Meccanica Plus

Materiali in stampa 3D Stratasys pronti a essere testati sulla LunaERT

Stratasys parteciperà a una prossima missione spaziale fornendo materiali realizzati in stampa 3D per testarne la resistenza e le prestazioni sulla Luna.

Gli esperimenti fanno parte della prima missione Space science & technology evaluation facility (SSTEF-1), servizio commerciale di sperimentazione spaziale sviluppato da Aegis Aerospace a Houston, in Texas, nell’ambito del programma Tipping point della NASA per fornire servizi di ricerca e sviluppo sulla superficie lunare. Il progetto SSTEF-1 si incentra sullo sviluppo della tecnologia per le infrastrutture e le capacità dello spazio lunare e vicino alla Terra. Gli esperimenti di Stratasys saranno sponsorizzati da Northrop Grumman Corporation.

In questa missione, Stratasys fornirà campioni stampati in 3D che saranno trasportati sulla superficie lunare da un lander senza equipaggio in una struttura contenitiva stampata in 3D da Stratasys con la termoplastica ULTEM 9085, un materiale comunemente utilizzato per gli interni degli aerei commerciali. Tre materiali saranno al centro di due diversi esperimenti condotti da Northrop Grumman.

Il primo esperimento valuterà le prestazioni di un campione realizzato con l’Antero 800NA di Stratasys, un filamento FDM rinforzato con tungsteno. L’Antero 800NA è una termoplastica a base di PEKK ad alte prestazioni dalle ottime proprietà meccaniche, resistenza chimica e basso degassamento. L’aggiunta di tungsteno serve a fornire una schermatura contro le radiazioni nocive, come i raggi gamma e i raggi X. Nella foto di apertura, l’alloggiamento per l’esperimento sulle radiazioni realizzato con termoplastica FDM Antero 840CN03 di Stratasys che contiene i campioni di prova di schermatura dalle radiazioni, tra cui uno di FDM Antero 800NA rinforzato con tungsteno (grigio scuro) e uno di SL Somos PerFORM (bianco), entrambi di Stratasys.

Alloggiamento per l’esperimento sulle radiazioni realizzato con la termoplastica FDM Antero 840CN03 di Stratasys, con una cover rossa ‘Remove before flight’ realizzata con la resina ULTEM 9085 di Stratasys per proteggere i campioni di prova durante il trasporto sulla Luna e il posizionamento sulla superficie.

Il secondo esperimento passivo è stato studiato per valutare le prestazioni dei materiali stampati in 3D nello spazio. Includerà il filamento FDM Antero 840CN03, che ha proprietà ESD per applicazioni di elettronica ed è stato utilizzato sulla navicella Orion. Inoltre, verrà testato anche un nuovo fotopolimero ESD prodotto da Henkel, partner di Stratasys, da utilizzare sulle stampanti 3D Origin One di Stratasys e progettato per ambienti ad alte temperature. L’esperimento esporrà campioni dei materiali stampati in 3D alla polvere lunare, alla bassa pressione che può provocare il degassamento e ai rapidi sbalzi di temperatura dovuti all’assenza quasi totale di atmosfera sulla Luna.

“La produzione additiva è una tecnologia importante per le missioni spaziali, che richiedono prestazioni elevate e nelle quali ogni singolo grammo di peso conta – ha dichiarato Rich Garrity, chief industrial business officer di Stratasys -. Questa serie di esperimenti ci aiuterà a capire come sfruttare appieno la stampa 3D per garantire la sicurezza di persone e attrezzature durante il viaggio verso la Luna e oltre“.