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progettare

389

maggio

2015

27

2008. A oggi, alcuni Paesi sono riusciti

a emergere e trovare quella famosa

luce in fondo al tunnel; altri Paesi fanno

ancora molta fatica proprio a causa di

riforme interne lacunose o incentivi

allo sviluppo ancora troppo ancorati a

un sistema bancario che fatica a rimet-

tere in circolo la moneta. Boyd ricorda

come il governo inglese si sia messo

al lavoro per incoraggiare investimenti

che andassero nella direzione di creare

posti di lavoro nel privato che hanno

poi portato a un deciso incremento di

produttività del mercato domestico. “In

Europa, la nostra posizione, trimestre

dopo trimestre si è rafforzata, mentre

ci sono stati Paesi come per esempio la

Spagna e l’Italia che hanno bisogno di

essere incoraggiate, avevano bisogno

di un impulso, come per esempio il

quantitative easing della Bce, un cata-

lizzatore in grado di aiutare la crescita

del business in area europea”.

Un’aperturaeconomicaeforseunaboc-

cata di ossigeno la respira il mondo del-

le startup. Boyd afferma che il governo

britannico incoraggia l’imprenditoria.

“Nel mio team è presente un manager

italiano che segue un programma de-

stinato a far incontrare giovani laureati,

che vogliano diventare imprenditori e

abbiano un’idea da sviluppare, con altri

innovatori che possano introdurli alla

ricerca di finanziamenti. Al momento

ci sono 115 realtà in questo senso, con

lorostiamoportandoavanti undiscorso

di imprenditoria e focalizzazione sulla

ricerca”.

che raggiunge il 21% ma nel mese

di aprile di questo anno è sceso al

20%, percentuali più basse rispetto ai

paesi del G7. Inoltre, secondo il World

Economic Forum, il Regno Unito si

colloca al nono posto su 144 Paesi per

competitività. Un fenomeno che sta

attraversando tutta l’Europa è quello

del reshoring, ossia il rientro in patria di

produzioni fino a poco tempo fa dislo-

cate in Cina o in Paesi dell’Est. A Boyd,

il fenomeno non è passato inosservato

e, sostanzialmenteha ribadito i concetti,

le preoccupazioni e il monito d’allarme

della Banca Mondiale, soffermandosi

sul rallentamento della Cina e gli effetti

che si riverbererebbero in tutta l’Asia.

Secondo il Sole 24Ore, “le economie

avanzate contribuiranno per circa la

metà della crescita economica nel bien-

nio 2015-2016 rispetto a meno del 40%

del 2013, a causa del fenomeno del

reshoring”. La Banca mondiale faceva

notare la forte vulnerabilità persistente

in numerosi Paesi che combinano una

miscela esplosiva fatta di alta inflazio-

ne e deficit delle partite correnti, una

situazione altamente infiammabile che

è presente in Brasile, Sudafrica e Tur-

chia. Senza contare la caduta dei prezzi

sulle cosiddette ‘energie’ come oil &

gas, che, secondo Boyd, hanno contri-

buito a far pendere l’ago della bilancia

verso i ritorni in patria a scapito delle

cosiddette economie emergenti. Non

si deve dimenticare che le economie

mondiali stanno ancora soffrendo il

morso della crisi finanziaria iniziata nel

ha tagliato drasticamente la burocrazia

e le normative per implementare new

business nel Regno Unito, ma questa

procedura ‘dimagrante’ era già stata

intrapresa dal governo precedente. “In

UKè facileoraassumerepersonaleedè

importantepensareaquesta terracome

a un crocevia nella comunità europea.

Ci sono testimonianze di aziende che

affermano questa facilità. In Italia ve-

do un po’ di complessità nell’apparato

burocratico”, spiega. Allo stesso tempo

ci sono numeri che confermano l’inte-

resse degli imprenditori italiani verso

il Regno Unito e il dinamismo delle

relazioni bilaterali. Il Regno Unito funge

da catalizzatore siaper una economia in

crescita, e lo scriveva già il Sole 24Ore

nell’agosto 2013, precisando che l’Uf-

ficio nazionale di statistica (Ons), per

la prima volta dal 1992 poneva tutti e

tredici i componenti dell’indice mani-

fatturiero in crescita, mentre il settore

dei servizi ai massimi da sei anni, sia

da una popolazione che conta oltre 60

milioni di abitanti dal fatto che ci sono

imprese a forte intensità di ricerca e

sviluppo (R&D) e innovazione.

Aprire in loco

Cosa spinge le imprese italiane a co-

stituirsi direttamente nel Regno Unito

piuttostocheesportareleproduzioni?In

primo luogo, come ha ricordato Boyd,

un quadro giuridico e normativo chiaro

e semplificato: in secondo luogo un

sistema fiscale favorevole. Il Regno

Unito ha una tassazione sulle società