Edizione N° 10 del 16 dicembre 2005
| Meccanica, Progettazione e Componentistica |
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Edizione N° 10 del 16 dicembre 2005
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16-12-2005 “Il dato relativo alla produzione – ha affermato Alberto Tacchella, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre – è sicuramente un segnale positivo ma è determinato, ancora una volta, soltanto dal buon andamento delle esportazioni. La domanda interna di beni di investimento, infatti, continua a essere stagnante”.
I dati di preconsuntivo 2005 elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione evidenziano una crescita della produzione a 4.325 milioni euro (+4,7%) rispetto al valore registrato l’anno precedente, grazie alla positiva performance delle esportazioni cresciute, del 14,6%, a 2.380 milioni di euro.
La propensione all’export dei costruttori italiani sale di cinque punti, raggiungendo il 55%. Si conferma positivo il saldo della bilancia commerciale che, con un incremento del 16,9%, raggiunge quota 1.220 milioni di euro.
I dati di commercio estero relativi alle esportazioni di sole macchine utensili, nei primi otto mesi dell’anno, evidenziano un incremento delle vendite di macchine italiane sui mercati stranieri pari al 17,6%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale risultato è stato determinato dai positivi riscontri raccolti sia nelle tradizionali aree di sbocco dell’industria italiana di settore, sia nei mercati emergenti.
Nei primi otto mesi del 2005, le vendite destinate ai mercati dell’Unione Europea hanno registrato un incremento del 7,1%. Ancor meglio hanno fatto le consegne nei paesi extra-UE, cresciute del 33,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In crescita l’export destinato a Germania (+20,3%) e Francia (+17,2%). Di segno opposto le consegne di macchine utensili destinate alla Spagna (-3,7%).
Particolarmente positivi i risultati raccolti dalle esportazioni italiane in Turchia (+77%), Russia (+5%), Messico (+189,6%), Brasile (+104%) e India (+161,3%). Se si considerano le vendite di macchine utensili in questi cinque Paesi (compresi nelle prime 12 posizioni della graduatoria delle aree di sbocco dell’industria di settore), emerge che essi assorbono il 15,5% del totale esportato dai costruttori italiani.
Si rileva una ripresa delle vendite sia in Nord America (+20,1%), sia nell’America Centro-meridionale (+112,4%), in ragione delle positive performance raccolte dai costruttori italiani negli Stati Uniti (+20,6%), in Canada (+17,2%), Messico (+189,6%), Brasile (+104%) e Argentina (+22,5%).
Sul fronte interno, la stagnazione dei consumi, che si sono attestati a 3.105 milioni di euro (+0,6%), si è riflessa, ancora una volta, sulle consegne dei costruttori italiani, scese a 1.945 milioni (-5,3%).
Nonostante ciò, il made in Italy settoriale continua a coprire una quota importante, pari al 62,6%, del consumo nazionale di sistemi per produrre. In rialzo il dato relativo alle importazioni che si attestano a 1.160 milioni di euro.
Il trend positivo, registrato a partire dal 2004, dovrebbe trovare conferma anche nel 2006. Secondo le previsioni, infatti, la produzione di settore registrerà un ulteriore incremento, pari al 2,4%, attestandosi a 4.430 milioni di euro. Tale risultato sarà determinato dal buon andamento delle esportazioni, attese in crescita, dell’8,6%, a 2.585 milioni. Proseguirà il trend negativo delle consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico, che scenderanno a 1.845 milioni (-5,1%). Le importazioni saliranno a 1.265 milioni (+9,1%). La propensione all’export salirà al 58,4%.
Alberto Tacchella, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre ha così commentato: “il dato relativo alla produzione è sicuramente un segnale positivo ma è determinato, ancora una volta, soltanto dal buon andamento delle esportazioni. La domanda interna di beni di investimento, infatti, continua a essere stagnante”. “Tutto questo – ha proseguito Tacchella – conferma l’apprezzamento del made in Italy settoriale ovunque nel mondo e, al tempo stesso, sottolinea la grande difficoltà che il mercato domestico ancora incontra”.
In ragione di ciò – ha affermato il presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre – auspichiamo che le autorità governative procedano allo sviluppo di interventi concreti e soprattutto immediati, volti a favorire il rilancio degli investimenti sul mercato interno e a sostenere lo sviluppo e la penetrazione del made in Italy settoriale nei mercati stranieri.”
