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9

progettare

389

maggio

2015

L’Italia finanzia

la ricerca. Degli altri

Dal 2007 l’Italia ha regalato almeno 300 milioni di euro all’anno agli altri Paesi europei per

fare ricerca al posto nostro. Offrendo così ai nostri competitor, reali o potenziali, un’arma

di crescita in più. Sembra un paradosso ma sono i numeri a testimoniarlo, e derivano delle

nostre pessime performance nella conquista dei Fondi europei destinati al finanziamento

della ricerca. Troppi i progetti che vengono bocciati rispetto ai tanti che vengono presentati.

E così sui 41,5 miliardi di euro che la Commissione Europea ha messo a disposizione in 7

anni con il VII Programma Quadro il nostro Paese ha conquistato solo l’8,3% del totale. E se

consideriamo che l’Italia contribuisce al bilancio di Bruxelles con una quota superiore al 13%

dei fondi complessivi si capisce come

indirettamente finanziamo i progetti

in R&D degli altri Paesi, a cominciare

dalla Germania che di miliardi ne ha

conquistati il doppio rispetto a noi,

seguita dalla Gran Bretagna (5,9

miliardi) e dalla Francia (4,6 miliardi).

Un trendnegativo, quellodell’Italia, che

si conferma anche nei primi dati del

nuovissimo Piano di ricerca Horizon

2020 che di miliardi ne mette in palio

il doppio: ben 80 in 6 anni. Dei 2.400

progetti finanziati nel 2014dallaUEcon

3,67 miliardi di euro l’Italia ne coordina

circa 200 per 289 milioni: il 7,8% dei

fondi stanziati finora.

Un quadro a tinte fosche tratteggiato

dai dati pubblicati nei giorni scorsi dalla Commissione UE: siamo terzi in Europa per numero di

Progetti presentati (34.536) e richieste di finanziamento (22,9 miliardi di euro) ma la stragrande

maggioranza di questi viene bocciata: solo più di 6mila hanno avuto il disco verde da Bruxelles.

Il nostro tasso di successo sui progetti è del 18,3% contro la media europea del 20,5%. In

pratica siamo terzi nella classifica dei Paesi finanziatori dell’UE ma ventesimi in quella della

capacità di accedervi.

@lurossi_71

[email protected]

EDITORIALE

luca Rossi