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maggio
2015
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2008. A oggi, alcuni Paesi sono riusciti
a emergere e trovare quella famosa
luce in fondo al tunnel; altri Paesi fanno
ancora molta fatica proprio a causa di
riforme interne lacunose o incentivi
allo sviluppo ancora troppo ancorati a
un sistema bancario che fatica a rimet-
tere in circolo la moneta. Boyd ricorda
come il governo inglese si sia messo
al lavoro per incoraggiare investimenti
che andassero nella direzione di creare
posti di lavoro nel privato che hanno
poi portato a un deciso incremento di
produttività del mercato domestico. “In
Europa, la nostra posizione, trimestre
dopo trimestre si è rafforzata, mentre
ci sono stati Paesi come per esempio la
Spagna e l’Italia che hanno bisogno di
essere incoraggiate, avevano bisogno
di un impulso, come per esempio il
quantitative easing della Bce, un cata-
lizzatore in grado di aiutare la crescita
del business in area europea”.
Un’aperturaeconomicaeforseunaboc-
cata di ossigeno la respira il mondo del-
le startup. Boyd afferma che il governo
britannico incoraggia l’imprenditoria.
“Nel mio team è presente un manager
italiano che segue un programma de-
stinato a far incontrare giovani laureati,
che vogliano diventare imprenditori e
abbiano un’idea da sviluppare, con altri
innovatori che possano introdurli alla
ricerca di finanziamenti. Al momento
ci sono 115 realtà in questo senso, con
lorostiamoportandoavanti undiscorso
di imprenditoria e focalizzazione sulla
ricerca”.
che raggiunge il 21% ma nel mese
di aprile di questo anno è sceso al
20%, percentuali più basse rispetto ai
paesi del G7. Inoltre, secondo il World
Economic Forum, il Regno Unito si
colloca al nono posto su 144 Paesi per
competitività. Un fenomeno che sta
attraversando tutta l’Europa è quello
del reshoring, ossia il rientro in patria di
produzioni fino a poco tempo fa dislo-
cate in Cina o in Paesi dell’Est. A Boyd,
il fenomeno non è passato inosservato
e, sostanzialmenteha ribadito i concetti,
le preoccupazioni e il monito d’allarme
della Banca Mondiale, soffermandosi
sul rallentamento della Cina e gli effetti
che si riverbererebbero in tutta l’Asia.
Secondo il Sole 24Ore, “le economie
avanzate contribuiranno per circa la
metà della crescita economica nel bien-
nio 2015-2016 rispetto a meno del 40%
del 2013, a causa del fenomeno del
reshoring”. La Banca mondiale faceva
notare la forte vulnerabilità persistente
in numerosi Paesi che combinano una
miscela esplosiva fatta di alta inflazio-
ne e deficit delle partite correnti, una
situazione altamente infiammabile che
è presente in Brasile, Sudafrica e Tur-
chia. Senza contare la caduta dei prezzi
sulle cosiddette ‘energie’ come oil &
gas, che, secondo Boyd, hanno contri-
buito a far pendere l’ago della bilancia
verso i ritorni in patria a scapito delle
cosiddette economie emergenti. Non
si deve dimenticare che le economie
mondiali stanno ancora soffrendo il
morso della crisi finanziaria iniziata nel
ha tagliato drasticamente la burocrazia
e le normative per implementare new
business nel Regno Unito, ma questa
procedura ‘dimagrante’ era già stata
intrapresa dal governo precedente. “In
UKè facileoraassumerepersonaleedè
importantepensareaquesta terracome
a un crocevia nella comunità europea.
Ci sono testimonianze di aziende che
affermano questa facilità. In Italia ve-
do un po’ di complessità nell’apparato
burocratico”, spiega. Allo stesso tempo
ci sono numeri che confermano l’inte-
resse degli imprenditori italiani verso
il Regno Unito e il dinamismo delle
relazioni bilaterali. Il Regno Unito funge
da catalizzatore siaper una economia in
crescita, e lo scriveva già il Sole 24Ore
nell’agosto 2013, precisando che l’Uf-
ficio nazionale di statistica (Ons), per
la prima volta dal 1992 poneva tutti e
tredici i componenti dell’indice mani-
fatturiero in crescita, mentre il settore
dei servizi ai massimi da sei anni, sia
da una popolazione che conta oltre 60
milioni di abitanti dal fatto che ci sono
imprese a forte intensità di ricerca e
sviluppo (R&D) e innovazione.
Aprire in loco
Cosa spinge le imprese italiane a co-
stituirsi direttamente nel Regno Unito
piuttostocheesportareleproduzioni?In
primo luogo, come ha ricordato Boyd,
un quadro giuridico e normativo chiaro
e semplificato: in secondo luogo un
sistema fiscale favorevole. Il Regno
Unito ha una tassazione sulle società




