UI_Giugno_2018

so con i bambini, l’anno scorso ho porta- to 30 ragazzini che non vedono a sciare sull’acqua, quest’anno vorrei portarne ancora di più”. Questo aspetto è interessante per tutti i ragazzi, ma per chi non vede lo è anco- ra di più, spiega Cassioli: “L’unico modo per vivere il mondo, se non lo vedi, è pro- prio viverlo, fare esperienze. Laddove si pongano dei limiti nell’esperienza si sta negando ai ragazzi un bagaglio per cre- scere. Spesso è l’esperienza pratica che manca, perché l’esperienza virtuale non è sufficiente, soprattutto emotivamente (così come anche da tanti altri punti di vi- sta), perché è molto meno coinvolgente. Per questo suggerisco ai genitori dei bim- bi non vedenti di portarli a fare sci nau- tico, di vincere le loro pur comprensibili paure. Certamente vi è il rischio che i loro figli si possano fare male, ma come del resto tutti gli altri bambini. Ho intenzio- ne anche di portare i bambini a provare Zero Gravity. Io ho fatto questa esperien- za e ritengo sia utile anche per loro”. …e nelle scuole e tra i ragazzi Daniele Cassioli ha un suo studio, lavora con sportivi di alto livello, e in particolare ha seguito una squadra di basket di A2. “Una sfida vinta, perché si diceva ‘un cie- co in panchina? E le fasciature? E le tra- sferte?’ E invece ho fatto due campionati, di cui uno vinto, e la mia cecità non è sta- ta causa di alcun problema o difficoltà”. Un infortunio alla spalla lo costringe a interrompere le attività. “Mi sono do- vuto fermare. Avendo avuto più tempo l’ho dedicato a conoscere queste fami- glie di cui mi occupo, a capirne le dina- miche. Dedico loro del tempo, in modo amichevole, perché poi ogni realtà è dif- ferente l’una dall’altra, c’è chi accetta la situazione e chi meno, chi spinge i bam- bini a muoversi, chi è più timoroso”. C’è anche un’associazione, Sestero, con cui viene fatta promozione sociale, inter- venti nelle scuole, nei comuni. Una sorta di percorso culturale? “Assolutamente sì, il punto per me è questo: le difficol- tà non devono impedire alle persone di esprimersi. Mi sono reso conto che mol- to spesso i limiti arrivavano dal mondo esterno, e non erano i miei. Nella prima università cui ho presentato la domanda mi risposero che fisioterapia non era in- dicata per me, perché ci sarebbero stati degli esami a video. Avevo 18 anni ed in passato me ne erano capitate altre anco- ra. Anche il bambino che ti prende in gi- ro: e questa è una delle paure ricorrenti dei genitori che partecipano ai miei pro- getti. A queste paure mi sento di rispon- dere che è importante avere una base solida. Perché certe cose non si posso- no evitare ma ci si deve adattare: come quando hai freddo, non puoi chiedere il caldo. Devi coprirti, ti devi adattare.” Chi volesse vedere tutte le attività di Cas- sioli può farlo dalle pagine Facebook e Instagram, grazie a Laura che cura tutta la parte social. E c’è solo da appassionar- si! Per questo vi proponiamo un suo vi- deo con la realtà aumentata. @anto_pelle giugno 2018 25 GUARDA IL VIDEO CON LA REALTÀ AUMENTATA SCARICA la App EXPERIENCE GATE disponibile gratis su APRI l’App e INQUADRA con lo smartphone l’immagine qui sopra GUARDA il video. VIVI l’esperienza interattiva con la realtà aumentata COME FARE: 1 2 3

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