 55,4%); per il 29,7% il fatturato è rimasto ‘invariato’ (30% nel 2005) e per il 11,6% è ‘peggiorato’ (14,6% nel 2005). L’incremento è stato registrato in misura analoga sul mercato nazionale (50,9%) e su quello estero (53,9%).
La crescita rispetto al 2005 era attesa dagli operatori, così come non ha stupito la flessione rispetto al secondo trimestre 2006, dal momento che il terzo trimestre dell’anno normalmente risente delle chiusure estive di molte produzioni.
Rispetto al trimestre precedente il saldo tra le aziende che denunciano una situazione di fatturato ‘migliorata’ e quelle che invece la giudicano ‘peggiorata’ mantiene il segno positivo ma passa da +45,6 (II trimestre 2006) a 14,6 (III trimestre). Il 38,3% delle aziende ritiene ‘migliorata’ la situazione del fatturato rispetto al trimestre precedente (quando la percentuale era del 54,7%); per il 38% il fatturato è rimasto ‘invariato’ (era 36,2%) e per il 23,7% è ‘peggiorato’ (9,1% nel II trimestre). Le performance migliori provengono dai mercati esteri (saldo +17,6) mentre il mercato italiano risente di una certa inerzia (saldo +3).
“La debolezza del settore è dovuta principalmente a due criticità che compromettono la produzione: l’alto costo dell’energia e quello delle materie prime. Un esempio: secondo gli ultimi dati dell’Istat l’indice di prezzo alla produzione dell’energia è passato da 131,9 di gennaio a 144,2 di settembre. Lo stesso indice un anno fa era a 116,1. Lievitazioni indiscriminate di costi come questa pregiudicano la crescita” spiega Ettore Riello “così come i rincari delle materie prime legati quasi sicuramente a manovre speculative. Gli incrementi dei costi sono difficili da trasferire alla clientela. I costi delle materie prime sostenuti dalle nostre aziende dai comparti “valvolame per riscaldamento” e “articoli casalinghi” incidono per oltre il 40%. La riduzione di questi costi ci consentirebbe di reinvestire in fattori di sviluppo. Ciò che i prezzi in aumento non hanno frenato è la voglia di crescita delle aziende della meccanica italiana. È ormai chiara la necessità di una politica energetica europea per favorire lo sviluppo sostenibile e la sicurezza dell’approvvigionamento. Una sua definizione e il raggiungimento di un’equa valutazione delle materie prime permetterebbero alle imprese di passare dalle idee geniali, che spesso le contraddistinguono dai concorrenti europei, alla realizzazione dei prodotti. In questo percorso la Federazione svolge un importante ruolo di guida delle imprese italiane, sia dal punto di vista della competitività internazionale che da quello della rappresentatività e tutela del sistema imprenditoriale a livello italiano ed europeo”.
Per quanto riguarda gli ordini del terzo trimestre, la situazione è positiva, soprattutto tenendo conto della presenza di due mesi delicati come luglio e agosto: il carnet di ordini medio ha fornito alle aziende 3,2 mesi di lavoro assicurato. Un buon risultato se paragonato a quello del terzo trimestre del 2005, quando i mesi di lavoro assicurati erano 2,8.
Buone le prospettive per il quarto trimestre dell’anno. Secondo il 43,1% delle aziende intervistate la situazione del fatturato è infatti prevista “in aumento” rispetto al terzo trimestre, “stabile” per il 48,6% e “in calo” per l’8,3%. I risultati più consistenti dovrebbero arrivare dal mercato estero (secondo il 41,3% delle aziende), ma anche sul fronte nazionale la situazione è prevista in rialzo dal 35,8% degli intervistati. L’occupazione non dovrebbe presentare particolari variazioni (l’81,3% giudica la situazione “stabile”), così come gli investimenti (il 77,3% non si aspetta cambiamenti).
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01/12/2006 Gli effetti finanziari della cessione sono in linea con quanto stimato nella press release del terzo trimestre 2006: procede il pagamento in contanti di 24 BSEK (miliardi di corone svedesi) ed è valutata una crescita di 8 BSEK netta di tasse, mentre il 14,5% di minoranza rischia nella nuova società e nei diritti per note di interest-hearing fino a 3 BSEK. L’emissione delle note dipende dalla crescita dei profitti dell’impresa fino alla fine del 2008.
Un adattamento del pagamento finale può avere luogo dopo che è stata finalizzata la chiusura del foglio di bilancio del 27 novembre 2006.
05/12/2006 La domanda di prodotti e servizi del Gruppo ha continuato ad aumentare fortemente. La raccolta di ordini ha raggiunto 50,8 miliardi di euro (nell’anno fiscale 2004/2005 43,5 miliardi di euro) con un incremento del 16,7%.
La società ha migliorato le previsioni per l’anno in corso e ha fissato i profitti del 2007/08 simili al 2006/07. Il gruppo ha proposto di alzare il dividendo a 1 euro per azione da 0,70 euro di un anno fa, quando è stato emesso un dividendo speciale di 0,10 euro.