“In tal senso – ha affermato Alberto Tacchella – ritengo sia indispensabile rendere fiscalmente neutrali i processi di aggregazione tra imprese aventi obiettivi comuni, utile strategia per ovviare al limite dimensionale che ancora oggi caratterizza le nostre imprese e rende più difficoltoso il presidio diretto
dei mercati, vicini e lontani, tradizionali e emergenti.”
“L’alta propensione all’export – ha continuato il presidente – peculiarità dell’industria italiana costruttrice di sistemi per produrre, deve essere, altresì, premiata e sostenuta con misure ad hoc. A questo proposito sarebbe necessario prevedere l’abbattimento dell’IRAP, sul personale per una quota percentuale pari al rapporto export su produzione realizzato dall’impresa.”
“Sul fronte interno, accogliamo con estremo favore la proposta del ministero delle attività produttive che, con l’Accordo di programma inserito nel piano triennale (2006-2008), prevede interventi mirati volti a favorire l’aumento di domanda di tecnologia di settori, ritenuti strategici per il sistema economico del paese perché in grado di mantenere elevata la competitività del made in Italy nel mondo”.
“Con particolare riferimento al settore dei beni strumentali, invece, ribadiamo l’importanza e la necessità dell’attuazione della liberalizzazione delle quote di ammortamento, misura che gioverebbe non soltanto al comparto ma all’intera industria italiana”.
16-12-2005 L’indagine, svolta con cadenza decennale dalla associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, è giunta alla sua quarta edizione, dopo quelle del 1975, 1985 e 1996.
Finalità della ricerca è l’analisi del livello di innovazione degli impianti produttivi del Paese, al fine di valutarne la capacità competitiva, in confronto ai concorrenti stranieri.
I risultati dell’indagine offriranno una interessante fotografia dello stato dell’industria nazionale, tramite la verifica dell’età media e del contenuto tecnologico dei mezzi di produzione, condotta secondo una ripartizione per settori industriali, classi dimensionali e aree geografiche.
Il progetto è curato dal comitato scientifico presieduto da Gian Maria Gros-Pietro, direttore dipartimento economia università LUISS, e composto dai rappresentati di Ucimu-Sistemi per Produrre, delle organizzazioni partner (ministero Attività Produttive, Camera di Commercio di Milano e Intesa Mediocredito) e di Confindustria.
Il censimento sarà realizzato su un campione rappresentativo costituito da oltre 3.000 imprese (con almeno venti addetti e distribuite su tutto il territorio nazionale) e costruito in considerazione delle tre variabili: localizzazione dell’impianto produttivo, numero addetti impiegati e attività economica dell’impresa.
Gian Maria Gros-Pietro ha sottolineato la triplice valenza del progetto. “In primo luogo – ha affermato Gros-Pietro – l’indagine sul parco macchine installate permetterà di conoscere lo stato dell’apparato industriale italiano, fornendo a operatori economici, istituzioni e organi di governo la fotografia dettagliata delle potenzialità di alcuni fra i principali settori produttivi e sul grado di industrializzazione delle diverse aree geografiche del Paese.”
“In seconda battuta – ha continuato Gros-Pietro – lo studio permetterà alle imprese costruttrici di macchine utensili, robot e automazione di verificare le potenzialità della domanda di sistemi di produzione. Infine, offrirà alle imprese appartenenti ai settori oggetto della ricerca un benchmark aggiornato, utile strumento per analizzare il proprio posizionamento nel comparto di appartenenza.”
“La regolarità e la continuità con cui tale studio viene realizzato – ha concluso Gros-Pietro – permette di documentare l’evoluzione della dotazione del capitale fisso per le lavorazioni dei metalli del Paese. Un indicatore, questo, importantissimo, poiché permette di valutare il grado di innovazione di tutto il sistema economico nazionale: infatti, dalla qualità degli investimenti effettuati nel settore manifatturiero, alla base di ciascun processo produttivo, dipende la qualità di tutti i prodotti di uso quotidiano.”
16-12-2005 L’iniziativa, promossa da Ernst & Young e giunta alla nona edizione italiana, si propone di riconoscere l’eccellenza degli imprenditori che si sono distinti nel panorama sociale ed economico, contribuendo con il loro talento, l’impegno e l’intraprendenza alla crescita e allo sviluppo del territorio.
Il Premio L’Imprenditore dell’Anno 2005 si è svolto in Italia con la partecipazione di UniCredit Private Banking e UniCredit Banca d’Impresa, il contributo di WDA – Welsh Development Agency – e di SAP, con il patrocinio di Borsa Italiana, con il supporto de L’Imprenditore, Mensile della Piccola Industria di Confindustria, e in collaborazione con Il Sole 24 ORE.
