PRO475

17 progettare 475 • GENNAIO/FEBBRAIO 2026 Nessuno vuole negare l’importanza della svolta digitale. Senza nulla togliere alle società hi-tech possiamo dedurre che, in questa fase storica, le aziende mani- fatturiere hanno ritrovato un’importan- za strategica per le singole nazioni. La old economy è tornata di moda e molti Paesi hanno annunciato piani di reindu- strializzazione. Alluminio, acciaio, auto, aerospace, difesa e semiconduttori sono al centro delle discussioni economiche e strategichemondiali. Un’azienda, italiana, che opera nel comparto dei semilavorati in alluminio è Eural Gnutti. Fondata nel 1968 è oggi una realtà con 404 dipendenti e un giro d’affari di 244 milioni di euro nel 2024; è tra i maggiori produttori europei di barre trafilate, estruse e profilati. Ma non è tutto. L’azienda di Rovato, in pro- vincia di Brescia, nell’ultimo decennio, ha rinnovato il suo parco produttivo, sviluppato nuove leghe d’alluminio ri- spettose dell’ambiente e degli operatori/ utenti, che dovranno processare a valle i semilavorati. Quali vantaggi da questa innovazione? “Innanzitutto – ha esordito Paola Gnutti – dobbiamo mettere al cen- tro le persone come guardiani del capitale ambientale. È necessario pensare a una società rigenerativa. Dobbiamo trasfor- mare la logica estrattiva in un modello rigenerativo”. Per esempio, il riciclaggio dell’alluminio permette di risparmiare fino al 95% dell’energia necessaria per la normale produzione di alluminio. Inoltre, questo materiale può essere riciclato infinite volte senza perdere in qualità. La produzione di alluminio secondario è interessante anche dal punto di vista economico, dal momento che le riserve di alluminio primario non riescono più a soddisfare la domanda mondiale. “Le le- ghe Eural di più recente sviluppo - prose- gue Gnutti -, hanno un notevole successo nel mercato nazionale e internazionale. I semilavorati in lega di alluminio senza piombo, denominati Lead Free, permetto- no una facilità nella lavorazione alle ma- chine utensili, non inquinano l’ambiente e concorrono alla salute degli operatori”. “Le leghe 2033, 6026LF e 2077 sonomolto versatili - interviene Di Betta -, grazie alle loro variegate caratteristichemeccaniche, attitudine all’anodizzazione, saldabilità, stampaggio e resistenza alla corrosione sono consigliate per la realizzazione di parti meccaniche in uso in diversi settori industriali quali: l’automotive, elettrico ed elettronico, valvole, oleoidraulica, pneu- matica, food e difesa. Da sottolineare è la prospettiva di un consumo in forte aumento delle leghe di alluminio”. Evoluzione continua L’adozione dei principi dell’economia cir- colare è parte integrante della visione strategica di Eural Gnutti, che ha saputo anticipare i trend del futuro, puntando su un impiego efficiente delle risorse e sulla sostenibilità dei processi produttivi. Questo approccio si è declinato, nel 2023, con una produzione di billette costituite al 74% da materiale riciclato, di cui 47% pre consumer (sfridi) e 27% post consumer (rottami) e un 26% di alluminio primario, a favore di una significativa riduzione dell’impronta di carbonio rispetto a un processo che utilizza solo materie prime vergini e un superiore risparmio energe- tico. In dettaglio, il riutilizzo dell’alluminio richiede solo il 5%dell’energia necessaria Paola Gnutti presidente e Giorgio Di Betta direttore commerciale di Eural Gnutti. Profilati Eural.

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