Edizione N° 23 del 28 febbraio 2007
| Meccanica, Progettazione e Componentistica |
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Edizione N° 23 del 28 febbraio 2007
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15/02/2007 Tali risultati, che si compendiano, per il trimestre in esame, in un fatturato di 47,1 milioni di euro, Ebitda di 7,9 milioni ed Ebit di 7,5 milioni di euro (erano rispettivamente 36,9 milioni di euro, 3,2 milioni di euro e 2,9 milioni di euro nel quarto trimestre 2005), sono di gran lunga i migliori nella storia del Gruppo e derivano dalla prosecuzione dell’ottimo trend di crescita registrato in tutti i mercati geografici in cui opera Prima Industrie. Ciò per effetto non solo del favorevole andamento macroeconomico di tutte le principali economie industrializzate e dei paesi emergenti, ma anche a seguito delle politiche perseguite dal Gruppo in questi anni, volte ad aumentare la presenza diretta sui principali mercati e ad internalizzare i fattori chiave di produzione.
A conferma di quanto sopra, hanno conseguito risultati netti positivi tutte le società controllate e, in particolare, Prima North America ha registrato un utile netto record, grazie all’ottimo andamento di tutte le divisioni e a un tax rate particolarmente favorevole.
I dati al 31/12/2006 evidenziano un fatturato consolidato pari a 147,5 milioni di euro, con un incremento del 33% rispetto ai 110,9 milioni di euro del 2005.
A livello di segmenti di mercato, il segmento Sistemi Laser ha registrato una crescita del 33,3%, mentre l’“Elettronica” ha registrato un incremento del 31,2% (al netto delle vendite intersettoriali).
Tutte le linee di prodotto del Gruppo hanno evidenziato tassi di crescita positivi, in particolare i sistemi laser 2D che hanno beneficiato in misura crescente dell’apporto del nuovo prodotto Syncrono.
27/02/2007 Secondo l’indagine condotta dall’Isae, dal giorno 1 al giorno 16 del mese su un panel di circa 4.000 imprese il clima di fiducia del settore manifatturiero ed estrattivo, considerato al netto dei fattori stagionali, torna a crescere a febbraio, portandosi a 95,4 (da 94,7) recuperando così parzialmente la caduta registrata lo scorso mese. Si ridimensionano ancora lievemente i giudizi sullo stato attuale del portafoglio ordini, che si confermano negativi per il secondo mese consecutivo, ma si stabilizzano le scorte di magazzino e tornano a crescere le attese di produzione. L’aumento della fiducia riguarda tutti i principali comparti produttivi ed è particolarmente intenso nei settori dei beni di consumo e negli intermedi, dove l’indice aveva registrato una brusca flessione lo scorso mese: in particolare, l’indice sale da 94,8 a 97,5 nei beni di consumo e da 92,4 a 93,2 negli intermedi, rimanendo comunque in entrambi i casi al di sotto del livello dello scorso dicembre. L’indicatore continua inoltre ancora a salire – seppur moderatamente – nei beni d’investimento (da 97,9 a 98) portandosi sui massimi da ottobre 2006.
Il miglioramento della fiducia registrato nella media nazionale si diffonde in modo piuttosto omogeneo nelle varie ripartizioni geografiche: nel Nord Ovest l’indice passa da 93,9 a 95,1, nel Nord Est da 92 a 93,4, nel Centro da 97,4 a 97,6 e nel Mezzogiorno da 96 a 97,9 attestandosi in quest’ultimo caso sui massimi dallo scorso agosto.
I giudizi sul livello del portafoglio ordini si confermano negativi per il secondo mese consecutivo, scendendo in termini di saldo da -2 a -3, sui minimi dalla scorsa primavera: tuttavia, il saldo relativo alla sola componente interna della domanda si conferma pari a –6, mentre quello relativo agli ordini esteri recupera da -8 a -5. Tornano a salire anche i giudizi sui livelli produttivi (da -3 a 0) e il livello della liquidità disponibile per le esigenze operative (da 37 a 38); le scorte di magazzino, dopo i segnali d’accumulo registrati alla fine dello scorso anno, si riportano a 5 (da 6) in termini di saldo, al di sotto dei livelli medi dell’ultimo quinquennio.
Migliorano nettamente a febbraio le attese relative all’andamento sia di domanda e offerta sia dell’economia italiana in generale, in un quadro caratterizzato anche dalla presenza di minori tensioni dal lato dei prezzi. In termini di saldo, le aspettative sugli ordini salgono da 18 a 20, quelle sulla produzione da 17 a 20, quelle sulla liquidità da 1 a 2 e quelle sull’occupazione da 1 a 3; diminuiscono inoltre quanti scontano per i prossimi 3 mesi un aumento dei listini di vendita (da 17 a 16 il saldo) e migliorano le attese generali sulla situazione dell’economia italiana (da -3 a -1).
Il miglioramento delle aspettative caratterizza soprattutto i produttori di beni di consumo ed intermedi, mentre le attese sono più prudenti nei beni d’investimento (dove i saldi sugli andamenti correnti si situano già su livelli relativamente elevati). Più nel dettaglio, nei beni d’investimento il saldo relativo alle aspettative sugli ordini scende da 26 a 21, quello sulla produzione da 27 a 25 e quello sull’occupazione (da 8 a 7); sono stabili (a 0) le aspettative sulla liquidità, recuperano quelle sulla situazione economica dell’Italia (da 0 a 2) e scendono (da 17 a 13) quelle sui prezzi di vendita. Nei beni di consumo, salgono le aspettative sugli ordini (da 19 a 20 in termini di saldo) sulla produzione (da 19 a 20), sulla liquidità (da 4 a 5) e sull’occupazione (da -3 a 0) e scendono quelle sui prezzi di vendita (da 16 a 15); stabile infine (a 2) il saldo relativo alla situazione economica generale del paese. Nei beni intermedi, infine, migliorano le aspettative sugli ordini (da 12 a 18), sull’occupazione (da 1 a 3), sulla liquidità (da 2 a 3) e sulla situazione generale dell’economia (da -3 a -1), ma si ridimensionano leggermente quelle sulla produzione (da 20 a 19).
