Il comparto vola ad alta quota
L’industria italiana dell’aerospace, ‘piccola’ ma agguerrita, si tiene lontana dalle rotte della crisi e viaggia sicura tra un temporale e l’altro. Aerei ed elicotteri fanno registrare dati economici positivi e nel settore spaziale le nostre aziende stanno giocando un ruolo importante sul mercato europeo e internazionale.
Il comparto industriale italiano dell’ala fissa è incentrato sul settore aeronautico di Finmeccanica, rappresentato da Alenia Aermacchi, società nata il 1° gennaio 2012 dalla fusione fra Alenia Aeronautica, Aermacchi e SIA. La società ha raccolto, sotto l’unico brand di Finmeccanica, la tradizione di aziende storiche che hanno scritto la storia dell’industria aeronautica italiana, quali Fiat Aviazione, Aeritalia, Macchi, Aerfer, Romeo, Aeronavali.
Sul fronte dei risultati finanziari (ci raccontano i dati della relazione esercizio 2013 dell’Aiad di cui pubblichiamo ampi stralci) il settore aeronautico di Finmeccanica ha chiuso il 2013 con trend positivi in tutti i principali indicatori economici e gestionali. Rispetto all’esercizio precedente, gli ordini sono cresciuti del 25%, mentre i ricavi hanno segnato un aumento del 12%, grazie al buon andamento del segmento civile, con particolare riferimento al programma B787 e ATR.
Il portafoglio ordini risulta in crescita del 2%, con un produzione pari a circa 3 anni di lavoro. Significativi anche i miglioramenti dell’Ebita (+75%) e del flusso di cassa, a seguito delle azioni di efficientamento intraprese. Tali risultati sono stati conseguiti in un contesto che ha visto inoltre l’azienda aumentare gli investimenti sui programmi principali, con una crescita dell’11% rispetto al 2012.
Il comparto dell’ala rotante
Il comparto industriale dell’ala rotante si identifica invece con AgustaWestland, società di Finmeccanica, che continua a competere a livello globale con 5 players principali, divisi tra Stati Uniti e Europa, facendo leva sulla propria competitività, continuamente rafforzata da considerevoli investimenti in ricerca e sviluppo per migliorare i prodotti esistenti e per svilupparne di nuovi e più avanzati.
AgustaWestland si avvantaggia di una rete internazionale di joint-venture e collaborazioni che le hanno consentito di penetrare nuovi mercati e di ampliare il proprio portafoglio prodotti.
Questa strategia di espansione ha visto la crescita diretta della propria presenza industriale. AgustaWestland può contare infatti su siti produttivi, oltre che in Italia e nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Polonia (con l’acquisizione di PZL-Swidnik finalizzata nel 2010), ed è presente attraverso accordi industriali e joint-ventures in Cina, Russia, India, Turchia, Giappone, Libia e negli Emirati Arabi Uniti.
AgustaWestland ha conseguito nel 2013 una performance complessivamente positiva in termini economico-finanziari e soprattutto commerciali, nonostante le complicazioni contrattuali derivanti dalle vicende legate alla fornitura di elicotteri AW101 VVIP per il cliente indiano. Al buon risultato commerciale ha contribuito in modo determinante la finalizzazione del maxi contratto con il ministero della Giustizia della Norvegia per la fornitura di 16 macchine AW101 in configurazione All Weather Search and Rescue, del valore di circa 1,15 miliardi di euro. Il contratto prevede consegne dal 2017 al 2020 e 15 anni di servizi di ricambistica componenti, di training e di supporto tecnico, in base alla formula turn key, con un’opzione di estensione per ulteriori 5 anni. Gli ordini sono stati pari a 4.384 milioni di euro rispetto ai 4.013 milioni del 2012. L’incremento (+9,2%) è ascrivibile, oltre che alla finalizzazione del maxi contratto norvegese, anche all’acquisizione del primo contratto export della macchina AW159, relativo alla fornitura di 8 macchine per la Marina militare coreana e a un buon andamento dell’offerta aziendale nel mercato civile, in particolare nel settore Oil & Gas.
I ricavi sono stati pari a 4.076 milioni di euro rispetto ai 4.243 milioni del 2012. La variazione (-3,9%) è principalmente riconducibile all’effetto del blocco delle attività sul programma AW101 India. Tale scostamento è stato parzialmente compensato dalle maggiori consegne di elicotteri, complessivamente 60 macchine in più rispetto al 2012 (di cui oltre la metà AW139). L’Ebita é stato pari a 562 milioni di euro rispetto ai 473 milioni del 2012. L’incremento (+18,8%) è riconducibile alle maggiori consegne su linee di prodotto a marginalità superiore alla media, in particolare AW139, con un ROS solidamente in doppia cifra e superiore allo scorso anno, anche escludendo i benefici netti derivanti dalla chiusura del programma VH71.
Nel corso dell’anno é stata portata alla sua fase conclusiva la certificazione dell’AW189, biturbina della classe 8 tonnellate, che è stata conseguita all’inizio del febbraio 2014. Sono inoltre proseguite le attivitá di certificazione sui prototipi dell’AW169, elicottero nella classe 4,5 tonnellate, per il quale l’ingresso in servizio operativo è atteso per la prima parte del 2015.
É inoltre proseguito lo sviluppo dell’AW609 mentre AgustaWestland è già impegnata nello studio della nuova generazione di Tilt-Rotor attraverso programmi di ricerca in ambito europeo. Sempre nella prima parte dell’anno è stato anche lanciato ufficialmente lo sviluppo del nuovo elicottero AW109 Trekker, dedicato prevalentemente al soddisfacimento di requisiti utility e di pubblica utilità sul mercato elicotteristico mondiale.
Il settore spaziale
Lo Spazio rappresenta uno dei settori strategici e tecnologici avanzati nel quale un numero sempre maggiore di Paesi opera e intende svilupparsi. Per sua natura lo Spazio è in grado di soddisfare le esigenze della Comunità scientifica, della Difesa e della Sicurezza Nazionale. Una politica spaziale nazionale che valorizzi gli investimenti del Paese e i suoi asset costituisce un importante fattore di crescita tecnico/scientifico e occupazionale di alta specializzazione. In particolare sempre più i servizi e le applicazioni spaziali sono il driver per giustificare lo sviluppo di nuovi programmi e per valutare le reali ricadute sociali ed economiche. In questo nuovo modello di business, Thales Alenia Space e Telespazio (joint venture tra gli shareholder Finmeccanica e Thales) come Space Alliance stanno giocando un ruolo importante sul mercato spaziale europeo (Commissione europea ed ESA) e internazionale.
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