Editoriale
rmo
gennaio/febbraio 2014
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Un anno
in
chiaro
scuro
Abbiamo archiviato un anno all’insegna della stazionarietà per il com-
parto manifatturiero, delle macchine utensili e della robotica in par-
ticolare. Per l’industria italiana di settore il 2013 non ha certamente
rappresentato il momento della svolta. Una svolta tanto agognata e
soprattutto tanto necessaria. Anzi, si sono evidenziate ancora una
volta quelle dinamiche che da tempo caratterizzano ormai il tessuto
industriale del settore: una economia trainata dall’export e un mer-
cato interno che langue. Nel 2013 la produzione ha fatto registrare
un fatturato complessivo pari a 4.780 milioni di euro, segnando un
calo dell’1% rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno, inoltre,
le esportazioni si sono confermate la locomotiva dell’andamento di
settore assorbendo i tre quarti del totale prodotto dai costruttori ita-
liani, segnando però un calo dello 0,2% rispetto al 2012. Per con-
tro, il mercato interno dovrebbe aver raggiunto il punto più basso
di caduta degli ultimi anni: il consumo domestico nel 2013 è stato
sostanzialmente stabile rispetto al 2012. È il quadro a tinte in chiaro
e scuro tratteggiato dall’analisi prodotta dal Centro Studi & Cultura
di Impresa di Ucimu. Secondo lo studio il 2014 dovrebbe rivedere i
numeri al rialzo.
La domanda sul mercato è presente ma quello che rappresenta un
macigno sulla via della ripresa della nostra industria è la mancanza
di liquidità per le imprese italiane, che riescono a ottenere degli af-
fidamenti bancari con estrema difficoltà. Come ha ben osservato il
presidente dell’associazione italiana dei costruttori di macchine uten-
sili e robotica, Pier Luigi Galdabini, per riuscire a invertire la tendenza
serve che Governo e investitori istituzionali sostengano questo ten-
tativo di ripresa con provvedimenti
adeguati di rilancio e di sostegno
al credito. Il mondo industriale
non chiede politiche governative
assistenzialiste, al contrario chiede
condizioni in grado di esaltare lo
spirito imprenditoriale di un set-
tore che se non sostenuto rischia
di perdere la sua eccellenza.