Competere con l’auto tradizionale - Meccanica Plus

Competere con l’auto tradizionale

Pubblicato il 2 agosto 2013

StreetScooter è un’iniziativa regionale, che interessa principalmente la Germania e i Paesi circostanti dell’Europa centrale per lo sviluppo di veicoli elettrici. Il progetto di elettromobilità vede la collaborazione, il know-how e le idee innovative di circa 30 fornitori. Il ruolo strategico del PLM di PTC.

Se domandate ai dirigenti del settore automotive cosa li tenga svegli la notte, non dovreste meravigliarvi di sentire questa risposta, breve ma significativa: la complessità. Questo è quanto è emerso dalle interviste ai responsabili del settore automotive (OEM e fornitori) nell’ambito della ricerca condotta qualche anno fa dall’Università tecnica Rwth di Aquisgrana, in Germania. L’esito della ricerca è stato pubblicato nel 2007 con il titolo ‘Gestire la complessità nella progettazione automobilistica’. In sintesi, i responsabili hanno risposto così: Una gestione efficace della complessità, della variabilità, della tecnologia e dei processi è un fattore determinante per garantire un futuro sostenibile per gli OEM e i fornitori tier 1.

Il fattore complessità

Secondo la ricerca, gestire la varietà significa tenere il passo con linee di produzione in continua espansione, gestire un rinnovamento sempre più frequente dei modelli e produrre un numero crescente di varianti in base ai mercati locali. La complessità tecnologica delle auto è data dall’esigenza di evolversi a un ritmo davvero incalzante. “Oggi l’automobile -ha affermato Günther Schuh dell’Università Tecnica (Rwth) di Aquisgrana, tra i principali autori della ricerca intitolata ‘Gestire la complessità’- è il risultato della fusione tra ingegneria elettronica, informatica e meccanica. Queste tre aree tecnologiche devono essere integrate in modo efficiente”. A fronte di un cambiamento tecnologico e di varietà così rapido, le pressioni legate ai processi di sviluppo sono aumentate in modo esponenziale sia per le case automobilistiche sia per gli OEM. Non c’è da sorprendersi dunque che i leader di questo settore continuino ad aumentare gli investimenti nelle soluzioni di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM).

1-370PTC“La gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) è una tecnologia determinante per la riuscita della gestione della complessità”, ha dichiarato Schuh. Ne sia prova il fatto che l’Università tecnica (RWTH) di Aquisgrana abbia richiesto la consulenza di PTC, in qualità di fornitore globale di software PLM, nell’ambito della ricerca sulla gestione della complessità. “Come se il processo di sviluppo –ha continuato Schuh- dei veicoli non fosse già abbastanza complesso, i produttori devono gettarsi nella mischia dell’elettromobilità”.

Sviluppo trainato dai fornitori

Nella gara a chi vende più automobili elettriche alla portata di tutti nel mercato mondiale, nessun Paese la cui economia dipende dal settore automobilistico vuole rimanere indietro. Probabilmente nessun Paese condivide la stessa urgenza della Germania, dove più del 50% del prodotto interno lordo deriva direttamente dallo sviluppo, dalla produzione e dalla vendita di automobili.  “Non si tratta solo di volere automobili ecologiche e di ridurre l’uso di carburanti fossili”, ha detto Achim Kampker dell’Università tecnica (Rwth) di Aquisgrana. “È una questione di mero interesse economico. La nostra prosperità futura dipenderà dai veicoli elettrici”.

Kampker ha aggiunto: “Con il progressivo passaggio dalla combustione interna all’elettricità, i produttori e i fornitori tedeschi del settore automobilistico saranno costretti a conservare una posizione dominante rispetto alla concorrenza. La posta in gioco è alta: si tratta di milioni di posti di lavoro”. L’elettromobilità non solo aumenta la complessità tecnologica e la varietà degli autoveicoli, ma dimostra anche il potenziale insito nella trasformazione fondamentale dei processi di produzione automobilistica.2-370PTC

La nuova auto elettrica che sta prendendo forma obbliga il tradizionale approccio gerarchico, nel quale gli OEM definiscono il concetto, specificano il progetto e supervisionano il lavoro assegnato ai fornitori, a lasciare il passo al cosiddetto sviluppo in crowdsourcing. Kampker ha spiegato: “Sono i fornitori stessi a seguire la progettazione e la produzione dei veicoli, collaborando come tanti colleghi in un’azienda virtuale”.

Il laboratorio in cui è stato sperimentato questo progetto si chiama StreetScooter, un’iniziativa audace per lo sviluppo di auto elettriche, promossa dall’Università tecnica di Aquisgrana. Sin dall’inizio, sono 19 i fornitori automobilistici tedeschi che hanno preso parte al progetto, 10 dei quali raggruppati in una joint venture che rappresenta un singolo azionista. Altri dieci fornitori hanno in seguito aderito come partner strategici, per contribuire con il proprio know-how tecnologico specifico.