27/02/2007 Vola a +54,1 il saldo tra le aziende della meccanica che registrano nel quarto trimestre 2006 sullo stesso periodo dell’anno precedente una situazione di fatturato ‘migliorata’ e quelle che invece la giudicano ‘in flessione’, mentre sale a +43,8 il saldo nel confronto con il penultimo trimestre 2006. Questi i dati di andamento dell’industria meccanica italiana elaborati da Anima, la Federazione di Confindustria che riunisce le Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine.
L’analisi dei dati Anima sull’ultimo trimestre 2006 rivela che il 63,2% delle imprese giudica il fatturato migliorato rispetto allo stesso periodo del 2005 mentre il 52,5% lo ritiene in crescita rispetto al trimestre precedente. Scendono drasticamente le percentuali di quanti dichiarano un peggioramento in confronto allo stesso trimestre 2005 (9,1%) o al trimestre 2006 precedente (8,7%). La crescita ha interessato sia l’attività all’estero (positiva per il 62,9% sullo stesso periodo del 2005 e per il 50,9% sul terzo trimestre 2006) sia quella in Italia (migliorata per il 56,7% sullo stesso periodo del 2005 e per il 48% sul terzo trimestre 2006).
“Indicazioni di incremento di fatturato così consistenti non si vedevano da anni nel settore della meccanica” ha commentato il presidente di Anima Ettore Riello “e confermano i dati molto positivi dell’Istat diffusi alcuni giorni fa che posizionavano la meccanica al terzo posto nella crescita dell’industria italiana, dopo l’elettronica e i trasporti, con un incremento annuo del +4,2%. La meccanica, già affermatasi quale settore trainante nell’export, si conferma ora protagonista anche della ripresa che sta vivendo l’industria italiana nel suo complesso”.
Il carnet di ordini ha raggiunto un livello senza precedenti negli ultimi cinque anni, attestandosi a 3,5 mesi di attività. Risulta stabile l’occupazione: secondo il 76,8% delle aziende non ha subito variazioni rispetto al trimestre precedente.
Più prudenti e all’insegna della stabilità le previsioni per il primo trimestre 2007: il 52% delle aziende ritiene che il fatturato non subirà variazioni rispetto agli ultimi mesi del 2006, mentre per il 34,2% sarà in aumento e per il 13,8% sarà in flessione. La percezione degli imprenditori è più ottimista se il periodo di confronto è l’anno precedente: secondo il 53,9% delle imprese il fatturato supererà quello del primo trimestre 2006, per il 42,4% rimarrà sugli stessi livelli, mentre solo il 3,7% lo prevede in calo.
28/02/2007 Ugs, che si aspetta 3,5 miliardi di dollari dall’acquisizione di Siemens per chiudere entro aprile/maggio, ha dichiarato che per il quarto trimestre, conclusosi il 31 dicembre 2006, il reddito è aumentato a 353 milioni di dollari, su un 8% se comparato con i 327 milioni dello stesso trimestre dell’anno prima. Il reddito netto è balzato del 76% a 23 milioni di euro, dai 13 milioni precedenti.
I risultati di tutto il 2006, comunque, hanno mostrato un’altra perdita annuale per UGS. La società ha sofferto una perdita di 10,3 milioni di dollari su entrate del 6% in fatturato a 1,2 miliardi di dollari. Nel 2005, Ugs ha perso 10 milioni di dollari.
Durante una conference call con gli analisti finanziari, Ugs ha tentato ufficialmente di conservare il focus sui risultati del trimestre e il prossimo lancio di nuovi prodotti, incluso nuove versioni di software della società per l’amministrazione di dati del prodotto Teamcenter e sviluppo del prodotto NX fissati per la fine di quest’anno. Ma l’acquisizione di Siemens era chiaramente nelle loro menti.
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15/02/2007 Tali risultati, che si compendiano, per il trimestre in esame, in un fatturato di 47,1 milioni di euro, Ebitda di 7,9 milioni ed Ebit di 7,5 milioni di euro (erano rispettivamente 36,9 milioni di euro, 3,2 milioni di euro e 2,9 milioni di euro nel quarto trimestre 2005), sono di gran lunga i migliori nella storia del Gruppo e derivano dalla prosecuzione dell’ottimo trend di crescita registrato in tutti i mercati geografici in cui opera Prima Industrie. Ciò per effetto non solo del favorevole andamento macroeconomico di tutte le principali economie industrializzate e dei paesi emergenti, ma anche a seguito delle politiche perseguite dal Gruppo in questi anni, volte ad aumentare la presenza diretta sui principali mercati e ad internalizzare i fattori chiave di produzione.
A conferma di quanto sopra, hanno conseguito risultati netti positivi tutte le società controllate e, in particolare, Prima North America ha registrato un utile netto record, grazie all’ottimo andamento di tutte le divisioni e a un tax rate particolarmente favorevole.
I dati al 31/12/2006 evidenziano un fatturato consolidato pari a 147,5 milioni di euro, con un incremento del 33% rispetto ai 110,9 milioni di euro del 2005.
A livello di segmenti di mercato, il segmento Sistemi Laser ha registrato una crescita del 33,3%, mentre l’“Elettronica” ha registrato un incremento del 31,2% (al netto delle vendite intersettoriali).
Tutte le linee di prodotto del Gruppo hanno evidenziato tassi di crescita positivi, in particolare i sistemi laser 2D che hanno beneficiato in misura crescente dell’apporto del nuovo prodotto Syncrono.
27/02/2007 Secondo l’indagine condotta dall’Isae, dal giorno 1 al giorno 16 del mese su un panel di circa 4.000 imprese il clima di fiducia del settore manifatturiero ed estrattivo, considerato al netto dei fattori stagionali, torna a crescere a febbraio, portandosi a 95,4 (da 94,7) recuperando così parzialmente la caduta registrata lo scorso mese. Si ridimensionano ancora lievemente i giudizi sullo stato attuale del portafoglio ordini, che si confermano negativi per il secondo mese consecutivo, ma si stabilizzano le scorte di magazzino e tornano a crescere le attese di produzione. L’aumento della fiducia riguarda tutti i principali comparti produttivi ed è particolarmente intenso nei settori dei beni di consumo e negli intermedi, dove l’indice aveva registrato una brusca flessione lo scorso mese: in particolare, l’indice sale da 94,8 a 97,5 nei beni di consumo e da 92,4 a 93,2 negli intermedi, rimanendo comunque in entrambi i casi al di sotto del livello dello scorso dicembre. L’indicatore continua inoltre ancora a salire – seppur moderatamente – nei beni d’investimento (da 97,9 a 98) portandosi sui massimi da ottobre 2006.
