Il diamante policristallino di AZ Fius - Meccanica Plus

Il diamante policristallino di AZ Fius

Pubblicato il 4 ottobre 2012

AZ Fius, nell’ambito di un programmato sviluppo tecnologico e attenta alle pressanti richieste del mercato che sviluppa costantemente nuovi materiali molto duri ed estremamente resistenti all’usura (un esempio sono le leghe d’alluminio al silicio), ha introdotto in azienda un nuovo concetto di progettazione e produzione in grado, mediante sofisticate macchine CNC, di produrre utensili in PKD adatti a lavorare agevolmente questi materiali, la cui truciolatura con utensili tradizionali risulterebbe difficile.

Ovunque il metallo duro non dia più i requisiti richiesti di rugosità e produttività, entra in gioco il PKD, acronimo di diamante policristallino, un materiale che per l’80-90% è composto da diamante artificiale ottenuto mediante sinterizzazione su un portante in metallo duro con un processo di sintesi ad alta pressione e ad alta temperatura e, per la restante percentuale, da cobalto e da altri materiali che fungono da catalizzatori.

Il divario con utensili in metallo duro diventa macroscopico, le velocità di taglio aumentano di circa 10 volte, la produttività registra un incremento fino a 20 volte e il pericolo di formazione di taglienti di riporto risulta pressoché nullo a tutto beneficio della rugosità finale del pezzo da produrre.



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