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Rallenta l’industria reggiana nel terzo trimestre, crescita scesa a +1,4%ERT

L’indagine congiunturale di Unindustria Reggio Emilia sul terzo trimestre 2022 mostra una flessione nei livelli produttivi, scesi al +1,4% nel confronto con i livelli dello stesso periodo del 2021, e contro una crescita che nel primo trimestre era stata del 9,5% e del 4,3% nel secondo.

Un dato che mostra come anche le imprese reggiane scontino gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia e della forte incertezza generata dall’aggressione russa all’Ucraina. In flessione risulta anche la dinamica del portafoglio ordini, per la prima volta in due anni, con rallentamento sia della componente interna della domanda che componente estera, sebbene questa in modo meno accentuato. Ancora relativamente positiva invece l’occupazione, che nel terzo trimestre 2022 a livello provinciale è leggermente cresciuta (+1,4%).

Fonte immagine Unindustria Reggio Emilia

“Il rallentamento dell’economia globale e il forte aumento dell’incertezza hanno determinato un sensibile raffreddamento del clima di fiducia delle imprese, che fino all’estate era ancora cautamente ottimistico – spiega Roberta Anceschi, presidente di Unindustria Reggio Emilia -. Gli sviluppi della guerra, l’emergenza energetica e la disponibilità dei fattori di produzione, le cui quotazioni restano molto più elevate di quelle pre-pandemia, stanno abbassando sensibilmente le prospettive di crescita”.

Le dichiarazioni degli intervistati segnalano quindi un peggioramento del quadro congiunturale a breve termine, con un’ulteriore flessione della quota di aziende interessate da aumenti della produzione (14,8% contro 28,6% della rilevazione del secondo trimestre), nonché un ampliamento della quota di operatori con produzione in calo (42,6% contro 21,4% della rilevazione precedente). Pure le previsioni degli operatori riguardo alla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sono orientate al peggioramento del quadro congiunturale sia sul mercato interno, sia sul mercato estero.