Il miglioramento della fiducia registrato nella media nazionale si diffonde in modo piuttosto omogeneo nelle varie ripartizioni geografiche: nel Nord Ovest l’indice passa da 93,9 a 95,1, nel Nord Est da 92 a 93,4, nel Centro da 97,4 a 97,6 e nel Mezzogiorno da 96 a 97,9 attestandosi in quest’ultimo caso sui massimi dallo scorso agosto.
I giudizi sul livello del portafoglio ordini si confermano negativi per il secondo mese consecutivo, scendendo in termini di saldo da -2 a -3, sui minimi dalla scorsa primavera: tuttavia, il saldo relativo alla sola componente interna della domanda si conferma pari a –6, mentre quello relativo agli ordini esteri recupera da -8 a -5. Tornano a salire anche i giudizi sui livelli produttivi (da -3 a 0) e il livello della liquidità disponibile per le esigenze operative (da 37 a 38); le scorte di magazzino, dopo i segnali d’accumulo registrati alla fine dello scorso anno, si riportano a 5 (da 6) in termini di saldo, al di sotto dei livelli medi dell’ultimo quinquennio.
Migliorano nettamente a febbraio le attese relative all’andamento sia di domanda e offerta sia dell’economia italiana in generale, in un quadro caratterizzato anche dalla presenza di minori tensioni dal lato dei prezzi. In termini di saldo, le aspettative sugli ordini salgono da 18 a 20, quelle sulla produzione da 17 a 20, quelle sulla liquidità da 1 a 2 e quelle sull’occupazione da 1 a 3; diminuiscono inoltre quanti scontano per i prossimi 3 mesi un aumento dei listini di vendita (da 17 a 16 il saldo) e migliorano le attese generali sulla situazione dell’economia italiana (da -3 a -1).
Il miglioramento delle aspettative caratterizza soprattutto i produttori di beni di consumo ed intermedi, mentre le attese sono più prudenti nei beni d’investimento (dove i saldi sugli andamenti correnti si situano già su livelli relativamente elevati). Più nel dettaglio, nei beni d’investimento il saldo relativo alle aspettative sugli ordini scende da 26 a 21, quello sulla produzione da 27 a 25 e quello sull’occupazione (da 8 a 7); sono stabili (a 0) le aspettative sulla liquidità, recuperano quelle sulla situazione economica dell’Italia (da 0 a 2) e scendono (da 17 a 13) quelle sui prezzi di vendita. Nei beni di consumo, salgono le aspettative sugli ordini (da 19 a 20 in termini di saldo) sulla produzione (da 19 a 20), sulla liquidità (da 4 a 5) e sull’occupazione (da -3 a 0) e scendono quelle sui prezzi di vendita (da 16 a 15); stabile infine (a 2) il saldo relativo alla situazione economica generale del paese. Nei beni intermedi, infine, migliorano le aspettative sugli ordini (da 12 a 18), sull’occupazione (da 1 a 3), sulla liquidità (da 2 a 3) e sulla situazione generale dell’economia (da -3 a -1), ma si ridimensionano leggermente quelle sulla produzione (da 20 a 19).
27/02/2007 Vola a +54,1 il saldo tra le aziende della meccanica che registrano nel quarto trimestre 2006 sullo stesso periodo dell’anno precedente una situazione di fatturato ‘migliorata’ e quelle che invece la giudicano ‘in flessione’, mentre sale a +43,8 il saldo nel confronto con il penultimo trimestre 2006. Questi i dati di andamento dell’industria meccanica italiana elaborati da Anima, la Federazione di Confindustria che riunisce le Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine.
L’analisi dei dati Anima sull’ultimo trimestre 2006 rivela che il 63,2% delle imprese giudica il fatturato migliorato rispetto allo stesso periodo del 2005 mentre il 52,5% lo ritiene in crescita rispetto al trimestre precedente. Scendono drasticamente le percentuali di quanti dichiarano un peggioramento in confronto allo stesso trimestre 2005 (9,1%) o al trimestre 2006 precedente (8,7%). La crescita ha interessato sia l’attività all’estero (positiva per il 62,9% sullo stesso periodo del 2005 e per il 50,9% sul terzo trimestre 2006) sia quella in Italia (migliorata per il 56,7% sullo stesso periodo del 2005 e per il 48% sul terzo trimestre 2006).
“Indicazioni di incremento di fatturato così consistenti non si vedevano da anni nel settore della meccanica” ha commentato il presidente di Anima Ettore Riello “e confermano i dati molto positivi dell’Istat diffusi alcuni giorni fa che posizionavano la meccanica al terzo posto nella crescita dell’industria italiana, dopo l’elettronica e i trasporti, con un incremento annuo del +4,2%. La meccanica, già affermatasi quale settore trainante nell’export, si conferma ora protagonista anche della ripresa che sta vivendo l’industria italiana nel suo complesso”.
Il carnet di ordini ha raggiunto un livello senza precedenti negli ultimi cinque anni, attestandosi a 3,5 mesi di attività. Risulta stabile l’occupazione: secondo il 76,8% delle aziende non ha subito variazioni rispetto al trimestre precedente.
Più prudenti e all’insegna della stabilità le previsioni per il primo trimestre 2007: il 52% delle aziende ritiene che il fatturato non subirà variazioni rispetto agli ultimi mesi del 2006, mentre per il 34,2% sarà in aumento e per il 13,8% sarà in flessione. La percezione degli imprenditori è più ottimista se il periodo di confronto è l’anno precedente: secondo il 53,9% delle imprese il fatturato supererà quello del primo trimestre 2006, per il 42,4% rimarrà sugli stessi livelli, mentre solo il 3,7% lo prevede in calo.
28/02/2007 Ugs, che si aspetta 3,5 miliardi di dollari dall’acquisizione di Siemens per chiudere entro aprile/maggio, ha dichiarato che per il quarto trimestre, conclusosi il 31 dicembre 2006, il reddito è aumentato a 353 milioni di dollari, su un 8% se comparato con i 327 milioni dello stesso trimestre dell’anno prima. Il reddito netto è balzato del 76% a 23 milioni di euro, dai 13 milioni precedenti.