12/12/2006 Il neopresidente Anima Ettore Riello: “Le imprese non si sono lasciate influenzare da una situazione politica ancora incerta. Molte delle riforme che ci aspettavamo non stanno arrivando, ma abbiamo fiducia nel lavoro di Confindustria e del presidente Montezemolo”.
Sulle criticità dovute ai costi sostenuti dalle aziende “è ormai chiara la necessità di una politica energetica europea che favorisca lo sviluppo sostenibile e la certezza dell’approvvigionamento.
Una sua definizione e il raggiungimento di un’equa valutazione delle materie prime permetterebbero alle imprese di passare dalle idee geniali, che spesso le contraddistinguono dai concorrenti europei, alla realizzazione dei prodotti”.
La congiuntura è favorevole, le aziende lavorano e i carnet di ordini sono rassicuranti, ma i costi da sostenere sono troppo alti e i margini sempre più limitati. Questo il quadro della meccanica varia italiana che emerge dall’indagine trimestrale Anima – Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine di Confindustria – relativa ai mesi di luglio, agosto e settembre 2006.
“In un trimestre fisiologicamente più debole degli altri – e quest’anno particolarmente delicato dal punto di vista politico – le nostre aziende hanno dimostrato serenità e impegno” commenta Ettore Riello, neoeletto presidente di Anima “Le imprese non si sono lasciate scoraggiare da una situazione politica ancora incerta con una Finanziaria che è loro sfavorevole per alcuni versi, come il TFR, ma che per altri sta creando grandi attese, in particolare il cuneo fiscale. Molte delle riforme che ci aspettavamo non stanno arrivando, ma abbiamo fiducia nel lavoro di Confindustria e del presidente Montezemolo che ha ben presente le nostre preoccupazioni e sta difendendo chi, come noi, produce ricchezza nel Paese. Il fatto di aver penalizzato le aziende al di sopra dei 50 dipendenti risulta in contrasto con la raccomandazione che viene rivolta alle aziende perché crescano per meglio competere con avversari forti sui mercati internazionali”.
Analizzando i dati elaborati dalla Federazione su un campione di quasi 400 aziende associate, emerge che tra luglio e settembre 2006 il saldo tra le aziende che denunciano una situazione di fatturato ‘migliorata’ e quelle che invece la giudicano ‘peggiorata’ rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente segna un +47,1. Il 58,7% delle aziende ritiene ‘migliorata’ la situazione del fatturato del terzo trimestre 2006 rispetto allo stesso periodo del 2005 (quando la percentuale era 55,4%); per il 29,7% il fatturato è rimasto ‘invariato’ (30% nel 2005) e per il 11,6% è ‘peggiorato’ (14,6% nel 2005). L’incremento è stato registrato in misura analoga sul mercato nazionale (50,9%) e su quello estero (53,9%).
La crescita rispetto al 2005 era attesa dagli operatori, così come non ha stupito la flessione rispetto al secondo trimestre 2006, dal momento che il terzo trimestre dell’anno normalmente risente delle chiusure estive di molte produzioni.
Rispetto al trimestre precedente il saldo tra le aziende che denunciano una situazione di fatturato ‘migliorata’ e quelle che invece la giudicano ‘peggiorata’ mantiene il segno positivo ma passa da +45,6 (II trimestre 2006) a 14,6 (III trimestre). Il 38,3% delle aziende ritiene ‘migliorata’ la situazione del fatturato rispetto al trimestre precedente (quando la percentuale era del 54,7%); per il 38% il fatturato è rimasto ‘invariato’ (era 36,2%) e per il 23,7% è ‘peggiorato’ (9,1% nel II trimestre). Le performance migliori provengono dai mercati esteri (saldo +17,6) mentre il mercato italiano risente di una certa inerzia (saldo +3).
“La debolezza del settore è dovuta principalmente a due criticità che compromettono la produzione: l’alto costo dell’energia e quello delle materie prime. Un esempio: secondo gli ultimi dati dell’Istat l’indice di prezzo alla produzione dell’energia è passato da 131,9 di gennaio a 144,2 di settembre. Lo stesso indice un anno fa era a 116,1. Lievitazioni indiscriminate di costi come questa pregiudicano la crescita” spiega Ettore Riello “così come i rincari delle materie prime legati quasi sicuramente a manovre speculative. Gli incrementi dei costi sono difficili da trasferire alla clientela. I costi delle materie prime sostenuti dalle nostre aziende dai comparti “valvolame per riscaldamento” e “articoli casalinghi” incidono per oltre il 40%. La riduzione di questi costi ci consentirebbe di reinvestire in fattori di sviluppo. Ciò che i prezzi in aumento non hanno frenato è la voglia di crescita delle aziende della meccanica italiana. È ormai chiara la necessità di una politica energetica europea per favorire lo sviluppo sostenibile e la sicurezza dell’approvvigionamento. Una sua definizione e il raggiungimento di un’equa valutazione delle materie prime permetterebbero alle imprese di passare dalle idee geniali, che spesso le contraddistinguono dai concorrenti europei, alla realizzazione dei prodotti. In questo percorso la Federazione svolge un importante ruolo di guida delle imprese italiane, sia dal punto di vista della competitività internazionale che da quello della rappresentatività e tutela del sistema imprenditoriale a livello italiano ed europeo”.
