Edizione N° 26 del 30 maggio 2007
| Meccanica, Progettazione e Componentistica |
Iscriviti alla newsletter
|
Edizione N° 26 del 30 maggio 2007
|
05/05/2007 La nomina si inquadra in un disegno strategico di crescita della società nel settore elettronico e in questo disegno strategico si inquadrano le recenti acquisizioni di Mlta e di Osai.
Manager di provata esperienza internazionale che può vantare approfondite conoscenze dei mercati dei sistemi embedded e dell’automazione industriale, De Sario ha ricoperto per oltre 10 la carica di region director per il Sud Europa di Wind River Systems, multinazionale americana operante nel mercato dei sistemi operativi real time. In precedenza De Sario è stato responsabile della filiale italiana di Wind River Systems, da lui stessa aperta nel 1996, dopo aver ricoperto diversi ruoli e responsabilità per più di 25 anni in società operanti nel settore high-tech come Comau, Digital Equipment Corporation, lo stesso Gruppo Prima e Erxa.
Federico De Sario, 49 anni, ha conseguito una laurea “cum laudae” in Ingegneria Elettrotecnica presso il Politecnico di Torino.
05/05/2007 “La EMO di Hannover 2007, che si terrà dal 17 al 22 settembre, è il maggiore e più importante punto d’incontro internazionale per l’industria della lavorazione dei metalli“. Così ha esordito Helmut von Monschaw nel corso della conferenza stampa di presentazione della Emo svoltasi presso la sede di Ucimu – Sistemi per Produrre. Von Monscaw, che è stato affiancato da Pierluigi Streparava, commissario generale della EMO di Milano, e da Sepp Heckmann, presidente della Deutsche Messe, è il direttore del VDW, l’associazione che rappresenta i produttori tedeschi di macchine utensili ed è anche l’ente organizzatore della fiera EMO di Hannover.
Alla fine dello scorso mese di marzo, le aziende iscritte -provenienti da ben 39 paesi- ammontavano già a quota 1.875, per un totale di circa 158 mila mq di superficie netta occupata.
A guidare il plotone degli espositori, tedeschi a parte, vi è la pattuglia delle imprese italiane, che con un totale di 264 aziende su circa 20 mila mq, rappresenta il nucleo più numeroso in assoluto, secondo solamente ai padroni di casa tedeschi (821 espositori).
A giudicare dai numeri, si direbbe dunque che la EMO per le nostre aziende rappresenti quasi una costola della BIMU, un evento talmente imprescindibile da rappresentare qualcosa di irrinunciabile per quanto riguarda gli anni dispari. La presenza italiana, che come abbiamo detto è seconda assoluta nella graduatoria degli espositori, è addirittura doppia di quella taiwanese e svizzera, che si contendono il terzo e quarto posto con 148 e 141 aziende, nettamente superiore a quella giapponese (76 aziende), cinese (73), spagnola (71), statunitense (57), francese (35) e britannica (34).
In termini merceologici, l’offerta dei costruttori italiani copre pressoché l’intero spettro settoriale, dai torni ai centri di lavoro, dai sistemi flessibili alle rettificatrici, dagli utensili ai dispositivi per la misura e la qualità, compreso anche il comparto della deformazione, di cui l’Italia ha conquistato nel 2006 la leadership assoluta mondiale.
A dare maggiore visibilità alle aziende italiane, vi saranno alcune iniziative promozionali messe a punto da Ucimu – Sistemi per Produrre e ICE, l’Istituto nazionale per il commercio con l’estero. Tra queste un catalogo su supporto CD-Rom che, navigabile in inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese, russo e turco, oltre che ovviamente in italiano, presenterà in maniera strutturata tutta l’offerta merceologica della produzione “made by Italians”.
08/05/2007 Bernard Charlès, President and CEO di Dassault Systèmes, ha dichiarato: «Dassault Systèmes ha registrato prestazioni più che buone dall’inizio di quest’ anno: l’implementazione di un’organizzazione distributiva rivolta al canale mid-market PLM e l’evoluzione della partnership con Ibm hanno dato buoni risultati. In effetti noi abbiamo ottenuto nel primo trimestre una crescita del 21% del fatturato non-GAAP a valuta fissa e una crescita del 15% dell’utile non -GAAP per azione diluita.».
Nel primo trimestre 2007 il fatturato totale GAAP è aumentato del 15% e ammonta a 290,9 milioni di euro (21% a valuta fissa), con una crescita del 15% del fatturato software e una crescita del 16% del fatturato nel settore dei servizi e altri.
Il fatturato non-GAAP è aumentato del 15% per ammontare a 294,7 milioni di euro (21% a valuta fissa), grazie a una crescita del 15% del fatturato software non-GAAP (21% a valuta fissa) e del 16% del fatturato nel settore dei servizi e altri non-GAAP (22% a valuta fissa).
Tutte le regioni geografiche hanno contribuito alla crescita del fatturato GAAP: l’Europa ha registrato una crescita del 10%, l’America del 27% (38% a valuta fissa) e l’Asia dell’11% (22% a valuta fissa).
Per quanto riguarda i segmenti di mercato, sia il PLM (soluzioni per la gestione del ciclo di vita dei prodotti) sia il Mainstream 3D hanno registrato una forte crescita. Il fatturato PLM non-GAAP è aumentato del 16% (23% a valuta fissa). Il fatturato non-GAAP del Mainstream 3D è cresciuta del 10% (16% a valuta fissa), con una crescita delle licenze vendute pari al 15% per un totale di 11.813, grazie a buoni risultati di SolidWorks.
Enovia è stata un fattore di crescita importante per il PLM, con una crescita del fatturato non-GAAP del 139% a valuta fissa; escludendo MatrixOne, la crescita del fatturato non- GAAP di Enovia è stata pari al 29% a valuta fissa.
I risultati di Dassault Systèmes nel PLM nel primo trimestre 2007 sono stati favoriti da una buona prestazione di CATIA, da un buon esordio annuale di Simulia nel campo della simulazione e di un contesto molto favorevole nell’industria aeronautica a Delmia per la produzione digitale.
Catia e SolidWorks hanno entrambe contribuito alla crescita del 9% del numero di licenze venduto, che nel primo trimestre 2007 ammontano in totale a 19.625.
22/05/2007 Secondo informazioni Istat, nel mese di marzo 2007, l’indice del fatturato dell’industria, è risultato pari a 135,7 segnando un incremento del 3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il fatturato è aumentato dello 0,2% sul mercato interno e del 10,2% su quello estero.
Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati pari, rispettivamente, a 122,3 e 118,9 presentando, nel confronto con il mese precedente, una variazione positiva del 3,3%, il primo, e del 4,6%, il secondo.
