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progettare
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maggio
2015
L’Italia finanzia
la ricerca. Degli altri
Dal 2007 l’Italia ha regalato almeno 300 milioni di euro all’anno agli altri Paesi europei per
fare ricerca al posto nostro. Offrendo così ai nostri competitor, reali o potenziali, un’arma
di crescita in più. Sembra un paradosso ma sono i numeri a testimoniarlo, e derivano delle
nostre pessime performance nella conquista dei Fondi europei destinati al finanziamento
della ricerca. Troppi i progetti che vengono bocciati rispetto ai tanti che vengono presentati.
E così sui 41,5 miliardi di euro che la Commissione Europea ha messo a disposizione in 7
anni con il VII Programma Quadro il nostro Paese ha conquistato solo l’8,3% del totale. E se
consideriamo che l’Italia contribuisce al bilancio di Bruxelles con una quota superiore al 13%
dei fondi complessivi si capisce come
indirettamente finanziamo i progetti
in R&D degli altri Paesi, a cominciare
dalla Germania che di miliardi ne ha
conquistati il doppio rispetto a noi,
seguita dalla Gran Bretagna (5,9
miliardi) e dalla Francia (4,6 miliardi).
Un trendnegativo, quellodell’Italia, che
si conferma anche nei primi dati del
nuovissimo Piano di ricerca Horizon
2020 che di miliardi ne mette in palio
il doppio: ben 80 in 6 anni. Dei 2.400
progetti finanziati nel 2014dallaUEcon
3,67 miliardi di euro l’Italia ne coordina
circa 200 per 289 milioni: il 7,8% dei
fondi stanziati finora.
Un quadro a tinte fosche tratteggiato
dai dati pubblicati nei giorni scorsi dalla Commissione UE: siamo terzi in Europa per numero di
Progetti presentati (34.536) e richieste di finanziamento (22,9 miliardi di euro) ma la stragrande
maggioranza di questi viene bocciata: solo più di 6mila hanno avuto il disco verde da Bruxelles.
Il nostro tasso di successo sui progetti è del 18,3% contro la media europea del 20,5%. In
pratica siamo terzi nella classifica dei Paesi finanziatori dell’UE ma ventesimi in quella della
capacità di accedervi.
@lurossi_71
[email protected]EDITORIALE
luca Rossi