I risultati di tutto il 2006, comunque, hanno mostrato un’altra perdita annuale per UGS. La società ha sofferto una perdita di 10,3 milioni di dollari su entrate del 6% in fatturato a 1,2 miliardi di dollari. Nel 2005, Ugs ha perso 10 milioni di dollari.
Durante una conference call con gli analisti finanziari, Ugs ha tentato ufficialmente di conservare il focus sui risultati del trimestre e il prossimo lancio di nuovi prodotti, incluso nuove versioni di software della società per l’amministrazione di dati del prodotto Teamcenter e sviluppo del prodotto NX fissati per la fine di quest’anno. Ma l’acquisizione di Siemens era chiaramente nelle loro menti.
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27/02/2007 Il commercio dei macchinari usati è molto sviluppato, soprattutto nei paesi come l’Italia in cui la presenza di piccole e medie imprese è massiccia.
Proprio per favorire la conoscenza del comparto dell’usato e il confronto delle statistiche settoriali, Eamtm, European Association of Machine Tools Merchants, ha indetto a livello europeo un premio alla migliore tesi di laurea sul settore delle macchine utensili usate.
Una giuria preposta alla selezione degli elaborati pervenuti sarà costituita in tutti i 21 paesi in cui Eamtm è presente. In Italia l’associazione ha sede a Piacenza e con 53 soci è la seconda rappresentanza a livello europeo per iscritti. Compito principale della sezione italiana è la promozione degli scambi commerciali, alla base dei quali sono considerati requisiti indispensabili la qualità dei prodotti offerti, la serietà e la disponibilità ad accogliere le istanze del cliente.
Al candidato considerato più meritevole di ciascun paese sarà conferito un premio in denaro del valore di 1500 euro oltre a un attestato di merito, mentre tutti gli iscritti riceveranno un attestato di partecipazione. La tesi di laurea premiata e le finaliste saranno oggetto di studio e i contenuti potranno essere divulgati a discrezione di Eamtm.
Chi fosse interessato a partecipare deve far pervenire alla segreteria Eamtm Italia una domanda corredata dalla sintesi dell’elaborato in formato Word per Windows entro il 30 marzo 2007. Entro il 20 aprile 2007 i candidati dovranno inviare alla segreteria copia integrale della tesi su supporto cartaceo e digitale (CD), il curriculum studiorum e l’autorizzazione al trattamento dei dati ai sensi della l. 196/2003.
La giuria italiana sarà presieduta da quattro membri del consiglio direttivo e assegnerà il premio alla migliore tesi di laurea discussa nel periodo 2005-2007.
27/02/2007 Ogni due anni ad Hannover (Germania) si svolge Emo, la principale fiera mondiale per l’industria della lavorazione dei metalli, che vede la presenza dei più importanti produttori.
La precedente edizione, nel 2005, ha richiamato più di 160.000 visitatori specializzati provenienti da oltre 80 Paesi.
L’edizione 2007 si terrà dal 17 al 22 settembre e si preannuncia un successo. Infatti, hanno già confermato la propria iscrizione ben 1.530 espositori in rappresentanza di 36 paesi. La superficie prenotata è pari a 142.000 m2, con tendenza a occupare stand più ampi rispetto al 2005.
Molte le richieste di partecipazione provenienti dai costruttori asiatici, che confermano come la domanda mondiale di beni di investimento sia in costante crescita. L’industria internazionale della macchina utensile lo scorso anno ha raggiunto valori di produzione record.
L’occasione offerta da EMO Hannover 2007 alle aziende che si occupano di tecnica della produzione, secondo Detlev Elsinghorst, Commissario Generale della manifestazione, è la migliore possibile per proporre le proprie esperienze e competenze a livello mondiale.
27/02/2007 Il gruppo Skf mette a disposizione dei propri clienti una costante innovazione. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della fondazione della società e il gruppo si arricchisce di nuove competenze ed esperienze con l’acquisizione della Preventive Maintenance Company Inc (Pmci).
Pmci è un’azienda statunitense che ha sede a Elk Grove Village nell’Illinois. È specializzata nei servizi di manutenzione predittiva (Predictive Maintenance, PdM) rivolti in particolare ai settori cartario, siderurgico, alimentare, automobilistico e chimico.
Fondata nel 1970, ha 70 dipendenti e un fatturato intorno ai 10 milioni di dollari. Il mercato riconosce all’azienda una notevole competenza nell’identificazione, nell’analisi e nella valutazione della gravità dei problemi e nella programmazione degli interventi.
I clienti di Skf si avvarranno quindi delle capacità dello staff di Pmci, pari a oltre 175 anni di esperienze combinate nella soluzione di problematiche tipiche della manutenzione predittiva.
L’integrazione della Pmci nel Gruppo SKF è già iniziata.
28/02/2007 Per offrire ai propri clienti dell’industria automobilistica un ambiente ottimale e orientato allo sviluppo e al controllo per la produzione di massa di componenti di grandi dimensioni, compresi moduli per tettucci e portelloni, componenti trasparenti, copriantenna e spoiler, la Business Unit Policarbonati di Bayer, ha installato nella sede di Leverkusen una catena di processo completa, su scala di laboratorio di servizio tecnico, per il retrostampaggio su film.
Questa struttura offre attrezzature personalizzate che vanno dalle unità per la stampa e la rifilatura delle pellicole e le tecnologie collegate per il trasporto, la pulizia e la manipolazione dei componenti, fino alle macchine per lo stampaggio a iniezione, che includono la tecnologia di stampaggio a iniezione-compressione. Il tutto si basa sul metodo di produzione FIM (fil insert molding) che permette una corrispondenza di colore con le parti metalliche circostanti mediante retrostampaggio su pellicole termoplastiche preformate.
Il processo di FIM inizia con la formatura delle pellicole stampate. Queste possono essere formate a freddo, utilizzando il processo di formatura ad alta pressione (HPF, high-pressure forming) brevettato da Bayer MaterialScience, o mediante termoformatura. Sono disponibili anche macchine per rifilare le pellicole formate. Oltre che della retrazione della pellicola, si deve tener conto del fatto che può essere necessario proteggere i bordi delle parti di carrozzeria realizzate mediante FIM. Ciò può essere realizzato avvolgendo la pellicola sui bordi.