Nel confronto dei primi tre mesi del 2007 con lo stesso periodo dell’anno precedente, il fatturato dell’industria ha registrato un incremento del 5,9%, quale sintesi di una crescita del 3,7% sul mercato interno e dell’11,6% su quello estero. Nello stesso periodo si è registrato un aumento tendenziale degli ordinativi del 5,4%, derivante da una variazione positiva del 3% per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 10,6% per quelli provenienti dall’estero.
Nel mese di marzo 2007 l’indice del fatturato è cresciuto, rispetto allo stesso mese del 2006, del 9,3% per i beni strumentali e del 5,2% per i beni intermedi; si sono invece registrate diminuzioni del 13,0% per l’energia e dello 0,4% per i beni di consumo (più 1,1% per quelli durevoli e meno 0,8% per quelli non durevoli).
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano, rispetto a febbraio, variazioni positive del 12,9% per l’energia, del 6,6% per i beni strumentali e del 2,2% per i beni intermedi; il valore dell’indice destagionalizzato dei beni di consumo è risultato invariato (più 3,2% per quelli durevoli e meno 0,7% per quelli non durevoli).
In marzo, nel confronto con lo stesso mese del 2006, l’indice del fatturato ha segnato gli aumenti più marcati nei settori della produzione di metallo e prodotti in metallo (più 17,3%), della produzione di mezzi di trasporto (più 14,9%) e dell’industria del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (più 8,2%); le diminuzioni più significative hanno riguardato i settori dell’estrazione di minerali (meno 17,7%), dell’industria della carta, stampa ed editoria (meno 12,7%) e delle raffinerie di petrolio (meno 10,6%).
Nel medesimo periodo, l’indice degli ordinativi ha registrato gli incrementi più consistenti nelle industrie tessili e dell’abbigliamento (più 31,4%), nella produzione di mezzi di trasporto (più 22,7%) e nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (più 13,8%); la variazione negativa di maggior rilievo si è registrata nelle industrie delle pelli e delle calzature (meno 3,9%).
23/05/2007 Nel corso della annuale assemblea Federmacchine, che si è svolta a Milano venerdì 11 maggio, Alberto Sacchi è stato riconfermato presidente della federazione dei costruttori italiani di beni strumentali cui fanno capo le dieci associazioni di categoria: Acimac, Acimall, Acimga, Acimit, Assocomaplast, Assomac, Gimav, Confindustria Marmomacchine – Assomarmomacchine, Ucima, Ucimu-Sistemi per Produrre.
25/05/2007 L’indagine della Federazione Anima relativa al primo trimestre 2007 conferma il trend positivo del settore, nonostante la leggera flessione: fatturato in crescita secondo il 58,1% delle imprese rispetto al medesimo trimestre del 2006, e secondo il 44,4% confronto al trimestre precedente. Stabile il carnet di ordini, assicurati con un valore pari a 3,5 mesi.
Secondo il 44,4% delle imprese, infatti, il fatturato del primo trimestre dell’anno è aumentato rispetto al trimestre precedente, mentre per il 58,1% è cresciuto confronto al medesimo trimestre del 2006. Il 19,9% ritiene invece che il fatturato sia diminuito rispetto al trimestre precedente; percentuale che tuttavia scende al 6,5% per le previsioni per il secondo trimestre 2007.
Dati, questi, che confermano il trend positivo del settore nonostante la leggera flessione registrata rispetto ai mesi passati.
Positiva la situazione degli ordini, il cui carnet ha mantenuto costante il valore di 3,5 mesi di attività. Gli ordini sono in aumento rispetto al primo trimestre 2006 secondo il 37% delle aziende (era il 29,3% nell’ultimo trimestre 2006). L’occupazione è giudicata “in crescita” dal 17,8 % delle aziende (era il 16,9% nel trimestre precedente) e “stabile” dal 73,7%.
L’indagine indica inoltre un apprezzabile miglioramento per il secondo trimestre dell’anno: il 45,7% delle imprese sostiene infatti che nel periodo aprile-giugno il fatturato aumenterà rispetto ai primi mesi del 2007 (erano il 34,2% nell’ultimo trimestre 2006).
Se confrontato con quello dello stesso periodo dell’anno precedente, il fatturato è previsto “in crescita” dal 50,9% delle imprese (poco lontano dal 53,9% del 2006) e “stabile” dal 40,3% (anche in questo caso analogo al dato 2006, del 42,4%). Un andamento di “tenuta” è percepito dalle imprese anche per quanto riguarda occupazione e investimenti.
26/05/2007 “L’obiettivo di questa nuova struttura – come afferma Giuseppe Polli, responsabile del Service Point – è offrire direttamente al cliente tutto quanto possa garantire tempestivamente qualità, fornitura, assistenza, revisione e consulenza sui prodotti, sui sistemi e sull’engineering dei componenti Rexroth per l’automazione e la trasmissione di potenza”.
La sede di Terni sarà la prima di una serie di strutture attraverso le quali Bosch Rexroth vuole rispondere alle esigenze di service dei grandi stabilimenti di produzione e dei principali End User, in un mercato che richiede sempre più un servizio qualificato e completo.
La Divisione Service Automation di Rexroth è stata sviluppata allo scopo di garantire un supporto ottimale in ogni fase del ciclo di vita dell’impianto, al fine di evitare periodi di inattività dovuti a fermo macchina.
Questo servizio di consulenza qualificato riunisce in un’unica organizzazione tutte le prestazioni di assistenza per l’intera gamma di prodotti dell’automazione industriale, dall’help desk al servizio parti di ricambio, al servizio sul campo e di riparazione, fino al retrofit/modernizzazione e alla formazione.
31/05/2007 È positivo il bilancio 2006 dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali che, dopo le difficoltà incontrate a causa della negativa congiuntura internazionale, sembra aver ripreso slancio. Questo è quanto emerge dai dati presentati da Alberto Sacchi, presidente di Federmacchine, la federazione delle associazioni dei produttori di beni strumentali destinati allo svolgimento di processi manifatturieri dell’industria e dell’artigianato.
Tali indicazioni sono emerse durante l’annuale assemblea Federmacchine cui hanno preso parte Luigi Abete, presidente BNL e Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, e Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison.
Secondo i consuntivi elaborati dal Gruppo Statistiche Federmacchine, nel 2006, la produzione dell’industria italiana del bene strumentale è cresciuta a 23,4 miliardi di euro, registrando un incremento pari al 9,3% rispetto all’anno precedente.
Tale risultato è stato determinato sia dal buon andamento delle esportazioni sia dalla positiva performance delle consegne sul mercato interno.
