A partire dal 2022, i target per la riduzione delle emissioni fissati da Atlas Copco nell’impostazione dei suoi obiettivi di sostenibilità saranno convalidati dalla Science Based Target initiative (SBTi). L’iniziativa è nata da CDP (il Global Compact delle Nazioni Unite), da WRI (World Resources Institute) e dal WWF (World Wide Fund for Nature) con l’intento di guidare le aziende nell’impostazione di obiettivi che abbiano una convalidata base scientifica.
Il passaggio a obiettivi basati sulla scienza è un’importante indicazione dell’attenzione alla sostenibilità dell’azienda, con target che coinvolgono l’intera catena del valore per una visione olistica dell’impatto delle aziende sull’ambiente. Tre sono infatti gli ambiti cui i calcoli devono fare riferimento in base all’impostazione definita dalla Science Based Target initiative:
- l’ambito uno si concentra sull’impatto climatico diretto di un’azienda: in quest’area rientrano le emissioni generate dai processi interni all’azienda e dall’utilizzo dei veicoli aziendali.
- l’ambito due si concentra sulle emissioni indirette, quelle generate dall’energia utilizzata per alimentare il processo produttivo.
- l’ambito tre si concentra sulle emissioni indirette, generate a monte e a valle delle attività produttive: in quest’area rientrano ad esempio le emissioni provenienti da viaggi di lavoro, dal materiale acquistato, e dai trasporti. In questo contesto rientrano anche le emissioni generate dai prodotti sviluppati dall’azienda quando sono utilizzati dai clienti finali.
Gli obiettivi così fissati da Atlas Copco prevedono quindi la riduzione entro il 2030 di almeno il 46% delle emissioni dovute alle attività interne e di almeno il 28% delle attività sulla catena del valore. Questi obiettivi, valutati con base di riferimento il 2019, sono applicati a partire dal 2022 e saranno rivisti ogni cinque anni per assicurarsi che siano ancora in linea con le ultime scienze del clima e con le condizioni ambientali.
L’azienda lavora già da molto tempo per offrire prodotti e soluzioni sempre più efficienti dal punto di vista energetico e per ridurre le emissioni dovute alle attività produttive. Negli ultimi anni la compagnia ha già ottenuto una riduzione del 28% delle emissioni di CO2 dovute alle attività quotidiane e al trasporto, in relazione al costo del venduto rispetto al 2018. Risultati che sono stati possibili grazie all’acquisto di energia prodotta da fonti rinnovabili, all’installazione di pannelli solari, all’attuazione di misure di risparmio energetico, al miglioramento dei processi logistici e all’uso di mezzi di trasporto meno inquinanti.
“l Gruppo Atlas Copco ha aumentato in modo significativo le ambizioni climatiche fissando importanti obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale per l’intera catena del valore – afferma Juan Manuel Tejera Martinez, general manager Atlas Copco Italia – Divisione compressori -. È importante comunque sottolineare il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni efficienti dal punto di vista energetico per consentire ai nostri clienti di ridurre le loro emissioni di gas serra. L’impatto ambientale causato della nostra azienda, infatti, deriva in massima parte dall’utilizzo dei nostri prodotti nei processi produttivi dei clienti”.