Bonifiche e progetti ESG, Acr Reggiani accelera lo sviluppo in Herambiente - Meccanica Plus

Bonifiche e progetti ESG, Acr Reggiani accelera lo sviluppo in Herambiente

Pubblicato il 28 giugno 2024
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L’integrazione all’interno di Herambiente, società del Gruppo Hera, di Acr Reggiani, realtà di primo piano in Italia nel settore bonifiche, demolizioni, smaltimenti, pronto intervento ambientale, global service rifiuti ed edilizia industriale, avvenuta nel 2023 rappresenta un importante acceleratore di sviluppo nel percorso dell’azienda.

Nella lunga storia dell’azienda, il 7 novembre 2013 fu in particolare una giornata speciale: l’Oltrepò Mantovano, ancora barcollante per la grande botta tellurica dell’anno precedente, aggiustava la sua skyline con la demolizione della ciminiera quadricanne più alta d’Europa: il bestione di 220 metri che giganteggiava sulla centrale termoelettrica di Sermide. Si festeggiò anche qualche chilometro più a sud di quella pianura infinita, tutt’uno con la bassa modenese, nell’headquarter mirandolese di Acr Reggiani, l’azienda che aveva azzerato la torre rosicchiandola in 15 mesi come un esercito di termiti. Trattando poi, o recuperando, fino all’ultimo grammo gli oltre 17 mila tonnellate di detriti. Del resto, già allora Acr Reggiani era una realtà leader nel proprio settore, capace non solo di cancellare dall’orizzonte edifici giganteschi, ma anche di realizzare le opere civili di grandi centrali, eliminare contaminazioni profonde dai terreni, trattare fanghi e gestire, massimizzandone il recupero, qualsiasi tipo di scarto industriale.

Acr Reggiani fa dell’operatività il proprio faro, in virtù di know-how distintivo, maestranze e patrimonio tecnologico. Proprio dai fanghi era partito il fondatore Albertino Reggiani, sulla scorta della prima legge ambientale italiana (il dpr 915 del 10 settembre 1982), quando propose ad Agip di trattare in loco e poi smaltire i fanghi di perforazione. Da lì in poi fu una progressione continua, seguendo la sempre crescente attenzione dell’opinione pubblica e della normativa verso la tutela del Pianeta, con la stella polare rappresentata appunto dall’operatività. Che oggi in Acr Reggiani si concretizza in 550 fra tecnici e operai, oltre 100 macchine operatrici, un parco di oltre 320 mezzi e 11 sedi operative e di trattamento distribuite in tutta Italia: dalla Lombardia alla Sicilia, seguendo i progetti dei grandi clienti, in primis i big dei settori oil & gas ed energia.

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Intervento di bonifica del sito SIN dell’ex area industriale di Bussi sul Tirino, Pescara.

Un’operatività che però fa leva soprattutto su un know-how profondo del settore ambientale più pesante di tutti. Un patrimonio di competenze che consente oggi all’azienda di partecipare sempre più spesso ai pool di imprese impegnate nelle bonifiche dei cosiddetti Siti di Interesse nazionale (SIN), come, ad esempio, quello di Bussi sul Tirino (PE), ex-area industriale aggredita dai tensioattivi, dove si stanno decontaminando i terreni con tecnologie innovative. Oppure come l’intervento alla Caffaro di Brescia, altro enorme complesso industriale che ha sparso sostanze contaminanti per decenni, nel cuore dell’area urbana della seconda città lombarda. Lì Acr si occuperà del decommissioning dei fabbricati e delle strutture impiantistiche ancora presenti nel sito, oltre che della bonifica dall’amianto friabile e compatto presente.

“Questa operazione ha portato un doppio beneficio – spiega Alberto Reggiani, amministratore delegato di Acr -. Da un lato la solidità finanziaria di Hera è la premessa per un’ulteriore crescita di investimenti per consolidare il nostro primato tecnologico e allargare gli ambiti di business. Dall’altro, consente di offrire ai clienti un ventaglio di soluzioni più ampie, veri e propri progetti di economia circolare, in chiave ESG, dove la vision di Hera si affianca alla nostra forza operativa”.

Con questo spirito si stanno quindi affinando i piani di sviluppo per l’immediato futuro, che porteranno Acr a servire anche nuove filiere. Senza perdere il focus su oil & gas ed energy, ma guardando anche alla transizione ecologica, ad esempio alla produzione di idrogeno, dove l’azienda si candida alla realizzazione delle opere civili dei grandi impianti.

“L’anno passato abbiamo festeggiato i 45 anni di attività – rimarca quindi Claudio Reggiani, fratello di Alberto e come lui amministratore delegato Acr -. Lo abbiamo fatto con lo slancio di chi continua a guardare al futuro, ma anche con l’orgoglio per un percorso che ci ha portato ad essere un riferimento indispensabile per i nostri clienti, in termini di capacità operativa, affidabilità e rigoroso rispetto della normativa ambientale e sulla sicurezza“.

 



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