La struttura di Bayer dedica una stanza di pulitura al retrostampaggio: prima che abbia luogo il processo, la pellicola decorata, dopo essere stata rifilata alla giusta dimensione, viene ripulita con pennelli che rimuovono peluria e altre impurezze.
Per la rimozione dallo stampo e per tutti gli altri passaggi del processo di FIM installato a Leverkusen, viene utilizzata una tecnologia di manipolazione che non danneggia la superficie della pellicola. Ad esempio, per sollevare, trasportare e depositare le parti vengono usati robot dotati di ventose in gomma.
La struttura è infine pronta ad rispondere alle esigenze dei tre metodi solitamente impiegati per raggiungere la corrispondenza dei colori per le parti di carrozzeria prodotte mediante FIM. La componente rappresentata dalla pellicola può essere rivestita non in linea in modo convenzionale. È anche possibile iniziare con una pellicola laminata, formata da un film di supporto e da un film di colorazione, comprendente una pellicola trasparente sopra a uno strato di pellicola colorata. Un terzo metodo è quello di usare una pellicola ricoperta da un rivestimento base colorato e da un rivestimento trasparente di protezione dagli UV (Desmolux).
01/03/2007 I migliori progetti di finitura realizzati dagli studenti di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze saranno esposti, premiati e venduti in occasione di Finitura & Oltre.
L’iniziativa, decisamente innovativa, si prefigge di favorire e concretizzare la collaborazione tra giovani designer specializzati e mondo dell’industria: durante i quattro giorni della Rassegna gli studenti selezionati potranno incontrare tutte le aziende interessate a produrre gli oggetti da loro progettati e proposti, trattando direttamente con esse la cessione dei diritti.
I progetti vincitori scaturiranno da un vero e proprio concorso d’idee a partecipazione palese interno all’Ateneo, dal titolo “La finitura nella progettazione industriale”, finalizzato alla promozione della qualità di dettaglio e della finitura dei materiali industriali riguardante la progettazione di oggetti destinati a vari tipi di utenza con particolare riferimento alla loro componente estetica.
Da sottolineare che la cattedra di Disegno Industriale dell’Università di Firenze è unanimemente riconosciuta come la più importante d’Italia e tra le più qualificate a livello europeo.
La Giuria sarà composta dai professori Alessandro Ubertazzi, ordinario della cattedra di Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura di Firenze, in qualità di presidente, Eugenio Guglielmi, docente di Storia dell’Arte contemporanea ed Estetica alla Facoltà di Architettura di Firenze, Emilio Chirone, ordinario di Disegno Tecnico della Facoltà di Ingegneria di Brescia, Maria Antonietta Crippa, ordinaria di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano, Tiziana Lorenzelli, docente di Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura del Politecnico e Giovanni P.A. Bonfiglio, presidente di Finitura & Oltre.
Ma l’attività culturale di F&O 2007 non si ferma qui: i padiglioni della rassegna bergamasca ospiteranno infatti anche una grande mostra sul tema “Oggetto-funzione-qualità”, dove saranno esposti diversi manufatti straordinari e i relativi strumenti impiegati per crearli e rifinirli. Tutti oggetti storici con finiture di altissimo livello, realizzati nel corso dell’Ottocento e inizi Novecento.
Nella medesima linea andrà ad inserirsi il convegno d’apertura della Rassegna, il cui filo conduttore sarà: “Dal protodesign al design: la qualità dell’oggetto tra passato e presente”, con contributi autorevoli dal mondo accademico, dell’architettura, del design e dell’industria e occhio sempre attento a favorire il confronto, il dialogo e la collaborazione di alto profilo tra Impresa e Università.
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28/02/2007 Entro la prossima estate, gli Stati Uniti vedranno l’arrivo di V-Flash, un modellatore da tavolo compatto, veloce e semplice; 3D Systems Corporation è il creatore di quest’ultima rivoluzione tecnologica.
Secondo la società produttrice, questo modellatore, che si basa sulla piattaforma denominata FTI (Film Transfer Imaging), sorpasserà tutte le altre tecnologie per stampanti 3D attualmente disponibili sul mercato.
Il generatore di modelli V-Flash permetterà a progettisti, ingegneri e studenti di immaginare, progettare e realizzare le loro idee stando seduti a una scrivania indipendentemente che sia quella di casa o quella dell’ufficio. Il neoarrivo, infatti, misurerà 63,5 x 66 x 68,5 cm e peserà circa 37,3 kg, adatto, quindi, a ogni ambiente. A facilitare l’utilizzo del prodotto, anche le sue caratteristiche: sarà dotato di dispositivi di alimentazione standard oltre che di un’installazione e di funzionamento estremamente intuitivi.
I modelli generati con V-Flash avranno la stessa precisione, risoluzione e qualità di quelli stereolitografati creati con SLA; potranno, quindi, essere utilizzati per collaudi e verifiche in poche ore.
Nel presentare il prodotto, 3D Systems Corporation ha affermato che il modellatore da tavolo V-Flash sarà la macchina più economica nel suo genere, con un costo pari a soli 9.900 dollari (importo indicato dalla casa produttrice). Un costo che rende il modellatore un prodotto interessante e accessibile a qualsiasi struttura professionale, ma anche a coloro che intendono utilizzarlo per hobby o per motivi scolastici.
Per la casa produttrice questo prodotto e le sue caratteristiche uniche, rappresentano un tassello molto importante nella strategia generale di 3D System, tesa a fornire ai clienti soluzioni capaci di trasformare il loro modo di progettare.
01/03/2007 Nell’ambito della produzione dei sistemi frenanti, i test dinamici effettuati su banchi prova sono fondamentali per garantire un prodotto ad alte performance. Tra questi test, Brembo misura le variazioni termiche prodotte dall’attrito del sistema frenante sul disco. Risulta fondamentale, dunque, avere a disposizione un sensore di temperatura che garantisca al tempo stesso velocità dei tempi di risposta e affidabilità.
Gefran ha risposto a questa esigenza sviluppando un sensore progettato ad hoc e ottenuto grazie anche all’utilizzo di materiali speciali.
Il sensore si compone di un termoelemento tipo K di dimensioni ridottissime, in grado di operare in un range di temperatura fino a 900 °C, di un elemento a contatto in acciaio speciale, di una vite di controllo del pre-carico e di un filo armonico per rendere sempre affidabile il contatto tra il sensore e il disco freno. Il progetto è stato realizzato in conformità alle normative IEC584.2 con tolleranza del sensore in classe 1.