I 16 vincitori e finalisti del Premio potranno iscriversi di diritto all’Associazione Imprenditore dell’Anno – che ha tra i propri scopi anche la promozione di studi e ricerche nelle scienze economiche, sociali, giuridiche e aziendali – contribuendo con le proprie esperienze al confronto sulle tematiche più attuali.
Nel corso della premiazione è salito sul podio Zeno Soave, presidente e amministratore delegato di Socotherm, azienda con sede principale ad Adria (RO), operante nel settore energetico, in particolare nell’ambito delle applicazione di rivestimenti e isolamenti per tubazioni per l’estrazione ed il trasporto del petrolio, gas e acqua. A Soave, è andato il riconoscimento di Vincitore Nazionale per il miglior utilizzo strategico delle opportunità e delle leve offerte dall’economia a livello nazionale ed internazionale “grazie all’eccellente capacità di presidiare il mercato e per i costanti investimenti in ricerca e sviluppo” e sarà chiamato a rappresentare l’Italia al World Entrepreneur of the Year 2006, il Premio organizzato da Ernst & Young a livello internazionale. In questo contesto, Soave avrà modo di confrontarsi con i migliori imprenditori delle oltre 40 nazioni dove si svolge il Premio, per concorrere all’assegnazione del riconoscimento di migliore imprenditore del mondo.
Questi, nel dettaglio, tutti i riconoscimenti Ernst & Young per le cinque categorie di Premio: per la categoria Global, ovvero “per la più efficace azione imprenditoriale sul mercato globale”, è risultato vincitore Silvestro Niboli, presidente Fondital Group, e finalisti Bruno Gonzato, di Ind.i.a. e Fabio Storchi, di Comer Industries.
Nella categoria Innovation, tesa a premiare gli imprenditori “per la più creativa e innovativa vision che abbia segnato una svolta determinante nella vita dell’impresa”, sono stati insigniti del riconoscimento Ernst & Young Roberto Tunioli di Datalogic, in qualità di vincitore, e Fabrizio Lori, di Nuova Pansac e Alberto Zamperla, di Antonio Zamperla, come finalisti.
La categoria Finance, “per l’uso innovativo e dinamico della leva finanziaria a supporto dell’idea imprenditoriale”, ha invece visto l’affermazione quale vincitore di Giorgio Basile, di Isagro e di Giovanni Burani, di Mariella Burani Fashion Group e Giorgio Girondi, di UFI Filters, in qualità di finalisti.
“Per la più significativa azione di comunicazione tesa all’affermazione della propria impresa e del proprio prodotto” è invece stato premiato quale vincitore per la categoria Communication Peter Thun, di Thun e, come finalisti, Giampiero Bisazza, Bisazza e Matteo Cambi di JAM Session.
Infine, per la categoria Quality of Life, ovvero la categoria volta a premiare gli imprenditori “per la maggiore sensibilità all’impatto dell’impresa nei confronti della comunità di riferimento e per la capacità di favorire la crescita della propria impresa con programmi continuativi e coerenti di sostegno e sviluppo alla cultura, all’arte, all’ambiente e al sociale”, è risultata vincitrice Giannina Fontana, di F.lli Fontana; finalisti Franco Manfredini, di Casalgrande Padana e Alberto Rossini, di Ranger Group.
16-12-2005 Ugs ha di recente comunicato di aver vinto uno dei premi assegnati da Industryweek nell’ambito del tredicesimo annual Technology and Innovation Awards Program. Gli editori della principale rivista dedicata alla gestione nel mondo manifatturiero hanno scelto Teamcenter 2005, la suite PLM più diffusa al mondo, come una delle cinque “Tecnologie dell’Anno”, unica fra le soluzioni PLM presenti sul mercato a ricevere il prestigioso premio.
I “Technology and Innovation Awards” di Industryweek coprono tutto il campo della scienza e dell’ingegneria. I redattori individuano le tecnologie che dimostrano un buon potenziale in relazione alla creazione di nuove opportunità di business e di crescita nel mondo manifatturiero. Fra i vincitori spiccano soluzioni software e hardware per la produzione manifatturiera, nuovi sistemi informatici per processi gestionali e decisionali, ricerca e sviluppo con potenzialità per la creazione di nuovi settori e prodotti commerciali che aprono la strada a cambiamenti fondamentali.