Dopo tre anni consecutivi di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono tornate a crescere. Trainate dalla ripresa dei consumi (+10,2%), esse hanno sfiorato quota 7 miliardi di euro in virtù di un incremento del 10,6% rispetto all’anno precedente.
Le esportazioni, cresciute dell’8,7%, hanno raggiunto il valore record di 16,4 miliardi di euro.
Principali mercati di sbocco dell’industria italiana del bene strumentale sono risultati, nel 2006, Germania, Cina e Honk Kong, Stati Uniti, Spagna, Francia, Turchia, Russia, Regno Unito, Polonia e India.
Le vendite dell’industria italiana di settore nei paesi dell’Unione Europea sono cresciute dell’8,5% a 6,9 miliardi di euro. Positivi i riscontri provenienti dal mercato tedesco dove le consegne di macchinari italiani sono cresciute, dell’11,6%, a 1,4 miliardi di euro. Stabili le vendite in Spagna e Francia. Di segno negativo l’andamento delle vendite destinate alla Gran Bretagna (-1,7%). Particolarmente positivo il riscontro delle vendite in Polonia, cresciute del 46,8% rispetto all’anno precedente, a 514 milioni di euro.
Con riferimento ai paesi extra-UE, dove le consegne di mezzi di produzione italiani sono cresciute dell’11,5% per un valore superiore ai 2,3 miliardi di euro, si segnalano le buone performance raccolte dai costruttori italiani in Turchia (719 milioni, -0,7%), Russia (653 milioni, +27,1%) e Svizzera (362 milioni, +7,3%).
L’Asia (escluso il Medio Oriente), è risultata la seconda area di destinazione dei macchinari italiani, con 2,7 miliardi di euro (+12,1%). Le vendite in Cina hanno registrato un forte incremento (1,3 miliardi +19,4%). In crescita anche l’export destinato a India (472 milioni, +41,5%), e Corea del Sud (147 milioni, +19,4%).
Il Nord America ha incrementato gli acquisti di mezzi di produzione italiani del 2,1%, per un valore di 1,9 miliardi. In crescita le vendite in Canada (213 milioni, +10,9%). Poco dinamico l’export diretto negli Stati Uniti (+3,8%); di segno negativo quello destinato al Messico (358 milioni, -8,2%).
L’America Meridionale ha importato macchinari per 801 milioni di euro, il 14,8% in più del 2005. Positivi i riscontri da Brasile (322 milioni, +4,4%) e Argentina (111 milioni, +8%).
L’Africa ha acquistato mezzi di produzione italiani per 808 milioni di euro, con un incremento del 9,4% sul 2005.
In Medio Oriente le vendite sono aumentate solo dello 0,7%, arrivando a quota 794 milioni.
Il successo dell’industria italiana dei mezzi di produzione dipende dalla fortissima propensione all’export che da sempre caratterizza i costruttori di macchine. Infatti, nonostante il tasso di cambio sfavorevole, nel 2006, il 70,2% della produzione nazionale di settore è stato assorbito dalla domanda proveniente dai mercati stranieri, a testimonianza dell’apprezzamento del made in Italy settoriale da parte degli utilizzatori di tutto il mondo.
Il saldo commerciale complessivo dei settori che fanno capo alla Federmacchnie, nel 2006, è stato positivo per 12,5 miliardi di euro (un miliardo in più rispetto al 2005).
Per comprendere il peso del settore per l’intero sistema economico del paese occorre rilevare che il saldo complessivo delle merci del paese, nel 2006, è stato passivo per 21,4 miliardi di euro. I due soli comparti con saldi attivi sono risultati quello arredamento/abbigliamento (+29,2 miliardi di euro) e quello delle macchine e apparecchi meccanici (+42,8 miliardi), al cui interno trovano collocazione i macchinari di Federmacchine (con un peso del 29%).
|
05/05/2007 La nomina si inquadra in un disegno strategico di crescita della società nel settore elettronico e in questo disegno strategico si inquadrano le recenti acquisizioni di Mlta e di Osai.
Manager di provata esperienza internazionale che può vantare approfondite conoscenze dei mercati dei sistemi embedded e dell’automazione industriale, De Sario ha ricoperto per oltre 10 la carica di region director per il Sud Europa di Wind River Systems, multinazionale americana operante nel mercato dei sistemi operativi real time. In precedenza De Sario è stato responsabile della filiale italiana di Wind River Systems, da lui stessa aperta nel 1996, dopo aver ricoperto diversi ruoli e responsabilità per più di 25 anni in società operanti nel settore high-tech come Comau, Digital Equipment Corporation, lo stesso Gruppo Prima e Erxa.
Federico De Sario, 49 anni, ha conseguito una laurea “cum laudae” in Ingegneria Elettrotecnica presso il Politecnico di Torino.
05/05/2007 “La EMO di Hannover 2007, che si terrà dal 17 al 22 settembre, è il maggiore e più importante punto d’incontro internazionale per l’industria della lavorazione dei metalli“. Così ha esordito Helmut von Monschaw nel corso della conferenza stampa di presentazione della Emo svoltasi presso la sede di Ucimu – Sistemi per Produrre. Von Monscaw, che è stato affiancato da Pierluigi Streparava, commissario generale della EMO di Milano, e da Sepp Heckmann, presidente della Deutsche Messe, è il direttore del VDW, l’associazione che rappresenta i produttori tedeschi di macchine utensili ed è anche l’ente organizzatore della fiera EMO di Hannover.
Alla fine dello scorso mese di marzo, le aziende iscritte -provenienti da ben 39 paesi- ammontavano già a quota 1.875, per un totale di circa 158 mila mq di superficie netta occupata.
A guidare il plotone degli espositori, tedeschi a parte, vi è la pattuglia delle imprese italiane, che con un totale di 264 aziende su circa 20 mila mq, rappresenta il nucleo più numeroso in assoluto, secondo solamente ai padroni di casa tedeschi (821 espositori).
A giudicare dai numeri, si direbbe dunque che la EMO per le nostre aziende rappresenti quasi una costola della BIMU, un evento talmente imprescindibile da rappresentare qualcosa di irrinunciabile per quanto riguarda gli anni dispari. La presenza italiana, che come abbiamo detto è seconda assoluta nella graduatoria degli espositori, è addirittura doppia di quella taiwanese e svizzera, che si contendono il terzo e quarto posto con 148 e 141 aziende, nettamente superiore a quella giapponese (76 aziende), cinese (73), spagnola (71), statunitense (57), francese (35) e britannica (34).
In termini merceologici, l’offerta dei costruttori italiani copre pressoché l’intero spettro settoriale, dai torni ai centri di lavoro, dai sistemi flessibili alle rettificatrici, dagli utensili ai dispositivi per la misura e la qualità, compreso anche il comparto della deformazione, di cui l’Italia ha conquistato nel 2006 la leadership assoluta mondiale.
