La produzione 2020 di macchine utensili in Italia ha subito un calo del -23,7%, a quota 4.970 milioni di euro nei dati di preconsuntivo del Centro studi & cultura d’impresa di Ucimu, pagando i disagi portati dalla pandemia.
A scendere sono state sia le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, -28,2% a un valore di 2.090 milioni, sia le esportazioni, crollate del -20% a 2.880 milioni. Secondo l’elaborazione Ucimu sui dati istat, nei primi nove mesi dell’anno (ultima rilevazione disponibile), il calo dell’export di sole macchine utensili è stato pesante e generalizzato. Le vendite negli Stati Uniti, risultato primo paese di destinazione del made in Italy di settore, sono scese a 229 milioni di euro (-21,4%). A seguire vengono quindi Germania con 185 milioni (-31,2%); Cina con 162 milioni (-28,2%); Francia con 115 milioni (-34,3%) e Polonia con 92 milioni (-30,8%).
L’emergenza sanitaria ha quindi inciso anche sui consumi di macchine utensili, robot e automazione in Italia, scesi del -30,3% a 3.385 milioni di euro, penalizzando anche le importazioni, calate del -33,4% a 1.295 milioni. La forte riduzione del consumo domestico di macchine utensili ha determinato l’incremento del rapporto export su produzione, passato da 55,3% del 2019, a 57,9% del 2020.
Sono però positive le attese per il 2021, per cui si prevede una ripresa della produzione a 5.795 milioni di euro (+16,6% sul 2020), con esportazioni a 3.220 milioni (+11,8%) e consegne dei costruttori italiani sul mercato interno in salita a 2.575 milioni (+23,2%). Il consumo riprenderà dinamicità registrando un incremento del 23,3%, salendo a 4.175 milioni di euro. Anche le importazioni torneranno quindi a crescere, attestandosi a 1.600 milioni di euro pari al 23,6% in più rispetto all’anno precedente. Il dato di export su produzione tornerà al 55,6% per effetto del bilanciamento dell’attività dei costruttori italiani tra mercato interno ed estero.
“Certo siamo lontani dal ritorno ai livelli di attività del periodo pre-emergenza ma le previsioni per il 2021 sono positive e fanno ben sperare per il futuro prossimo – commenta Barbara Colombo, presidente Ucimu -. La disponibilità e la diffusione graduale dei vaccini contribuiranno in modo determinante alla ripresa dell’attività anche oltreconfine, facilitando il ritorno alla normalità della mobilità delle persone, indispensabile per il business delle nostre imprese da sempre impegnate sui mercati esteri. L’impossibilità di movimento di merci e persone, così come la pressoché totale assenza di manifestazioni espositive, ha messo a dura prova il nostro operato. Ma il 2021 sarà l’anno di EMO Milano 2021, che torna in Italia dopo sei anni e dopo il successo dell’edizione 2015, ospitata a fieramilano dal 4 al 9 ottobre, presentandosi di fatto come primo appuntamento fieristico internazionale dopo circa un anno e mezzo. Anche per questo crediamo che EMO Milano, che agisce da sempre come moltiplicatore della domanda di macchine utensili, avrà un effetto ancor più dirompente sugli investimenti in sistemi di produzione e tecnologie 4.0″.