Per quanto riguarda gli ordini del terzo trimestre, la situazione è positiva, soprattutto tenendo conto della presenza di due mesi delicati come luglio e agosto: il carnet di ordini medio ha fornito alle aziende 3,2 mesi di lavoro assicurato. Un buon risultato se paragonato a quello del terzo trimestre del 2005, quando i mesi di lavoro assicurati erano 2,8.
Buone le prospettive per il quarto trimestre dell’anno. Secondo il 43,1% delle aziende intervistate la situazione del fatturato è infatti prevista “in aumento” rispetto al terzo trimestre, “stabile” per il 48,6% e “in calo” per l’8,3%. I risultati più consistenti dovrebbero arrivare dal mercato estero (secondo il 41,3% delle aziende), ma anche sul fronte nazionale la situazione è prevista in rialzo dal 35,8% degli intervistati. L’occupazione non dovrebbe presentare particolari variazioni (l’81,3% giudica la situazione “stabile”), così come gli investimenti (il 77,3% non si aspetta cambiamenti).
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14/12/2006 Roberto Cugnaschi, vice-amministratore delegato di Mondial S.p.A. (Milano, Italia) è stato eletto presidente di Eptda per l’anno prossimo e succede a Till Blässinger, presidente del Consiglio di amministrazione di Josef Blässinger GmbH & Co. KG (Ostfildern, Germania). Marcel Mak, presidente del Consiglio di amministrazione di Spruit Transmissies BV (Alkmaar, Paesi Bassi) è stato nominato primo vicepresidente di Eptda. L’associazione ha eletto François Longeroche, presidente del Consiglio di amministrazione di Centre Roulement (Clermont-Ferrand, Francia) secondo vicepresidente. Jukka Nordling, presidente del Consiglio di amministrazione di SKS-mekaniikka Oy (Vantaa, Finlandia) fungerà da tesoriere Eptda. Nordling ha fatto parte del Consiglio direttivo dal 2003 e ha ricoperto la posizione di tesoriere dal 2005. Lex Browning, direttore di Ntn UK (Lichfield, Regno Unito) si è assunto le responsabilità di presidente del Consiglio dei produttori Eptda, raccogliendo l’eredità di Ralf Kronawitter, direttore marketing e alle vendite di Iwis Antriebssysteme GmbH & Co. KG (Monaco, Germania). Il consiglio ha eletto Piotr Maksymowicz, responsabile allo sviluppo dei distributori, Europa, di SKF (Bruxelles, Belgio) per ricoprire il ruolo di vicepresidente del Consiglio dei produttori per l’anno 2007.
I restanti direttori nel consiglio Eptda per il 2007 comprendono: Elena Azcue Taberna, amministratore generale, Sociedad Industrial de Transmisiones, S.A. (San Sebastian, Spagna); Glyn Clarke, presidente, BRT Bearings Limited (Wisbech, Regno Unito); Mehmet Ali Ülgen, presidente del consiglio di amministrazione, Silkar Otomotiv Sanayi Ve Ticaret A.S. (Istanbul, Turchia); Henrik Göpert, vicepresidente, AB Sverull (Jönköping, Svezia).
14/12/2006 “Il 2007 sarà l’anno dei cambiamenti e della stabilizzazione sia per il nostro settore, sia per il mercato industriale nel suo complesso, sia per l’economia in generale, soprattutto quella europea,” afferma Giuseppe Maccarini, presidente di Anasta. “Negli ultimi tre anni, abbiamo assistito a variazioni molto rilevanti dei costi, in particolare quelli delle materie prime, che in brevi periodi hanno registrato anche oscillazioni nell’ordine del 20-30%. I segnali per il 2007 lasciano prevedere una stabilizzazione dei costi verso l’alto, dunque variazioni in ulteriore crescita, anche se contenute entro i dieci punti percentuali.”
“Guardando al settore industriale nel suo insieme – prosegue Maccarini – la domanda nazionale ed europea ha avuto ugualmente variazioni di portata rilevante. Siamo passati da contrazioni del 10% ogni anno dal 2004, seguite poi da un 2006 in cui la domanda è stata molto superiore alla capacità produttiva. Per il settore Saldatura e Taglio, il 2007 dovrebbe essere positivo, ma a livelli inferiori. Secondo le stime di Eurofer, che rappresenta gli acciaieri di tutta Europa, nel 2007 come già nel 2006 tutti i comparti dell’industria dell’acciaio beneficiano di previsioni positive nel nostro continente. Questo è un buon segnale, tenendo conto del fatto che il mercato di riferimento ormai è quello europeo e che l’acciaio è un indice attendibile dei consumi del settore Saldatura e Taglio, in quanto le aziende del nostro settore tagliano e saldano acciaio.”