A dare maggiore visibilità alle aziende italiane, vi saranno alcune iniziative promozionali messe a punto da Ucimu – Sistemi per Produrre e ICE, l’Istituto nazionale per il commercio con l’estero. Tra queste un catalogo su supporto CD-Rom che, navigabile in inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese, russo e turco, oltre che ovviamente in italiano, presenterà in maniera strutturata tutta l’offerta merceologica della produzione “made by Italians”.
08/05/2007 Bernard Charlès, President and CEO di Dassault Systèmes, ha dichiarato: «Dassault Systèmes ha registrato prestazioni più che buone dall’inizio di quest’ anno: l’implementazione di un’organizzazione distributiva rivolta al canale mid-market PLM e l’evoluzione della partnership con Ibm hanno dato buoni risultati. In effetti noi abbiamo ottenuto nel primo trimestre una crescita del 21% del fatturato non-GAAP a valuta fissa e una crescita del 15% dell’utile non -GAAP per azione diluita.».
Nel primo trimestre 2007 il fatturato totale GAAP è aumentato del 15% e ammonta a 290,9 milioni di euro (21% a valuta fissa), con una crescita del 15% del fatturato software e una crescita del 16% del fatturato nel settore dei servizi e altri.
Il fatturato non-GAAP è aumentato del 15% per ammontare a 294,7 milioni di euro (21% a valuta fissa), grazie a una crescita del 15% del fatturato software non-GAAP (21% a valuta fissa) e del 16% del fatturato nel settore dei servizi e altri non-GAAP (22% a valuta fissa).
Tutte le regioni geografiche hanno contribuito alla crescita del fatturato GAAP: l’Europa ha registrato una crescita del 10%, l’America del 27% (38% a valuta fissa) e l’Asia dell’11% (22% a valuta fissa).
Per quanto riguarda i segmenti di mercato, sia il PLM (soluzioni per la gestione del ciclo di vita dei prodotti) sia il Mainstream 3D hanno registrato una forte crescita. Il fatturato PLM non-GAAP è aumentato del 16% (23% a valuta fissa). Il fatturato non-GAAP del Mainstream 3D è cresciuta del 10% (16% a valuta fissa), con una crescita delle licenze vendute pari al 15% per un totale di 11.813, grazie a buoni risultati di SolidWorks.
Enovia è stata un fattore di crescita importante per il PLM, con una crescita del fatturato non-GAAP del 139% a valuta fissa; escludendo MatrixOne, la crescita del fatturato non- GAAP di Enovia è stata pari al 29% a valuta fissa.
I risultati di Dassault Systèmes nel PLM nel primo trimestre 2007 sono stati favoriti da una buona prestazione di CATIA, da un buon esordio annuale di Simulia nel campo della simulazione e di un contesto molto favorevole nell’industria aeronautica a Delmia per la produzione digitale.
Catia e SolidWorks hanno entrambe contribuito alla crescita del 9% del numero di licenze venduto, che nel primo trimestre 2007 ammontano in totale a 19.625.
22/05/2007 Secondo informazioni Istat, nel mese di marzo 2007, l’indice del fatturato dell’industria, è risultato pari a 135,7 segnando un incremento del 3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il fatturato è aumentato dello 0,2% sul mercato interno e del 10,2% su quello estero.
Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati pari, rispettivamente, a 122,3 e 118,9 presentando, nel confronto con il mese precedente, una variazione positiva del 3,3%, il primo, e del 4,6%, il secondo.
Nel confronto dei primi tre mesi del 2007 con lo stesso periodo dell’anno precedente, il fatturato dell’industria ha registrato un incremento del 5,9%, quale sintesi di una crescita del 3,7% sul mercato interno e dell’11,6% su quello estero. Nello stesso periodo si è registrato un aumento tendenziale degli ordinativi del 5,4%, derivante da una variazione positiva del 3% per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 10,6% per quelli provenienti dall’estero.
Nel mese di marzo 2007 l’indice del fatturato è cresciuto, rispetto allo stesso mese del 2006, del 9,3% per i beni strumentali e del 5,2% per i beni intermedi; si sono invece registrate diminuzioni del 13,0% per l’energia e dello 0,4% per i beni di consumo (più 1,1% per quelli durevoli e meno 0,8% per quelli non durevoli).
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano, rispetto a febbraio, variazioni positive del 12,9% per l’energia, del 6,6% per i beni strumentali e del 2,2% per i beni intermedi; il valore dell’indice destagionalizzato dei beni di consumo è risultato invariato (più 3,2% per quelli durevoli e meno 0,7% per quelli non durevoli).
In marzo, nel confronto con lo stesso mese del 2006, l’indice del fatturato ha segnato gli aumenti più marcati nei settori della produzione di metallo e prodotti in metallo (più 17,3%), della produzione di mezzi di trasporto (più 14,9%) e dell’industria del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (più 8,2%); le diminuzioni più significative hanno riguardato i settori dell’estrazione di minerali (meno 17,7%), dell’industria della carta, stampa ed editoria (meno 12,7%) e delle raffinerie di petrolio (meno 10,6%).
Nel medesimo periodo, l’indice degli ordinativi ha registrato gli incrementi più consistenti nelle industrie tessili e dell’abbigliamento (più 31,4%), nella produzione di mezzi di trasporto (più 22,7%) e nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (più 13,8%); la variazione negativa di maggior rilievo si è registrata nelle industrie delle pelli e delle calzature (meno 3,9%).
23/05/2007 Nel corso della annuale assemblea Federmacchine, che si è svolta a Milano venerdì 11 maggio, Alberto Sacchi è stato riconfermato presidente della federazione dei costruttori italiani di beni strumentali cui fanno capo le dieci associazioni di categoria: Acimac, Acimall, Acimga, Acimit, Assocomaplast, Assomac, Gimav, Confindustria Marmomacchine – Assomarmomacchine, Ucima, Ucimu-Sistemi per Produrre.
25/05/2007 L’indagine della Federazione Anima relativa al primo trimestre 2007 conferma il trend positivo del settore, nonostante la leggera flessione: fatturato in crescita secondo il 58,1% delle imprese rispetto al medesimo trimestre del 2006, e secondo il 44,4% confronto al trimestre precedente. Stabile il carnet di ordini, assicurati con un valore pari a 3,5 mesi.
Secondo il 44,4% delle imprese, infatti, il fatturato del primo trimestre dell’anno è aumentato rispetto al trimestre precedente, mentre per il 58,1% è cresciuto confronto al medesimo trimestre del 2006. Il 19,9% ritiene invece che il fatturato sia diminuito rispetto al trimestre precedente; percentuale che tuttavia scende al 6,5% per le previsioni per il secondo trimestre 2007.