Grazie all’elevata robustezza meccanica, il prodotto si è dimostrato affidabile anche in un ambiente di test con forti stress meccanici, vibrazioni e saltellamenti. Con questo sensore di temperatura a contatto, si arricchisce la già ampia gamma di termocoppie e termoresistenze di produzione Gefran, disponibili per tutte le applicazioni industriali.
Forte del suo know-how nel campo della tecnologia dei sensori di temperatura e dell’esperienza acquisita nel controllo dei processi industriali, Gefran è in grado di proporre una vasta gamma di trasduttori e trasmettitori, ciascuno dei quali è progettato per soddisfare esigenze applicative specifiche.
01/03/2007 NSK ha sviluppato specifiche soluzioni basate sui cuscinetti radiali a rulli cilindrici a elevata capacità di carico – Serie EW ed EM – e sui cuscinetti a sfere a contatto obliquo – Serie BMPC – con angolo di contatto di 40 gradi.
I cuscinetti NSK della Serie BMPC soddisfano pienamente le specifiche API 610 (American Petroleum Institute), grazie alla gabbia massiccia in ottone più resistente del settore, che offre affidabilità superiore anche nelle applicazioni più gravose. Raggiungono una durata operativa più lunga, grazie a una finitura interna ottimizzata che garantisce un rotolamento più regolare e livelli di attrito più bassi; inoltre, questa gabbia consente una migliore dissipazione del calore dal cuscinetto.
La Serie BMPC è un’eccellente sintesi di materiali ad alta resistenza, precisione dimensionale e di rotolamento in classe ABEC 3 (classe ISO 6) e valori di gioco assiale interno calibrati appositamente per le applicazioni nelle pompe. Questi cuscinetti offrono maggiore precisione di rotolamento rispetto ai cuscinetti tradizionali, eccellenti valori di rigidità, precisione di posizionamento dell’albero, migliore distribuzione del carico e capacità di raffreddamento.
I cuscinetti della Serie BMPC hanno un angolo di contatto di 40 gradi per supportare sia i carichi assiali che radiali delle pompe. Inoltre, le facce laterali rettificate con precisione garantiscono il montaggio universale e quindi la massima versatilità. Sono disponibili nella gamma di diametro interno da 20 mm a 150 mm, nelle serie dimensionali ISO 2 ed ISO 3.
Le Serie EW ed EM di cuscinetti radiali a rulli cilindrici di NSK viene utilizzata in combinazione ai cuscinetti a sfere a contatto obliquo della Serie BMPC. La Serie EW è caratterizzata da una gabbia in acciaio stampato, mentre i cuscinetti della Serie EM hanno una gabbia in ottone massiccio monopezzo. Entrambe le Serie EM ed EW offrono capacità di carico superiori ai cuscinetti standard (30% per EM, 20% per EW), che si traducono in una durata maggiore: circa il doppio rispetto ai cuscinetti radiali a rulli cilindrici tradizionali.
Un’altra importante caratteristica delle gabbie EW ed EM è la grande precisione delle tasche di contenimento dei rulli. Il vantaggio principale è la maggiore precisione della posizione dei rulli, che migliora il controllo dei rulli stessi e ne riduce le vibrazioni. Con la Serie EW, la riduzione è compresa fra il 30% ed il 50%, mentre con la Serie EM è ancora maggiore, fra il 50% e il 60%.
Oltre alle pompe centrifughe, i cuscinetti radiali a rulli cilindrici delle Serie EM ed EW vengono utilizzati su macchine quali soffianti e motori elettrici destinati all’azionamento di qualsiasi tipo.
01/03/2007 Danaher Motion ha presentato in Europa le due nuove linee di cilindri di sollevamento elettrici di precisione Thomson serie T e Thomson serie EC. La serie EC si distingue per la facilità di impiego, le minime esigenze di manutenzione e una elevata resistenza. Inoltre le nuove serie offrono il più ampio ventaglio di allestimenti standard oggi disponibile in questo segmento di mercato. I modelli della serie T, sviluppati per applicazioni particolarmente critiche, assicurano prestazioni e resistenza ancora superiori. Le viti a ricircolo di sfere ad alta precisione garantiscono 24 ore su 24 movimenti regolari e silenziosi, oltre alla precisione di posizionamento anche nelle condizioni più difficili.
I quattro modelli di base della serie EC sopportano carichi massimi di 3.600, 7.200, 12.000 o
25.000 N, mentre la corsa massima standard del modello più grande arriva a 1,5 m. I cilindri si muovono a una velocità che raggiunge 1,28 o 1,33 m/s con un’accelerazione fino a 8m/s2. Tutti i modelli EC presentano una tolleranza di riproducibilità di 0,013 mm, con un gioco di 0,25 mm nelle varianti con vite a ricircolo di sfere e di 0,4 mm nei modelli con vite trapezia. I cilindri di sollevamento elettrici possono lavorare ininterrottamente in un range termico compreso tra -30 e +70 °C, con grado di protezione IP54 o IP65 a seconda delle esigenze. Tra gli accessori, sensori di posizionamento magnetici, diversi kit di montaggio e vari attacchi per prolunghe, con filettatura interna o esterna, testa a forcella, attacco a sfera.
I due modelli della serie T hanno una corsa massima di 1,5 o 2 m. Il carico è compreso tra 20.000 e 40.000 N, il momento del carico tra 150 e 300 Nm. Con un’accelerazione di 8 m/s2 i cilindri raggiungono una velocità di 2 m/s. La riproducibilità ha una tolleranza di ±0,05 mm, il gioco è compreso tra 0,18 e 0,21 mm. La serie T è adatta all’impiego continuativo a temperature comprese tra -20 e +70 °C e nelle versioni standard ha grado di protezione IP65.
I cilindri di sollevamento elettrici di precisione sono particolarmente adatti al posizionamento di carichi sporgenti e che richiedono un ampio spazio di movimentazione, condotti o supportati da altri sistemi. Inoltre sono perfetti quando la concentrazione di impurità nell’aria è particolarmente elevata. Altri classici campi di applicazione riguardano i settori dove solitamente si fa uso di cilindri idraulici o pneumatici.