16-12-2005 Il tema principale della convenzione è ‘Non reinventiamo la ruota – impariamo dagli altri settori della distribuzione’. In un mondo in cui le tecnologie, le strategie manageriali e l’organizzazione del lavoro sono in costante evoluzione, i manager potrebbero dimenticare le lezioni apprese dal passato e che può essere il caso di usare, adattandole alla realtà di oggi. Relatori di alto livello forniranno i loro pareri su argomenti relativi al tema principale, quali ‘Logistica di oggi e di domani’ e ‘Come misurare il successo’. Una nuova iniziativa offrirà alle società consociate e alle organizzazioni esterne l’opportunità di organizzare workshop come sessioni di formazione aggiuntive opzionali a vantaggio dei partecipanti alla conferenza.
Inoltre il programma “Manufacturer-Distributor Idea Exchange”, svolto durante la conferenza, si porrà quale piattaforma esclusiva per le comunicazioni e la rete di interrelazioni costruttive fra distributori e produttori. Questa piattaforma di rete è considerata dai membri come la caratteristica più importante dell’evento EPTDA.
16-12-2005 Scopo del corso è l’allargamento e approfondimento delle conoscenze fondamentali del processo attraverso l’illustrazione dei risultati di numerose sperimentazioni con i polimeri e le tipologie di stampaggio più diverse.
Il corso si rivolge a tecnici che necessitino di un rafforzamento delle conoscenze specialistiche. In particolare a coloro che ricoprono, o sono candidati a ricoprire, ruoli di: analista del processo; tecnologo specialista di assistenza tecnica della trasformazione; tecnologo di industrializzazione dei manufatti da stampare a iniezione; specialista della preventivazione tecnico – economica; specialista della progettazione degli stampi rivolta all’ottimizzazione del processo; tecnologo di controllo di processo (gestione efficace e a prova di inconvenienti del processo).
Allo scopo di consentire un efficace apprendimento, non si supererà il numero di 10 allievi iscritti per modulo. Anche se la natura avanzata del corso presuppone un’utenza di esperti, non sono richieste particolari conoscenze teoriche, ma sono sufficienti basi tecniche pratiche per recepire e mettere a frutto l’esperienza dei docenti.
Il corso prende gli spunti dal nuovo Manuale dello Stampaggio Progettato per approfondirli con l’uso di studi eseguiti con simulazioni avanzate di tutte le fasi del processo unite ai loro riscontri in diversi casi industriali.
Gli argomenti trattati sono:
· Revisione delle basi tecnico/scientifiche dello stampaggio a iniezione.
· Criteri di previsione dei principali parametri tecnologici in funzione della tipologia del polimero e del pezzo.
· Variabili di campo e possibilità di anticipazione delle qualità del pezzo stampato mediante l’estrapolazione di dati sperimentali.
· Variabili di campo e possibilità e limitazioni nell’anticipazione delle qualità del pezzo stampato mediante l’uso di simulazioni FEM avanzate.
Indicativamente le prime tre giornate saranno dedicate alla parte di docenza. La quarta vedrà la presentazione di problemi specifici presentati dai partecipanti seguita da una discussione sulle cause e sui possibili rimedi. La quinta e la sesta giornata, saranno utilizzate per la presentazione dei risultati.
L’inizio del corso è previsto in data giovedì 19 gennaio 2006 presso la sede del Consorzio Proplast La partecipazione al corso prevede due tariffe:
· 1.500 euro + Iva a persona per i Soci del Consorzio Proplast.
· 2.000 euro + Iva a persona per le aziende non consorziate.
Date ed orari
Per conciliare la necessità dei partecipanti di non abbandonare le loro attività per tempi troppo lunghi e quella di una full immersion il corso è strutturato in un totale di sei giornate in cicli di due giornate consecutive per ognuna della tre settimane secondo il seguente calendario:
· Giovedì 19 gennaio 2006 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
· Venerdì 20 gennaio 2006 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
· Giovedì 02 febbraio 2006 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
· Venerdì 03 febbraio 2006 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
· Giovedì 09 febbraio 2006 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
· Venerdì 10 febbraio 2006 dalle ore 9,00 alle ore 18,00
Dato il numero limitato di posti previsti nei corsi, è consigliata un’iscrizione tempestiva. Le domande saranno accettate in ordine di presentazione e saranno confermate solo dopo il pagamento della quota d’iscrizione a mezzo bonifico bancario o carta di credito.
