Auto produzione di azoto in azienda con skid package Atlas Copco - Meccanica Plus

Auto produzione di azoto in azienda con skid package Atlas Copco

Pubblicato il 14 settembre 2022
Atlas Copco produzione azoto Nitrogen Generator

Atlas Copco ha ingegnerizzato e reso disponibile sul mercato sistemi plug&play per l’autoproduzione di azoto, impianti completi e preconfigurati che consentono alle aziende di produrre il gas in autonomia, senza ricorrere all’acquisto di bombole.

La soluzione offre numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di controllare con precisione la quantità di azoto utilizzato, la sua qualità in termini di purezza richiesta dal tipo di applicazione e la pressione di esercizio. A ciò si aggiunge il vantaggio della stabilità del prezzo e la riduzione degli sprechi dovuti a perdite per evaporazione o alla restituzione di bombole non completamente vuote. Con benefici economici e ambientali legati inoltre alla riduzione dei trasporti stradali.

Gli skid preconfigurati per autoproduzione di azoto ad alta pressione Atlas Copco sono disponibili in due configurazioni, una da 40 bar per alimentazione diretta continua e costante degli impianti, e una da 300 bar per il riempimento delle bombole. Il sistema è composto da un compressore d’aria a vite GA a iniezione d’olio con tecnologia VSD, un generatore di azoto NGP+ con tecnologia Pressure swing adsorption (PSA) basata su setacci molecolari al carbonio, un booster di azoto, sistemi di stoccaggio, essiccatore e filtri. Tutti i componenti sono progettati secondo gli standard di qualità ed efficienza energetica di Atlas Copco e sono testati per funzionare in perfetta sinergia garantendo massima affidabilità e prestazioni ottimali.

Il generatore d’azoto NGP+ è il cuore dell’impianto. È dotato del controller Elektronikon Touch che ottimizza le prestazioni e misura continuamente la purezza del gas e dell’algoritmo VCS (Variable Cycle Saver) che offre ai clienti fino al 40% di risparmio energetico aggiuntivo.

Atlas Copco produzione azoto

“In questa fase di attenzione per il clima, sempre più aziende sceglieranno l’autoproduzione di azoto – afferma Guido Caponi, product marketing manager di Atlas Copco Italia – divisione Compressori -. Basti pensare che il contributo alla riduzione dell’inquinamento dovuto al trasporto merci può arrivare a 5 tonnellate di CO2 all’anno. Sono calcoli fatti considerando una consegna per settimana con un percorso di 100 km, ed emissioni di carburante del camion di 98 kg di CO2 ogni 100 km (fonte CEN Europe). Gli skid per azoto Atlas Copco, inoltre, permettono di risparmiare fino al 50% sui costi rispetto a impianti progettati in loco”.

L’azoto è un gas inerte che viene impiegato in una varietà di settori industriali per prevenire fenomeni di ossidazione e corrosione, o il rischio di incendi nei processi di lavorazione di materiali combustibili.

Nel settore alimentare il gas è utilizzato per il confezionamento in atmosfera modificata (MAP- Modified Atmosphere Packaging), tecnologia che mescola insieme ossigeno, anidride carbonica e azoto in forma gassosa. Il controllo della composizione di questa miscela riduce al minimo la degradazione degli alimenti e permette di mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche. Anche per il confezionamento di caffè, in cialde o in busta, si utilizza l’azoto, con un punto di regolazione della purezza consigliato di 99 – 99,9%.
Un secondo esempio interessante di utilizzo dell’azoto è rappresentato dagli impianti di riciclo di componenti elettronici, che hanno un rischio intrinseco di incendi ed esplosioni in quanto i componenti non espressamente pericolosi e non rimovibili manualmente sono inseriti in un frantumatore di grandi dimensioni che deve mantenere una percentuale di ossigeno bassa per eliminare il rischio di esplosioni. In questo caso il range di purezza varia dal 95 al 98%.

L’azoto è poi utilizzato anche nel taglio della lamiera con tecnologia laser per allontanare il metallo fuso dalla zona di taglio evitando sbavature e garantendo la protezione del cammino ottico del raggio, riducendo i rischi di intrusione di impurità e allungando la durata delle ottiche stesse.



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