Ancora un anno difficile - Meccanica Plus

Ancora un anno difficile

Pubblicato il 9 gennaio 2014

Il vento gelido della crisi continua a battere sul settore delle macchine agricole. Le statistiche elaborate da FederUnacoma (Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura) sulla base dei dati d’immatricolazione forniti dal ministero dei Trasporti indicano, nel periodo gennaio-giugno, un calo del 3% per le trattrici (10.267 macchine immatricolate rispetto alle 10.589 dello stesso periodo 2012), un calo del 19% per le trattrici con pianale di carico (528 unità rispetto alle 651 dello stesso periodo 2012), e un decremento anche per i rimorchi pari al 7,6% (4.756 contro i 5.147 dell’anno precedente). Unico dato in controtendenza è quello relativo alle mietitrebbiatrici, che registrano un incremento del 24,2%, in realtà poco significativo dal punto di vista statistico perché riferito a quantità limitate (231 macchine contro le 186 del primo semestre 2012).

Significative eccezioni

L’esame dei dati suddivisi per regione evidenzia alcune significative eccezioni, vedi quelle relative alla crescita delle immatricolazioni di trattrici in Emilia Romagna (+15%), Lazio (+12,7%), Lombardia (+4,5%), Puglia (+23%), ma l’andamento generale del mercato resta molto critico, e l’ulteriore flessione nella media nazionale aggrava una situazione già molto pesante. Nei cinque anni fra il 2008 e il 2012 il mercato italiano delle trattrici è calato complessivamente del 29%, quello delle mietitrebbiatrici del 38,3%, quello delle trattrici con pianale di carico del 46,5% e quello dei rimorchi del 18,6%.

“La poca redditività delle imprese agricole si combina con la debolezza del sistema-Paese, con la difficoltà di accesso al credito e con la mancanza di strumenti di incentivazione – commenta il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – e questo lascia poche speranze per una ripresa del mercato nella seconda parte dell’anno”.

376 dossier intro foto 2Tengono i componenti

L’industria italiana della componentistica per le macchine agricole e movimento terra prevede, a fine 2013, un bilancio in linea con il risultato del 2012, che aveva visto un fatturato complessivo di circa 1,7 miliardi di euro, con una crescita intorno al 5% nelle esportazioni e un decremento intorno al 7% sul mercato nazionale. Sono le stime delle industrie aderenti a Comacomp (Associazione costruttori componentisti – Confindustria), effettuate sulla base di un’indagine interna all’associazione.

Non si esclude che il consuntivo d’anno possa segnare addirittura un lieve incremento, nell’ordine di qualche punto percentuale, a fronte del recupero che i mercati stanno evidenziando in questo secondo semestre dopo una prima parte dell’anno di segno negativo.

Una costante di questo comparto della meccanica negli ultimi anni – confermata anche dal rilevamento Comacomp – è il differente andamento del mercato nazionale, in fase calante, rispetto al mercato estero, che risulta in crescita. Sia pure frenato dal calo sul mercato interno, l’andamento complessivo del settore è positivo, giacché sono le esportazioni, che rappresentano oltre l’80% del fatturato, l’elemento decisivo nei bilanci aziendali.

L’analisi prende in esame i due segmenti in cui si divide il mercato, quello OEM (original equipment manufacturer) che riguarda le forniture dirette alle aziende, e  quello AM (after market) che riguarda i ricambi e gli accessori.

376 dossier intro foto 1Per quanto riguarda le esportazioni, nel segmento OEM si prevede, dopo l’incremento intorno al 4-5% registrato nei primi sei mesi del 2013, un bilancio conclusivo all’insegna della stabilità con la conferma delle stesse percentuali d’incremento rilevate nella prima parte della stagione; mentre nel segmento AM si prevede, dopo una prima parte dell’anno caratterizzata da una flessione compresa fra il 5 e il 10%, una seconda parte in recupero e un consuntivo finale in linea con i risultati dello scorso anno, per effetto anche della combinazione fra l’andamento stabile dei mercati del Centro e Nord Europa, e la flessione registrata invece nei Paesi del Sud e dell’Est Europa.

Per quanto riguarda invece il mercato interno, l’anno dovrebbe chiudersi con gli stessi volumi del 2012 nel segmento OEM, e con incrementi intorno al 5% nel segmento AM. “La forte presenza sui mercati esteri – commenta il presidente di Comacomp Alessandro Malavolti – è l’elemento che sta sostenendo le nostre imprese, che comunque scontano le difficoltà del mercato nazionale e la debolezza complessiva del sistema-Paese”.



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