Per ulteriori informazioni tel. 0131-229318 – fax 0131-229331 – [email protected]
16-12-2005 È tonda, con diametro di soli 4 mm e, in funzione dell’angolo di osservazione, cambia il colore da rosso a verde e rende difficile la vita dei falsari. Stiamo parlando della nuova soluzione per proteggere l’originalità del prodotto, che Fag Kugelfischer (Schweinfurt) applica con decorrenza immediata sui cuscinetti volventi speciali nelle cassette di finitura per vergella della ditta SMS-Meer GmbH – un’azienda dello SMS Group.
La marcatura realizzata su misura di Indetif GmbH si basa su di un principio nano-ottico e risponde contemporaneamente a più esigenze: è duraturo nel tempo, resistente alle condizioni ambientali esterne, come al calore e, in caso di una richiesta di risarcimento danni, può essere utilizzato anche dopo molti anni di applicazione del cuscinetto volvente come prova davanti al giudice. Il marchio viene poi applicato direttamente sui cuscinetti volventi e non, come nelle soluzioni standard, sugli imballi, offrendo quindi la massima protezione contro la contraffazione.
Il marchio di sicurezza, tecnicamente avanzato, è stato sviluppato appositamente per Fag Kugelfischer da Identif GmbH, consociata dia Bio e Nanotecnologie Holding November AG.
I cuscinetti volventi Fag Kugelfischer si distinguono per la qualità e garantiscono una funzionalità ottimale dell’impianto. Le contraffazioni di bassa qualità, realizzate soprattutto in Asia, celano gravi rischi per la sicurezza. A causa della bassa qualità i cuscinetti volventi contraffatti arrecano agli utenti elevati costi derivanti dal fermo impianto, componenti danneggiati dell’impianto stesso, riparazione e ricerca della causa. La conseguenza sono reclami con richieste di risarcimento danni.
16-12-2005 Il subacqueo sudafricano Nuno Gomes ha utilizzato il regolatore Xstream per raggiungere una profondità di -318,25 metri. Sviluppato interamente con Solidworks, il regolatore Xstream, secondo il produttore, è specifico per inalazione ed esalazione a bassa resistenza, robustezza alla pressione sottomarina e protezione contro il congelamento alle basse temperature. Poseidon utilizza Solidworks per la progettazione di tutti i nuovi prodotti, non solo Xstream, eliminando così gli elevati costi di subappaltato a terzi.
Nello sviluppo di Xstream, Poseidon ha utilizzato anche Cosmosfloworks, il software di analisi fluidodinamica, per esaminare la regolazione del flusso di gas a diverse profondità.
16-12-2005 3D Systems prevede di iniziare le consegne del sistema Viper Pro SLA, nel quarto trimestre del corrente anno e di rendere disponibile la versione “extra large” nel primo trimestre del 2006.
L’innovativo sistema ViperPro SLA consente una produzione di particolari finiti economica e soprattutto di elevata qualità, parti definitive, campioni, modelli per galleria del vento, ma anche per allestire parti eterogenee di apparecchiature e di eventuali attrezzature.
Il sistema è stato ideato e realizzato per un funzionamento automatico non presidiato, senza cioè la presenza attiva dell’operatore, ma certamente assicurando, nel contempo, la massima capacità unita all’eccellente qualità dei singoli elementi prodotti. Il sistema è operativamente configurato con innovative caratteristiche particolarmente studiate per aumentare la funzionalità e migliorare i tempi di esecuzione, quali: il concetto di rivestimento autolivellante, la sostituzione rapida del materiale in opera, la possibilità di gestione operativa a distanza della macchina, il sistema automatico di cambio della piattaforma di lavoro, la web camera e il software che monitorizza e memorizza i dati di produzione del particolare in fase di allestimento.
16-12-2005 L’assortimento di guarnizioni radiali per alberi di Angst+Pfister si contraddistingue in particolare per la sua versatilità e per l’ampia scelta. Le guarnizioni radiali per alberi A+P sono disponibili da stock nelle forme A, AS, C e SA nei materiali NBR e in parte FKM. A disposizione dei clienti vi è inoltre un assortimento completo di misure.
Le guarnizioni radiali per alberi VR sono tenute a uno o due labbri senza molla radiale. Grazie alla sua costruzione speciale, la guarnizione VR è adatta per l’impiego in presenza di alte velocità periferiche oppure di alte pressioni, poiché la notevole riduzione delle forze di attrito ha effetti positivi sulla generazione di calore e sull’usura. Le guarnizioni radiali per alberi VR in FKM sono disponibili da stock nella forma BSB, mentre i tipi SAB, SAC sono disponibili da stock in HNBR.
