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progettare 386
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GENNAIO
/
FEBBRAIO
2015
È una sfida sul filo dei decimali quella che attende il Sistema Italia nel 2015, alla ricerca di
una via d’uscita dalla spirale della lunga recessione che ha riportato il PIL del nostro Paese ai
livelli del 2000. Secondo le stime del report ‘Eurozone Forecast’ di EY, quest’anno dovrebbe
arrestarsi la discesa del nostro PIL con il ritorno del segno positivo seppure con un modesto
+0,1%, continuando nella crescita nel 2016 con un +0,8% per arrivare a un +1,0% nel 2017.
Quella di quest’anno sarà insomma una ripresa fragile, alimentata dalle esportazioni che
crescono al traino dell’euro e della caduta del prezzo delle materie prime. A questo si somma
latimidezzaormaiendemicadelladomanda
interna. Il tutto condizionato da un clima
di scarsa fiducia che nutrono i mercati e
da una pressione fiscale ai livelli massimi
nell’Eurozona che grava sulle imprese oltre
che sulle famiglie.
Il ‘sentiment’ che arriva dal mondo delle
federazioni confi ndustriali del comparto
manifatturiero italianovede inquesti i fattori
che condizioneranno l’anno e l’andamento
dei settori chiave del Made in Italy, sempre
più proiettato sui mercati esteri per
compensare l’immobilismo e l’assenza di
una politica industriale concreta in grado di
ridare smalto al manifatturiero.
Emerge la foto di un Paese capace di
sprintare ma ingabbiato in una politica industriale che stenta a liberare risorse da investire
a supporto delle imprese, incapace di elaborare un piano energetico nazionale che manca
da un decennio, costretto da una programmazione che non stimola e favorisce interventi di
manutenzione sull’esistente e l’aggiornamento tecnologico di impianti e infrastrutture, carente
di una visione lungimirante che incentivi ricerca e sviluppo tecnologico. Eppure siamo nell’anno
di Expo, che farà diventare l’Italia il crocevia del mondo per sei mesi. Un’altra opportunità che
rischiamo di perdere.
Le opportunità da non perdere
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EDITORIALE
LUCA ROSSI




