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La salute… delle impreseERT

La crisi economica sta mettendo a dura prova la tenuta delle imprese del comparto biomedicale sotto molti aspetti – finanziari, gestionali e organizzativi, di prodotto e di modello di business – va tuttavia sottolineato che lo scenario economico, per quanto fondamentale, è solo una delle variabili nel quadro complessivo di riferimento e va quindi interpretato in correlazione con le altre variabili chiave.

In termini di possibili prospettive di evoluzione del mercato nel suo complesso, vanno considerati anche altri numerosi fattori che influenzano in modo significativo la competizione nel settore medicale – i grandi trend di cambiamento della tecnologia, dei sistemi sanitari, dell’evoluzione sociodemografica e della comunicazione – che costituiscono quindi altrettante sfide ma anche opportunità per lo sviluppo e la crescita delle imprese nel medicale.

 

Capacità competitiva

Nel complesso contesto globale e a fronte di evoluzioni di scenario sempre più rapide, si evidenziano maggiormente le differenze di capacità competitiva tra le aziende del comparto produttivo di questo settore, non solo tra le diverse nicchie di mercato ma anche tra le diverse strategie e le risorse a disposizione delle imprese. In questo senso, dal campione di imprese considerate nello studio, emerge che ci sono ancora aziende che riescono ad affrontare positivamente queste sfide impegnative, mettendo in atto modalità produttive e organizzative che consentono di mantenere competitiva la produzione italiana e veneta nel biomedicale.

 

Cogliere le opportunità

Non si evidenziano tra le imprese grandi illusioni sulla capacità della politica di guidare la riorganizzazione del sistema sanitario pubblico – in termini di sostenibilità – con la necessaria gradualità e sostenendo al contempo in modo concreto le imprese del territorio. La crisi è comunque avvertita da numerose aziende come una spinta a ottimizzare le risorse e i processi, a puntare sulla valorizzazione delle risorse umane e della creatività, che ancora connota l’imprenditoria italiana e veneta.

Sul piano internazionale, le economie emergenti da un lato e il bacino del Mediterraneo rappresentano ancora un potenziale mercato di sviluppo da meglio presidiare. Sul mercato interno, viceversa, vanno ricercate e colte maggiormente le nuove opportunità che si aprono nell’ambito sanitario e della salute al di fuori del SSN: lo sviluppo del settore socio-assistenziale, la sanità privata, il mercato consumer legato al benessere personale e all’homecare.

Nei Paesi economicamente avanzati è in corso un profondo mutamento nella composizione sia quantitativa sia qualitativa della domanda di beni e servizi legati alla sanità e alla salute. Questo da un lato provoca un aumento della competizione per intercettare una domanda della sanità pubblica con tassi di crescita sempre più contenuti, dall’altro lato comporta un aumento della domanda proveniente dalla sanità privata, soprattutto nei servizi legati alla cura e assistenza delle persone anziane, ma anche l’emergere di nuovi spazi di mercato e nuove fasce di potenziali clienti-utilizzatori, sia operatori professionali sia cittadini-consumatori (pazienti e ‘caregivers’).

 

Ruolo della sanità pubblica

Se la sanità pubblica prosegue in maniera organica nell’adottare il modello organizzativo ‘hub & spoke’ e/o ricorrerà fortemente alla finanza di progetto, muterà di conseguenza il mix della domanda di attrezzature ospedaliere, elettromedicali e ICT, con una prevedibile ulteriore concentrazione dell’offerta soprattutto nei comparti ad alta intensità tecnologica (diagnostica per immagini, chirurgia, telemedicina ecc.) a favore dei fornitori con le maggiori capacità finanziarie oltre che tecnologiche. Al tempo stesso, la domiciliarizzazione delle cure e il crescente ruolo della medicina sul territorio, caratterizzati da un tasso di intensità tecnologica relativamente inferiore a quello ospedaliero, apriranno nuove opportunità per i produttori di dispositivi medici rivolti alle cure primarie e all’home care, ad esempio realizzando elettromedicali diagnostici plurifunzionali, meno sofisticati e costosi di quelli ospedalieri ma idonei a svolgere in prima battuta le indagini preliminari per indirizzare il paziente verso il corretto percorso terapeutico e assistenziale.

 

Cambiamenti di sistema

La crescente pervasività delle ICT anche nel comparto medicale, comporterà una reingegnerizzazione dei processi aziendali e una riconfigurazione dell’intero sistema/catena del valore, caratterizzato dall’emergere di attività e organizzazioni centrate sui servizi di gestione e reintermediazione dell’informazione, che assorbiranno una crescente quota del valore di mercato. Questo si rifletterà sulle politiche di innovazione, di diversificazione e di posizionamento del portafoglio prodotti delle aziende per rispondere ai cambiamenti dei bisogni e delle motivazioni d’acquisto, in termini di prestazionalità del prodotto, attenzione al design, all’impatto ambientale, al tasso di innovatività/obsolescenza adeguato, fino ad arrivare agli aspetti ‘soft’ sempre più rilevanti del servizio, della personalizzazione, della relazionalità come capacità di coinvolgimento e interazione con le persone all’interno delle loro reti sociali (fisiche e digitali), fino alla responsabilità d’impresa e a una rinnovata importanza del legame con il territorio.

Sul piano dei servizi erogati e delle potenziali sinergie tra pubblico e privato, è pensabile un’ottimizzazione delle risorse attraverso funzioni di ‘agenzia’ attribuite all’impresa privata: ciò potrebbe da un lato consentire un accesso facilitato dell’utente al servizio, dall’altro aprirebbe nuovi spazi di mercato (ad esempio, nel settore dell’assistenza protesica/ausili).

Per quanto riguarda invece la possibilità di competere nei mercati in crescita dei Paesi e delle aree economicamente emergenti, sarà necessario un adeguato adattamento delle strategie di mercato, di posizionamento e di prodotto delle singole imprese puntando sulle micro-nicchie ad alto valore aggiunto e/o sulla personalizzazione artigianale, vero fiore all’occhiello della manifattura italiana.

 

Il rapporto di ricerca “Oltre la crisi, prospettive per il biomedicale veneto”, è stato curato da Domenico Tosello, Marco Franchin, Sandro Storelli, nell’ambito del progetto Osservatorio Biomedicale del Veneto 2012, della Camera di Commercio di Padova.