Autonomia energetica, crescono gli investimenti nelle aziende secondo il CEE - Meccanica Plus

Autonomia energetica, crescono gli investimenti nelle aziende secondo il CEE

Pubblicato il 29 agosto 2025
Consorzio Esperienza Energia autonomia energetica Fabio Zambelli CEE

Di fronte alla crescente incertezza dei mercati energetici e alle tensioni geopolitiche internazionali, il Consorzio Esperienza Energia (CEE) osserva che le imprese italiane – in particolare quelle energivore – stanno accelerando gli investimenti in efficienza e autonomia energetica.

Il CEE stima che ogni MWh risparmiato si traduce in un risparmio medio di circa 100 euro, ovvero 10.000 euro l’anno per ogni 1.000 MWh di consumo. Un dato che acquista ancora più rilievo in un contesto di crescente volatilità dei mercati energetici, dove definire un piano di efficientamento dei consumi non è più un’opzione, ma una necessità. Le recenti tensioni tra Iran e Occidente, unite alla minaccia di una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz – snodo cruciale da cui transita circa un quarto del petrolio mondiale – alimentano l’incertezza: se oggi il prezzo del greggio resta sotto la soglia psicologica dei 100 $/barile, un’escalation militare potrebbe farlo salire fino a 120–130 $, con ripercussioni dirette sui carburanti e indirette sul gas, aggravando ulteriormente il costo delle bollette energetiche in Europa.

Consorzio Esperienza Energia autonomia energetica Fabio Zambelli“In questo contesto di incertezza molte imprese stanno accelerando percorsi di efficientamento energetico – sostiene Fabio Zambelli, direttore del Consorzio Esperienza Energia (CEE) -,  soprattutto nei settori energivori, ovvero i settori industriali che hanno alti costi energetici rispetto al fatturato e che si trovano in specifici settori ‘a rischio delocalizzazione’. Stiamo registrando un numero crescente di richieste da parte delle aziende, spinte non solo da obblighi normativi, ma soprattutto dall’urgenza di contenere i costi e aumentare la propria autonomia energetica. Sempre più imprese scelgono di investire in impianti di produzione energetica, anche da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza dal mercato e dai suoi continui rincari”.

“Grazie agli interventi di efficientamento energetico – continua Zambelli – è possibile ottenere in media un risparmio del 5%. Naturalmente, il risultato può variare sensibilmente in base al tipo di processo produttivo, alla natura dell’intervento e all’entità dell’investimento”.

Se i prezzi dovessero continuare a salire – o anche solo restare su livelli elevati – le PMI italiane rischiano di non riuscire a mantenere la competitività dei propri prodotti rispetto alle imprese tedesche, francesi e spagnole. I costi delle materie prime, infatti, risultano quasi doppi rispetto a quelli sostenuti in questi Paesi, creando un divario competitivo tutt’altro che trascurabile.

Occorre dunque chiedersi come le aziende possano difendersi. “Nel mezzo della tempesta è difficile trovare il porto sicuro – aggiunge Zambelli -. Se non si sono adottate strategia di copertura del rischio e dei prezzi nei mesi scorsi sarà difficile oggi trovare soluzioni ai prezzi in aumento. Per noi in questi momenti la scelta migliore è quella di adottare strategia di breve: individuare fornitori che permettono di coprire a prezzo fisso il contratto di fornitura di energia dei prossimi mesi per limitare la volatilità dei prezzi”.

Il Consorzio Esperienza Energia, attivo dal 1999, offre servizi di energy management rivolti alle imprese, garantendo un’efficace gestione dei costi e dei consumi energetici, oltre a fornire supporto nella gestione burocratica e amministrativa. Grazie a un monitoraggio costante dei mercati e a un confronto diretto con le aziende, il consorzio individua le migliori strategie per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Inoltre, un’analisi approfondita dei consumi energetici consente di suggerire interventi mirati per ottimizzare costi ed efficienza energetica.



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