Sul versante normativo e legislativo, il 2007 sarà, in Europa come in Italia, l’anno in cui i produttori, al momento di immettere sul mercato un prodotto o una macchina, dovranno tenere conto di diversi aspetti: chi è l’utente finale del prodotto, chi lo distribuisce, quale comportamento normativo deve seguire e, novità in vigore dal 1° gennaio 2007, come deve essere gestito il fine vita del prodotto, secondo quanto sancito dalla direttiva Raee sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Nel 2007 saranno dunque operanti e vigenti tutte le norme e le direttive secondo il nuovo approccio, che contempla tutti gli aspetti di garanzia, sicurezza del prodotto, pratiche sleali (Unfair Practices), rifiuti ecc.
In questo contesto si inserisce 3Saldat, proponendosi al mercato e ai suoi operatori come momento di incontro privilegiato e qualificato. Nello spazio offerto dall’area Anasta all’interno dei padiglioni di Veronafiere, si incontreranno aziende produttrici del settore Saldatura e Taglio, utenti, distributori e mondo della formazione, con il coordinamento dei rappresentanti di Anasta”, anticipa Maccarini. “Saranno brevi incontri per il lancio e la presentazione dei programmi futuri e per l’applicazione di quanto già fatto finora”.
La manifestazione coprirà 12.000 metri quadrati nei nuovi padiglioni della Fiera di Verona, beneficiando di un ingresso riservato con ampi parcheggi limitrofi e reception dedicata alla manifestazione. Espositori e visitatori potranno contare sulla disponibilità di un efficiente centro servizi. Saldat si rivolge a un bacino di 410 potenziali espositori con un tasso di adesioni attorno al 40%, corrispondente al 70% del mercato. Sono 6.000 gli ingressi previsti in termini di visitatori, che comprendono specialisti e professionisti del settore, istituti tecnici e università, e delegazioni estere dai principali Paesi europei.
14/12/2006 Preising ricoprirà il ruolo di direttore commerciale di Area (DSM) concentrandosi, in particolare, sulla vendita e sul supporto dei sistemi di taglio dei metalli e dei consumabili Hypertherm nella Germania meridionale, in Austria e in Svizzera.
Dal 1989, Burkhard Preising ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale dell’area internazionale in Merkle Schweissanlagen GMBH, un’importante azienda nel settore della saldatura, del taglio e dell’automazione, con sede in Koetz, Germania. In Merkle, Burkhard ha costruito con successo una serie di rapporti commerciali con i distributori di molti mercati europei, attività che gli tornerà molto utile per il suo nuovo ruolo in Hypertherm.
I direttori commerciali di area di Hypertherm lavorano fianco a fianco con i singoli distributori per sviluppare e implementare dei piani di vendita volti ad aumentare la conoscenza e la domanda dell’intera gamma di sistemi di taglio Hypertherm e dei relativi consumabili. Il direttore commerciale di area ha la responsabilità di massimizzare la penetrazione sul mercato grazie alla formazione dedicata dei distributori.
Oltre alle sue qualità di vendita, Preising porta con sé la conoscenza della sua madrelingua, il Tedesco, e anche un’ottima padronanza dell’Inglese, del Francese e dello Spagnolo. Prima di lavorare nell’industria della saldatura e del taglio, Preising insegnava Tedesco presso la Inlingua School sull’isola Gran Canaria, Spagna.
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14/12/2006 Una recente commessa ha messo alla prova la competenza di Belden in merito alla produzione di costruzioni specifiche richieste dal cliente. Nel sistema di ringhiere di un parco nazionale si volevano unire i singoli segmenti di ringhiere utilizzando appositi giunti. Gli elementi di giunzione dovevano essere facilmente installabili in loco ed essere talmente liberi nel movimento in modo da consentire di unire tra loro le singole barre delle ringhiere secondo varie angolazioni, adeguandole, così, al terreno non pianeggiante. I giunti universali dovevano essere realizzati in un materiale leggero in grado di resistere, tuttavia, al peso di persone che sostavano. Inoltre, doveva essere resistente alle intemperie.
Gli ingegneri progettisti hanno messo in pratica il progetto del committente. Il risultato è stato un giunto dalla forma di un giunto a sfera in grado, diversamente dal tipico giunto a crociera, di garantire una libertà di movimento senza l’interferenza di una forcella. La costruzione realizzata in alluminio si è dimostrata estremamente stabile, nonostante il suo peso leggero, e naturalmente anche resistente alla corrosione. Per semplificare l’istallazione affidabile sulle barre delle ringhiere è stata scelta una soluzione di collegamento semplice. I giunti sono stati anodizzati in modo tale da essere combinabili, dal punto di vista cromatico, con le barre delle ringhiere. Il prodotto finito ha soddisfatto i criteri applicativi del cliente nei minimi dettagli.