Dati, questi, che confermano il trend positivo del settore nonostante la leggera flessione registrata rispetto ai mesi passati.
Positiva la situazione degli ordini, il cui carnet ha mantenuto costante il valore di 3,5 mesi di attività. Gli ordini sono in aumento rispetto al primo trimestre 2006 secondo il 37% delle aziende (era il 29,3% nell’ultimo trimestre 2006). L’occupazione è giudicata “in crescita” dal 17,8 % delle aziende (era il 16,9% nel trimestre precedente) e “stabile” dal 73,7%.
L’indagine indica inoltre un apprezzabile miglioramento per il secondo trimestre dell’anno: il 45,7% delle imprese sostiene infatti che nel periodo aprile-giugno il fatturato aumenterà rispetto ai primi mesi del 2007 (erano il 34,2% nell’ultimo trimestre 2006).
Se confrontato con quello dello stesso periodo dell’anno precedente, il fatturato è previsto “in crescita” dal 50,9% delle imprese (poco lontano dal 53,9% del 2006) e “stabile” dal 40,3% (anche in questo caso analogo al dato 2006, del 42,4%). Un andamento di “tenuta” è percepito dalle imprese anche per quanto riguarda occupazione e investimenti.
26/05/2007 “L’obiettivo di questa nuova struttura – come afferma Giuseppe Polli, responsabile del Service Point – è offrire direttamente al cliente tutto quanto possa garantire tempestivamente qualità, fornitura, assistenza, revisione e consulenza sui prodotti, sui sistemi e sull’engineering dei componenti Rexroth per l’automazione e la trasmissione di potenza”.
La sede di Terni sarà la prima di una serie di strutture attraverso le quali Bosch Rexroth vuole rispondere alle esigenze di service dei grandi stabilimenti di produzione e dei principali End User, in un mercato che richiede sempre più un servizio qualificato e completo.
La Divisione Service Automation di Rexroth è stata sviluppata allo scopo di garantire un supporto ottimale in ogni fase del ciclo di vita dell’impianto, al fine di evitare periodi di inattività dovuti a fermo macchina.
Questo servizio di consulenza qualificato riunisce in un’unica organizzazione tutte le prestazioni di assistenza per l’intera gamma di prodotti dell’automazione industriale, dall’help desk al servizio parti di ricambio, al servizio sul campo e di riparazione, fino al retrofit/modernizzazione e alla formazione.
31/05/2007 È positivo il bilancio 2006 dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali che, dopo le difficoltà incontrate a causa della negativa congiuntura internazionale, sembra aver ripreso slancio. Questo è quanto emerge dai dati presentati da Alberto Sacchi, presidente di Federmacchine, la federazione delle associazioni dei produttori di beni strumentali destinati allo svolgimento di processi manifatturieri dell’industria e dell’artigianato.
Tali indicazioni sono emerse durante l’annuale assemblea Federmacchine cui hanno preso parte Luigi Abete, presidente BNL e Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, e Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison.
Secondo i consuntivi elaborati dal Gruppo Statistiche Federmacchine, nel 2006, la produzione dell’industria italiana del bene strumentale è cresciuta a 23,4 miliardi di euro, registrando un incremento pari al 9,3% rispetto all’anno precedente.
Tale risultato è stato determinato sia dal buon andamento delle esportazioni sia dalla positiva performance delle consegne sul mercato interno.
Dopo tre anni consecutivi di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono tornate a crescere. Trainate dalla ripresa dei consumi (+10,2%), esse hanno sfiorato quota 7 miliardi di euro in virtù di un incremento del 10,6% rispetto all’anno precedente.
Le esportazioni, cresciute dell’8,7%, hanno raggiunto il valore record di 16,4 miliardi di euro.
Principali mercati di sbocco dell’industria italiana del bene strumentale sono risultati, nel 2006, Germania, Cina e Honk Kong, Stati Uniti, Spagna, Francia, Turchia, Russia, Regno Unito, Polonia e India.
Le vendite dell’industria italiana di settore nei paesi dell’Unione Europea sono cresciute dell’8,5% a 6,9 miliardi di euro. Positivi i riscontri provenienti dal mercato tedesco dove le consegne di macchinari italiani sono cresciute, dell’11,6%, a 1,4 miliardi di euro. Stabili le vendite in Spagna e Francia. Di segno negativo l’andamento delle vendite destinate alla Gran Bretagna (-1,7%). Particolarmente positivo il riscontro delle vendite in Polonia, cresciute del 46,8% rispetto all’anno precedente, a 514 milioni di euro.
Con riferimento ai paesi extra-UE, dove le consegne di mezzi di produzione italiani sono cresciute dell’11,5% per un valore superiore ai 2,3 miliardi di euro, si segnalano le buone performance raccolte dai costruttori italiani in Turchia (719 milioni, -0,7%), Russia (653 milioni, +27,1%) e Svizzera (362 milioni, +7,3%).
L’Asia (escluso il Medio Oriente), è risultata la seconda area di destinazione dei macchinari italiani, con 2,7 miliardi di euro (+12,1%). Le vendite in Cina hanno registrato un forte incremento (1,3 miliardi +19,4%). In crescita anche l’export destinato a India (472 milioni, +41,5%), e Corea del Sud (147 milioni, +19,4%).
Il Nord America ha incrementato gli acquisti di mezzi di produzione italiani del 2,1%, per un valore di 1,9 miliardi. In crescita le vendite in Canada (213 milioni, +10,9%). Poco dinamico l’export diretto negli Stati Uniti (+3,8%); di segno negativo quello destinato al Messico (358 milioni, -8,2%).
L’America Meridionale ha importato macchinari per 801 milioni di euro, il 14,8% in più del 2005. Positivi i riscontri da Brasile (322 milioni, +4,4%) e Argentina (111 milioni, +8%).
L’Africa ha acquistato mezzi di produzione italiani per 808 milioni di euro, con un incremento del 9,4% sul 2005.
In Medio Oriente le vendite sono aumentate solo dello 0,7%, arrivando a quota 794 milioni.
Il successo dell’industria italiana dei mezzi di produzione dipende dalla fortissima propensione all’export che da sempre caratterizza i costruttori di macchine. Infatti, nonostante il tasso di cambio sfavorevole, nel 2006, il 70,2% della produzione nazionale di settore è stato assorbito dalla domanda proveniente dai mercati stranieri, a testimonianza dell’apprezzamento del made in Italy settoriale da parte degli utilizzatori di tutto il mondo.
