La digitalizzazione secondo SKF
Lo scorso otto giugno SKF ha tenuto a Londra una presentazione sulle ultime strategie portate avanti dall’azienda svedese per affrontare la rivoluzione tecnologica in corso nella moderna industria.
L’era dell’Internet of things (IoT) ci sta trasportando verso concetti come manutenzione completamente automatizzata o addirittura azzerata e processi di autoapprendimento che vengono maturando come funzioni strategiche. E l’appuntamento è servito a SKF per far conoscere la propria visione in proposito. 
I lavori sono stati introdotti da una relazione di Victoria Van Camp, CTO & president, innovation and business development del Gruppo (nella foto).
Van Camp ha subito voluto precisare che la SKF non è arrivata solo oggi a misurarsi con queste tematiche: “Produrre due miliardi di cuscinetti all’anno ci dà un grossa responsabilità e ci rende una parte importante dell’industria mondiale, proprio per questo abbiamo incominciato da tempo a preparare soluzioni per il futuro, infatti abbiamo già installato presso i nostri clienti oltre due milioni di sensori collegati ai nostri prodotti e siamo attivi a livello di monitoraggio delle performance e analisi predittive sui sistemi già dal 1986”.
La rete però espone anche a dei rischi: essere completamente trasparenti significa essere valutati a fondo nel proprio business e subire confronti diciamo così ‘spietati’, per non parlare dell’esposizione ad attacchi o furti di informazioni.
“La digitalizzazione però è indispensabile per fare innovazione – ha detto Van Camp – e noi vogliamo accettare e portare fino in fondo questa sfida. Ecco perché abbiamo già messo in atto degli accordi con nostri clienti che prevedono dei contratti con pagamenti legati agli effettivi aumenti di produttività;
per fare ciò, installiamo sistemi che raccolgono dati (anche da remoto) e li mettono a disposizione, nostra e dell’utilizzatore, per poter sviluppare approfondite analisi sull’andamento dell’efficienza e delle performance”. Secondo Victoria Van Camp i nuovi modelli di business richiedono nuove conoscenze, un ridotto numero di ‘lavoratori tradizionali’, interdisciplinarietà e livelli di collaborazione prima considerati impossibili. Alla luce di ciò, diventano strategici nuovi approcci allo sviluppo, l’ossessione per la qualità e una rigorosa sicurezza informatica.
Oltre alla Van Camp sono intervenuti numerosi altri oratori e ospiti di SKF che hanno declinato secondo le loro competenze vari esempi di buone pratiche sempre legate alle nuove sfide che contraddistinguono il mercato di questi ultimi tempi.
Daniele Pascucci
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