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Capitale umano nell’acciaio, carenza di competenze nello studio siderwebERT

Secondo i dati della ricerca di siderweb, in collaborazione con Randstad Research Italia, il 44% delle aziende nel settore dell’acciaio in Italia riscontra problemi di disallineamento nei propri collaboratori tra attività svolte e competenze. I risultati del sondaggio sono stati presentati nel webinar Steel Human, il capitale umano dell’acciaio lo scorso 18 maggio.

Il 56% delle aziende dichiara di avere problemi di mismatch anche in fase di reperimento del personale, e per l’89% delle imprese non si tratta di sovra qualificazione. In fase di selezione, il 47% delle aziende nota nei candidati una mancanza di preparazione e di competenze di base, il 41% di conoscenza di mercato e prodotti e il 32% una carenza di flessibilità e di propensione all’apprendimento.

Le maggiori difficoltà di reperimento sono per operai specializzati (36%), seguiti da tecnici esperti di applicativi specifici e profili specializzati in ambito ingegneristico (28%), e profili specializzati in ambito vendita/marketing (25%).

“Anche per la crescente difficoltà di reperimento di collaboratori con competenze allineate alle proprie esigenze, le aziende scelgono sempre più di optare per forme mediate di reclutamento – commenta Daniel Gouveia, coordinatore statistico di Randstad Research Italia -. Il 56% ha dichiarato di rivolgersi ad agenzie per il lavoro; il 37% a job board sul web, come LinkedIn. Una buona fetta del campione (37%) ha detto di affidarsi al rapporto con scuole e istituti tecnici, per un’integrazione in modo da formare persone con competenze utili alla propria tipologia di attività”.

In risposta a questo disallineamento, le aziende siderurgiche si sono organizzate con almeno una attività di formazione l’anno (94%), con opportunità di formazione tecnica con affiancamento sul campo (85%) e con partecipazione a corsi esterni (82%), Il 32% ha avviato una Academy interna.

“Gli imprenditori – ha aggiunto Gouveia – chiedono più rapporti tra scuola e lavoro, di intensificare il dialogo con istituti e università, che vengano mappati i corsi formativi già esistenti (su tutte le regioni e l’Italia) e creato un calendario corsi a cui potere indirizzare le figure”.

“Anche siderweb potrebbe aiutare in questo coordinamento del network per la ricerca di figure professionali complete e dei talenti – ha detto Francesca Morandi, content manager di siderweb e coordinatrice del progetto STEEL HUMAN -. Per valorizzare le figure della nostra filiera occorre fare rete, per centrare due obiettivi: agire con un’unica richiesta nei confronti del mondo dell’educazione; ottenere un maggiore coordinamento nell’offerta formativa già presente. Inoltre, dovremmo riuscire insieme a trasmettere all’esterno ciò che è la filiera siderurgica, cioè un’industria all’avanguardia e moderna, pronta ad accogliere e valorizzare nuove forze e talenti”.

Filiera che richiede “competenze tecnico scientifiche, ma anche capacità di fare squadra e di essere multi tasking – sottolinea infine Daniele Fano, coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research Italia -. Le competenze devono essere ibride: solide dal punto di vista tecnico scientifico, ma con dei chiari plus in altri campi, dall’informatica alle lingue alla capacità di lavorare con gli altri”.