Belden è specializzata nella realizzazione su commessa di costruzioni su misura e specifiche del cliente nonché su nuovi sviluppi di giunti per applicazioni specifiche. In tale contesto vengono utilizzati diversi materiali quali le leghe, l’acciaio inossidabile in diverse categorie di qualità, l’ottone nel settore dei cantieri navali e l’alluminio estruso. Belden offre un’ampia gamma di giunti cardanici di precisione dotati di assemblaggi di alberi completi nonché di accoppiamenti per un ampio ventaglio di campi applicativi. Tali applicazioni specializzate comprendono macchine per l’imballaggio e il trasporto, la lavorazione degli alimenti, elementi per la rullatura dell’acciaio e macchine livellatrici, macchine utensili, macchine per la lavorazione del legno e componenti delle tiranterie di sterzi e cambi per l’automobilismo nonché per i veicoli industriali e fuoristrada.
Belden Inc., la cui sede si trova a Broadview, vicino Chicago, ci riporta al 1939, quando tre fratelli aprirono un’officina operante nel settore della meccanica di precisione. Nel corso degli anni l’officina si specializzò nella realizzazione di giunti cardanici di alta qualità. Nel 1968 fu fondata la Belden. Inc. che realizza un’ampia gamma di giunti cardanici, giunti a crociera nonché accoppiamenti. I giunti Belden vengono impiegati negli impianti d’imballaggio, di lavorazione della carta, dell’acciaio e del legno, nelle apparecchiature medicali, nella tecnica di trasporto e nei veicoli commerciali. Belden offre per diverse applicazioni giunti standard, giunti ad alta prestazione e giunti con cuscinetti ad aghi in grado di funzionare a elevate velocità, realizzati in materiali quali acciaio, acciaio inossidabile e alluminio. Belden produce, inoltre, elementi di raccordo speciali quali giunti doppi e collegamenti albero-mozzo.
14/12/2006 Nel settore della lavorazione del metallo si eseguono spesso fori di profondità. Gli utensili di foratura più usati oggigiorno, come le punte per foratura profonda a tagliente singolo e gli utensili per foratura HSS, richiedono tempi di processo molto lunghi. In generale, la foratura diventa tanto più difficile quanto più profondo è il foro da eseguire.
Titex si è concentrata in questo settore, e ha dato un impulso senza precedenti alle caratteristiche progettuali degli utensili sviluppando una punta elicoidale interamente in metallo duro, con refrigerazione interna, per soddisfare i bisogni della foratura di profondità.
Queste punte elicoidali possono essere utilizzate per la maggior parte dei materiali e non richiedono lubrorefrigeranti speciali né particolari valori di avanzamento applicato. Durante la rotazione, i trucioli sono evacuati fuori dal foro grazie all’elica della punta. Ciò consente la rimozione sicura di trucioli grandi e potenzialmente bloccanti come sono quelli prodotti da materiali a truciolo lungo. Sono anche possibili lavorazioni a secco o processi che utilizzino una lubrificazione minimale. Il risultato di questi sforzi è la tecnologia XD Titex (brevetto in corso), ovvero eXtremely Deep!
Il vantaggio per l’utilizzatore è ovviamente una maggiore produttività con valori di avanzamento più alti; foratura senza cicli di interruzione; velocità di taglio più alte.
Inoltre, le punte per foratura profonda XD possono essere utilizzate su tutte le “macchine standard”. E questo è possibile nella gamma di diametri da 3 a 20 mm, a seconda del rapporto di profondità di foratura.
Gli effetti positivi, tuttavia, sono anche maggiori sulla produzione. Per esempio, gli utensili possono essere utilizzati su centri di lavorazione normali. La macchina non deve soddisfare requisiti particolari in relazione al refrigerante utilizzato. Non è richiesto alcun refrigerante speciale e, a seconda dell’applicazione, gli utensili possono essere anche utilizzati con lubrificazione minimale (MQL). La foratura di profondità su centri di lavorazione permette l’integrazione di ulteriori cicli di lavorazione, e la riduzione o l’eliminazione dei processi di settaggio. L’uso di macchine speciali per la foratura di profondità può essere ridotto a un minimo assoluto o abbandonato completamente.
La tecnologia Titex XD si basa sulla tradizione di un’azienda con 115 anni di esperienza nella produzione di utensili di precisione. In collaborazione con i nostri clienti, la tecnologia è stata perfezionata a tal punto che il processo di foratura profonda è assolutamente sicuro e non richiede cicli di interruzione. I dati di taglio sono vicini ai valori realizzati con utensili interamente in metallo duro per forature di profondità fino a cinque volte il diametro. Gli utensili hanno un’alta qualità di finitura e un’ottima curva di foratura. La tabella 1 mostra alcuni esempi di applicazioni.
14/12/2006 L’attrezzatura esisteva già nella gamma di attrezzature per tubo rigido di OP, ma è ora stato fatto il restyling per renderla più maneggevole e ancora più facile da utilizzare.
La Unispeed Manuale è un’attrezzatura portatile ad azionamento manuale; è adatta all’utilizzo esterno oppure per piccole produzioni. Unisce alla semplicità d’uso la possibilità di essere attrezzata con due tipologie di utensili:
▪ quelli per la svasatura del tubo a 37° per raccordi a norma SAE 5514
▪ quelli per il pre-montaggio degli anelli a norma DIN 2353.
L’attrezzatura può essere fornita completa di portautensili di svasatura e di portautensili di pre-montaggio optional.
