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Tecnologie per il legno, torna a crescere il mercato interno nei dati Acimall del terzo trimestreERT

Il settore delle macchine e tecnologie per la lavorazione del legno e i suoi derivati rappresentato da Acimall ha segnato un’ulteriore calo negli ordinativi, pari a -9,4%, nel terzo trimestre 2024, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La novità nei dati elaborati dall’Ufficio studi di Acimall riguarda però la crescita della domanda interna, salita del +16,1% nel trimestre, mentre hanno continuato a perdere le commesse dall’estero, a -12,4%. Il risultato positivo sul mercato interno sarebbe legato agli incentivi di Industria 5.0, che nonostante le difficoltà di ‘messa a terra’ dell’iter procedurale e in attesa dei provvedimenti tesi a semplificarlo, stanno dando qualche segnale anche nel comparto delle macchine e delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei suoi derivati, particolarmente nelle forniture di grandi impianti. Una boccata di ossigeno offerta dal mercato italiano, dopo oltre due anni di calo degli ordinativi, una tendenza che ci si augura possa presto trovare riscontro anche nelle esportazioni, portando finalmente il valore complessivo degli ordini verso valori positivi.

Il portafoglio ordini sale a tre mesi di produzione assicurata (erano 2,9 nel periodo aprile-giugno di quest’anno), mentre dal primo gennaio 2024 i prezzi sono aumentati dell’1,6%.

Piuttosto chiaro il sentiment delle imprese del settore, ritratto nei valori riportati nella indagine qualitativa, secondo i quali il 50% del campione prevede che la produzione sarà stabile, mentre il 50% esprime la propria preoccupazione per un ulteriore calo. Nessun intervistato immagina possa esserci una crescita. Confermato rispetto al trimestre precedente il valore di quanti si attendono un calo della occupazione (20%) e scendono al 75% gli intervistati che prevedono una sostanziale stabilità. Solo il 5% propende per un aumento.
Giacenze stabili per il 65% degli intervistati, in aumento per il 25% e in diminuzione per il restante 10%.

Decisamente interessanti infine i dati che emergono dalla indagine previsionale, che sul mercato interno vede il 55% del campione attendersi una fase di stabilità (era il 50 nel trimestre precedente), il 5% una crescita (stesso dato del periodo aprile-giugno 2024) e il 40% un ulteriore calo (era il 45 per i tre mesi precedenti). Per il mercato estero il 65% del campione si pronuncia per la stabilità (era il 50%), il 35% per un peggioramento (stesso dato del trimestre precedente) e nessuno si attende un miglioramento (gli ‘ottimisti’ erano il 15% nel trimestre aprile-giugno).