Le guarnizioni radiali per alberi in PTFE trovano impiego ovunque vi siano condizioni di lubrificazione difficili, problemi di temperatura e fluidi, oppure velocità periferiche e pressioni elevate. Le guarnizioni radiali per alberi in PTFE sono disponibili da stock nella forma HTS II, mentre i tipi D e A possono essere forniti in tempi brevi.
Oltre agli assortimenti menzionati sono disponibili anche altre forme e/o altri materiali.
16-12-2005 Progettata per l’utilizzo nelle applicazioni per i settori dell’automazione, dell’imballaggio e dei processi in cui sono necessarie unità FRL compatte e di dimensioni ridotte, la nuova Moduflex 40 è disponibile con porte da 1/8″ e da 1/4″ e dispone di un’ampia gamma di funzioni che consentono a Oem e utenti finali di ridurre in maniera significativa tempi e costi di installazione dei sistemi pneumatici.
Analogamente alle unità FRL Moduflex esistenti, la nuova Moduflex 40 utilizza connettori Parker Cliplok brevettati, che permettono a ciascun modulo di essere posizionato a scorrimento, quindi fissato mediante robusti morsetti o cinghie integrate. I moduli filtro sono composti da una struttura formata da un pezzo unico a sgancio rapido che consente agli elementi di essere sostituiti istantaneamente.
I moduli filtro possono essere forniti con elementi standard da 5 micron, oppure con cartucce per rimuovere olio e vapori acquei, oppure elementi di carbone attivo per eliminare gli idrocarburi.
Tutti i moduli sono prodotti in alluminio e sono stati sviluppati per garantire la conformità del sistema Moduflex con le normative ISO4414 e EN983, che regolamentano i requisiti di sicurezza per l’installazione e l’uso di sistemi di alimentazione pneumatici e fluidi.
La gamma Moduflex include i filtri, i regolatori, i lubrificanti, le valvole di scarico e gli elementi opzionali, come gli scarichi manuali, semiautomatici e completamente automatici, il montaggio a parete o in diverse posizioni, i connettori di accesso laterali e posteriori e i kit di blocco a prova di manomissione. Le unità FRL Moduflex sono ora disponibili nelle versioni da 40 mm e 60 mm, con una versione da 80 mm che sarà disponibile a breve, con connessioni sul corpo da 1/8″ a 1″ con filettature BSPP, BSPT o NPT che consentono di rispondere a tutti i requisiti locali.
16-12-2005 Un’indagine svolta nel corso di EMO Hannover 2005, ha rivelato che la maggior parte degli espositori era favorevole a una riduzione della durata della manifestazione per escludere la domenica.
Nel giustificare la nuova data di inizio, il Commissario Generale di Emo Hannover Detlev Elsinghorst ha affermato che questo spostamento consente agli espositori di risparmiare due giorni pur conservando il sabato, giornata in cui si registra la maggiore presenza di visitatori con aziende di piccole dimensioni.
Lo spostamento permetterà anche di risparmiare sui costi di partecipazione con il risultato di rafforzare ulteriormente la posizione di manifestazione fieristica leader nel settore della lavorazione dei metalli.
16-12-2005 La serie C dei centri di lavoro, sviluppata nel tempo dalla società tedesca Hermle, comprende diversi modelli che non coprono solamente l’abituale settore della produzione di utensili e stampi, ma vengono anche impiegati frequentemente con successo nella produzione di serie, da piccole a medie.
Recentemente Hermle ha presentato un nuovo modello a elevata potenza con sistema di cambio pallet e magazzino pallet: il C 20 UP. Come ci conferma Ernesto Molinari, responsabile di Alwa-Hermle Italia, il nuovo centro va a occupare il segmento più piccolo della gamma e, oltre a servire il settore della stampistica e della meccanica di precisione, grazie alla sua potenzialità di espandere i tre pallet della versione base ai sette, è efficacemente impiegabile anche in ambienti con produzione non presidiata.
“La sua versatilità – prosegue Molinari – risulta evidente anche nella capacità di soddisfare le esigenze laddove si fanno lavorazioni di serie medio piccole e nella produzione del pezzo unico. Inoltre, un particolare punto di forza è costituito dalla soluzione brevettata della terza guida centrale, che elimina tutti i problemi fisici che si possono creare nei portali e che favorisce la ripetibilità di posizionamento”.