14/12/2006 Veloce e flessibile, il nuovo FlexPainter offre vantaggi a livello di costi e di impatto ambientale per il minor utilizzo di vernice. Inoltre, una nuova generazione di atomizzatori ABB aumenta la produttività e riduce i costi operativi e di investimento.
“Questo nuovo prodotto rafforzerà sicuramente la nostra posizione di leadership nelle soluzioni avanzate nel campo della verniciatura dell’industria automobilistica” dice Anders Jonsson, Responsabile della Divisione Robotica di ABB. “Abbiamo creato il primo robot di verniciatura qui a Byrne circa 40 anni fa, e ancor oggi siamo leader mondiali nella verniciatura robotizzata con più di 10.000 unità vendute”.
ABB ha consegnato il robot di verniciatura n° 10.000 alla Changan Ford Mazda Automobile Co. Ltd in Cina all’inizio di quest’anno. Durante la celebrazione di questa pietra miliare, ai partecipanti è stato mostrata la primissima unità, venduta nel 1969 e oggi ancora funzionante e inventata dall’ingegnere norvegese Ole Molaug che ha incontrato anche i presenti all’evento.
La creazione di Molaug è stata dapprima utilizzata per verniciare carriole da giardino, lanciando una nuova industria che ora aggiunge i ritocchi di finitura a milioni di automobili ogni anno.
14/12/2006 Una soluzione all’avanguardia per la saldatura Tig di alta qualità di pressoché tutti i materiali saldabili e per una vasta gamma di impieghi – riparazione e manutenzione, fabbricazione di mezzi di trasporto, cantieri navali, saldature industriali pesanti – in pratica tutte le applicazioni più impegnative.
Grazie alla possibilità di effettuare la doppia programmazione, possono essere memorizzate due diverse serie di parametri di saldatura, in modo che il saldatore può passare dall’una all’altra senza interrompere il procedimento di saldatura. Questa funzione migliora l’efficienza e soddisfa maggiormente l’operatore. Il display del pannello TA24 AC/DC mostra i parametri in modo molto chiaro e le regolazioni sono facili e immediate grazie ai semplici comandi.
Questa nuova apparecchiatura Esab è dotata di una serie di funzioni avanzate, che consentono inneschi eccellenti e grande stabilità d’arco, essenziali per ottenere risultati di alta qualità sia in modalità AC sia DC. Nella modalità AC, la tecnologia Esab QWave non solo mantiene un’elevata stabilità d’arco, ma assicura anche un basso livello di rumore. Nel modo DC, la saldatura Tig pulsata consente un facile controllo dell’apporto di calore e del bagno di fusione.
Il sistema avanzato di controllo della frequenza e del bilanciamento ottimizzano inoltre il bagno di fusione nel modo AC.
Impiegando la macchina per saldare con elettrodi rivestiti (MMA) è possibile utilizzare elettrodi fino al diametro di 5 mm, con l’ausilio delle funzioni hot-start, arc-force e inversione di polarità.
Per valorizzare al meglio le prestazioni della macchina, Esab ha sviluppato la nuova serie di torce Tig Txh. Progettate e costruite per durare a lungo, le torce Txh sono state concepite per adattarsi perfettamente alla mano, consentendo un perfetto controllo dell’arco e del lavoro in corso, con minori tensioni nei muscoli del braccio più sollecitati.
La saldatura Tig è sempre stata sinonimo di semplicità, eleganza e modo perfetto di esprimere l’abilità e il talento che rendono la saldatura interessante Con il supporto dell’esperienza di oltre 100 anni nel campo della saldatura, ogni torcia Txh mantiene nel modo migliore le promesse per una saldatura Tig di alto livello, dove convergono esperienza e tecnologia.
15/12/2006 Nei cuscinetti soggetti a condizioni operative gravose, lo sfaldamento prematuro viene causato da cricche che si formano sulla superficie di rotolamento, causate a loro volta da particelle contaminanti. Quando i cuscinetti operano in queste condizioni accompagnate da infiltrazioni di acqua, la resistenza dell’acciaio risulta notevolmente indebolita, determinando in ultima analisi il fenomeno noto come “fatica a corrosione”. Grazie a materiali accuratamente selezionati e a sofisticate tecnologie di trattamento termico, NSK ha ridotto drasticamente questo fenomeno nella nuova famiglia di cuscinetti WTF (Water TF).
I cuscinetti che lavorano in condizioni di lubrificazione contaminata da scorie sono soggetti alla formazione di incisioni generate sulle piste di rotolamento, innescando così lo sfaldamento superficiale dell’acciaio. I punti in cui si concentrano le tensioni attorno ai bordi delle incisioni, infatti, determinano la propagazione di cricche più grandi, fino allo sfaldamento del materiale. Gli studi condotti da NSK sul materiale dei cuscinetti hanno dimostrato come una maggiore percentuale di austenite residua nell’acciaio si accompagni a una riduzione della concentrazione delle tensioni in corrispondenza delle incisioni causate da infiltrazioni o scorie. Di conseguenza, la tecnologia “Tough” (già brevettata nelle Serie HTF ed STF) è stata ulteriormente sviluppata, partendo da questo principio per prolungare la durata dei cuscinetti in condizioni di lubrificazione contaminata. I test hanno dato risultati eccellenti: in presenza di grasso, acqua e polveri metalliche fini, tipiche di applicazioni come quelle sui laminatoi a freddo, il cuscinetto WTF ha raggiunto una durata tre volte più lunga rispetto ai cuscinetti in acciaio tradizionale, a parità di dimensioni.
