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89 rmo giugno/luglio 2020 trici. RCM non ha però tagliato alcun posto di lavoro, ha anzi assunto nuovo personale. I cobot hanno infatti inserito nel processo un surplus di produttività cha ha permesso all’azienda di diventare più competitiva. I col- laboratori prima destinati al machine tending sono stati dislocati su altre attività a più alto valore aggiunto. Deployment semplice e rapido. Anche senza alcuna esperienza nella programmazione di robot, gli addetti RCM sono stati in grado (attraverso il programma di simulazione contenuto nella piattaforma Polyscope scaricata dal sito UR) di creare l’intera struttura del pro- gramma prima ancora che arrivasse il robot. Una volta installato il robot in linea il programma è stato sempli- cemente scaricato sul cobot e gli sono stati impostati i waypoint con il sistema di apprendimento in free drive. RCM recupererà il valore di investimento del cobot in meno di un anno. Fra i vantaggi chiaramente per- cepiti dall’azienda vi è quello del re-deployment dei cobot, soluzioni di automazione che è semplice e rapido spostare e applicare a processi diversi. “Man mano che la nostra linea si espande - spiega Marconi - e mentre stiamo cercando di migliorare la produt- tività, abbiamo già piani spostare quei cobot in aree diverse e ottenere una migliore produttività su fasi produttive diverse”. I robot e-Series offrono numerosi vantaggi che com- prendono programmazione intuitiva, una user expe- rience semplice e di valore, la sostituzione rapida delle articolazioni, il rilevamento integrato della forza-coppia e, naturalmente, la maggiore ripetibilità di 30 micron per UR3e e UR5e e 50 micron per UR10e. Tutti fattori molto importanti che stanno aprendo il campo a nuove applicazioni. Oltre all’asservimento macchine, anche compiti come sbavatura, imballaggio e palettizzazione sono automatizzabili con i cobot. “La coerenza qualitativa e di rendimento è stato uno dei principali vantaggi tangibili che abbiamo registrato - afferma Rob Marconi, direttore dell’ingegneria e della tecnologia di RCM Industries -. Quando gli operatori ca- ricavano manualmente le macchine, spesso si destreg- giavano tra più attività come il controllo delle parti e l’entrata e l’uscita delle parti dalla cella. Ciò significava che anche se potevano caricare le macchine abbastanza rapidamente, rischiavano di inserire imprecisioni nel processo che generavano incoerenze ed errori alla fine dello stesso. Il robot invece esegue costantemente lo stesso movimento ogni volta, esattamente nello stesso momento, quindi abbiamo subito riscontrato un au- mento del rendimento del 15% non appena li abbiamo implementati”. Celle aperte e senza gabbie. Mentre il robot è ope- rativo, gli addetti possono entrare liberamente nella cella per regolare la macchina CNC o eseguire altre at- tività. La possibilità di fare a meno delle recinzioni di sicurezza, previa valutazione iniziale del rischio, è un vantaggio chiave dei cobot rispetto ai robot tradizio- nali. Oltre a garantire layout aperti e non segregati da barriere e recinzioni, i cobot garantiscono flessibilità operativa (possono essere spostati ovunque serva un surplus produttivo). Eliminare le barriere permette inol- tre di abbattere i costi di automazione. “Se il cobot non carica correttamente il pezzo in lavora- zione, genererà un errore e lo segnalerà all’operatore. Questi potrà entrare nella cella, rimuovere la parte e riavviare il ciclo senza dover aprire alcuna gabbia di si- curezza e bloccare”, spiega ancora Marconi. L’automazione collaborativa ha sollevato gli operatori dall’esecuzione di compiti particolarmente ripetitivi e noiosi, come il carico e scarico macchine, in alcuni casi persino pericolosi e fonte di disordini muscolo schele-

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