Il saldo commerciale complessivo dei settori che fanno capo alla Federmacchnie, nel 2006, è stato positivo per 12,5 miliardi di euro (un miliardo in più rispetto al 2005).
Per comprendere il peso del settore per l’intero sistema economico del paese occorre rilevare che il saldo complessivo delle merci del paese, nel 2006, è stato passivo per 21,4 miliardi di euro. I due soli comparti con saldi attivi sono risultati quello arredamento/abbigliamento (+29,2 miliardi di euro) e quello delle macchine e apparecchi meccanici (+42,8 miliardi), al cui interno trovano collocazione i macchinari di Federmacchine (con un peso del 29%).
|
31/05/2007 La società di Rodengo Saiano (Brescia), diventata nel tempo uno dei primi poli produttivi per quanto riguarda l’estrusione dell’alluminio, ha raggiunto un accordo con Bombardier Transportation, importante impresa nord americana per la costruzione di trasporti su rotaia.
Il contratto è stato firmato presso lo stabilimento Bombardier di Derby (Gran Bretagna) alla presenza del top management delle due aziende.
L’accordo, di durata pluriennale e superiore ai 15 milioni di euro, prevede che Metra fornisca profilati strutturali in alluminio di grandi dimensioni, estrusi sulla maxipressa da 6.050 tonnellate e la successiva lavorazione meccanica eseguita su centri di lavoro appositamente progettati e attrezzati.
Questi componenti strutturali in alluminio serviranno per la costruzione dei pianali di 1.402 carrozze serie SSL, parte integrante del rinnovamento della metropolitana previsto in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012.
La saldatura e il montaggio delle carrozze saranno eseguiti negli stabilimenti inglesi della Bombardier Transportation.
Questa commessa è la più importante firmata da Metra con Bombardier Transportation, che ha dichiarato un fatturato complessivo per il 2006 di 27,5 miliardi di dollari con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente.
|
28/05/2007 Un cuscinetto volvente soggetto a contaminazione deve essere sostituito e ciò può avvenire in tempi più o meno brevi secondo l’ambiente in cui si trova a lavorare.
Quando si sceglie un cuscinetto volvente bisognerebbe tenere in considerazione il fatto che si tratta di componenti meccanici di precisione con tolleranze interne molto ridotte, fattore che li rende particolarmente sensibili alla contaminazione.
Nell’individuare quanto pesa in termini di costi sul bilancio aziendale bisogna tenere in considerazione anche la manutenzione non programmata e i tempi morti cui deve sottostare il macchinario, oltre alle ripercussioni sulle tempistiche e sui programmi di produzione.
Tra gli elementi che determinano contaminazione nei cuscinetti c’è sicuramente l’acqua; durante i lavaggi ad alta pressione l’umidità può insinuarsi all’interno del cuscinetto volvente. Le ispezioni interne rivelano spesso macchie di corrosione sulle piste di rotolamento in corrispondenza del passo delle sfere generando un funzionamento rumoroso e non fluido che si traduce in un danneggiamento prematuro.
Anche la polvere può determinare una forte usura interna della gabbia e delle piste di rotolamento, con conseguente risultato di avere gli alberi non più posizionati rigidamente. Gli effetti negativi sulla durata riguardano gli altri componenti della catena cinematica come carrucole, catene, pignoni ecc con necessità di sostituzione prematura.
La chiave per determinare l’incidenza della contaminazione sulla durata dei cuscinetti volventi è l’analisi delle modalità di guasto dei cuscinetti stessi, attraverso indagini accurate sul singolo pezzo, tenendo in considerazione la “storia” delle sostituzioni e le condizioni applicative.
Una volta che il problema della contaminazione è stato identificato è generalmente facile risolverlo, ricorrendo a cuscinetti dotati di schermi o tenute che possono essere scelti in base alle specifiche condizioni operative.
28/05/2007 I produttori di viti a ricircolo di sfere del Gruppo Danaher Motion, oggi riuniti sotto il marchio Thomson, hanno completamente riprogettato il sistema di ricircolo sfere della madrevite. Il risultato è un prodotto di ultima generazione che associa a un basso grado di rumorosità un ripple di coppia ulteriormente ridotto e un livello di usura contenuto.
Questi innovativi sistemi sono usati innanzitutto nelle viti a ricircolo di sfere con vite rullata e passo da 5 a 10 millimetri, ma a breve saranno adottati anche su tutti i modelli offerti da Danaher Motion.
La caratteristica portante delle viti a ricircolo di sfere a marchio Thomson è la loro singolare struttura: si compongono, infatti, da una vite filettata e da una madrevite cilindrica o flangiata. Oltre a questo aspetto più tecnico, i prodotti del Gruppo si differenziano per la loro affidabilità, la massima silenziosità e un’estrema precisione di posizionamento. Valori accresciuti dal nuovo sistema di ricircolo che si basa sul ritorno delle sfere nella madrevite.
Tutte le viti a ricircolo di sfere possono operare a temperature ambiente da -20 °C a 120 °C, ma, per brevi intervalli di funzionamento, sono ammesse anche temperature di 140 °C max. Le madreviti possono essere precaricate al fine di ridurre o azzerare completamente il gioco.
Infine, le viti Thomson possono essere fornite con terminali lavorati secondo le specifiche richieste del cliente.
29/05/2007 L’azienda ha presentato a Saldat 2007 l’isola robotizzata MultiArc, una soluzione innovativa per la saldatura ad arco in cui robot e posizionatore sono gestiti da una sola unità di controllo, l’IRC5 che grazie alla funzionalità Multimove offre movimenti sincronizzati, semplicità nella programmazione, aumento della qualità di saldatura, riduzione dei tempi ciclo e dei costi di investimento.
Un’altra novità è l’IRB1600 ID (Integrated Dressed), l’ultimo robot ABB per la saldatura ad arco. Tutti i cavi sono inseriti nel braccio superiore del robot e il pacchetto comprende utili accessori, quali l’alimentatore, il trainafilo, tubi per gas e aria compressa.
Diversi i vantaggi di questa soluzione: dalla riduzione dei fermi macchina alla maggiore flessibilità, alla programmazione più semplice, alla minore manutenzione dei cavi.
La manifestazione di Verona è stata anche l’occasione per presentare in Italia l’IRB 6620, un robot molto compatto e flessibile, che riduce sensibilmente le dimensioni della stazione robot. Infatti, le caratteristiche del prodotto permettono di montarlo a pavimento, oppure appeso o a parete. Grazie al peso contenuto di 900 kg l’installazione e la manipolazione possono avvenire senza l’utilizzo di elevatori.