Le tipiche applicazioni dei cilindri di sollevamento elettrici di precisione comprendono il controllo di valvole, il comando di cilindri avvolgitori per nastri di carta e tessuto, l’impilamento o lo scarico di prodotti o imballaggi per il loro trasferimento alle fasi successive della lavorazione, il posizionamento lineare di oggetti oppure il movimento di attrezzi di foratura, saldatura, incollaggio o termoformatura.
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27-02-2007 L’interesse via via crescente che la tecnologia del motion control ha assunto è testimoniato dall’interdisciplinarietà che in questi ultimi anni il tema del controllo del movimento ha raggiunto non solo dal punto di vista applicativo (macchine utensili, packaging, macchine automatiche in generale, impianti di imbottigliamento, magazzini, manutenzione ecc.) ma anche tecnologico, spaziando su un fronte di problematiche estremamente ampio quali: sensoristica, acquisizione dati, comunicazione e controllo.
MC4 Motion Control for, come dimostrato dalle precedenti edizioni che hanno visto la partecipazione di oltre 400 visitatori per evento, è l’occasione ideale per approfondire queste tematiche.
La mostra-convegno è realizzata in collaborazione con Progettare, il primo mensile italiano dedicato alla progettazione industriale, Automazione Oggi, rivista leader in ambito di automazione industriale e Rivista di Meccanica Oggi, da 58 anni il punto di riferimento in ambito di meccanica di produzione e sistemi per produrre.
All’indirizzo http://mc4.vnu.it/mc4, è possibile scaricare l’elenco delle aziende partecipanti.
La partecipazione alla mostra-convegno è gratuita. I visitatori avranno la possibilità di seguire tutti i seminari, ritirare la documentazione e usufruire dei servizi di catering (coffee break e buffet lunch).
Ufficio Marketing:
Daniela Asti – tel. 02.66034378 – [email protected]
Katia Minniti – tel. 02.66034249 – [email protected]
Chiara Chiodaroli – tel. 02.66034214 – [email protected]
27-02-2007 Il calendario degli eventi organizzati dalle riviste tecniche edite da Vnu Business Publications Italia, anche per il 2007 propone Vision for Manufacuring , ma con una importante novità: non una ma due location, per favorire un maggiore coinvolgimento dei visitatori, che già dalla prima edizione avevano dimostrato un grande interesse, e accogliere la richiesta degli espositori.
Organizzato con il contributo delle riviste SdA-Soluzioni di Assemblaggio, Automazione Oggi e Automazione e Strumentazione, l’evento si rivolge a progettisti, system integrator, responsabili e tecnici della produzione che necessitano di risolvere problematiche in ambito manifatturiero legate a: ispezione e controllo della qualità, guida robot, rilevamento presenza, posizione e orientamento, controllo dimensionale, identificazione e Ocr.
Vision for Manufacturing, come dimostrato dalla prima edizione che ha visto la partecipazione di oltre 200 visitatori, sarà l’occasione ideale per approfondire queste tematiche.
La mostra-convegno nasce in collaborazione con Imvg, Italian Machine Vision Group, e vede il supporto di AIdA-Associazione Italiana di Assemblaggio, di Siri-Associazione Italiana di Robotica e Automazione, del Polo della Robotica di Genova e di Emva – European Machine Vision Association.
Per i visitatori la partecipazione alla mostra-convegno è gratuita: potranno seguire tutti i seminari, ritirare la documentazione e usufruire dei servizi di catering.
Inoltre nel mese di ottobre, in data da definire, si svolgerà a Roma un seminario organizzato dall’Associazione Imvg, Italian Machine Vision Group, quale momento formativo di carattere tecnico-scientifico complementare ai due eventi di Torino e Vicenza.
Per maggiori informazioni:
Daniela Asti tel. +39 02 66034.378 mail [email protected]
Katia Minniti tel. +39 02 66034.249 mail [email protected]
Chiara Chiodaroli tel. +39 02 66034.214 mail [email protected]
28-02-2007 Occorrono misure concrete per favorire e accentuare il processo di rinnovamento delle strutture produttive: non solo ammortamenti liberi ma anche rottamazione. Diminuisce l’età media del parco macchine utensili e sistemi di produzione installato nell’industria italiana. Aumenta il grado di innovazione tecnologica degli stabilimenti produttivi. Cresce la quota di macchine presenti nelle piccole imprese, le vere protagoniste degli investimenti in beni strumentali.
Questo, in sintesi, quanto emerge dalla ricerca “Il Parco Macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana” giunta alla sua quarta edizione e realizzata da Ucimu-Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, con il contributo di ministero del Commercio internazionale, Camera di Commercio di Milano e Banca Intesa Medio Credito.
L’indagine, condotta su un campione costituito da 3.000 imprese, fornisce il quadro su: età media, grado di automazione/integrazione, composizione e distribuzione (per settore, dimensione di impresa, aree territoriali) del parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria del paese, al 31 dicembre 2005.
In questo senso, lo studio, svolto con cadenza decennale, fotografa lo stato dell’industria manifatturiera italiana, proponendo interessanti indicazioni in merito al grado di competitività e alle potenzialità di sviluppo dell’intero sistema economico nazionale.
Dall’indagine emerge un quadro confortante circa lo stato di salute dell’industria italiana che rappresenta la vera risorsa per il mantenimento della competitività del paese.
Nonostante ciò, vi sono margini di miglioramento cui si aggiungono indicatori che segnalano un certo rallentamento nel processo, pur continuo, di aggiornamento del sistema produttivo.
Prosegue l’attività di investimento dell’industria italiana in beni strumentali. Essa si concretizza nel continuo accorciamento dell’età media del parco macchine installato che, nel 2005, si è attestata a 10 anni e 5 mesi. Nel 1996 (precedente rilevazione) era risultata pari a 10 anni e 10 mesi. Nel 1984, era di 12 anni e 7 mesi.
Aumenta il grado di automazione del parco macchine, rilevato dall’incidenza di macchine a controllo numerico sul totale. Nel 2005, un terzo delle macchine installate è a controllo numerico. Nella precedente rilevazione (1996), esse rappresentavano appena un quarto del totale dei sistemi di produzione presenti nell’industria del paese.
