Nel primo semestre 2022 SKF ha registrato una crescita dei ricavi su base organica oltre il 5%, con vendite nette pari a 23.655 milioni di corone svedesi e volumi di vendita relativamente stabili.
A trainare la crescita è stata la domanda in generale forte nella maggior parte delle regioni, soprattutto nei segmenti target con elevate prospettive di crescita, da un incremento delle vendite nel settore automotive superiore alle previsioni e da un continuo adeguamento dei prezzi, che ha permesso di mitigare l’elevata inflazione dei costi. L’area industrial è in particolare cresciuta del 6%, mentre l’incremento nell’area automotive è stato del 3%. Le vendite nei segmenti target a forte crescita, tra cui ferroviario, automazione, agricolo, food & beverage, continuano ad aumentare a due cifre. L’utile netto operativo è sceso a 2.473 milioni di corone svedesi (3.118 lo scorso anno), con un margine operativo rettificato del 10,5% (15,0%). L’area industrial ha registrato un margine del 13,8% (17,4%) e l’area automotive dell’1,7% (9,1%).
L’andamento dei margini nel trimestre è in larga misura imputabile alle circostanze di eccezionale difficoltà occorse nei mesi di aprile e maggio. Segnatamente, hanno influito negativamente sui risultati la guerra in Ucraina e il lockdown in Cina. Tale situazione ha prodotto un rialzo dei costi di materiali, energia e logistica pari a circa 600 milioni di corone svedesi rispetto al primo trimestre dell’anno. Nel mese di giugno le condizioni di mercato sono apparse più stabili. Questo, insieme ad un ulteriore incremento dei prezzi adottato dalla società, ha portato a una maggiore stabilità degli utili verso la fine del trimestre. Per il futuro, SKF continuerà a porre l’attenzione al controllo dei costi e all’aumento dei prezzi per adeguare i propri listini trimestre dopo trimestre. Il flusso di cassa derivante da attività è migliorato in modo sequenziale ed è stato di 1.293 milioni di corone svedesi (1.372).
“Continuiamo a puntare alla realizzazione di una SKF più incentrata sul cliente, più redditizia, più rapida nella crescita e più snella – dichiara Rickard Gustafson, presidente e CEO di SKF -. Oltre a investire nelle nostre aree di crescita target e a velocizzare il percorso di automazione dei nostri stabilimenti, stiamo anche lavorando per sfoltire la nostra offerta. A titolo esemplificativo, nell’area Automotive abbiamo già deciso di abbandonare le attività meno profittevoli, con vendite totali per oltre 1.200 milioni di corone svedesi. Attività che saranno ulteriormente ridotte al momento del rinnovo dei contratti a lungo termine”.
“Per quanto riguarda il consolidamento degli stabilimenti, abbiamo annunciato la chiusura di altri due siti nella prima metà dell’anno. Abbiamo inoltre completato la già annunciata uscita da tutte le attività in Russia – continua Gustafson -. Per rafforzare e integrare ulteriormente la nostra offerta di tenute industriali, abbiamo siglato un accordo per l’acquisizione dell’azienda italiana Tenute. Nell’attuare la fase successiva della nostra strategia, sono inoltre stati anunciati due cambiamenti nel Group Management: Patrick Tong (president industrial aales China and Northeast Asia) e Kent Viitanen (presidente industrial sales EMEA), che hanno entrambi avuto un ruolo significativo nello sviluppo di SKF negli ultimi anni, lasceranno l’azienda nel corso del terzo trimestre. A nome di tutti i dipendenti SKF, auguro loro il meglio per il futuro”.
Guardando al terzo trimestre 2022, l’azienda prevede infine un elevato tasso di crescita a una sola cifra delle vendite organiche, con una ripresa della domanda nell’area Automotive rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La previsione di SKF è per un perdurare dell’elevato livello di volatilità dei mercati, stante il protrarsi della guerra in Europa, l’inflazione elevata, il rischio di restrizioni legate alla pandemia di Covid-19 in molte aree geografiche, le difficoltà nella catena di fornitura e l’instabilità della domanda. Per l’intero anno 2022, l’azienda mantiene quindi la sua previsione di una crescita delle vendite organiche di circa il 4-8%.