Il team gestisce il progetto usando gli strumenti PLM di PTC. Per coordinare il lavoro dei fornitori del veicolo elettrico è stata fondata una società, la StreetScooter GmbH, guidata da Kampker in qualità di amministratore delegato. “L’obiettivo di StreetScooter è semplice e chiaro: rivoluzionare l’auto elettrica e il suo sviluppo”, ha dichiarato.

Idee nuove e originali

L’obiettivo del progetto StreetScooter è quello di realizzare una serie di veicoli elettrici destinati al traffico urbano che possano essere prodotti in modo efficace da una rete di fornitori partner, senza l’esigenza di un incentivo statale continuo. “Lo Stato tedesco non è coinvolto direttamente”, afferma Kampker, “anche se i nostri progetti sono stati influenzati in larga misura dalle scelte del governo. Il Piano di sviluppo nazionale per l’Elettromobilità prevede l’introduzione sul mercato tedesco di un milione di veicoli elettrici entro la fine di questo decennio. Ci auguriamo di riuscire ad aiutare il Paese a raggiungere questo obiettivo”.

StreetScooter è un’iniziativa regionale, che interessa principalmente la Germania e i Paesi circostanti dell’Europa centrale. I partner che aderiscono al progetto sono principalmente piccole e medie imprese, piuttosto che OEM o fornitori di un certo calibro. “È in linea con la tendenza della Germania a fare affidamento su piccole aziende a conduzione familiare”, ha spiegato Kampker. In questo modo, StreetScooter dà nuova linfa vitale allo sviluppo di veicoli elettrici, suggerendo anche una nuova strategia.

Come ha fatto notare Kampker, i produttori leader che propongono già auto elettriche non hanno fatto altro che adattare progetti dei veicoli convenzionali alimentati da motori a scoppio. “Il problema sta nel fatto che convertire questi veicoli in auto elettriche ha generato costi aggiuntivi troppo elevati per la maggior parte dei possibili acquirenti, circa 10.000 € per automobile”. Inoltre, in questi primi veicoli la performance di guida e il comfort per i passeggeri sono stati notevolmente penalizzati. Basta infatti inserire l’aria condizionata per sovraccaricare le batterie dell’auto.

“È evidente che siano necessari nuovi progetti per l’elettromobilità, basati su idee nuove e originali”, ha affermato Schuh. “Ma la maggior parte dei progetti di auto elettriche oggi disponibili si concentra sull’elevata performance di guida e sul design eccentrico, dimenticando i requisiti basilari per le auto destinate al mercato di massa”. StreetScooter è diverso: il suo team di sviluppo cerca di introdurre un veicolo elettrico alla portata di tutti, che possa competere con le auto compatte convenzionali per performance, comfort, sicurezza e affidabilità, e possa essere prodotto in serie generando profitti. L’architettura modulare del prodotto di StreetScooter è la chiave del suo successo.

Le interfacce tra i moduli consentono ai fornitori di migliorare continuamente il design dell’auto con le innovazioni più recenti del proprio ambito di specializzazione, aggiungendo le caratteristiche sulla base di un approccio a blocchi. Grazie a questo ‘approccio conoscitivo’, ha detto Schuh, il team di StreetScooter: “Non solo sfrutta le tecnologie più avanzate, ma scopre anche come integrarle nel modo migliore. Sulla base delle conoscenze acquisite se ne formano così altre in modo dinamico e interdisciplinare, consentendoci di testare nuove forme di collaborazione e di stabilire nuovi standard per lo sviluppo automobilistico”.

Integrazione di prodotti e processi

Lo slancio iniziale del progetto sembra confermare il valore del suo approccio diverso allo sviluppo.  La collaborazione di numerosi fornitori è stata promettente, esattamente come sta dimostrando di esserlo l’iniziativa StreetScooter, e ha aggiunto complessità al processo di sviluppo. “La gestione efficace del ciclo di vita del prodotto PLM è stata addirittura più determinante di ogni altra cosa per il nostro successo”, ha affermato Kampker.

Il software Windchill di PTC, mette a disposizione le risorse di gestione del ciclo di vita del prodotto PLM per coordinare e ottimizzare il lavoro dei vari collaboratori di StreetScooter. Per realizzare la piattaforma PLM, l’Università tecnica di Aquisgrana ha lavorato con i consulenti nel centro di eccellenza automotive di PTC, parte del team di supporto iCenter dell’azienda, per analizzare gli scenari di utilizzo dei veicoli e costruire il modello base di dati per il design di StreetScooter. Si trattava di applicare e adattare strutture di dati pronte all’uso. Il risultato è un prototipo completamente digitale del concetto StreetScooter, dall’interno all’esterno, e che include motore, trasmissione, sospensioni e pneumatici.

 

Silvio Beraci



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