PRO475
19 progettare 475 • GENNAIO/FEBBRAIO 2026 re generale per il commercio, la sicurezza economica, le relazioni interistituzionali e la trasparenza – interviene Di Betta -, abbiamo rimarcato le impellenti necessità dell’industria europea. In primis una ridu- zione dei costi dell’energia rispetto ad altri produttori internazionali; attenzione alla produzione di alluminio e acciaio che ar- riverà dall’estremo oriente e i relativi dazi verso la Cina; inoltre, la questioneTurchia che è diventata una sorta di Cina europea. Essa compra materia prima dalla Russia ed Iran a costi irrisori e successivamente commercializza i propri prodotti nel mer- cato europeo a prezzi ultra-competitivi”. La capacità produttiva dell’alluminio in Turchia è di circa 1.000.000 di t annue, di cui un quarto è utilizzata per il fabbisogno interno, un quarto esportato in Europa e la metà è disponibile, ma per ora, non an- cora commercializzata. “Inoltre, abbiamo rimarcato la fondamentale problematica nota come ‘scrap leakage’ – conclude Di Betta -, ovvero l’export oramai incontrol- lato del rottame verso Paesi del lontano oriente e, da qualche mese, anche in USA, reso possibile dalle maggiori possibilità economiche disponibili grazie sia a con- tributi statali, sia ai famosi dazi america- ni, e di fatto generando una gravissima mancanza di questa preziosissima risorsa per noi produttori europei. Infine, è stata segnalata la tassa Cbam Carbon border adjustment mechanism, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, introdotto dall’Unione europea per affron- tare le emissioni di gas serra associate all’importazione di beni extra UE. Un balzello che compromette ulteriormente la competitività dei prodotti delle imprese europee, se implementato nella forma in cui è disegnato oggi”. Cosa dire. La sfida della competitività si gioca sull’in- novazione, la ricerca, la valorizzazione dei marchi e l’uso delle tecnologie. In Eural Gnutti il percorso è tracciato. Investire in innovazione ha un costo, ma spesso ha risultati positivi. utilizzo dell’alluminio, attrezzaggio e im- postazione dei parametri di lavorazione più idonei delle macchine utensili CNC, rispetto alle loro esigenze. Segnaliamo inoltre che, la lega sviluppata da Eural Gnutti 6026LF nota nel mercato per la sua lavorabilità e versatilità, è candida- ta per utilizzo nell’industria alimentare in quanto atossica. Quindi, i connotati di lega altamente produttiva saranno a breve disponibili anche per coloro che producono componentistica per macchi- ne alimentari e componenti a contatto con gli alimenti. Dazi, cosa fare? In questo momento storico si è passati dalla globalizzazione dei mercati, entro certe cornici economiche e regole con- divise tra Stati ed Enti internazionali, a quella della coercizione economica, che include i dazi. L’Amministrazione statuni- tense ha messo in atto un irrigidimento nella propria politica commerciale verso le importazioni di acciaio e alluminio, raddoppiando l’aliquota dei dazi dal 25 al 50%. Le nuove misure sono entrate in vigore dallo scorso giugno 2025. “Certo, è uno scenario in continua evoluzione – commenta Gnutti -, i dazi imposti sui prodotti UE alla dogana USA su acciaio e alluminio del 50% fanno tremare i polsi. Ma ci sono anche note positive. Il mercato e le aziende reagiscono tempestivamente a questi cambiamenti economici. Nella nostra realtà, grazie ai nostri prodotti, tecnologicamente apprezzati dagli utiliz- zatori, i dazi sono parzialmente attenuati proprio dai nostri clienti. Si fanno carico dell’imposta doganale pur di continuare la fornitura dei prodotti Eural. Un atto di fiducia e stima nei nostri confronti, ina- spettata, che ci inorgoglisce”. In America un prodotto sostitutivo con le caratteristi- che offerte da Eural Gnutti è introvabile. Gli utilizzatori americani non ritengono accettabili altre forniture, decisamente di minor qualità rispetto al prodotto italiano. Infatti, per quest’anno sono previsti im- portanti progetti in quel mercato, che an- dranno ad attutire ulteriormente l’impatto dei dazi 2025. Per affrontare un mercato così competitivo è necessario che anche l’UE intervenga a sostegno delle imprese comunitarie. “In continui incontri con e- sponenti della Commissione Europea, da Maroš Šefcovic a SabineWeyand, rispetti- vamente Commissario europeo e diretto- Veduta aerea della fonderia Eural Gnutti, Pontevico.
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