Parallelamente, cresce il grado di integrazione degli impianti produttivi. In altre parole, sono sempre di più le macchine che operano in modo integrato con altre macchine. In particolare, l’integrazione informatica, comune al 3,7% dei sistemi di produzione del parco, risulta più utilizzata di quella meccanica, estesa solo al 2,5%. Le macchine semplici, prive di qualsiasi tipo di integrazione, sono però ancora assai numerose. Esse rappresentano l’89% del totale del parco installato, a conferma che vi sono ancora ampi margini di miglioramento sui quali è opportuno intervenire al più presto.
Sono le piccole imprese a essere protagoniste degli investimenti in beni strumentali più rilevanti. In linea con una tendenza già emersa nelle edizioni precedenti dell’indagine (1984 e 1996), a fronte della diminuzione della quota di macchine presenti presso le unità produttive di maggiore dimensione, cresce la quota rilevata presso le unità più ridotte. In particolare, nel 2005, le piccole imprese (20-49 addetti) detengono il 52,8% del totale del parco macchine installato; le grandi (200 dipendenti e oltre) assorbono appena il 13,5% del totale. Nel 1996, le piccole imprese assorbivano una quota pari al 43,5%, di contro lo share sul totale delle grandi imprese era pari al 27,9%.
Queste indicazioni testimoniano che il processo di esternalizzazione delle lavorazioni meccaniche da parte delle grandi imprese si è consolidato nell’ultimo decennio. Le unità produttive di maggiore dimensione si dedicano soltanto alle lavorazioni più complesse.
Dall’analisi per tipologia di macchine, appare evidente come le grandi imprese siano quelle che, da più tempo e con maggiore convinzione, investono in nuove tecnologie. Al 31 dicembre 2005, la diffusione del controllo numerico riguarda il 46,7% del parco installato nelle grandi unità produttive. Nelle piccole imprese, le macchine a controllo numerico rappresentano, invece, il 26,6% del totale installato. Allo stesso modo, automazione e integrazione trovano il loro ambito favorevole nelle imprese di grandi dimensioni, dove la quota di macchine singole cala al 72,8%, mentre si riscontra la massima incidenza di automazione (7,2%), integrazione meccanica (9,7%) e integrazione informatica (10,2%).
Riguardo alla distribuzione geografica del parco macchine, l’indagine evidenzia che, con una quota pari al 28,4%, la Lombardia, pur restando la regione con il maggior numero di macchine installate, perde progressivamente peso a favore delle aree del Triveneto (19,5%) e dell’Emilia Romagna (13,3%).
Dall’analisi dei dati ripartiti per settore, emerge che quasi la metà del parco complessivo (49,4%) è installata presso stabilimenti che realizzano prodotti in metallo (fonderie, fucinatura, stampaggio, carpenterie, caldaie, serbatoi, utensili, seconda trasformazione dei metalli, trattamento, rivestimento, ecc.).
Il secondo settore per quantità di macchine installate (24,7% sul totale) è quello dei costruttori di macchinari e materiale meccanico (macchine agricole, macchine utensili per metalli e robot industriali, macchine tessili e per l’abbigliamento, macchine per l’industria alimentare, chimica, della plastica, lavorazione del legno, macchine per le industrie estrattive, edilizie, siderurgiche, ecc.).
Il settore dei trasporti, cui fanno capo i costruttori di autoveicoli e di altri mezzi, è il fanalino di coda per quantità di macchine installate (il 9,8% sul parco totale), segno che, evidentemente, i costruttori hanno consolidato l’esternalizzazione delle lavorazioni meccaniche che vengono effettuate, in misura preponderante, da imprese del settore dei prodotti in metallo.
Dalla ricerca emerge che sono le piccole imprese le vere protagoniste della attività di investimento in beni strumentali. Nelle piccole imprese, infatti, risulta installato oltre la metà del parco macchine. Se si analizza però il livello di automazione e integrazione dei beni strumentali tipico di queste realtà produttive, esso risulta basso, inferiore rispetto a quello delle unità produttive più grandi. “Se ne deduce che le piccole imprese riescono oggi a operare grazie alla decisione delle grandi di esternalizzare le lavorazioni meccaniche. Il rischio, però, di crollo dell’intero sistema industriale costruito in funzione, e intorno, a poche grandi imprese è elevatissimo. Occorre quindi pensare di supportare le piccole imprese, così operose e attive, affinché possano crescere e strutturarsi maggiormente, contribuendo al consolidamento dell’intero sistema economico. A tal proposito Ucimu-Sistemi per Produrre sottolinea, ancora una volta, la necessità di rendere fiscalmente neutrali tutti i processi di fusione, aggregazione e alleanze tra imprese aventi obiettivi comuni, strategia che, tra l’altro, permette di meglio presidiare il mercato internazionale”.
28-02-2007 Obiettivo della presenza di Alberto Sacchi è stata la verifica delle opportunità di collaborazione per favorire lo sviluppo di nuove e più strette relazioni tra operatori italiani e indiani del macro settore del bene strumentale.
“Le autorità indiane, durante gli incontri che ci hanno visto coinvolti – ha affermato Alberto Sacchi – hanno ribadito l’impegno volto, da un lato, alla attuazione della riforma economica del Paese e, dall’altro, alla riduzione delle barriere tariffarie ai prodotti in ingresso nel Paese, provvedimenti questi che favoriranno sicuramente lo sviluppo degli investimenti in beni strumentali”.
“D’altro canto, la forte domanda generata dall’ampliamento della classe media benestante, caratterizzata da una sempre più elevata propensione al consumo – ha continuato Alberto Sacchi – rappresenta un’ottima opportunità per il settore del bene strumentale, a monte della catena produttiva”.
“Oltre a queste affermazioni e agli intenti delle autorità di governo del Paese – ha concluso il presidente di Federmacchine – sono i numeri a confermare l’attrattività del mercato indiano per l’offerta di made in Italy di settore. Ora spetta a noi cogliere questa opportunità”.
Secondo le stime elaborate dal Gruppo Statistiche di Federmacchine, nel 2005, l’India ha acquistato macchinari italiani per un valore pari a 328 milioni di euro, ben il 30% in più rispetto all’anno precedente. Tale andamento dovrebbe proseguire: le previsioni 2006, infatti, indicano un ulteriore incremento dell’export italiano destinato all’India, a conferma della vivacità del mercato e dell’apprezzamento dell’offerta italiana da parte degli utilizzatori locali.
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