La finitura nell'automobile - Meccanica Plus

La finitura nell’automobile

Pubblicato il 22 ottobre 2014

Le lavorazioni di finitura alle quali può essere sottoposta un’automobile sono molteplici ma rappresentano anche dei passaggi cruciali per arrivare a un prodotto finito di qualità. La verniciatura, e più in generale il trattamento di una superfice, che può essere la carrozzeria o i cerchi di un’autovettura, rappresenta infatti un momento imprescindibile per un prodotto.

L’associazione Ucif, dall’alto dei suoi quarant’anni di storia appena festeggiati, vanta un importante legame con l’autovettura, italiana e non solo. Rappresentando i costruttori di impianti di finitura in Italia, ha contribuito negli anni alla realizzazione di veicoli di altissima qualità. Quando si parla di finitura si pensa direttamente alla verniciatura, una delle principali (ma non la sola) famiglie merceologiche nel mondo di Ucif. La verniciatura, e più in generale il trattamento di una superfice, che può essere la carrozzeria o i cerchi di un’autovettura, rappresenta un momento imprescindibile per un prodotto. Acquisteremo un’auto se percepissimo una qualità bassa in termine di estetica o di superfice? Molto probabilmente no, perché è anche (e in alcuni casi soprattutto) l’aspetto esteriore che appaga i nostri gusti, la nostra scelta più emotiva.

Prodotto critico.

foto1BAllo stesso tempo però l’autovettura è anche un prodotto critico per il nostro settore. Un prodotto qualsiasi, come una porta o un paio di occhiali può essere soggetto ad usura nel tempo e spesso accade che, oltre i fattori più sensibili all’uso (come le maniglie o le cerniere per le porte), anche la superfice perda smalto, o veda il colore staccarsi in alcune zone troppo stressate dall’uso quotidiano. Le carrozzerie delle auto sono lavorate per durare negli anni e attualmente potremo dire nei decenni. Qualcuno ricorderà lo spot pubblicitario che promuoveva un’autovettura con sette anni di garanzia. Eppure le scocche, trovandosi all’esterno, sono probabilmente quelle più a rischio di usura. Pensando solo a ciò che devono sopportare le nostre auto (sbalzi termici tra estate e inverno di circa 40°, pioggia, neve, grandine, sole…) e il loro colore, ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale per la buona resa dell’autovettura la lavorazione delle sue componenti esterne.

Varie aziende di Ucif realizzano questi impianti con tecnologie differenti, impianti che sono attualmente scelti da numerose case produttrici di auto per realizzare l’attività più importante per loro: la cura della parte estetica del prodotto, il primo elemento che risalta agli occhi dei loro clienti. Ma le aziende di Ucif si occupano anche di altri trattamenti industriali come la granigliatura e la vibrofinitura per la lavorazione di blocchi motore o comunque usati nelle fonderie dell’industria automobilistica per pulire le nuove fusioni.

Una visione a 360°.

foto1CL’autovettura è quindi anche un insieme di parti e dietro ognuna di essere c’è un mondo e una storia industriale notevoli, impegnati nel miglioramento continuo e nell’innovazione specifica che produca effetti sul prodotto finito. Per questo Ucif non è solo attenta alla singola tipologia di impianto o alla singola lavorazione bensì al prodotto completo e per tale ragione ha voluto organizzare il convegno del prossimo 14 ottobre dedicato al comparto dell’automotive che raccoglie all’interno di un’unica prestigiosa sede, quella del Politecnico di Milano, tutti gli operatori nel mondo delle quattro ruote.

Non a caso, proprio nell’anno in cui Ucif spegneva la quarantesima candelina, è stata ideata una campagna pubblicitaria dedicata ai settori di applicazione degli impianti di finitura con quattro pagine differenti per altrettanti soggetti: l’aereo, la nave, la moto e ovviamente l’auto. La campagna esaltava anche i successi delle aziende appartenenti al settore e i passi compiuti nei singoli mercati che oggi hanno un importante peso nei rispettivi PIL nazionali. Proprio per tale motivo l’iniziativa culturale che Ucif ha voluto organizzare quest’anno sarà il primo passo verso una serie di azioni rivolte sempre di più verso la promozione del settore anche nei confronti di mercati esteri. Perché Ucif è convinta che è sempre più importante guardare all’estero con ammirazione ed intraprendenza e non con preoccupazione.



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