I cuscinetti WTF a quattro corone di rulli conici sono realizzati combinando la speciale tecnologia di fusione dell’acciaio utilizzata per i materiali aeronautici con la tecnologia di trattamento termico esclusiva di NSK. L’impiego di questi acciai speciali a elevata purezza con un bilanciamento ottimale degli elementi di lega riduce al minimo lo sviluppo e la propagazione di cricche. Notevoli i vantaggi per gli utilizzatori: la maggiore affidabilità e una più lunga durata operativa prevengono i guasti imprevisti; la tenuta del cuscinetto mantiene l’ambiente di lavoro più pulito e riduce il consumo di grasso; i costi di manutenzione vengono abbassati sensibilmente.
15/12/2006 L’eccezionale durata della serie IQv è stata verificata attraverso test di resistenza. I test condotti consistevano nella realizzazione di cicli di serraggio e svitatura di 15 secondi (5 secondi di serraggio, 2,5 secondi di temporizzazione, 5 secondi di svitatura, quindi di nuovo 2,5 secondi di temporizzazione). Con i suoi 65.000 cicli, questa gamma garantisce una durata tre volte superiore ai migliori standard del mercato. Tale longevità è determinata da tre fattori: innanzitutto, l’insieme dei pezzi che compongono il meccanismo di battuta è stato progettato per garantire contatti meccanici morbidi, senza scosse e angolo sporgente. Il secondo fattore è costituito dai materiali di alta qualità ed elevata resistenza che Ingersoll-Rand utilizza. Infine, l’azienda ha sviluppato un trattamento di superficie specifico per aumentare la resistenza all’usura.
Altre caratteristiche ancora rendono questo prodotto così affidabile. Il rivestimento è composto da due materiali, acciaio rinforzato per resistere agli urti e nylon rinforzato con fibra di vetro per resistere agli agenti chimici.
Anche le prestazioni delle batterie sono state migliorate, diventando cosi più affidabili e longeve. Ingersoll-Rand ha utilizzato per la serie IQv batterie agli ioni di litio, per garantire la massima autonomia. Oltre a ciò, l’azienda ha sviluppato un caricatore intelligente dotato di una funzione di ricarica automatica delle batterie che si attiva quando viene rilevata scarsa autonomia residua. Tale funzione consente di aumentare di quattro volte la durata delle batterie. Questo caricatore universale è compatibile con tutti gli accumulatori della gamma agli ioni di litio o al nichel cadmio. Inoltre, è stato messo a punto un sistema di attacco robusto del meccanismo di fissaggio della batteria, che riduce il rischio di usura e di perdita di pezzi (molle o altro).
La coppia di disserraggio degli avvitatori a impulsi senza fili serie IQv è altrettanto straordinaria. È in grado di raggiungere valori di 500 Nm, superiori quindi del 20-30% rispetto ai modelli esistenti. Queste prestazioni sono state ottenute grazie a un’ottima combinazione del meccanismo di battuta, motore e batteria. Ciascuno di questi elementi è stato appositamente ottimizzato per garantire la potenza desiderata.
Questa gamma rende gli avvitatori a impulsi senza fili adatti a nuove applicazioni, quali la sostituzione di una ruota di automobile o la manutenzione industriale.
La gamma IQv è caratterizzata da un’ottima ergonomia, grazie a dimensioni e peso inferiori del 30% rispetto ai modelli in commercio di eguale potenza. Tali caratteristiche sono state ottenute sostituendo, dove possibile, il metallo con il nylon rinforzato con fibra di vetro, utilizzando un motore compatto e facendo affidamento sui meccanismi miniaturizzati di Ingersoll-Rand. Gli avvitatori a impulsi guadagnano quindi dal 20 al 30% in leggerezza e compattezza. Il modello W360 da ½” ne è una prova: pesa meno di 2,8 kg (batteria inclusa) per 22 cm di lunghezza con 490 Nm di potenza!
La gamma IQv è composta da due avvitatori da 13 mm e da tre avvitatori a impulsi da ¼”, 3/8” e ½”.
15/12/2006 Il processo di “Multi-Tumbling” è reso possibile proprio grazie al design originale e unico del tamburo: quando il tamburo ruota, le “creste” delle pareti interne favoriscono il mescolamento dei pezzi alla rinfusa. Nello stesso tempo la piramide sul fondo facilita lo spostamento dei pezzi dal fondo del barile verso l’alto. In questo modo, il flusso di graniglia riesce a raggiungere interamente la superficie dei pezzi, producendo così risultati di granigliatura riproducibili e di ottimo livello.
