Torna in fieramilano Rho dal 6 all’8 maggio 2025 l’appuntamento con Made in Steel, la Conference & exhibition internazionale dedicata alla filiera dell’acciaio arrivata alla sua undicesima edizione, ideata e organizzata da siderweb, la community dell’acciaio.
L’evento sarà ospitato nei padiglioni 22 e 24 di fieramilano Rho (Milano), su una superficie espositiva complessiva di oltre 35mila metri quadrati. Dopo quella del 2021, arrivata in coda alla pandemia di Covid-19 e i lockdown, e quella del 2023, segnata dalla ripresa e da una rinnovata fiducia, l’edizione 2025 di Made in Steel viene annunciata in una fase di grande incertezza, tra rallentamento dell’economia, conflitti e crisi geopolitiche globali.
“L’anno si è aperto all’insegna della cautela. Ma, sotto il velo dell’attendismo nella contingenza, l’acciaio è in grande fermento – dichiara Paolo Morandi, amministratore delegato di Made in Steel e di siderweb -: la decarbonizzazione, con il sempre più stringente quadro normativo europeo, si sta rivelando obbligatoria per continuare a restare competitivi sul mercato; la crisi dell’energia ha spinto a investire su efficienza energetica e fonti alternative; l’innovazione di processo passa dall’industria 5.0, che va addirittura oltre l’intelligenza artificiale, riportando l’uomo al centro dei processi. In questo contesto di rapido cambiamento e di nuove sfide, Made in Steel si prepara a tornare e a confermare il proprio intento: quello di essere arena per il business e per il confronto tra gli operatori, e allo stesso tempo luogo di incontro e scambio di informazioni strategiche e punti di vista sul futuro a medio e lungo termine della siderurgia nazionale ed europea. Per affrontare insieme, giovani, donne e uomini dell’acciaio, le sfide del futuro”.
La prenotazione degli spazi espositivi sarà possibile a partire da maggio 2024, quando mancherà un anno all’evento.
A gennaio, l’Italia ha prodotto 1,64 milioni di tonnellate di acciaio, in recupero del 5,9% tendenziale, secondo i dati Federacciai. Nel 2023, le acciaierie nazionali hanno prodotto 21 milioni di tonnellate di acciaio, il 2,5% in meno rispetto al 2022 e il 13,7% in meno rispetto al 2021 (-3,5 milioni di tonnellate). Escludendo il 2020, la produzione siderurgica del 2023 è stata la più bassa degli ultimi dieci anni. In dettaglio, nel 2023 sono stati sfornati 11,7 milioni di tonnellate di prodotti lunghi (-2,9% sul 2022) e 9,5 milioni di tonnellate di prodotti piani (-0,1%).
L’Unione europea a 27, secondo la World Steel Association, nel 2023 ha prodotto 41,7 milioni di tonnellate di acciaio (-7,4%). Per il consumo reale di acciaio in Europa, intanto, il 2024 non sarà l’anno della ripresa. Lo ha previsto Eurofer, l’associazione europea dei produttori siderurgici, nell’ultima edizione del suo ‘Economic and Steel Market Outlook’. Anche quest’anno la domanda europea avrà il segno ‘meno’ (-0,4%) come già nel 2022 (-2%) e nel 2023 (-3,1%). Si prevedono un primo e un quarto trimestre in contrazione (rispettivamente -1,6% e -3,8% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente) e una parte centrale dell’anno in ripresa (+3,1% e +0,4% nel secondo e terzo trimestre). Per il 2025 le prospettive sono migliori: +1,3% rispetto al 2024. Da segnalare, per l’anno prossimo, che la ripresa sarà però concentrata nella seconda parte dell’anno.
Quanto ai prezzi dell’acciaio al carbonio sul mercato nazionale, da inizio anno si è registrata una certa stabilità, come certifica il Carbon Steel Index (indice che condensa l’andamento dei prodotti finiti in acciaio al carbonio in Italia) elaborato da siderweb.
Nel 2022, l’acciaio nazionale ha generato un fatturato di 93,3 miliardi di euro, in aumento del 16,6% rispetto all’anno precedente (secondo i numeri contenuti nell’edizione 2023 di Bilanci d’Acciaio, il principale studio di siderweb che analizza in chiave strategica e prospettica i risultati economico-finanziari della filiera siderurgica). L’utile era salito del 39% da 3,6 a circa 5 miliardi di euro. L’Ebitda era migliorato del 24%, passando da 7,5 a 9,3 miliardi di euro.