Il centro di lavoro a 5 assi C 20 UP è dotato di un sistema cambio pallet PW 160 con un magazzino pallet a 7 posti, di un impianto di adduzione interna refrigerante e di un ampliamento magazzino utensili di ulteriori 43 posti.
Le corse di lavoro, assi X – Y – Z, sono rispettivamente di 600 – 450 – 450 mm e i rapidi lineari X – Y – Z eseguono 45 m/min. La potenza del mandrino porta utensili (cono SK 40/HSK A 63/HSK E 40) è di 32 kW e i giri/min sono rispettivamente 10000, 16000 e 40000.
Con la sua precisione di posizionamento sotto 0,008 mm e una coppia fino a 200 Nm, è possibile trasformare il C 20 UP in un sistema di produzione di alta precisione e di elevata produttività adatto, come già detto, alla produzione di pezzi singoli con forme più disparate e alla lavorazione in piccole e medie serie.
L’articolo completo, a firma di Aldo Fiacco, sarà pubblicato su RMO – Rivista di Meccanica Oggi n° 94 – gennaio 2006.
16-12-2005 Questo vecchio marchio, che ha rappresentato per anni, prima della caduta del muro di Berlino, un simbolo delle capacità tecnologiche dell’Europa orientale, ritorna oggi sul mercato italiano dopo aver attuato una conversione tecnologica molto importante e tale da soddisfare anche le esigenze più sofisticate della clientela.
Il nuovo design del basamento in ghisa garantisce una rigidità assoluta ed è provvisto di guide temperate e rettificate, rivestite di Turcite B ad alto scorrimento.
Il controllo degli assi avviene tramite CNC (Fagor, Heidenhain o Siemens, a seconda della preferenza dell’utilizzatore) con ciclo di lavorazione automatico.
Un grande vantaggio della macchina è che il mandrino dispone di tre velocità con cambio idraulico automatico e con regolazione continua del numero di giri.
I movimenti degli assi Z e X avvengono tramite servomotori collegati direttamente alla vite a riciclo di sfere e misurati da encoder rotanti. Per i modelli superiori a 6000 mm la misurazione avviene tramite righe ottiche.
Tutti i modelli possono essere equipaggiati con il sistema di movimentazione assi manuale, in accordo al tipo di CNC installato.
16-12-2005 La soluzione è modulare, occupa il minimo ingombro, ed è adatta a tutte le operazioni di sgrossatura di ingranaggi e alberati. La dentatura, la smussatura e la sbavatura sono eseguibili sia a secco sia a umido, con la massima affidabilità e flessibilità.
La serie S 150-400 CDM è stata sviluppata da Samputensili per sfruttare i vantaggi offerti dall’integrazione di due soluzioni in una macchina. Il software gestisce ogni singola operazione in modo autonomo attuando, in caso di necessità, ogni processo indipendentemente dagli altri. I risultati ottenuti con la nuova gamma S 150-400 CDM sono frutto della collaborazione attiva tra gli uffici tecnici e i reparti di Ricerca & Sviluppo italiani e tedeschi di Samputensili.
La gamma S 150-400 CDM prevede quattro versioni (S 150 CDM, S 200 CDM, S 300 CDM, S 400 CDM) per adattarsi a pezzi con diametri massimi da 150 a 400 mm in dentatura e fino a un massimo di 250 mm in smussatura e sbavatura. La grande velocità di rotazione e le accelerazioni lineari garantiscono tempi di ciclo notevoli, rendendo la macchina adatta all’inserimento in linee di produzione esistenti e aggiornata per qualsiasi futura evoluzione nel settore degli utensili da taglio. La dentatrice utilizza un basamento in ghisa grigia e un impianto di refrigerazione integrato. Le zone di lavoro hanno superfici lisce e inclinate, gli utensili sono ricoperti da Alcrona, rivestimento a base di alluminio e cromo.
16-12-2005 Dixi Polytool non si limita alla produzione di micro-utensili, ma si occupa anche delle applicazioni più tipiche delle lavorazioni industriali moderne, quali la foratura e la fresatura dei materiali più resistenti, la fresatura ad alta velocità (HSC), filettatura, scanalatura, alesatura, incisione, tornitura, tranciatura e altre ancora.
Nello specifico, l’utensile descritto qui di seguito è una fresa circolare utilizzabile nelle operazioni di tranciatura e per eseguire scanalature.