Perfetto per la saldatura a punti, ottimo per il settore automotive, è adatto anche per la manipolazione stampi e nel taglio, per la possibilità di essere fissato in posizione appesa, mentre il peso contenuto è molto utile nelle applicazioni di asservimento macchine, dove spesso il robot è posto sulla macchina stessa.
29/05/2007 Durante l’edizione appena conclusasi di “Saldat”, la mostra convegno internazionale degli operatori del settore della saldatura e taglio, Terni Research Ionizing Radiations ha presentato il suo ultimo ‘gioiello tecnologico’: il sensore per il controllo online delle saldature al plasma, che introduce un nuovo concetto di verifica della qualità dei giunti saldati
Terni Research Welding Opto control (TR WOC), questo il nome del dispositivo, coperto da brevetto per il controllo on-line delle saldature automatiche, rappresenta un’innovazione assoluta nel panorama mondiale dei controlli non distruttivi. Semplice da utilizzare, veloce nelle procedure di test e facile da installare, questo prodotto, che è stato testato e validato sulle linee produttive del Tubificio di Terni (Gruppo ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni), riesce a rispondere alle esigenze più avanzate dei processi produttivi a elevato contenuto tecnologico.
Il sensore rileva in modo sicuro e preciso difetti di saldatura di dimensioni microscopiche con relativa tipologia, la velocità di scorrimento e il grado di penetrazione della saldatura, disallineamento e non planarità dei lembi, variazione del flusso di gas e interruzione o variazione del raggio di saldatura. In pratica, è in grado di monitorare istantaneamente tutte le variabili di un processo di saldatura.
TR WOC consente di raggiungere la massima velocità di saldatura, mantenendo inalterata la qualità del giunto, con un elevato incremento dei volumi produttivi. Permette, infine, di ridurre gli scarti e i resi di produzione, garantendo conseguenti economie di scala. Individua e marca il difetto, con risoluzione micrometrica.
30/05/2007 La tecnologia Water Mist Secondary, messa a punto dai laboratori di ricerca di Thermal Dynamics, permette il taglio al plasma di materiali non ferrosi usando azoto e acqua. Questo tipo di processo, che si basa sull’uso di acqua dal rubinetto con un conseguente risparmio dei costi di lavorazione, può essere applicato a qualsiasi torcia al plasma per taglio automatico dual-gas utilizzando parti di ricambio appositamente progettate.
La stessa torcia che normalmente lavora a ossigeno e aria (per esempio per il taglio di acciaio dolce) è, infatti, alimentata con azoto e acqua per il taglio di materiali non ferrosi. L’azoto viene impiegato come gas primario di taglio (gas plasma) mentre l’acqua viene utilizzata come gas secondario (gas di protezione). L’acqua canalizzata nella torcia viene nebulizzata durante il taglio e scomposta nelle sue componenti principali. L’idrogeno così generato forma una atmosfera riducente nella zona di taglio, isolandola da elementi contaminanti, e garantendo un taglio molto rapido, pulito, senza bave e non ossidato.
La maggior parte dell’acqua adoperata (da 0,3 a 0,5 litri/minuto) viene nebulizzata durante il processo di taglio, non richiedendo quindi l’installazione di particolari sistemi di raccolta o di smaltimento.
La tecnologia WMS permette di ottenere velocità fino a 3 volte superiori a quelle del taglio plasma con gas, con ottima qualità (taglio verticale, senza bave e non ossidato) su una gamma di spessori che va da pochi decimi fino a 30 mm. Inoltre, l’utilizzo di azoto e acqua riduce i costi di taglio al minimo in quanto, oltre a eliminare le spese relative al gas secondario, allunga notevolmente la vita dei consumabili.
30/05/2007 L’industria utilizza in modo massiccio le smerigliatrici ad aria, per la loro capacità di svolgere diverse funzioni: dalla rimozione di metallo pesante alla preparazione di superfici delicate.
E’ importante quindi che esse siano usate in modo corretto, per evitare di mettere a rischio la sicurezza degli operatori.
Ingersoll Rand ha quindi recentemente presentato il DVD denominato “Nelle vostre mani” proprio per promuovere l’utilizzo sicuro di tutte le smerigliatrici ad aria grazie a consigli e criteri pratici e semplici.
Il DVD contiene una presentazione divisa in sezioni che riguardano: standard e documentazione, attrezzatura per la sicurezza personale, sicurezza d’uso del sistema ad aria, montaggio e uso del disco abrasivo, caratteristiche di protezione della smerigliatrice, tecniche per l’uso sicuro della smerigliatrice.
Grazie al formato interamente indicizzato, è possibile visualizzare la sezione di interesse; in questo modo il DVD può servire per un programma di formazione o introduzione all’uso delle smerigliatrici ad aria.
È disponibile in sei lingue, inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo e olandese. Le aziende interessate possono richiederlo gratuitamente inviando una richiesta scritta via e-mail all’indirizzo [email protected], specificando i dettagli dell’azienda e la lingua di preferenza.
30/05/2007 Parte del colosso chimico americano Dow Corning, Molykote domina il mercato offrendo lubrificanti sintetici e siliconici per alte temperature, alte velocità, ambienti aggressivi e compatibili con gli ecosistemi e i materiali plastici e rivestimenti asciutti autolubrificanti.
Molykote propone HP-300, un lubrificante fluorato che può resistere sia a temperature estremamente elevate sia basse, con un range di utilizzo che va da -65 °C a +250 °C. È , inoltre, in grado di contrastare agenti corrosivi, di resistere all’alta pressione e all’azione di solventi, gas naturali e combustibili.
Secondo Nathalie Gerard di Dow Corning Automotive Strategic Marketer, la formula dell’HP-300 è compatibile con un’ampia varietà di componenti in plastica e gomma, così da consentirne l’impiego in numerose applicazioni automotive, tra le quali valvole per il controllo della velocità, sensori airbag e dispositivi per la gestione dei gas di scarico.
HP-300, come tutti gli altri prodotti della famiglia Molykote, mantiene invariate le prestazioni permettendo di prolungare gli intervalli di manutenzione e di ridurre significativamente i consumi di lubrificante. Infine, è adatto a una lubrificazione a lungo termine in quanto è resistente all’ossidazione.
31/05/2007 I visitatori della fiera di Hannover hanno potuto vedere la gamma di catene a rulli resistenti alla corrosione (catene CR) che sono impiegate in numerose applicazioni nella lavorazione degli alimenti e dei generi voluttuari, nella produzione di bevande, nelle macchine imballatrici della tecnologia lattiero-casearia, negli impianti di pulizia e in tutti i settori nei quali sussistono condizioni ambientali umide e aggressive quali gli impianti di depurazione e compostaggio.
