Dallo scorso 10 settembre la città di Milano è candidata per ospitare una delle tre corti UE del Tribunale Unico dei Brevetti (quella per le cause farmaceutiche) e in virtù del fatto che una sede è vacante, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. La decisione è stata presa dall’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in prossimità della scadenza dei termini, e come ha tenuto a precisare Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, “grazie al nostro pressing”.
Le altre due sedi sono a Parigi e Monaco di Baviera a cui la Commissione UE ha affidato provvisoriamente le competenze prima in capo a Londra. Obiettivo è dunque quello di portare Milano al fianco di Parigi e Monaco il compito di registrare le nuove scoperte e soluzioni ideate nel campo delle scienze umane e del farmaceutico.
Secondo Chiara Franzoni del Politecnico di Milano “è questa una strada da percorrere perché l’Italia è uno dei Paesi che brevettano di più e non ha ancora avuto una sede europea. Insieme e a noi concorre l’Olanda”.
Nel 2020, anno difficile e segnato dalla pandemia, l’Italia ha presentato 4600 domande di brevetto, una cifra record. Il 60% delle domande viene da tre regioni: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Milano, già capitale dell’industria, della moda e del design, delle idee da trasformare in tecniche o prodotti è ora anche la capitale delle invenzioni con il 30% dei brevetti presentati.
Il totale complessivo delle domande presentate nel 2020 all’EPO (European Patent Office) è lievemente diminuito dello 0,7% rispetto all’anno record 2019, ma fa specie notare come l’andamento italiano sia in netta controtendenza. Da noi sono arrivate il 3% delle domande, il doppio rispetto all’anno precedente anche se ancora lontani da Stati Uniti (25%) e Germania (15%).
Numeri che tra l’altro non tengono conto di importanti realtà: per esempio CNH Industrial NV o Stmicroelectronics NV non compaiono in questa classifica in quanto non sono registrati in Italia ma nei Paesi Bassi.
Tra i principali settori tecnici coinvolti, il farmaceutico (+10,2% a 8.589 domande) e la biotecnologia (+6,3% a 7.246) hanno registrato i maggiori incrementi. La tecnologia medica (+2,6% a 14.295) assorbe la maggior parte delle invenzioni nel 2020, e supera la comunicazione digitale, che rappresentava il settore più attivo nel 2019 (nel 2020 +1% a 14.122).