Grazie alla granigliatrice MT “Multi-Tumbler”, che garantisce una finitura altamente efficace, è possibile ottenere in tempi ciclo brevi superfici lucenti e pulite, senza polvere, ruggine o incrostazioni.
La capacità va da 60 a 950 litri. Il peso può variare da 200 kg a 3100 kg per lotto.
15/12/2006 Gli inserti Southco MonoSert e DuoSert DM si montano frontalmente nel telaio, semplificando pertanto l’installazione anche su telai tubolari e unità rack che alloggiano diverse apparecchiature.
Ideale per applicazioni medio-leggere, l’inserto MonoSert DM Southco, è composto da un ricettacolo con molla in acciaio e una vite in acciaio cementato progettata per il montaggio a pressione in telai e pannelli di spessore massimo pari a 4,5 mm.
Durante l’installazione, la vite espande il ricettacolo, stringendo e bloccando insieme i due pannelli. Una volta installato, l’inserto MonoSert sopporta una coppia media di rottura fino a 3 Nm. L’inserto DuoSert Southco comprende un dado di pressofuso contenuto in una gabbia in acciaio inox montata nel foro quadrato del rack; il bloccaggio avviene mediante rotazione. L’inserto DuoSert è studiato per pannelli più sottili – di spessore compreso tra 1 e 1,4 mm – e, una volta installato, sopporta una coppia media di rottura notevole, fino a 15 Nm. Entrambi gli inserti sono conformi alla direttiva RoHS.
Una volta installati in un telaio o pannello, gli inserti richiedono l’impiego di una vite M6 senza dado per l’ancoraggio dei componenti e dei pannelli ciechi.
15/12/2006 Come esempio, la coppia massima di uscita del riduttore PLS 115 – HP (mono o bistadio) è di 520 Nm.
I carichi radiali ammessi sono aumentati del 70%, fino a 8.000 Nm. Questo valore si riferisce alla metà dell’albero di uscita e a una durata di servizio di almeno 20.000 ore.
La tecnologia del nuovo riduttore consente velocità di lavoro maggiori, pur con intervalli di manutenzione più distanziati. A questi miglioramenti contribuisce il sistema brevettato NIEC (Camera di espansione integrata Neugart), che è appunto integrato nel riduttore. Grazie al sistema NIEC, nel riduttore praticamente non si crea alcun tipo di pressione indesiderata, poiché gli anelli di tenuta sono soggetti soltanto alla loro stessa forza di precarico. Quando la pressione sale troppo, il diaframma si apre su una camera di espansione, aumentando di volume all’interno del riduttore. In questo modo, riducendosi l’attrito sull’anello di tenuta dell’albero di uscita, se ne aumenta la durata, il che porta anche a una maggiore durata di servizio del riduttore stesso e di conseguenza a un allungamento degli intervalli di manutenzione.
Un’altra innovazione apportata in fase di sviluppo di questi nuovi riduttori è costituita da un nuovo tipo di anello calettatore per soddisfare le richieste di sempre maggiore precisione. Il carico viene ripartito attraverso diverse fessure parziali, il che si traduce in un tipo di calettatura cilindrica molto precisa. Le posizioni relative dell’anello calettatore, della boccola e dell’albero motore sono ininfluenti, e quindi il montaggio ne risulta semplificato.
15/12/2006 I motori della serie N possono raggiungere velocità di esercizio fino a 100.000 giri/min, offrendo maggiore potenza, meno calore e ingombri più ridotti di qualsiasi altro motore di caratteristiche analoghe.
Ad esempio, la temperatura di esercizio di un motore da 22 mm (0,9″) a una velocità di 50.000 giri/min è scesa di ben 25 °C rispetto ai modelli precedenti. Un’efficienza massima dell’80% migliora la durata della batteria di apparecchiature mediche portatili e utensili manuali impiegati in campo industriale, e riduce i consumi di energia in applicazioni di assemblaggio di componenti elettronici e nelle attività del settore tessile, dove le attrezzature possono richiedere centinaia di motori. Inoltre una configurazione interna unica nel suo genere contiene al minimo l’ondulazione di coppia, per un funzionamento assolutamente fluido con qualsiasi parametro di esercizio.
Su richiesta i motori possono essere autoclavabili, e tra le opzioni disponibili si contano encoder ad alta precisione, resolver, alberi realizzabili su misura e provvisti di guarnizioni ed elevate temperature nominali.
15/12/2006 I test igus dimostrano che anche con oltre 6 milioni di cicli non si riscontra nessun aumento dello smorzamento. La coppia di Bus e quella di alimentazione del cavo Usb sono cordati insieme con passo corto ottimizzato.
Lo schermo in rame studiato per la flessione continua ha un rivestimento con copertura del 70% lineare e del 90% ottica ed è in grado, anche con un elevatissimo numero di cicli, di realizzare un’alta stabilità di smorzamento.
La guaina esterna ignifuga in TPE ad alta resistenza all’abrasione, estrusa ad alta pressione offre la protezione necessaria al cavo per evitare rotture. Il nuovo cavo dispone di omologazione UL e CSA ed è conforme alle normative Desina.
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