Sebbene disponga di un’ampia gamma di frese standard, Dixi Polytool realizza frese “speciali a disegno” dai diametri e dalle forme più svariate.
Grazie al personale tecnico-commerciale e ai tecnici specializzati nelle applicazioni industriali, Dixi Polytool è costantemente impegnata per l’ottimizzazione delle soluzioni di lavorazione in funzione del tipo d’applicazione, del materiale da lavorare e dell’ambiente operativo specifico.
Il mercato delle frese circolari “speciali” rappresenta attualmente il 70% delle vendite complessive di questa specifica gamma di frese. Adattati in funzione delle singole esigenze, questi utensili si differenziano a seconda del profilo e per la presenza o meno del mozzo.
Dixi Polytool non si tira mai indietro di fronte alle sfide. Le frese circolari con diametro da100 mm appositamente concepite per le applicazioni di estrema precisione, ne sono la prova più evidente. L’applicazione nell’alluminio richiede, tra l’altro, un livello di produttività elevatissimo nonché la necessità di montare questi utensili in serie (fino a 13 frese!).
Una geometria specifica, abbinata a requisiti di fabbricazione (tolleranze, stati superficiali…) rigorosi, ha consentito di raddoppiare la durata utile degli utensili e di ridurre sensibilmente gli scarti di lavorazione, garantendo allo stesso tempo una perfetta riproducibilità dei risultati.
Dixi Polytool non si limita a sviluppare delle geometrie speciali. Il servizio R&S, in stretta collaborazione con i più importanti fornitori di metallo duro, si occupa anche della selezione delle materie prime migliori.
DiXI Polytool è rappresentata in Italia da Ridix S.p.A.
16-12-2005 La finitura in massa a forza centrifuga con macchine a disco rotante è in voga da un quarto di secolo ormai, con evidenti vantaggi su articoli minuti, di precisione e articoli a superficie piana. Gli inizi degli anni Ottanta vedono nascere questa tecnologìa, dapprima con macchine di taglia medio alta e via via sempre più diffuse anche con capacità per applicazioni su lotti inferiori ma di crescente precisione.
Rollwasch ha presentato una serie di macchine totalmente rinnovata, denominata RDF (Rollwasch Disc Finishing), molto completa per le capacità offerte (18, 30, 50, 70 e 150 lt) sia a umido sia a secco, con gradi di allestimento che spaziano dal semplice all’evoluto e automatizzato.
Caratteristica comune a queste macchine è l’elevata precisione costruttiva, con particolare attenzione all’interstizio tra il disco rotante e il cilindro statico, denominata anche “Diamond Microgap”.
L’elevata precisione di costruzione e di assemblaggio, l’accurata scelta dei materiali, prove distruttive condotte senza sosta in condizioni reali di utilizzo presso i nostri laboratori, continue migliorie costruttive e progettuali, hanno consentito di raggiungere un eccellente prodotto.
Le nuove macchine RDF oggi giunte a piena maturità tecnologica, hanno consentito di operare finiture in massa su articoli metallici con misure di ingombro attorno al millimetro, spessori di pochi decimi e processi in condizioni di alta densità a rotazioni elevatissime, con risultati ottimi in termini di tempi, finiture ed economia generale.
Il tutto entro una cornice di raffinata automazione e design essenziale, una silenziosità ed efficienza operativa appagante, e un livello di affidabilità paragonabile a uno dei migliori cronografi svizzeri.
Le aziende certificate che operano processi ad alto valore aggiunto su lotti indipendenti e non mischiabili tra loro, dove si richiedono tempi molto brevi e operatività a compartimento stagno (con distinti numeri di batch) sono alla costante ricerca di soluzioni come la Kombi-5, in grado di trattare 5 lotti diversi simultaneamente in tempi ridotti.
L’elettronica viene oggi in aiuto all’affidabilità dei macchinari Rollwasch di terza generazione, dove sensori in grado di diagnosticare determinate tipologie di stati di pre-allarme o di allarme possono aiutare non solo a preservare il buono stato operativo della macchina, ma anche aiutare ad evitare di danneggiare gli articoli in fase di trattamento.
La gamma RDF si compone oggi di nove modelli in ben 44 versioni, inoltre si possono configurare un notevole numero di combinazioni (Kombi) a multipli di una o due unità.
È inoltre possibile combinare in una piccola macchina combinata a due vasche, ad esempio, una per processi ad umido (WET) con una per processi di superfinitura a secco (DRY), come la versione RDF-18-W/D-K2.
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