Meccanica Plus

Proiettare emozioni con la luce.ERT

La progettazione

L’intera progettazione dei proiettori avviene nell’ufficio tecnico di Castel Goffredo. L’adozione del ciclo di lavorazione della lamiera all’interno dello stabilimento ha permesso una migliore sinergia tra la fase progettuale e quella realizzativa. Il vantaggio di questa scelta garantisce all’azienda la possibilità di portare il pezzo in lavorazione già solo dopo poche decine di minuti che è stato disegnato. “Questo ci garantisce di essere molto veloci nella progettazione di nuovi prodotti, di semplificare le operazioni e ridurre i costi, commenta Dedoro. É cambiato così anche il nostro modo di progettare: adesso progettiamo in relazione alla possibilità delle nostre macchine e questo ci permette di ottenere pezzi anche complicati in modo più economico”. Un esempio in questo senso arriva nel caso di particolari tipologie di punzonatura ipotizzate in fase di progettazione. “Prima di comprare il punzone, adesso proviamo a praticare lo stesso tipo di foro con il laser: quando abbiamo constatato che la soluzione trovata è quella che cercavamo compriamo il punzone, spiega Dedoro. Questa metodologia di lavoro ci consente di avere il pezzo subito pronto e un monitoraggio costante direttamente in produzione”.

La fase meccanica

Con l’adozione del ciclo di lavorazione meccanica internamente, e più specificatamente con la lavorazione della lamiera eseguita su macchine Trumpf, è cambiata anche la produzione dell’azienda. Permettendo a Coemar di spostare la sua attenzione da un mercato che si presentava ormai saturo, come quello dell’illuminazione indirizzata alle discoteche, per rivolgersi verso il mondo del professional lighting di grandi eventi. “Il cambio di produzione coincideva con un diverso modo di realizzazione dei pezzi più sofisticati, continua Dedoro, e quindi con la necessità di avere macchinari in grado di garantirci precisione nella lavorazione nei pezzi”. Nel nuovo tipo di produzione, infatti, la precisione è diventata una condizione indispensabile: dimensioni e asse ottico hanno adesso misure più ristrette da rispettare. Se le parti in lamiera non vengono realizzate entro le tolleranze richieste il rischio è quello di comprometterne l’assemblaggio. “Con l’utilizzo delle macchine combinate Trumpf, abbinando la punzonatura al taglio laser, entra nel dettaglio Dedoro, riusciamo oggi a ottenere dei pezzi a incastro che difficilmente con le macchine tradizionali o per conto terzi si riesce a realizzare. E con velocità che ci permettono di migliorare, in qualità e quantità, la nostra produzione”. Il modello TC 6000 L, che riprende e potenzia le performance del TC 600 L, ha una testa di tranciatura idraulica che agisce a 900 colpi/min durante le operazioni di punzonatura. Durante questa fase il laser, integrato nella macchina, è protetto dalle vibrazioni attraverso un cuscinetto ad aria. L’equipaggiamento laser permette di tagliare ad alta velocità lamiere con spessore fino a 8 mm. Durante il taglio laser, un dispositivo di controllo automatico mantiene costante la distanza tra l’ugello e la superficie della lamiera, consentendo il taglio di oggetti già formati.

Basta microgiunture

“La soluzione della macchina che combina punzonatura e taglio laser è per noi quella migliore, commenta Dedoro. I pezzi infatti prodotti con la TC 600 L e TC 6000 L escono completi, già con filetti, imbottiture, svasature e, altro fattore importante, senza microgiunture. Quindi, la superficie esterna è perfettamente liscia. Un fattore che agevola notevolmente il lavoro di piegatura con le TB85 e TB 50, garantendo anche maggior precisione del pezzo piegato”. A completare l’apporto di flessibilità nel processo produttivo contribuisce anche il sistema di carico e scarico montato sulle macchine combinate, sviluppato appositamente per un’evacuazione priva di graffi di piccoli pezzi.