Le catene CR di Iwis si distinguono per la buona resistenza chimica. Anche la resistenza alla corrosione è più duratura rispetto alle catene rivestite in superficie. Tra i vantaggi offerti dalle catene CR gli ottimi risultati, in combinazione con una lubrificazione adeguata all’applicazione, e l’elevata resistenza all’usura e la rigidità delle catene.
Rispetto alle catene in acciaio inossidabile, le CR forniscono valori di resistenza nel tempo più elevati del 50% e valori di carico di rottura superiori del 30%.
Le catene a rulli resistenti alla corrosione di Iwis sono disponibili nelle versioni L85 CR, M106 CR, M127 CR e come catene di trasporto con attacchi. Le dimensioni più contenute rispetto alle catene in acciaio inossidabile consentono una riduzione dei costi e dello spazio.
La società con sede a Monaco di Baviera vanta una storia che risale alla fine del XIX secolo. Oggi è gestita dalla quarta generazione della famiglia fondatrice e dà lavoro a più di 900 dipendenti in tre stabilimenti. La divisione Antriebssysteme produce diversi modelli di catene a rulli e di trasporto, guide per catene e accessori, distribuiti in Italia da Rima S.p.A. di Milano.
|
30-05-2007 Con grande soddisfazione delle aziende partecipanti, 15 a Torino e 12 a Vicenza, hanno preso parte alla mostra convegno ben 385 visitatori, di cui 196 presso Centro Congressi Lingotto e 189 presso Fiera di Vicenza. Gli intervenuti hanno partecipato ai seminari tecnici, affollando talvolta le sale conferenze e, successivamente, approfondito le tematiche trattate direttamente presso gli stand espositivi.
Per entrambe le giornate, particolare interesse ha suscitato la sessione di presentazione tenuta da Imvg, Italian Machine Vision Group, dal titolo “Produttori, distributori, integratori e ‘end user’ nel mercato della visione delle macchine” e quella presentata, solo per la giornata di Vicenza, da Patrick Schwarzkopf, General Secretary of the European Machine Vision Association, che ha esposto dati e tendenze del mercato europeo.
L’evento è stato organizzato da VNU Business Publications Italia con il contributo delle riviste SdA-Soluzioni di Assemblaggio, Automazione Oggi e Automazione e Strumentazione; nasce in collaborazione con IMVG, Italian Machine Vision Group, e AIdA-Associazione Italiana di Assemblaggio e vede inoltre il contributo tecnico-scientifico di SIRI-Associazione Italiana di Robotica e Automazione, del Polo della Robotica di Genova e di EMVA – European Machine Vision Association.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 2008.
30-05-2007 È stato firmato a Milano un importante accordo di collaborazione tra UniCredit Banca d’Impresa e Ucimu-Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione.
L’accordo denominato “MACLab” e siglato da Alberto Tacchella, presidente della associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, e Sandro Bianco, responsabile progetti Speciali di UniCredit Banca d’Impresa, si propone di sviluppare un programma di iniziative congiunte, a supporto degli associati Ucimu-Sistemi per Produrre, finalizzato ad agevolare le strategie di internazionalizzazione delle aziende costruttrici di sistemi per produrre.
Con 400 imprese, 30.000 addetti e un fatturato che, secondo i dati di consuntivo 2006 elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, sfiora i 5 miliardi di euro, l’industria italiana di settore è da sempre particolarmente attenta all’evoluzione dei mercati stranieri che assorbono circa metà della produzione.
“D’altro canto – ha affermato Alberto Tacchella – la trasformazione del contesto economico internazionale, la globalizzazione del mercato e l’affacciarsi sul panorama mondiale di nuovi competitor hanno reso sempre più indispensabile lo sviluppo di processi di internazionalizzazione da parte delle imprese del settore, al fine di meglio presidiare i mercati stranieri, tradizionali ed emergenti”.
“In ragione di ciò – ha concluso Tacchella – Ucimu-Sistemi per Produrre ha inteso collaborare con UniCredit Banca d’Impresa per lo sviluppo di questo progetto”.
Le iniziative previste dall’accordo si svilupperanno secondo tre assi fondamentali:
– organizzazione di eventi promozionali, nella forma di business meeting internazionali, al fine di agevolare l’incontro tra l’offerta tecnologica e la domanda internazionale mediante il network paneuropeo del Gruppo UniCredit. Elemento distintivo è la presenza attiva della Banca, che affiancherà le trattative commerciali completando l’offerta di prodotto con l’offerta finanziaria, nel duplice ruolo di soggetto di riferimento per le imprese italiane venditrici e Banca locale al servizio dei clienti dell’esportatore italiano;
– realizzazione di seminari di carattere formativo ed informativo nonchè iniziative editoriali che coinvolgeranno entrambi i partner al fine di approfondire, grazie al contributo di testimonianze dirette, la conoscenza dei mercati esteri d’interesse e l’offerta finanziaria disponibile;
– creazione di gruppi di lavoro congiunti dedicati all’analisi di tematiche di particolare interesse e criticità per il settore con l’obiettivo di individuare, attraverso le competenze e la professionalità degli specialisti della Banca, soluzioni su misura per gli associati Ucimu-Sistemi per Produrre.
“MACLab”, come già sperimentato con successo negli anni scorsi da Progetti Speciali di UniCredit Banca d’Impresa, porta a fattor comune le forze e le competenze di soggetti contraddistinti da missioni differenti, ma uniti dall’obiettivo di agire in sinergia a favore di uno specifico settore economico, per supportare le imprese nella competizione sui mercati internazionali.
Mercato Tutti ▶
-
La svolta del post processing nella stampa 3D industriale con SolidManufacturing
Il 28 maggio 2026, al Polo Tecnologico SolidWorld Group di Bentivoglio, il Post processing...
-
Tecnologie fluid conveyance, Danfoss verso l’acquisizione di Alfagomma
Danfoss ha comunicato lo scorso 12 giugno 2026 di aver sottoscritto un accordo di...
-
Servizio ricondizionamento Sorma per la riaffilatura degli utensili da taglio
Sorma mette a disposizione delle aziende un servizio efficiente di ricondizionamento utensili che consente...
Tecnologie Tutti ▶
-
Trattamento Nord per azionamenti compatti e leggeri in alluminio dal design igienico
Con NXD tupH, Nord Drivesystems introduce la tecnologia di azionamento con carcasse in alluminio...
-
Ispezione e controllo qualità per pesatura, metal detector e raggi X da Nimax
Nimax amplia la propria offerta nella divisione Ispezione e controllo con nuove soluzioni ad...
-
Carrelli commissionatori ultra compatti Linde MH nel picking
Linde MH presenta i nuovi carrelli commissionatori orizzontali N20 e N25, soluzione ultra compatta...



