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Meccanica italiana in stallo, ma rimane un settore trainanteERT

Disattese le previsioni positive annunciate a fine 2003 per le aziende della meccanica varia italiana, che nei primi tre mesi del 2004 denunciano un diffuso calo dei fatturati. È quanto emerge dai risultati dell’indagine trimestrale sull’andamento del settore resi noti dall’Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine). Dopo un quarto trimestre 2003 caratterizzato da seppur cauti segnali di ripresa, il I trimestre 2004 segna infatti il passo sia sul mercato italiano che su quello estero, pur presentando un discreto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Analizzando i dati elaborati dalla Federazione su un campione di 423 imprese associate, emerge che tra gennaio e marzo il saldo tra le aziende che denunciano una situazione di fatturato “migliorata” e quelle che invece la giudicano “peggiorata” è in calo, essendo passato da +12,8% del IV trimestre 2003 a –6,9% del I trimestre 2004. Il fatturato complessivo rispetto al periodo ottobre/dicembre 2003 è aumentato per il 26,4% delle aziende (34,1% nel IV trimestre 2003) ed è rimasto stabile per il 40,3%; aumentano le aziende che dichiarano peggiorata la situazione: dal 21,3% del periodo precedente al 33,3%.

Situazione meno critica sui mercati esteri, con un saldo pari a +1,5% (era +11,8% nel trimestre precedente), che su quello interno, che ha fatto registrare un saldo pari a –10,2% (+8,9% del IV trimestre).

In leggero recupero gli ordini sia dall’Italia che dall’estero anche se la situazione si presenta ancora difficile in quanto la ripresa non sembra attecchire nell’area euro che rappresenta il nostro principale mercato di riferimento. L’occupazione denuncia una sostanziale stabilità. Improntate invece a cauto ottimismo le previsioni per il secondo trimestre dell’anno, per il quale si intravede un lieve miglioramento della situazione.