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59 rmo aprile 2020 schermi facciali usa e getta per l’uso da parte del personale medico. Negli Stati Uniti, la società aveva fissato l’obiettivo iniziale di produrre 5 mila scudi facciali che includesse sia una cornice stampata in 3D sia uno scudo di plastica trasparente che copre l’intera faccia. Stratasys ha a disposizione decine di stampanti 3D professionali da applicare alla sfida della produzione di scudi su larga scala, in partico- lare nei suoi stabilimenti Stratasys Direct Manufac- turing, con sede a Eden Prairie, Minnesota, a Austin e in Texas nei dintorni di Valencia, California. Un caso italiano ha riguardato la Elmec 3D, divisione di Elmec Informatica specializzata nella manifattura additiva, che ha progettato e stampato un modello del dispositivo d’emergenza adattabile all’unico fil- tro antivirale disponibile, ovvero un filtro per caschi Cpap. Il materiale utilizzato è il TPU (Poliuretano termoplastico) stampato con la tecnologia HP Jet Fusion 5200. Il materiale è stato scelto per le carat- teristiche di elasticità, biocompatibilità e resistenza agli agenti chimici. Non solo Beretta Fabbrica d’Armi ha risposto alla Call to action di Isinnova, anche Weerg ha aderito stampando in 3D le val- vole per maschere respiratorie d’emergenza ideate dalla startup bresciana e Fablab Brescia. Le stam- panti 3D operative in Weerg possono realizzare pezzi in materiali termoplastici come Nylon PA11 e Nylon PA12, resistenti e ideali per la creazione di prototipi funzionali e parti finali. La società barese Roboze, che d’abitudine realizza stampanti 3D, ha riconvertito lo stabilimento di Bari e messo a dispo- sizione le macchine e il personale per la stampa di valvole per i respiratori. Imprese in campo. Stampa 3D anche in casa HP. La società ha coinvolto di suoi centri di ricerca e sviluppo 3D a Barcellona; Corvallis, Oregon; San Diego, Califor- nia; e Vancouver per produrre pezzi e parti stampati in 3D a supporto delle apparecchiature sanitarie ne- cessarie: maschere per il viso, scudi per il viso, rego- latori, tamponi nasali, apriporta a mani libere e parti del respiratore. Nel dettaglio: apriporta a mani libere, un adattatore che consente un’apertura facile e più igienica attraverso il gomito, dato che le maniglie delle porte sono le più infestate da germi. Un regola- tore di maschera che migliori il comfort e allevi il do- lore all’orecchio al personale sanitario che per molte ore deve indossare la maschera; revisione delle staffe a sostegno degli schermi facciali che si adattino co- modamente a chi le indossi; parti stampate in 3D per una maschera a valvola a sacca meccanica (BVM) pro- gettata per l’uso come ventilazione di emergenza a breve termine. Questo design semplificato consente un dispositivo robusto e meno complesso, facilitando la sua rapida produzione e assemblaggio. Oppure maschere facciali FFP3. Non solo HP ha pensato agli apriporta senza l’uso delle mani. Materialise ha in- ventato un dispositivo che consente di aprire le porte servendosi dell’avambraccio. La società ha messo a di- sposizione in download gratuito il file del dispositivo mentre la società spagnola BCN3D ha sviluppato con il supporto degli ingegneri del CIM-UPC un accessorio per maniglie alternativo che consente sempre l’aper- tura delle porte senza l’ausilio delle mani ma che non richiede l’impiego di viti per il montaggio. Un pro- duttore cinese ha attivato le 200 stampanti 3D per progettare e realizzare speciali occhiali di sicurezza, stampandone oltre 5 mila paia che sono state donate agli ospedali cinesi, proseguendo nella produzione al ritmo di 2 mila pezzi al giorno e puntando a in- crementare la produzione giornaliera a 10 mila paia. @stefano_Belviol Anche Weerg ha aderito alla Call to action di Isinnova stampando in 3D le valvole per maschere respiratorie d’emergenza ideate dalla startup bresciana.
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